Laddove natura e arte si incontrano, generano opere di straordinaria bellezza. Una di queste si trova a Nord di Milano, poco oltre le zone più urbanizzate, a Briosco, un piccolo comune nel cuore della Brianza.
La creatura di cui parlo è un parco pulsante d’arte pensato e realizzato dalla Fondazione Pietro Rossini. Il suo nome è Rossini Art Site e il tesoro che lo impreziosisce è senza dubbio la sua interessante collezione di sculture.
Seguendo la categorizzazione presente nel sito, le opere ivi presenti appartengono a diverse correnti corrispondenti a diversi periodi della storia dell’arte.
Abbiamo un nucleo di sculture che corrisponde all’età dell’oro della scultura italiana, cioè a quegli artisti che, dall’immediato dopoguerra alla metà degli anni ’70, abbandonarono il figurativo per abbracciare l’astrazione e applicarla alla scultura. Fra gli autori compaiono nomi quali Mario Negri, Lorenzo Pepe, Andrea Cascella, Francesco Somaini, Giò Pomodoro e Quinto Ghermandi.
Il cuore della collezione è però rappresentato dalle opere dei maestri dell’Astrattismo Concreto. Alberto Rossini era infatti grande amante del Movimento Arte Concreta, l’Informale e, più in generale, quello che viene definito Astrattismo Europeo, tanto amante che divenne amico e mecenate di molti dei suoi protagonisti, fra i quali Turcato, Consagra, Leoncillo, Munari e Melotti.
Inoltre Rossini ebbe dei contatti con il Nouveau Réalisme, corrente che nacque agli inizi degli Anni ’60 grazie al critico d’arte, nonché suo amico e frequentatore della sua casa, Pierre Restany. I Nouveaux Réalistes, scostandosi dalle implicazioni psicologiche e liriche che l’arte astratta aveva assunto, tornarono alla realtà dando valore a oggetti banali e ordinari. Fra gli artisti presenti nel parco troviamo Spoerri, Arman, César, Tinguely e Dietman.
Il parco ospita anche opere d’arte contemporanea legate all’industria di famiglia. Numerosi artisti amici di Rossini, nel corso degli anni, hanno infatti realizzato le proprie sculture con la strumentazione e le competenze dell’azienda di famiglia. Fra gli altri compaiono Pietro Consagra, César, Erik Dietman, Dennis Oppenheim, oltre all’architetto Massimiliano Fuksas.
Uno spazio è sempre stato riservato anche ai giovani esordienti con residenze d’artista e la sollecitazione di opere site-specific. Così sono nate la “Segreta” di Antonio Ievolella o le “Anfore” di Franz Sthaeler. La tradizione di Alberto Rossini è stata ereditata dai due figli Marco e Matteo che continuano ad invitare artisti sia affermati che emergenti per realizzare performance ed opere site specific. Uno degli ultimi interventi, ad esempio, è stato dell’artista romana Chiara Mu che, col progetto Esercizio di Fuga, ha realizzato diverse installazioni site-specific.
Dal punto di vista dell’architettura, il padiglione di entrata al parco è stato progettato dall’architetto newyorkese James Wines dello studio SITE, fautore del design ambientale e dell’architettura organica, che ha dunque pensato un luogo che dialoga col il territorio e ne diventa parte integrante. Il ruolo del padiglione è quello di osservatorio, di “cannocchiale sulle colline e montagne circostanti“.
Ci sarebbe ancora tanto da dire, il parco rappresenta un vero e proprio tesoro sotto differenti punti di vista tutti da scoprire e godere. Se interessati, vi invito ad approfondire sul sito ufficiale e ovviamente, ad andare a visitarlo.
LINK UTILI:
Rossini Art Site – Website
Rossini Art Site – Facebook dan page
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Ho visitato questo “parco” l’anno scorso per la prima volta ed è stata una piacevole scoperta!!! Vorrei tornare e magari partecipare ad uno dei tanti eventi che organizzano…
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Eh piacerebbe tanto anche a me, mi basterebbe anche solo vederne la collezione. Come primo step ;)
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Ho la fortuna di vivere a una quarantina di minuti da lì…a volte mi spingo lontanissimo per vedere una mostra o un museo, dimenticando di quello che c’è qui vicino :)
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Eh non sei la sola, un classico… :)
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Ahahah lo so!!! Mi sono ripromessa che rimedierò :)
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:)
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Bello Bello Bello!!!! Quante attività organizzano, alla faccia di chi dice che con la cultura non si mangia….
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:)
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