Waiting for Greece – Santorini: il Vulcano cattivo e il mistero di Atlantide

Waiting for Greece – Santorini: di vulcani sadici, responsabili di annientamenti di promettenti civiltà, che pulsano nelle viscere dell’isola attendendo la blogger sfigata di turno per (e)ruttare di gioia, del figlio di Piero Angela coi capelli al vento e il mono-tono di stampo genetico che si trasforma nel peggiore incubo della blogger sfigata di turno, di presunte città idilliache e dei secondi fini platonici nella loro enunciazione, del Grande concorso a premi Scopri Atlantide e Vinci un Vulcano Incazzato, di archeologi morti misteriosamente e altre simpatiche “cosine” di questo tipo…

Forse avrei dovuto studiare prima di decidere in quale delle innumerevoli isole greche attraccare col mio vascello di buoni propositi vacanzieri. Così facendo mi sarei risparmiata questa paura fottuta di mettere piede nella bellissima, quanto misteriosa (e pericolosa), Thera, più conosciuta come Santorini - MappaSantorini. Da quando ho saputo cosa si cela dietro la sua (all’apparenza) graziosa morfologia a semiluna, il solo pensiero di immergermi fra le sue acque mi regala un irresistibile senso di inquietudine misto ad orrore che non augurerei neanche alla Strega di Biancaneve, nonostante abbia compromesso la mia serenità infantile. Per non parlare del figlio di Piero Angela, ormai diventato un incubo ricorrente dal momento in cui, in un video dedicato agli enigmi di Santorini, mi ha mostrato la forza e la ferocia dirompenti di Thera, il vulcano (e l’anima) su cui poggia l’isola. E, visto che Alberto è preciso forse più del padre, che è tutto dire, pur di terrorizzarmi con quel suo vocino mono-tono, ha sentito il bisogno di mostrarmi alcune rocce in fondo al mare stranamente coperte da pesci e altri organismi che vi si attaccano felici di trovare calore. Peccato che quest’ultimo sia causato da fuoriuscite laviche (per come le intendo io) di avvertimento. A dar manforte a questo mio timore, è ciò che scopro nell’istante successivo: le due isolette che fanno compagnia alla mezzaluna sono spuntate di recente a causa di diverse eruzioni sparse nel giro dell’ultimo millennio.
SantoriniSì, è proprio come state pensando: Thera è ancora attivo con la sua forza eruttiva dirompente. In passato esso causò una delle più grandi catastrofi sulla terra mai operate da un suo simile.
In poche parole non solo mi sto recando in Grecia, luogo in cui si intersecano due dannate placche continentali causando terremoti e altre disgrazie naturali (vd. approfondimento su Delfi), ma mi avventuro pure fra le fauci fameliche di uno dei più pericolosi vulcani al mondo.
Sì, perché quell’aggraziata isoletta prima non era proprio a semiluna, anzi era tonda e fu solo la grande eruzione, avvenuta 3600 anni fa, a far sprofondare la parte centrale dell’isola, la bocca che eruttò morte e distruzione probabilmente fino all’isola di Creta. Alcune teorie vedono in questo evento addirittura la distruzione della civiltà minoica cretese, anche se non tutti gli studiosi sono d’accordo (altri la ritengono successiva). Vero è che l’eruzione causò forti maremoti e possibili tsunami che agitarono il mare interessando una vasta area e presumibilmente raggiungendo il nord di Creta, laddove era concentrata la maggior parte degli insediamenti umani.
SantoriniAlberto (sì sempre lui, l’uomo col padre più scomodo al mondo), con cui, a questo punto del video, siamo diventati acerrimi nemici, credendo che tsunami e maremoti non abbiano sortito un adeguato effetto nei miei timori di pivella in vacanza, aggiunge un’ulteriore possibilità: una sorta di nube di detriti lavici che, a quanto pare, ha il prodigioso (quanto biblico) effetto di camminare sulle acque alla velocità esplosiva dell’eruzione, tanto da poter raggiungere le coste cretesi.
Se così fosse, qualsiasi sia stato lo specifico effetto eruttivo causa del disastro, il vulcano avrebbe creato uno dei più gravi danni storici al genere umano: l’annientamento di una florida civiltà, quella minoica, che era avanti di secoli per ciò che riguarda reti fognarie, architettura, organizzazione e cultura. Qualcuno sussurra che il grado di sviluppo delle civiltà odierne si sarebbe potuto raggiungere secoli fa se lo sviluppo posseduto dai minoici si fosse diffuso oltre Creta e le colonie.

A questo proposito tornerei a Santorini, dove Alberto passeggia coi folti capelli all’aria e la sua affascinante mono-espressione fra le rovine della città di Thera, nella località di Akrotiri.
Santorini - AkrotiriNel gennaio del 1866, a seguito di un risveglio di Thera, alcuni vulcanologi e archeologi greci e francesi accorsero sull’isola, giusto in tempo per rilevare fra la pomice estratta nelle cave, di cui l’isola è ben fornita, dei blocchi di pietra lavorati, come se fossero delle mura. Gli stessi studiosi trovarono anche altri reperti ma non seppero attribuire un’appartenenza storica a quella civiltà che sembrava così avanzata. Si consideri che la civiltà minoica fu scoperta da Arthur Evans solo 30 anni dopo.
Dopo circa 100 anni, nel 1967 tutto finalmente passò fra le mani dell’uomo che viene considerato il padre di Akrotiri, colui che ne portò i misteri alla luce, che la ripulì della spessa coltre di cenere e lava che l’aveva nascosta per millenni. La lava aveva preservato intatto il suo contenuto tanto che fu possibile riesumare numerosi edifici, vasi e pitture del tutto integri o quasi. Santorini - AkrotiriLa scoperta fu sensazionale e Spyridon Marinatos, questo è il nome dell’archeologo greco che portò a termine questa lodevole impresa, fu talmente ossessionato dal luogo che vi si trasferì e finì (in modo misterioso) i suoi giorni. Che avesse scoperto qualcosa di scomodo?
Una cosa è certa: la civiltà che abitava Santorini era ricca e ben strutturata, aveva una rete fognaria che neanche alla Reggia di Versailles, era vitale e creativa sia nelle arti che culturalmente.
Un sistema di canali portava l’acqua alle abitazioni da diverse sorgenti e nelle pitture appaiono piante come papiri e gigli, o animali come antilopi, scimmie e rondini, che oggi non esistono nell’isola devastata dal vulcano.
Santorini - AkrotiriLe case erano signorili, con grandi stanze ben arredate e dotate di ampie finestre, bagni con vasche in terracotta, pareti affrescate con pitture vivaci che rappresentavano la vita di ogni giorno fatta di viaggi per mare, commercio, donne col seno nudo e grandi fasti. La posizione di passaggio dell’isola nel Mediterraneo ne determinava probabilmente un punto di notevole importanza commerciale e, di conseguenza, di concentrazione di ricchezza.

Non scordate che Santorini era tonda… Voi direte cosa c’entra adesso? Non ci siete ancora arrivati? Eppure il titolo di questo articolo dovrebbe stimolare la vostra arguzia… Guardate le immagini che rappresentano la vecchia Atlantide. Come? Non credo che qualcuno di voi non abbia mai sentito parlare della misteriosa Atlantide, l’isola idilliaca che nessuno è mai riuscito a localizzare con certezza.
AtlantideIl primo a nominarla fu Platone in due suoi Dialoghi (Timeo e Crizia). Lo stimato filosofo parlò di un’isola oltre le colonne d’Ercole (attuale Gibilterra) in cui vivevano gli uomini della stirpe più nobile sulla terra e che fu inghiottita da un terremoto. Questa civiltà si reggeva su un sistema utopistico in grado di dominare tutto il Mediterraneo. Peccato che questo fosse anche il sistema che Platone avrebbe voluto applicare alla società greca, per cui il suo racconto della fantomatica Atlantide appare ai maligni come un modo un po’ coatto di persuadere i greci.
Lasciamo da parte queste calunnie storiche (e filosofiche) da corridoio, a cui peraltro non mi permetterei mai di credere, e mettiamo il caso che Atlantide sia esistita veramente. Ci sono diverse teorie sulla sua localizzazione (una di queste riguarda tra l’altro la mia amata Sardegna), ma in questa sede mi concentrerò su quella che la vedrebbe per l’appunto a Santorini.
AtlantideLe rovine di Akrotiri mostrano delle affinità con la civiltà descritta da Platone e l’esplosione del vulcano con la distruzione dell’isola. Inoltre, anche se questo si riallaccia a un altro discorso, la possibile distruzione della civiltà cretese ad opera del vulcano, vedrebbe comunque quest’ultimo come protagonista della fine di un’altra presunta Atlantide, e cioè Creta, di cui Santorini era una (sorta di) colonia. Le due isole sono infatti favorite nel Grande concorso a premi Scopri Atlantide e Vinci un Vulcano Incazzato mentre lo spirito di Platone se la ride sotto i baffi.
A questo punto della storia Alberto si è talmente annoiato di questa mia elucubrazione finto storica-archeologica-mistica che si è defilato con la scusa di dover raggiungere il padre in un imperdibile convegno sulla depressione post partum del moscerino del vino.

SantoriniRimasta sola, continuo a pensare a Santorini con le sue acque oscure, le scogliere scoscese, il rosso delle spiagge e il vulcano vivo che ribolle sotto le sue viscere. Ma poi guardo le foto dell’isola e percepisco il forte fascino degli aspri contorni, così come la bellezza dell’infinita scalinata nella scogliera che collega il porticciolo al capoluogo Fira, o le case bianche addobbate di cupole celesti che si sporgono sul mare, o il tramonto sui tetti di Oia, o il viaggio alla scoperta della civiltà minoica di Akrotiri, o il bagno nelle sue spiagge (rigorosamente alle pendici esterne del vulcano).
E poi (forse) sarò in quella che un giorno fu Atlantide e ne sento il fascino mitologico e la grandezza di un passato idilliaco. SantoriniE poi (ancora) lo sento che non è arrivato il tempo di Thera, e nemmeno il mio…

N.B. A seguire alcune fonti che vi invito a leggere perché ricche di ulteriori dettagli. A fine articolo trovate anche il video citato di Alberto Angela che, a parte gli scherzi, è davvero interessante e mostra in modo chiaro, e soprattutto scientifico, la storia di Santorini e tutto ciò che c’è da sapere sul vulcano.

ENGLISH

Alcune fonti:
Santorini, l’isola delle meraviglie e del mistero
Santorini e il mito di Atlantide

Il video purtroppo è stato rimosso da Youtube!

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