Fotografia

Storia di un clown e di una trapezista

Da bambino sognava di fare l’astronauta, di salire sulla luna e deambulare così come aveva visto nelle immagini alla tv. Avrebbe calpestato il suolo lunare e sarebbe diventato famoso, proprio come Armstrong e compagni. Il suo nome sarebbe rimasto nella storia. Si, il suo nome… Remo Mori. Non si era ancora accorto della pericolosità del suo nome, Marilena Ginevra Riello - Circofinché un giorno, alle scuole medie, la professoressa, facendo l’appello, chiamò il suo nome. E lo fece scandendo bene: “Mori Remo”!
Tutti si misero a ridere, Mori Remo o moriremo? E ridevano. Remo ci rimase piuttosto male e tornò a casa in cerca di spiegazioni dai suoi genitori. Essi caddero dalle nuvole. Non si erano mai accorti del giochino di parole.
Quella loro leggerezza apparve al ragazzo come un affronto perpetrato ai suoi danni da due esseri superficiali ed insulsi, che, in quel modo,  avevano rovinato per sempre la sua rispettabilità. Il suo rapporto con loro non fu mai più come prima.

Fu allora che il nostro Remo entrò in un periodo di crisi esistenziale. Non poteva crederci, avrebbe dovuto rinunciare a qualsiasi desiderio. Marilena Ginevra Riello - CircoAnche quello di fare l’astronauta. Chi mai avrebbe voluto un membro dell’equipaggio con quel nome? Il problema non era solo il gioco di parole, ma anche il significato. Lo avrebbero preso per porta sfiga, come già facevano a scuola, dove si era sparsa velocemente la voce.
Passò dei mesi terribili, non fece amicizia con nessuno, si chiuse sempre di più. Finché un giorno incontrò una ragazza, anch’essa solitaria, Marilena Ginevra Riello - Circomentre passeggiava nel cortile a ora di ricreazione. Lei gli si avvicinò e gli si mise davanti. “Ciao Remo”, lo salutò. Lui uscì improvvisamente dal suo mondo, alzò lo sguardo e vide una bellissima ragazza dai capelli biondi e gli occhi profondi che gli sorrideva. Il cuore gli si fermò. Cercò di respirare ma gli fu quasi impossibile. Una terribile morsa gli serrò lo stomaco.

La ragazza continuò a parlare con un tono rilassato e sereno e si presentò. Si chiamava Chiaretta e gli disse che Marilena Ginevra Riello - Circolo aveva osservato da parecchio e che la aveva incuriosita il suo essere diverso dagli altri ed un po’ solitario. Spesso si chiedeva quali grandi segreti potesse nascondere, quali fossero i suoi pensieri mentre faceva avanti indietro per il cortile, lontano da tutto e da tutti. Alla fine gli chiese: “Posso stare qui con te?”.
Quella ragazzina l’aveva spiazzato. Certo non si aspettava una domanda del genere. Come dirle di no? “Certo…” le rispose.
Marilena Ginevra Riello - CircoScoprì che aveva la sua stessa età, ma che era in una sezione diversa. In effetti Remo non l’aveva mai vista. Lei gli disse di sapere il perché lui si fosse isolato. Sapeva della questione “MoriRemo”. Gli disse che secondo lei non era così grave e avrebbe semplicemente dovuto trovare un modo per rigirare a proprio favore quella situazione. Di certo non avrebbe potuto passare la vita nascondendosi. Chiaretta sembrava più grande della sua età, pensò Remo. Parlava con semplicità di tutto, come se niente fosse realmente importante.

Questa scena si ripetè ogni giorno per anni. Inizialmente Remo era un po’ titubante nel farla entrare nel suo mondo, poi si lasciò andare. Marilena Ginevra Riello - CircoSoprattutto quando capì che i loro mondi erano davvero molto simili. Anche lei, come lui, si sentiva diversa. Apparteneva ad una ricca famiglia di notai che aveva già deciso la sua vita, cosa avrebbe dovuto fare, quando e perché. Ma lei non aveva nessuna intenzione di percorrere quella strada. Lei voleva fare la trapezista al circo. Il suo sogno era quello di prepararsi ogni sera e sfidare la sorte sopra quei fili appesi per aria. E ci sarebbe riuscita.
Marilena Ginevra Riello - CircoRemo imparò a conoscerla e capì che sarebbe davvero successo. Niente l’avrebbe fermata.
L’amicizia con Chiaretta fu un dono dal cielo per Remo che acquistò sempre più fiducia in se stesso. Spesso discussero del suo difetto e lei gli spiegò che la soluzione migliore era quella di riderci su, trattarlo con auto-ironia e trasformarlo così in un pregio, in un qualcosa che lo valorizzasse, ribaltando la situazione.

Remo ci riflettè a lungo e  capì che Chiaretta aveva ragione anche stavolta. Iniziò a prendersi in giro e lo fece sempre di più anche con gli altri. Invece di chiudersi, quando loro lo prendevano in giro, egli, non solo ci rideva su, spiazzandoli, Marilena Ginevra Riello - Circoma aggiungeva anche altri aneddoti che contribuivano a creare una macchietta di se stesso, che prima di tutto divertiva anche lui. Scoprì di avere una grande dote: quella di far ridere. Anche senza farlo apposta, creava ilarità. La prima ad accorgersene fu Chiaretta che osservò il suo cambiamento con piacere. Finalmente lo vedeva felice.
Poi un giorno Remo le disse: “Chiaretta, verrò con te. Ho capito, farò il clown!”.

E così fu. Chiaretta e Remo  finirono le scuole, sempre inseparabili. Poi insieme decisero di contattare un circo che li accolse con gioia, insegnando loro le tecniche per poter lavorare. Marilena Ginevra Riello - CircoInizialmente fecero solo gli aiutanti, poi piano piano le loro strade si spianarono e adesso li vediamo veri protagonisti del loro mondo a colori: il circo.
Nessuna convenzione da rispettare, piena libertà, una vita in movimento… Quello che avevano sempre desiderato.
Contro il volere dei genitori di Chiaretta, che non avevano mai tollerato la sua decisione, essi si unirono in matrimonio con un rito tutto loro. Si amavano da anni, ma, solo una volta coronato il loro sogno, il loro sentimento divenne chiaro ad entrambi.
Dal loro amore nacque una figlia, bella come la madre e simpatica come il padre, tanto che le diedero il nome d’arte: Tina Pata…

N.B. la storia di Remo e Chiaretta è interamente frutto della mia fantasia. Il lavoro fotografico di Marilena, che ha avuto la grande fortuna di seguire i due personaggi, verrà esposto alla mostra che si terrà a partire da venerdì 4 maggio presso L’OPOZ, Art-Cafè Restaurant in via Giardini 145 (pressi piazza Tristani).

Credits:
Foto (C)2012 Marilena Ginevra Riello
Mostra – Prospettive circensi & scarabocchi astrusi

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