Come ho sconfitto il dualismo psicotronico domenica/lunedì

La domenica è una giornata strana.
Prima, da studentessa, i giorni erano pressoché tutti uguali. Anche il lunedì era un bel giorno.
Beh certo l’andazzo era quello di fare tardi, svegliarsi tardi, “Tanto le lezioni non servono, studio direttamente a casa”. Cagliari - Mercatino viale TrentoSveglia, colazione, seduta di studio e poi si vive… Cene, concerti, feste, localini… Bei tempi! Belli e dannati!
Poi si entra crudelmente nel mondo del lavoro. I pomeriggi “intellettuali” coi colleghi di studio inframmezzati dalla pausa caffè iniziale, la pausa the delle cinque, la pausa “Dai interrompiamo un attimo per liberare la mente” a metà seduta, la pausa sigaretta ogni dieci minuti sono solo un vecchio ricordo.

E si inizia a scandire la settimana. Il lunedì disastroso per il rientro a lavoro, il martedì neutro perché ancora troppo vicino al lunedì e troppo lontano dal week end. Un giorno un cui si fa finta di non pensare al lento ed abitudinario fluire della settimana. Cagliari - Mercatino viale TrentoIl mercoledì che fa da ponte, si sa il mercoledì, come il prezzemolo, è sempre in mezzo. Il giovedì si inizia ad essere ottimisti e a prendere la vita per il verso giusto. Soprattutto grazie al pensiero che l’indomani è venerdì. Santo giorno il venerdì. Ci si sveglia col sorriso. Mancano dodici ore e prenderò il volo verso il fine settimana, e soprattutto domani non avrò la sveglia. E così velocemente arriva il sabato. Una bella invenzione il sabato, fonte di grandi soddisfazioni e complice di tante avventure. Il problema è che dura poco, lasciando spazio all’inesorabile e problematica domenica.

La domenica si pone come un difficile ostacolo per il raggiungimento della tanto agognata stabilità psicologica. Cagliari - Mercatino viale TrentoL’indomani si torna a lavoro e si ripensa al succedersi ripetitivo della propria scandita esistenza, per cui sopraggiunge talvolta una certa cupezza d’animo. Fino al pranzo si è ancora semi felici, poi arriva il pomeriggio con la partita per alcuni e/o il sollazzo spensierato per altri.  All’improvviso sovviene una certa malinconia dei tempi che furono, quelli in cui domenica, lunedì e martedì e così via erano identici. Un certo silenzio interiore ti agguanta per non mollarti più fino al momento in cui spegni la luce e ti addormenti.

Bene, io oggi ho deciso di cambiare la mia domenica e regalarmi la sicurezza di essere felice domani mattina, mentre col mio solito fare scazzato, cercherò di raggiungere l’ufficio per riprendere i soliti ritmi.
La destinazione stavolta è il mercatino di Viale Trento. Da un po’ ci volevo andare, ma la pioggia o altri  imprevisti hanno sempre impedito che ci mettessi piede. Ed invece oggi tutto è favorevole. Cagliari - Mercatino viale TrentoUna bella giornata, la sveglia presto e la voglia di vedere qualcosa di diverso.
Salgo in sella alla mia inseparabile brabsmacchina e mi dirigo verso Cagliari. Mi stupisco della ressa di macchine e persone che animano l’intero quartiere.  Riesco miracolosamente a trovare un parcheggio e mi addentro nel mercato. Le bancarelle mi affascinano, soprattutto quelle che vendono pezzi antichi di ogni genere: fisarmoniche, cornici, stampe, stufe, lampadari, le classiche monete. Si trovano anche vecchie zappe arrugginite. Mi chiedo chi le possa comprare e a quale scopo.
Mi fermo da un vecchietto che vende vecchie stampe ed oggetti. Ci chiacchiero, è uno che ci va ogni domenica. Mi dice che che si è dimenticato di prendere  delle altre parti dell’oggetto che mi interessa. Le porta domenica prossima. Mi viene in mente che per lui quello di stare lì ogni domenica è un modo diverso di scandire la sua settimana.

Continuo il mio percorso. Fra vecchi filmetti erotici anni ottanta, vedo un Totem Comics tutto rovinato. 1 Euro. Aggiudicato immediatamente, non ci penso nemmeno. Fuochino. Gli indizi mi dicono di seguire quella strada perché sono vicina alla meta. Cagliari - Mercatino viale TrentoPoi arrivo finalmente alla luce. Da lontano mi appare come un fulmine, la stella cometa che guidava i re magi che devia il mio cammino. Una distesa incredibile di fumetti. Dai classici Dylan Dog, Nathan Never, Legs Weaver etc, per finire su una pila di Totem Comics che punto immediatamente con fare da cane ringhioso. Mi guardo intorno, nessuno me li vuole fregare. Per ora, devo stare attenta. Mi inchino, li prendo e chiamo il bancarellaio. Mi fa un’offerta, me li vende tutti a 0’70 centesimi. Accetto immediatamente, senza neanche controllare se ce li ho già. Mi vuole fare il conto. Ma sta scherzando? Fammi guardare intorno. 4 Manara, 1 Frigidaire, 1 L’eternauta, 1 Totem (non Comics), 4 Nathan Never normali ed 1 Special. Mi regala un Blue perché c’è un fumettista che mi consiglia.

Mentre mi dice i prezzi, prende ogni albo in mano e quasi lo accarezza. Mi racconta di fumettisti che io nemmeno conosco. In realtà non conosco molti dei fumetti che sto comprando, me ne hanno parlato e li voglio leggere per curiosità. Cagliari - Mercatino viale TrentoMi parla degli stili, mi fa nomi sconosciuti. Io ascolto in silenzio. Fra me e me penso: “C’è qualcuno più psicopatico di me sui fumetti… Sicuramente più preparato.”. Gli chiedo come faccia a venderli, a separarsene. Mi guarda come se fossi una fuori e mi risponde: “Ma secondo te? Io ho la mia collezione, questi sono tutti doppioni o pezzi che mi passano.”.
Mi fa il conto. 25 euro.

Non esito un attimo e concludo l’affare.  Mentre mi sistema gli acquisti continua a parlarmi dei tesori che possiede a casa sua. E’ bello parlare con qualcuno di fumetti e non essere presi per pazzi, anzi risultare la meno pazza della situazione. Cagliari - Mercatino viale TrentoAlcuni pezzi non si fida di portarli al mercato. Mi lascia il suo bigliettino. Che bello, lo spaccio di fumetti. Sapevo che c’era qualcosa di losco dietro tutto questo…
Un tizio vicino mi indica e dice: “Signorina gli faccia un prezzo per l’intera bancarella e fa prima…” .
Lo guardo e sorrido, lui non lo sa ma questo piccolo acquisto ha cambiato la mia settimana. Domani sarà un lunedì felice…

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