L’artista del mese – Scultura & Design – I MetalliFilati di Paolo Mezzadri

Paolo Mezzadri

Maggio 2016

Il ferro per me profuma di nostalgia e quello arrugginito di storia.

Per mesi sono rimasta in ascolto. Mi passavano sotto gli occhi tutti i giorni nei social, le assaporavo perdendomi Paolo Mezzadrifra le calde geometrie scomposte e arrugginite ma non riuscivo a fermarle. Poi all’improvviso ho sbottato, come se finalmente ne avessi preso coscienza. Devo averle, mi son detta. Ed eccole qua le opere di Paolo Mezzadri, artista cremonese con una sensibilità rara e l’ancor più rara capacità di dare anima al ferro. C’è una poesia carezzevole nelle sue opere, esse traspirano vita, accendono mondi e visioni, è come se aprissero porte verso scenari surreali fatti di spazi dilatati e disarmonie abbinate. Di certo c’è tanta natura e silenzio, elementi indispensabili per trovare ispirazione e perfettamente restituiti nelle opere.

Le sculture di Paolo Mezzadri nascono da un’esigenza, quella di trasformare gli scarti “non conformi” prodotti dall’azienda di laminati in ferro di famiglia, in qualcosa di “conforme“, non di certo alla produzione industriale, ma indubbiamente a quella artistica e creativa. Questa trasformazione ha dato vita ai MetalliFilati, pezzi di interior design contemporaneo che, ispirati da geometrie, ruggine e forti passioni, oscillano armoniosamente fra arte e Paolo Mezzadridesign. L’artista ha fatto tesoro della tecnica e le tecnologie produttive acquisite e le ha applicate a un campo non seriale, bensì creativo e unico.
Non passa inosservato anche un altro talento di Paolo Mezzadri, cioè la fotografia, che accompagna le sue opere (e-non) in modo doppiamente interessante. Gli scenari e le ambientazioni fanno parte del grande disegno. Gli sfondi rurali, spogli e minimali, esaltano le sculture che si stagliano in un’armonia imbarazzante.
Tutto ciò, son certa che converrete con me, richiede un approfondimento e Paolo Mezzadri si è giusto reso disponibile a rispondere a qualche domanda.

Paolo MezzadriTutto nasce dalla tua azienda di famiglia con la produzione industriale di lamiere e similari. Poi cosa è successo? Cosa ti ha spinto verso un approccio creativo verso il ferro?
Tutto nasce lì in un crogiolo – mondo – dove il ferro con le sue varie sfumature e spessori veniva tagliato, piegato, saldato e sagomato “solo” per diventare un numero di pezzi utili per scopi se vuoi banali. La serialità dei pezzi stessi secondo me sviliva le potenzialità del silenzio. Ogni materia, cioè materiale, in natura è “parlante”, lavorata in questo modo veniva castrata di potenzialità e vitalità e, senza rispetto, veniva catalogata, imballata e spedita. Ho sempre amato le non conformità di questi pezzi che, essendo appunto non idonei per il mercato, venivano bollati con la scritta “NON CONFORME“, pronti per essere rottamati e dimenticati.
Paolo MezzadriSono partito da queste sagome inermi, arrugginite dal tempo e dagli uomini, ho capito che con loro avrei potuto avere un dialogo intimo e silenzioso, sicuramente attraverso di loro avrei scoperto o riscoperto una parte di me.

Dalla produzione in serie all’unicità dell’opera d’arte. Quali sono state le problematiche incontrate nel cammino e soprattutto è un percorso senza ritorno o esistono punti di incontro?
Credo che la produzione in serie sia come uno stile di vita: come stare comodi e vedere cosa succede.
Prima o poi succede qualcosa. Inizialmente il problema più grande incontrato è stata la contaminazione della precisione quasi maniacale. Quando ho capito che il “mio ferro” voleva solo essere considerato, ho iniziato a lavorare più liberamente senza vincoli o sovrastrutture inutili.

Paolo MezzadriArte, design o entrambi? Che relazione c’è per te fra queste due discipline e a quale delle due senti appartenere maggiormente il tuo lavoro?
Spesso mi capita di essere catturato da visioni di grandi installazioni, pezzi unici da vivere e condividere. Quando sono preso da questa energia creativa disegno pezzi grandissimi, immensi, forse pazzeschi. Strutture riconoscibili dove l’uomo possa trovare anche nella condivisione momenti di pace e silenzio. L’energia indispensabile per realizzarli nella mia visione di vita rimane fuori, non diventa predominante in essi, poi la quiete la trovo nei pezzi di MetalliFilati, pezzi con un carattere meno spigoloso. Io non appartengo completamente a uno o all’altro modo di interpretare,
io cerco di vivere semplicemente stati d’animo e necessità.

Paolo MezzadriMetalliFilati. Come mai questo nome?
Di getto senza pensarci, anzi forse era lì che mi aspettava, aspettava una non conformità, più tardi ho capito che quel nome richiama il ferro e la pazienza, non sempre mia, di dialogare con esso in un infinito gesto di tessitura quotidiana per trovare modi, tempi e luoghi per futuri spazi creativi.

Le tue opere sono fortemente emotive, sembrano originate da moti interiori e grandi passioni. È così? Come nascono e da cosa vengono ispirate?
Grazie, questo è un argomento più da occhi che da tasti. Ogni pezzo è Paolo, ogni pezzo racconta un viaggio intrapreso tempo fa. Come per tutti i viaggi ci sono attimi e stati d’animo spesso molto diversi. Alcuni pezzi vivono spesso la solitudine delle mie ansie. Attraverso essi, cerco di esprimere la parte più profonda di me, non sono mai soddisfatto di Paolo Mezzadriquello che realizzo, non voglio raggiungere nulla di particolare o diventare nessuno di molto importante, ma nei miei pezzi se li metti in fila, se li ascolti con attenzione troverai spesso spunti che ti portano a riconoscere le miei fermate. Ogni pezzo è’ davvero un momento della mia vita.

Parliamo della ruggine, poesia di antico e storia. Cosa significa per te?
La ruggine è tutto, la ruggine è vita, la ruggine cambia in continuazione, cambia visioni e attimi e poi il profumo che per me non è odore. Profumo di vita e di domani e di oggi che sta cambiando…
La ruggine poi sporca e, proprio per questo, dà un valore diverso di identità e di vita.

Paolo MezzadriGeometria, simmetrie, asincronie armoniche, proporzioni alternative: tutti concetti di cui scorgo riverberi nelle tue opere. Sono ricercati o ne sei autore inconsapevole?
Sono inconsapevolmente trasportato da gesti infiniti di prove e stati di totale insoddisfazione verso i miei oggetti, spesso servono giornate per riprovare e per non scoraggiarsi. Non conosco i volumi, le ombre, le proporzioni, la storia, i grandi e tutti i grandissimi. Cerco di realizzare attraverso i – pezzi – parti di me non sempre conosciute, molte volte inizio e finisco con frenesia e senza respiro, vedo e realizzo, vedo e parto. Mi sembra di essere posseduto. Altre volte la fatica è immane senza senso, non capisco ma non mollo. Alla fine mi ritrovo senza nulla. Senza pace.

Le lettere hanno per te un significato particolare. Ce ne vuoi parlare?
Paolo MezzadriSagome conosciute da subito e, per cause in via di accertamento, perse e ritrovate ultimamente. Le uso, anzi collaboro con loro, per cercare momenti e condivisioni. Usandole in ferro posso sentire e apprezzare la loro plasmabilità e quel profumo di – ruggine – tanto indispensabile quanto ricercato. Le lettere stanno percorrendo con me un pezzo di vita, con loro mi sento meno solo, alcuni dialoghi risultano più completi e meno affannati. Conoscere e riconoscere tutte le lettere non è’ poi così scontato, mi sto fortemente impegnando.

Paolo MezzadriParlaci della fotografia. Sei tu a comporre gli scenari in cui ambienti le tue opere?
Sì, sono tutti scatti veloci. Gli scenari nascono così, intuizioni dell’ultimo secondo mettendo insieme quello che mi fa stare bene.

Su cosa stai lavorando in questo periodo? Nuove idee e/o progetti? Mostre in vista?
In questo momento sono in un momento di vuoto, ho terminato alcuni progetti per il Salone e Fuori Salone del Mobile a Milano per quanto riguarda MetalliFilati. Per il resto sto cercando di mettere insieme alcuni pensieri arrugginiti.

Link utili / Useful links:
Paolo Mezzadri – Website
MetalliFilati – Website

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2 commenti

  1. È inutile… chi fa l’artigiano ha un’indole artistica che se viene coltivata e incoraggiata finisce per regalarci meraviglie come queste!

    1. In sardo si dice “Ci Poris Contai” ahahah traduzione: hai ragione!!!

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