Che senso ha un (Sardigna) Bloggin Day se un (sardinian) blogger non ci fa un post?
E qui subentro io…
Sardignola di origine e di recente espansa nell’universo blogghettaro, una dimensione in continuo movimento e dal fascino conturbante.
E’ un caldo pomeriggio di aprile, quando i nostri tre eroi decidono di intraprendere quel viaggio. Superando una certa afa paralizzante ed i soliti amichevoli alterchi da “Chiudi il finestrino, sembra di essere in piena tempesta sahariana” o “Abbassa il volume, non siamo a Woodstock”,
i compagni di avventura si inoltrano fra le impervie deviazioni della SS131 fino a giungere alla volta dell’ospitale e ridente paese di Solarussa, nell’Oristanese. I tre baldi giuovani chiedono indicazioni a delle simpatiche signore comodamente appollaiate su sedie per la strada e, nonostante vari misunderstanding dovuti al gap linguistico e generazionale, riescono a trovare la via maestra, dopo aver scorto una bellissima chiesa vecchia ed abbandonata in un’erbosa collina di periferia.
Il comunicato parla chiaro: una giornata all’insegna dell’incontro e del dialogo
con alcuni bloggers su alcune tematiche rilevanti per una riflessione sul futuro culturale, economico ed ambientale della Sardegna. Tutto ciò accompagnato dalla dimensione di piazza, con bancarelle di vari artisti, street painting e musica in una jam session finale.
Dopo aver perlustrato accuratamente il paese, finalmente troviamo la zona transennata come da indicazioni e ci fermiamo. Proprio di fronte al bar dello Sport. Tutti si preparano al partitone pomeridiano Cagliari-Chievo.
Le birre non si contano e il nervosismo si taglia nell’aria.
Riusciamo ad oltrepassare questa coltre di tensione calcistica e ci inoltriamo nella piazza, dove si terrà la manifestazione. L’atmosfera è da Far West, non tanto per l’ambientazione, quanto per il caldo asfissiante che si accalca terribilmente su di noi. Vedo gomitoli di sterpi rotolare nelle strade. Mi asciugo il sudore e mi giro a scrutare i miei coraggiosi compagni. Sembra stiano bene, possiamo proseguire per il cammino.
La hostess avvisa che ci sarà un po’ di ritardo, dovuto alla grossa perturbazione di
monsoni impazziti che si sta scagliando inspiegabilmente e con furia sull’aereo.
Attendiamo fiduciosi, finché viene dato il segnale di sganciare le cinture e giungiamo a terra incolumi. A fare gli onori di casa Gianni Zanata che ci parla di informazione e giornalismo partecipativo, illustrando le problematiche e la frequente inadeguatezza del giornalismo tradizionale con l’avvento
dei blog e dei social network. Poi è la volta di Giovannella Dall’Ara col tema dell’ambiente, della sostenibilità e della salvaguardia e la presentazione del progetto Scirarindi. A seguire una breve rappresentazione teatrale dal titolo “L’evoluzione”, che ben rappresenta la frenesia informatizzata odierna contrapposta ad un liberatorio ritorno alle origini.
Poi è la volta dello scrittore e poeta Alberto Masala
che, nella splendida ambientazione di una vecchia lolla (Casa Sanna), risponde ad alcune domande riguardanti la cultura sarda ed il suo porsi in relazione alle culture altre in questo momento di crisi. Il discorso è talmente ampio e coinvolge a catena talmente tanti altri aspetti del vivere che, citando lo stesso Alberto, “si potrebbero aprire dei file…”.
Compito arduo, infine, è affidato a Vito Biolchini, che ci parla di economia e discute della crisi attuale, che non coinvolge solo la Sardegna, ma che in Sardegna risulta particolarmente problematica per l’assenza di risorse attualmente sfruttate per far fronte al problema.
La giornata si rivela molto interessante, il dibattito è acceso. In particolar modo percepisco, da parte dei giovani di Solarussa, un certo
interesse partecipativo verso questi argomenti e fra me e me penso che forse non è tutto così nero come sembra. Forse se davvero i giovanissimi, come questi ragazzi che vedo incuriositi ed interessati a cambiare il loro destino, prendessero coscienza dei problemi attuali e cercassero di risolverli in modo intelligente, anche se nel piccolo e a piccoli passi, si potrebbero trovare dei modi per combattere questo momento particolarmente buio della nostra storia economica e culturale.
Azzanniamo il classico panino caddozzo che dopo tanto elucubrare
ci sta a pennello, accompagnato dall’ennesima birra e torniamo a casa speranzosi, con la voglia di trovare delle risposte ai diversi interrogativi che sono scaturiti da questo insolito sabato.
Però alla chiesetta abbandonata sopra la collina ci dobbiamo tornare, l’ho promesso a Marilù!
Credits:
Foto (C)2012 Marilena Ginevra Riello
Link utili:
Gianni Zanata
Portale Scirarindi
Alberto Masala
Vito Biolchini
Solarussa in movimento – Pagina facebook
Categories: Progetti foto-narrativi, Racconti, Tendenze ed eventi
Complimenti.. ottima sintesi!
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Grazie!
Complimenti soprattutto a voi per l’iniziativa ;)
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