FotoStorie [shot 4] – Punto di non ritorno

"Point of No Return" di Tatyana Druz
“Point of No Return” di Tatyana Druz

Più che una storia in questo scatto analizziamo un attimo, quell’attimo esatto in cui non esiste la possibilità di tornare indietro, di ripensarci, di agire diversamente. Si tratta di un momento vitale, intenso che ha un rapporto viscerale e intimo con l’adrenalina, la propulsione energetica della vita, l’estasi del non ritorno.
E’ un pensiero a cui penso ogni volta che prendo un aereo. Nel momento in cui sono seduta e allaccio le cinture attendendo le manovre per il decollo penso al non ritorno, a quell’attimo della corsa in cui quel maledetto aggeggio non può far altro che alzarsi in volo, pena il mio triste addio alla vita. Sto immobile e guardo verso il finestrino con la speranza che la terra scompaia e che nessun uccello del malaugurio decida di infilarsi in un motore o che un’elica smetta di funzionare e via dicendo.
Il tempo si ferma e affiora la consapevolezza del proprio stato sospeso tra due dimensioni distinte: il prima, con la decisione di agire in un certo modo, e il dopo incerto, il temuto ignoto.
La poesia di questa foto dal titolo “Point of no return” sta proprio lì, nell’ignoto, nell’estasi dell’immobilismo di un fotogramma che nella realtà ne ha preceduti altri. La sua estrema capacità di ammaliare i sensi è data dal fatto che è composta di molteplici livelli di percezione e interpretazione.
Prima di tutto, in ordine di arrivo, arriva la bellezza dei corpi, della posa e dell’estrema perfezione che trasmettono. Il loro abbraccio immobile schiaffeggia i sensi, crea stupore estatico, abbaglia la percezione estetica. Immediatamente dopo sovviene l’altra dimensione, quella del concetto. Essa è definita dall’idea del Punto di non ritorno. Quei due corpi non possono più decidere di non cadere, perché è quello che faranno, cadranno. Ma dove? E perché?
Dai non essere stupida, mettici che hanno i pochi abiti fradici, aggiungici il trampolino e fai una piscina. Cadono in una piscina no?
Sì, è probabile ma anche irrilevante, perché l’immagine è passata al suo terzo livello, si è elevata ancora fondendo i due precedenti e raggiungendo il significato. Il Punto di non ritorno non è solo fisico, non è solo una cagasotto seduta in aereo rigida in attesa del decollo o due tizi che si lanciano abbracciati in una piscina olimpionica di qualche città ucraina. Esso si imprime anche nella vita, in ciò che ci succede, e può essere frutto del caso o il risultato di una scelta, ma esiste e lascia sempre l’amaro in bocca con l’eterna domanda:
E se fosse andata diversamente? Come sarei io adesso? Come sarebbe la mia vita?
Il problema è che il Punto di non ritorno non perdona, è fatto così. Se lo lasci si indispettisce e, pur di fartela pagare, ti darà merda ogni volta che tornerai pentito al suo cospetto. A quel punto è meglio non tornare!

Bene, siamo arrivati a voi, io ho già detto troppo. Cosa pensate di questa foto? Vi ha colpito? Siete anche voi rimasti sospesi nel bel mezzo di un tuffo emotivo nell’osservarne l’incredibile fissità? E soprattutto cosa pensate del Punto di non ritorno? Avete degli esempi sia fisici che non riguardanti qualcosa che vi è successo che volete condividere in questo blog?

L’autrice di questo scatto è la fotografa ucraina Tatyana Druz.

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6 commenti

  1. A proposito del punto di non ritorno, credo l’unico punto di non ritorno stia nella morte, oltre questo, almeno per mè, trovo il punto di non ritorno quel momento in cui ti trovi ad apprendere una qualsiasi capacità, un’abilità particolare e, non riuscire è più a liberartene o in qualche modo a disimparala. Che sò, tu riusciresti mai a rinunciare al piacere di scrivere o di leggere?

    • La morte è il punto di non ritorno assoluto oltre il quale (nella mia personale concezione) non esiste il dopo, è un punto di non ritorno monco che anticipa il silenzio eterno. In questo si differenzia dal non ritorno vitale che ha sempre delle conseguenze, dei frame successivi.
      Grazie del tuo contributo Roberto, hai aperto una questione molto interessante anche per quanto riguarda le passioni (o le doti? o tutte e due?)… Sai già la mia risposta alla tua domanda vero? Hai ragione, quello per me è stato un punto di non ritorno, il più dolce che mi sia mai capitato 😉

  2. il punto di non ritorno é un concetto diverso da quello di limite, o di confine come la morte o come ad esempio il bivio di una scelta. Si applica in particolar modo a scelte complesse davvero importanti che implicano la nostra vita ma che condizzioneranno la nostra vita. Per uno scalatore ad esempio un punto di non ritorno e quel momento della scalata dove non potrà piu tornare indietro la strada presa non puó essere piu cambiata. Se attraverso un deserto il punto di non ritorno é quello che se decido di tornare indietro… moriró.

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