Bene, è giunto il momento di parlare di un artista che è stato già citato in questo blog in occasione della mia visita al museo Belvedere di Vienna. Si trattava di un’installazione di Ernesto Neto dal titolo “O tempo lento do corpo que é pele“, un enorme blob poggiato sul pavimento di una delle sale più importanti del Belvedere Superiore. In realtà quell’opera cozzava sia con le altre presenti nell’illustre museo, sia con la location vera e propria, fiore all’occhiello dell’architettura barocca austriaca.
Recentemente ho avuto modo di scontrarmi nuovamente con le opere di questo artista e ne sono rimasta affascinata per cui ho ritenuto doveroso ospitarle fra queste pagine. Mi ha colpito soprattutto il concetto che sta alla base del suo lavoro:
“Per me mente e corpo sono una cosa sola, sempre insieme. Io credo nel corpo sensuale, ed è attraverso il movimento di entrambi mente-corpo che ci connettiamo alle cose nel mondo, nella vita – il modo in cui tocchiamo, sentiamo, pensiamo e abbiamo a che fare col mondo.”
Ernesto Neto è un artista concettuale le cui installazioni giocano proprio su questo concetto: toccare, vedere, odorare, sentire. Ciò viene trasferito allo spettatore attraverso un approccio interattivo e tattile che lo porta a una vera e propria esperienza sensoriale ai confini dello spazio fisico e sociale.
L’artista brasiliano vive e lavora a Rio de Janeiro, città dove è anche nato. Le sue imponenti sculture sono state ospitate in numerosi musei in giro per il mondo, oltre a far parte di importanti collezioni permanenti come quella della Tate Gallery di Londra, del Centre Pompidou di Parigi e del Museo d’Arte Moderna di New York.
Non mi resta che lasciarvi alle sue opere. Buona visione!
Link utili / Useful links:
Ernesto Neto – Wikipedia
Ernesto Neto – Facebook fan page
Categories: Arte & curiosità dal mondo