Curiosity killed the blogger – La storia travagliata del gigante Edouard Beaupré

Di bambini troppo cresciuti che da grandi vogliono fare i cowboy, polifemi con due occhi e il naso tranciato da cavalli imbizzarriti mentre cercano di diventare cowboy, giganti che si esibiscono al Barnum sollevando cavalli e raccontando storielle su nasi (e sogni) spezzati, incontri di wrestling miseramente perduti da giganti forzuti (ma buoni), morti precoci di membra titaniche e abbandoni di corpi imbalsamati, spoglie di giganti buoni esposte in vetrina per decenni e tanti altri dettagli sulla bizzarra vita (e oltre) di Edouard Beaupré.

Adam Rainer: l'unico uomo al mondo ad esser stato sia nano sia giganteQualche giorno fa ho beccato una foto in bianco e nero con una didascalia irresistibile. L’immagine vedeva un gigante accanto a un nano ed era accompagnata da queste parole: “Adam Rainer: l’unico uomo al mondo ad esser stato sia nano sia gigante“. Cioè? In che senso scusate?
A quel punto ero in preda alla curiosità più spinta per cui, anche per evitare di pubblicare baggianate, mi son fatta un giro alla ricerca di maggiori informazioni. E così ho scoperto una marea di storie bizzarre che vanno ben oltre i giganti. Tuttavia è di questi ultimi che vi parlerò e vi fornirò l’url per leggere oltre se l’argomento ammalia la vostra curiosità così come ha fatto con la mia.
È una la storia che mi ha colpito per singolarità. Preferisco non parlarvi di quella già citata perché spropositatamente triste (ma, se volete, la trovate qui). Vorrei invece raccontarvi della curiosa vicenda di Edouard Beaupré.
Ci tengo a precisare che il mio interesse nasce dall’eccezionalità degli eventi accaduti che, in alcune parti, rasentano l’assurdo.

Edouard Beaupré
Nel lontano 1881 nacque, in un piccolo paesello canadese chiamato Willow Bunch, anche conosciuto guarda caso Edouard Beauprécome “Home of the Giant” (casa del gigante), un dolce bambino di nome Edouard. Egli era il primo dei 20 figli di Florestine Piché e Gaspard Beaupré. Nei primi tre anni di vita Edouard sembrava un bambino normale poi, all’improvviso, il suo ormone della crescita diede una gran pedata all’acceleratore bruciando ogni tappa e seminandoli tutti. Nel giro di pochi anni egli si trasformò in un bimbo troppo cresciuto, giusto per usare un eufemismo. A nove anni era alto 1,83 metri.
Fu subito evidente che il bambino fosse affetto da gigantismo visti i sintomi pre puberali e il suo sviluppo proporzionato pur se in deciso eccesso. Apro una parentesi per sottolineare la differenza fra gigantismo, appunto, e l’acromegalia in cui l’inizio della malattia avviene più tardi e con crescite deformi.
No, Edouard era un bel gigante, i suoi tratti erano delicati seppure in un corpo abnorme. Prima che le sue gambe fossero talmente lunghe da fargli toccar terra in sella al cavallo, egli sognava di diventare un cowboy. In quel periodo, Edouard Beauprémentre tentava di domare un cavallo imbizzarrito, si prese una zoccolata in faccia che gli tranciò di netto il naso rendendo il suo faccino decisamente meno delicato.
A quel punto Edouard si era trasformato in un perfetto fenomeno da baraccone e il famoso carrozzone circense firmato Barnum & Bailey gli stese il tappeto rosso soprattutto quando seppe che, a differenza dei giganti “normali”, egli non era delicato e gracile bensì possedeva una forza incredibile tanto che decisero di proporlo nella doppia veste di gigante e uomo forzuto. Edouard era una persona semplice e buona, lo fece per aiutare la famiglia visto che sarebbe stato impossibile trovare un altro impiego. Fu così che iniziò la sua carriera di circense in versione semi-freak riscuotendo parecchio successo. A quanto pare le sue performance erano anche divertenti, si racconta che amasse accompagnarle con divertenti aneddoti sulla sua vita che entusiasmavano il pubblico. Il suo numero insuperabile era quello in cui sollevava con le spalle un cavallo, robetta da 400 kg o giù di lì. Egli esordiva raccontando la sua storia di bambino con aspirazioni da cowboy che aveva visto il suo sogno frantumarsi perché le sue gambe superavano in lunghezza quelle del cavallo. Edouard BeaupréPer questo“, egli diceva, “ho deciso di usare il cavallo per tenermi in forma“. Infilava la schiena sotto il malcapitato quadrupede e lo sollevava come se niente fosse.
La crescita non sembrava arrestarsi e le condizioni fisiche di Edouard peggiorarono tanto che si ammalò di tubercolosi.
Nel 1901 si buttò sul wrestling ma ebbe carriera breve. Il suo primo incontro fu con Louis Cyr, colui che viene considerato l’uomo più forte mai esistito. La leggenda narra che Louis sollevasse 227 chilogrammi con un dito e quasi 2 tonnellate sulla schiena. Ad ogni modo ci poteva essere anche Pisellino sul ring che il gigante buono non sarebbe mai riuscito a fargli del male. Fu così che perse clamorosamente.
Il 3 luglio del 1904, alla Fiera Mondiale di Saint Louis, dopo la sua consueta performance, Edouard crollò a terra. La tubercolosi e la continua crescita lo avevano debilitato causandogli un’emorragia polmonare.
Prima di abbandonare il mondo, egli mormorò quanto fosse triste morire così giovane e lontano dai genitori. Aveva 23 anni ed era alto 2,37 metri.
Edouard BeaupréTal Dr. Gradwohl fece l’autopsia sul corpo scoprendo un tumore all’ipofisi che probabilmente aveva causato il gigantismo.
State pensando fin qui niente di strano, vero? Ebbene la storia assurda inizia proprio qui. Il corpo finì in custodia a una ditta di pompe funebri, la Eberle & Keyes, prima di venir spedito al paese natio per la sepoltura. Però William Burke, il manager del circo, convinse la famiglia Beaupré che i costi sarebbero stati troppo alti e che avrebbe organizzato un degno funerale lì dove si trovava. Peccato che invece scappò abbandonando il cadavere all’agenzia funebre. I gestori non la presero molto bene e, per rientrare nelle spese di imbalsamazione, decisero di esporre il gigante in vetrina a pagamento.
Come se la colpa fosse del povero Edouard, condannato a penare anche oltre la morte.
Per fortuna intervenne la polizia che intimò loro di rimuovere il corpo dalla pubblica vista. L’agenzia vendette Edouard a uno showman itinerante, poi finì a Montréal fra le mani di Pascal Bonneau, un amico della famiglia Beaupré. Edouard BeaupréQui venne esibito per sei mesi all’Eden Museum di Rue St. Laurent, una sorta di museo delle cere in cui si formavano file per vedere il corpo del gigante.
Nel 1907 il cadavere diventò proprietà del Montréal Circus che espose il corpo su un catafalco esponendolo alle intemperie tanto che iniziò a rovinarsi. Il circo andò in bancarotta e fu pure accusato di esibizione abusiva di cadavere per cui decise di abbandonare il corpo del reato in un capannone del parco cittadino di Bellerive.
Furono dei bambini a trovare, e non con piacevole sorpresa, il gigante imbalsamato mentre giocavano.
Voi direte finalmente il gigante torna a casa. E invece no. Esso venne venduto per 25 dollari a un appassionato di deformità, il Dr. Louis-Napoléon Délorme che, viste le condizioni del corpo, lo fece mummificare e lo usò in diverse lezioni di dissezione coi suoi studenti dell’Università di Montréal.
Infine Edouard finì stabilmente in vetrina alla Facoltà di Medicina fino a quando, negli anni ’70, sua nipote Ovila Lespérance finalmente chiese all’Università di restituire le tristi spoglie dello zio.
Edouard BeaupréDopo 85 anni Edouard potè così tornare a casa. Nel 1989 il comitato accademico acconsentì alla cremazione e il 7 luglio 1990 egli trovò riposo nel cimitero della piccola cittadina canadese, finalmente vicino ai suoi genitori.
Oggi il paese ricorda Edouard con una statua a grandezza naturale che saluta i turisti. Lo spasso maggiore, dicono, è misurare i loro piedi con quelli del gigante tracciati sul pavimento.
Ancora in mostra povero Edouard.

La storia di Edouard non mi ha colpito solo perché curiosa. Credo che faccia riflettere su diversi fronti: Edouard Beaupréil primo è quello della breve e sfortunata vita di Edouard devastata dalla malattia; il secondo riguarda il mondo coi suoi pregiudizi e la non accettazione del diverso che è costretto a esporsi come “mostro” alla giostra dei freak; il terzo riguarda l’avidità umana, il profitto che non si ferma neanche di fronte alla morte.

Bene, se pensate che queste storie curiose e bizzarre sui giganti vi possano piacere vi consiglio di cliccare su questo link e di frugare nel sito Bizzarro Bazar che è stata davvero una gran bella sorpresa.

Fonte: Il corpo del gigante

8 commenti

  1. Sempre un piacere leggerti Brabs 🙂 E grazie per avermi fatto conoscere la storia di questa persona! Purtroppo l’avidità e la cattiveria umana di chi ha ‘abusato’ del suo corpo e del suo essere diverso lascia una profonda e continua amarezza…
    Un sorriso Brabs 🙂

    • Hei Endriu, che piacere risentirti, ci sei mancato tanto… e come al solito sono assolutamente d’accordo con te, anche se stavolta mi dispiace un po’ nel senso che mi duole riscontrare che da allora ad oggi nulla sia cambiato in questo senso. Oggi magari la diversità non è il gigantismo ma i modi di affrontarla son sempre gli stessi 😦

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