Bianco e nero, un’accoppiata vincente se applicata alla fotografia documentaria. Due colori che si intrecciano condensandosi e creando un universo di emozioni contrastanti e non facilmente risolvibili. La fotografia dello spagnolo Pep Bonet è rappresentativa in questo senso. Essa racconta un mondo che non sempre arriva ai nostri occhi con tale intensità, ci mostra popoli in cui la guerra e la malattia son di casa. In particolare egli ha documentato le conseguenze della guerra in Sierra Leone col suo progetto “Faith in Chaos“, o la pandemia di HIV/AIDS e l’impatto della terapia antiretrovirale in Africa. Nei suoi scatti trovate anche il Sud America, la povertà, l’ingiustizia e la privazione dei diritti umani.
Fregiato di numerosi premi, il fotografo spagnolo mostra una realtà che solitamente preferiamo ignorare, ma che esiste, soffre e DEVE essere conosciuta.
Link utili / Useful links:
Pep Bonet – Website
Pep Bonet – Twitter
Pep Bonet – Facebook fan page
Categories: Fotografia, Il fotografo della settimana, La foto del giorno

Ci credi se ti dico che sono circa venti minuti che scrivo e cancello il commento? Quale commento si può mai fare? Proclamare la propria sensibilità di fronte a tanta drammaticità o, invece a voler essere sinceri prima di tutto con se stessi, dichiarare apertamente la propria estraneità, incapacità e inettitudine?
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Capisco benissimo cosa intendi Renato… è la prima cosa che ho pensato quando mi son imbattuta in queste foto. Credo sia impossibile non essere colpiti dalla drammaticità di questi scatti ma ritengo che l’atteggiamento giusto non sia quello di piangere (o piangersi addosso per la propria estraneità), quanto quello di divulgare ;)
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Solo Wow
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E mi dici poco! ;)
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Eh… è che si sente il sapore del marciapiede, dei letti e dell’intonaco umido che si scrosta. Si vede la dignità e la sopravvivenza.
Come scatti sono magnifici, tecnicamente intendo. Certo il b/n aiuta. Ciò che viene ritratto, come scritto sopra, è sopravvivenza e dignità.
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si lo so… mi merito il premio sega-mentale-2014! :D
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Dai no, non volerti così male, hai solo detto cosa ti comunicano queste foto. Siamo qui per questo, no?
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vero
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