Progetti foto-narrativi

Di matrimoni, vecchi ruderi, passaggi segreti e altre amenità (Seconda Parte)

Saint AndrewsGuglielm si annoiava da parecchio ormai. Non che si fosse mai divertito, ma almeno nella prima fase della cerimonia fra parenti da salutare e rito da seguire, era stato troppo occupato per rendersene conto. Adesso era solo già da un po’. Nello spazio centrale del ristorante dove si svolgeva il rinfresco gli invitati, quasi totalmente fradici di vino, si dimenavano in balli e canti. Guglielm ci vedeva un girone dell’inferno di quelli descritti da quell’italiano, come si chiamava? Aveva visto delle vecchie illustrazioni che l’avevano colpito molto. Ora ci rivedeva loro, quelle facce semiconosciute, quei cappellini abbinati ai tailleur eleganti, quegli ostentatori di superiorità sociale, tutta quella finta cortesia di facciata. Ebbene Dante (ecco come si chiamava) li avrebbe mandati all’inferno, lì fra i suoi gironi. E anche Guglielm, se avesse potuto decidere.
Si guardò intorno, mancava circa un’ora all’appuntamento coi gemelli Richards e tutto sembrava andare secondo i piani. Sua madre era a suo agio fra le streghe della congrega e suo padre aveva di che parlare soprattutto con chi, come lui, aspettava con ansia l’apertura degli Open del giorno dopo. Si erano già Saint Andrewsdimenticati di lui, come capitava in queste occasioni. L’unica che poteva e doveva temere era la piccola spia, Barbra, sua sorella. L’aveva vista strana rispetto al giorno prima. Probabilmente aveva capito che nascondevano qualcosa, ma non aveva afferrato l’argomento. Comunque era sempre nei paraggi, per cui doveva stare attento a non farsi accorgere quando sarebbe andato via.
Attese ancora un po’, poi la vide andare verso la toilette. Il momento era opportuno, sua madre non si vedeva e suo padre era intento in un’accesa conversazione. Si mise la giacca e si diresse verso l’uscita del locale. In pochi secondi si trovava nell’atrio. Saint AndrewsGli si avvicinò il portiere chiedendogli se avesse bisogno di un taxi. Guglielm rispose che faceva solo una passeggiata per aiutare la digestione. Il portiere sapeva cosa stava andando a fare, dicevano tutti così per andare a fumare di nascosto lontano dai genitori. Fece finta di credere al ragazzino e non insistette.
In una decina di minuti arrivò al luogo stabilito. Andrew e Emma lo aspettavano fumando una sigaretta:
“Ma come tu, Emma, fumi?”, chiese Guglielm.
“Sì, che c’è di male? Ho bisogno di scaricare la tensione…”.
Lo disse con un sorriso facendo intendere che quell’avventura le faceva un po’ paura. Guglielm ricambiò il sorriso e pensò che anche lui un pochino ne aveva di paura, ma non l’avrebbe mai mostrata, ne andava del suo orgoglio e dell’immagine che di lui aveva lei, Emma, quella che era diventata improvvisamente la donna della sua vita. Si guardarono intorno, non c’era nessuno. Decisero di saltare la recinzione, si spostarono in una zona meno in vista e, dopo qualche difficoltà, riuscirono nel loro intento. Saint AndrewsAndrew e Guglielm avevano con sé una piccola pila. La accesero per capire dove fossero. Di fronte a loro le lapidi antiche di chissà quale illustre casato scozzese. Erano nel bel mezzo del grande cimitero che confinava con il Castello. Avanzarono silenziosi nella notte. Era Guglielm a fare strada, d’altronde era lui l’originario di quel posto, quello che lo conosceva meglio. Pian piano si avvicinarono al Castello. Un silenzio irreale avvolgeva ogni cosa. Com’era possibile che i grilli non cantassero? E le civette? Non si sentiva nessun rumore, come se ci fosse qualcuno in ascolto e loro, le civette e i grilli, lo sapessero e non volessero farsi sentire, oppure ne avessero paura. Andrew e Emma lo seguivano poco distanti senza fiatare. Poi improvvisamente arrivarono all’entrata del passaggio. Saint AndrewsGuglielm sentiva una densa inquietudine addosso, guardò Andrew e Emma in penombra. Anche loro non sembravano proprio a loro agio. Chi sarebbe entrato per primo? si chiedevano. Guglielm guardò Emma. Quella era un’occasione d’oro per far colpo su di lei, inoltre avrebbe subito definito i ruoli all’interno del gruppo. E lui desiderava stare in una posizione di comando. Conosceva il padre e sapeva che, nel racconto del giorno prima, aveva voluto impressionarli. E poi Guglielm non credeva nei fantasmi, questo era certo.
Si fece coraggio e ruppe il ghiaccio:
“Entrerò io per primo. Mi seguirà Emma e tu, Andrew, chiuderai la fila. È meglio che Emma stia fra di noi, non si sa mai.”
Saint AndrewsAndrew annuì senza dire una parola. Emma gli si strinse addosso con il volto atterrito:
“Non si può tornare indietro vero?”, chiese supplichevole.
“No!”, fu la risposta secca dei due.
Guglielm si infilò nella fredda fessura e puntò la pila verso l’ignoto. Sentiva la presenza degli altri due che stavano in silenzio. Ogni tanto sentiva un loro bisbiglio, poi i rumori aumentarono, le voci che bisbigliavano si moltiplicarono. Guglielm si chiese cosa avessero da dirsi di tanto importante. Si girò e puntò la pila su Emma. La ragazza non stava parlando. Guglielm spostò la luce dietro di lei. Andrew non c’era, era sparito, ma dove diavolo era finito? Meglio non imprecare col diavolo di mezzo in quel posto.
Saint Andrews“Dov’è Andrew Emma? Vi ho sentito parlare poco fa. È tornato indietro?”
Emma si girò indietro a cercare il fratello e si rigirò verso Guglielm con uno sguardo terrorizzato:
“Non lo so… ho sentito il suo alito sul collo proprio pochi secondi fa, ma io e lui non abbiamo parlato…”, rispose Emma strascicando le ultime parole come se stesse per piangere. Una brezza fredda penetrò da una delle crepe sui muri creando dei lugubri sibili. Guglielm dovette trattenere la paura che cercava di esplodergli dentro. Emma gli si attaccò addosso ma lui non riuscì nemmeno a godere della sua vicinanza, sentiva solo dei forti brividi che lo scuotevano. Doveva essere forte, si disse. Ormai dovevano uscire da quel posto, non potevano più tornare indietro. Dove si era cacciato Andrew? Forse aveva avuto paura e era tornato indietro. Lo avrebbero ritrovato all’uscita. Guglielm lo sperava… Raccolse il briciolo di forze che gli erano rimaste e riprese il cammino. Le voci continuarono a bisbigliare. Guglielm si girò verso Emma:
“Che hai detto?”
“Non ho aperto bocca. La senti anche tu questa voce? Sembra che mi parli all’orecchio ma non riesco a distinguere le parole. Guglielm io ho paura…”
Saint Andrews“É sicuramente il vento Emma. Siamo condizionati dalla situazione, dai seguimi, cerchiamo di uscire di qui”, disse Guglielm cercando di convincere prima di tutto se stesso.
Dopo qualche minuto, che sembrò un’eternità, i due iniziarono ad intravedere delle luci. Probabilmente si trattava dell’uscita, pensò Guglielm che accelerò il passo.
“Guarda, Emma, ci siamo, quella deve essere l’uscita.”
Emma non rispose ma affrettò il passo seguendo Guglielm. La luce si avvicinava e i due finalmente videro l’uscita dal tunnel. Si inspirava l’odore del mare in lontananza unito ad una brezza fredda che sfiorava le scogliere. Sì, il passaggio dava proprio sui resti della Cattedrale. Salirono alcuni scalini e si affacciarono fuori all’aria aperta. Saint AndrewsI due non fecero in tempo a rallegrarsi del pericolo scampato che si accorsero che qualcosa non andava. Le sorprese non erano finite: proprio disteso a due metri da loro c’era il corpo di Andrew. Era riverso sull’erba e non dava segni di coscienza. Emma gli si buttò addosso e lo scosse:
“Andrew, svegliati, che ti è successo?”
Ma Andrew non rispondeva. Guglielm si avvicinò al corpo e lo prese per le spalle cercando di svegliarlo. Gli toccò il polso: batteva, non era morto.  E allora che Diavolo aveva?
Emma scoppiò a piangere urlando:
Saint Andrews“Lo sapevo che non dovevamo farla questa cosa, io l’avevo detto. Andrew svegliati, non lasciarmi sola, io sono la tua metà ricordi? non ti puoi separare da me. Fratello mio ascoltami!”
“Bu!”, fece Andrew sfoggiando il suo migliore sorriso. Poi aggiunse rivolgendosi a Guglielm attonito: “Scherzetto, ci sei cascato!”.
Improvvisamente l’aria si fece gelida, Guglielm non osò fiatare. Subito dopo Emma disse ridendo:
“Ah ah ah, hai visto che faccia ha fatto? Avrei voluto filmarlo!”.
Improvvisamente il suo viso pallido di dolore si era trasformato in una maschera assurda e ridente da pagliaccio. Ma chi era quel mostro? E come aveva fatto a sembrargli un essere meraviglioso?
Saint AndrewsA Guglielm era sceso un colpo. Troppe emozioni tutte in una volta: prima le voci nel passaggio, poi Andrew in fin di vita, adesso la scoperta dello scherzo architettato ai suoi danni. Era troppo per lui. Non disse una parola e se ne andò via.
Nel frattempo sentì Andrew che, ridendo, diceva alla sorella:
“Papà aveva ragione sul passaggio segreto, hai visto?”
Emma annuì. Andrew si rivolse a Guglielm che intanto andava via:
“Dai, era solo uno scherzo, non è successo nulla!”
Ma per Guglielm qualcosa era successo: aveva voluto fare il figo mettendosi a capo dell’avventura, aveva incoraggiato Emma quando moriva di paura dentro il passaggio, nonostante egli stesso fosse terrorizzato. Per che cosa poi? Per essere preso in giro da due stupidi ragazzini viziati che si divertono a burlarsi degli altri. E per di più chi c’era ad aspettarlo con lo sguardo di un toro inferocito? Suo padre, in compagnia della sorella che sicuramente aveva fatto la spia come da sua consuetudine. E da Lucy nessuna risposta… Insomma una gran bella avventura finita nel peggiore dei modi.

“Te lo avevo detto che dovevi insistere col ragazzino, Marjorie. Tu con quella tua vocina sottile… Quando mai Saint Andrewsquello sente cosa hai da dirgli… Eppure quel ragazzo mi piace, ha avuto il coraggio di entrare nel passaggio e di scortare gli altri. Dovevamo informarlo dello scherzo che gli stavano facendo, non avrebbe fatto questa magra figura. Guardalo andar via con la testa bassa…” sospirò alla moglie il fantasma di John Knox dalla Torre del Regolo.
“Stavolta hai ragione John, ma sai che ti dico? Io uno scherzetto ai ragazzini viziati glielo faccio!” e volò verso il basso dove Emma e Andrew ancora sghignazzavano.

Guglielm non vide più i due ragazzi. Il giorno dopo agli Open non si presentarono né loro né i genitori. Erano ripartiti di fretta per Londra perché i gemelli quella notte avevano avuto un malore. Che si sentissero male insieme, pensò Guglielm, a cui la notizia aveva dato un certo piacere. Guardò vero la Cattedrale in lontananza e gli sembrò di vedere delle figure in cima alla Torre. Era solo un’ombra, si disse. Aveva avuto dimostrazione che i fantasmi non esistevano. Magari fossero esistiti, sicuramente l’avrebbero difeso…

THE END!

Credits: Foto (C)2013 Marilena Riello – Blog | Flickr

LINK UTILI:
Saint Andrews – Wikipedia
Cattedrale di Saint Andrews – Wikipedia
Castello di Saint Andrews – Wikipedia
John Knox – Wikipedia
The Open Championship – Wikipedia

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