Yo, me & Sevilla – A pampores (Sexta noche)

Forse Dio esiste. Che fosse lui o semplicemente una proiezione delle mia mente, stanotte mi è apparso in sogno. Dietro una forte luce accecante, molto somigliante al sole di punta di Siviglia, mi guarda negli occhi, con sguardo di rimprovero e tuona: “Volevi fare la sborona? Questa è la giusta punizione! Peusu po’ tui!”
Lo sapevo, cazzo… la punizione divina…
Perplessa, esclamo: “Ma Dio, come parli?”.
La sua risposta arriva immediata e pungente: “Parlo come mi pare, d’altronde sono Dio!”.

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Mi sveglio di soprassalto, tutta sudata e con una sensazione di terrore addosso, resa ancora più atroce da un bruciore diffuso. Chiamo la mia psiche alla calma con un “No panic!” vigoroso, e mi dirigo allo specchio con timore. Quasi svengo nel vedere la mia faccia trasformata in un grosso pallone da basket, o forse un melone. Ci ho pensato a lungo senza riuscire a trovare un paragone adatto, forse non esiste in natura. Sì, perchè non mi risulta esistere un melone stragonfio, fumante e rosso come un peperone. Il dubbio adesso è solo di che grado possa essere l’ustione che sfocia carezzevole sul mio viso, rendendomi un incrocio fra un maiale mediamente piazzato ed un gamberone del Madagascar bello grosso e saporito.

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Non posso di certo farmi prendere dal panico, non adesso che manca poco al rientro. É come quello che si trova all’ultimo scalino di una scala e decide di tornare indietro per la stanchezza. Beh comunque se potessi, io lo farei adesso di tornare indietro fino all’inizio, ma credo non sia possibile, quindi non mi resta che andare avanti con coraggio, nonostante sembri la sorella di Freddy Krouger.

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Mi vesto in fretta e scappo il più lontano possibile da qualsiasi superficie in qualche modo riflettente. Non mi avrete mai, mi ripeto!
Come deciso il giorno prima, incuriosita da quell’enorme edificio serpentato e tanto chiaro da riflettere sulle mie carni il sole pungente di Siviglia, decido di andare in Placa de la Encarnación. Sì, proprio sul mostro futuristico da cui il mio romantico innamorato si affacciava a contemplarmi, quando ancora ero una ragazza dal colorito sano.

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L’edificio, che si chiama Metropol Parasol e che fu cosfruito fra il 2005 e il 2011, è maestoso e si sviluppa su diversi livelli, a partire da 5 metri sotto terra dove risiede un museo di antichi resti romani. Sopra di esso, un piano è occupato dal mercato, che purtroppo oggi non fanno, essendo domenica, e da un piccolo centro commerciale. Poi si trova l’enorme piazza, utilizzata per spettacoli, su cui poggiano delle colonne mastodontiche che si aprono, come steli, a sostenere la zona panoramica spiriforme, a circa 26 metri di altezza, dove si può ammirare la città dall’alto.

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Da donna ordinata e conforme quale mi pregio d’essere, parto dal piano più basso, per poi salire verso il grande terrazzo sulla città. La verità è che ho sempre lasciato per ultime le cose che mi piacciono di più. É per questo che mangio la parte più buona della pizza fredda, dopo essermi attardata a ritagliare maniacalmente i bordi. Però mi ostino a pensare che sia una buona abitudine, nonostante tutto.

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Entro quindi nel museo chiamato Antiquarum de Sevilla. All’interno, fra pareti al neon che sparano colori sgargianti, alternando fucsia a blu elettrico e similari, sono esposti gli antichi resti di quella che doveva essere una fabbrica di una pasta poco pregiata. Il dominus, a quanto sembra, doveva essere un uomo facoltoso, forse un commerciante di materiali liturgici cristiani, sotto l’infllenza di Bisanzio. Probabilmente gli scambi commerciali si effettuavano attraverso il porto di Ispali, che in quel periodo era più vicino a Siviglia. Sì, perchè, dal ritrovamento di scheletri e squame di pesci, si pensa che prima la costa fosse parecchio vicina. Queste info derivano dalle colonne di informazioni disseminate nel luogo, che mi preoccupo di interpellare, vista l’assenza imperdonabile delle mie amate audioguide.

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Dopo 5 minuti, una noia mortale e lo stontonamento psichedelico da strobo CheNeancheInUnaDiscoteca delle luci sulle pareti, decido di salire alla panoramica. Per fortuna stavolta niente scalini, un comodo ascensore che mi accompagna fino ai piani alti. Esco nell’enorme terrazza e quasi vengo folgorata dalla luce del sole. Essa si riflette sul bianco candido delle spire che la compongono, tanto da trasformare i 35 gradi che di sicuro ci sono in un bel 40 o più. Una figata assurda, insomma…

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Salgo nel punto più alto e scorgo un aggeggio binocolare. Con un euro posso spiare tutta la città, la Cattedrale da una parte, la piscina di ieri dall’altra. Con una sensazione strana dentro, salgo sulla panca, infilo la moneta e scorgo fra i tetti. Nessun puntino bianco, di lui neanche l’ombra…

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La faccia mi brucia, il caldo mi asfissia, sento di essere quasi sul punto di trasformarmi nell’omino a combustione spontanea di joecartoon. Credo sia meglio ritirarsi, una pausa ci sta, l’ombra, una birra ghiacciata e la siesta.
Faccio tutto con calma, come si addice ad una ragazza ben inserita nel tessuto socio-culturale di questa pacata cittadina e son presto pronta per la serata. Oggi finalmente assaggerò i famosi ravioli di Massimiliano. Ho appuntamento per cena con altri sardi che abitano e lavorano qui, in particolare due sarde di Thiesi.

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Prima di cena, che qui si mangia non prima delle dieci e mezza, passo al mio bar designato per l’aperitivo che sta dando la partita Siviglia-Granada. Sono tutti concentrati sulla partita. Mi siedo in un tavolo, rubo uno sgabello e mi mischio con la tifoseria locale. Scopro il colore della maglia sivigliana esclusivamente dalla foga con cui si accaniscono sulle azioni. Ma imparo subito, mi sento totalmente integrata.

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La notte è brava, molto brava, pure troppo per i miei gusti. Passiamo in locali diversi, attraversiamo quasi tutta la cittá, fra pseudo centri sociali, localini particolari… divento bravissima a freccette e rispolvero pure il flipper ed il biliardone.
Torniamo all’alba, posso dire di aver vissuto pure la movida sivigliana. Un quadro completo, a chiudere questi giorni…

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2 commenti

  1. Ah… meno male..non che fossi preoccupato ..ma il pensiero correva!!
    la nostra B. corrispondente da Sevilla più che mai intrigante…ormai è
    la scossa giornaliera…..peusu pro mie!!!!

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