La benedizione dello Spread

La benedizione dello Spread - Gabriele LoiQualche migliaio di anni fa, esisteva una cultura ricca e prosperosa che alcuni riconoscono come la culla della civiltà, il popolo che pose le basi per la nascita del pensiero critico e della filosofia. Lì dove i primi filosofi passeggiavano sul selciato della conoscenza, tentando di abbozzare teorie sulla nascita e sul senso dell’uomo.
Non è difficile indovinare quale sia questo misterioso luogo, fatto di capitelli ed edifici monumentali di grande imponenza sia fisica che simbolica. Parlo della penisola ellenica, della Grecia col suo centro in Atene.

Si narra che Zeus si innamorò perdutamente di una fanciulla umana chiamata BiTiPì. Nonostante i controlli serrati di Era, che aveva ingaggiato un detective privato per seguire il suo infedele marito, famoso per le sue avventure erotiche extraconiugali, egli riuscì ad incontrarla. La benedizione dello Spread - Gabriele LoiCoi suoi modi eleganti e gentili, riuscì a convincerla a concedersi, promettendole di farla sua amante e di farla vivere nelle agiatezze. Da questo incrocio divino nacque un figlio di nome Spread.
Il bambino crebbe e si fece un bel fanciullo. Le sue doti erano note. Egli possedeva una soggiogante bellezza e soprattutto ogni persona che aveva a che fare con lui ne traeva giovamento, sia a livello umano, perché possedeva una grande energia positiva, sia a livello economico, perché aveva la grande qualità di far andare a suo favore qualsiasi affare. Il classico fortunato, a Paperopoli sarebbe un Gastone, per fare un esempio estremamente calzante.

Quando Era venne a sapere del giovine, andò su tutte le furie e decise di vendicarsi direttamente sul frutto dell’atroce peccato. Dopo aver distrutto col pensiero il povero detective, che non era stato in grado di La benedizione dello Spread - Gabriele Loidarle a suo tempo le giuste informazioni, scese fra gli umani e si mostrò a Spread mentre questi dormiva. Nel sogno la Dea lo trasformò, scavandogli il viso in un ghigno addolorato e gli inferì la maledizione che avrebbe portato sempre sfortuna, qualsiasi cosa avesse toccato si sarebbe trasformata in qualcosa di negativo. Insomma il classico porta sfiga, un Paperoga per continuare sullo stesso filone…
Fu un incubo terribile da cui il ragazzo si risvegliò angosciato. Dopo essersi toccato il volto, corse veloce in bagno a guardarsi allo specchio. “Noooooo! Non ho sognato! La maledizione di quella cornuta di Era è reale!”, urlò disperato.

Sua madre lo aveva sempre messo all’erta verso quella strega. Si guardò ancora una volta. I suoi dolcissimi tratti, che in passato l’avevano quasi fatto sembrare una ragazza, spezzati da quel ghigno , lo trasformavano in un mostro, un terribile obbrobrio della natura. La benedizione dello Spread - Gabriele LoiSpread corse dalla madre e le raccontò l’accaduto e lei, ormai spalle al muro, dovette dirgli che suo padre non era il falegname di nome Giuseppe, ma il padre degli dei, il sovrano dell’Olimpo. Il ragazzo piombò nella disperazione più cupa, soprattutto dopo essersi reso conto che anche l’altra maledizione si era avverata. Perse tutti i suoi averi e tutto iniziò ad andare storto, sia a lui, sia a chi aveva la sfortuna di incontrarlo. Le persone iniziarono ad evitarlo e diventò sempre più solo. Cadde nella miseria e cercò di recuperare un po’ di soldi, ma gli applicarono dei tassi di interesse da usurai e, una volta alla settimana, gli mandavano pure gli scagnozzi per minacciarlo di pagare. Disperato, corse verso il fiume e, sentendosi schiacciato da un enorme fardello d’incontrollabile ansia, dopo aver implorato disperatamente suo padre “Zeu pater!”, si mise le mani alla gola disperatamente, come se si sentisse strozzare, e cadde morto.

Zeus, che se la stava spassando con una pollastrella, sentì il grido del figlio illegittimo  solo in segreteria la notte e, per una volta nella vita, si sentì quel verme che era stato (e che Era). La benedizione dello Spread - Gabriele LoiSpread non aveva retto allo stritolamento economico che gli era stato imposto dalla vendicativa dea e ciò lo aveva inesorabilmente fatto piombare nella decadenza e poi l’aveva portato alla  morte. D’altronde che garanzie forniva perché gli potessero applicare un tasso di interesse decente? E lui invece? Non era stato in grado di proteggere quel suo figlio, reo solo di essere frutto di una sua scappatella con la madre. Si impietosì talmente che, per pulirsi quel briciolo di coscienza che gli era rimasta, materializzò una statua che rappresentava il capo del figlio durante la sua morte. La persona in possesso di quella statua avrebbe avuto sempre fortuna e la sua vita sarebbe stata ridente.

Non ricordo se ho letto di Spread da qualche parte o se Zeus mi è apparso in sogno. Non sono sicura. Ciò nonostante, quando ho visto per la prima volta la nuova opera di Gabriele mi sono spaventata. La benedizione dello Spread - Gabriele LoiTroppe somiglianze con la leggenda. Non solo l’espressione del volto e la mano alla gola, ma anche il nome. E se Zeus mi avesse mandato un segnale? Se fosse la famosa statua benedetta dal dio del cielo? Beh di certo è davvero favolosa, con quei tratti decisi e vellutati e perfetti. Anche quel ghigno ha in sè una perfezione disarmante, come se qualcuno lo avesse scolpito nel marmo. Mi sa che chiamo Gabriele e gli chiedo a quanto me la sgancia. Fra vedere e non vedere…

Credits:
Sito web di Gabriele Loi
Foto (C)2012 Marilena Ginevra Riello
Intervista a Gabriele Loi su mediterraneaonline.eu – Veronica Matta

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