Racconti

Quando la caccia alle balene non è uno scempio della natura

Nel giro di qualche anno la mia città è stata invasa dalle balene.
Inizialmente erano poche, poi in poco tempo si sono moltiplicate a vista d’occhio.
Mi soffermavo ad ammirarle per le strade e i suoi angoli, chiedendomi chi le avesse portate fin qui.
Finalmente i miei amici mi illuminarono. Così seppi che si trattava di un artista di nome Crisa.
Nei suoi graffiti messaggi di vita, di incitamento al risveglio interiore, balene urbane sospese nei muri…

Dopo qualche mese in cui le avevo soltanto sfiorate, presa dallo stesso irrefrenabile desiderio che animava il capitano Achab nella sua caccia serrata all’enorme balena bianca Moby Dick, decisi di dare la caccia ai pacifici animali.
L’arma con cui decisi di immolarle era una banale macchina fotografica, e pure scadente…
Stilai una lista dei luoghi dove le avevo notate, ed iniziai da quelle più visibili e scontate.
Ma non mi accontentai. La febbre della caccia si era impossessata di me. Così pensai di farmi aiutare.
Pubblicai un album su facebook con le foto e chiesi ai miei amici di aiutarmi nella ricerca.
In questi momenti ti rendi conto della potenza del social network. Ognuno ne ricordava una diversa, e riuscii a catalogarne altre, di specie affini, o anche completamente diverse, come la famigliola di blattine di Terramaini o marito e moglie blattina che brindano enigmatici in uno scorcio della città vecchia.

Chiamai un amico e mi feci portare nei posti segnalati. Con lo scooter muoversi per la città era molto più semplice. Mentre l’aria autunnale ci schiaffeggiava, ci guardavamo attorno alla ricerca dei simpatici animali.
La macchina fotografica sempre a portata di mano e la fame di nuove prede da immortalare.
Ho saltato cancelli e profanato giardini, mi sono infilata in angoli mai visti e recessi celati.
Ogni volta che aggiungevo una balena alla mia collezione o che la vedevo comparire all’improvviso davanti ai miei occhi, mi attraversava uno strano fremito di felicità.

Le avevo prese quasi tutte. Ne rimanevano davvero poche.
Quando è giunta in me questa consapevolezza, ho preso una decisione. Basta con la caccia!
In questo modo rischiano l’estinzione emotiva nella mia vita. D’ora in poi le “prenderò” solo se le vedo per caso.
Ogni tanto ne vedo una e la fotografo, e ancora quando la individuo mi brillano gli occhi e una sensazione di piacevole stupore mi invade, ma basta con la caccia, non voglio di certo fare la fine del triste capitano inghiottito dalle onde perché impazzito dalla sete di vendetta verso il candido animale.
Io quella gioia bambinesca me la voglio tenere!

Collezione completa dei miei trofei di caccia

LINK UTILI:
Federico Crisa su questo blog
Federico Crisa – Website
Federico Crisa – Facebook fan page

5 risposte »

  1. Balena spiaggiata su commissione là dove ci dovrebbe essere una Pecora di colore Rosa. Già triste quando la balena si spiaggia volontariamente attratta dai calcinacci ma su commissione non lo tollero…..giustizia Picci, giustizia.

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