Arte e curiosità – New Media – “A Forest Where Gods Live” by TeamLab

Scopro con gioiosa sorpresa una nuova installazione multimediale del collettivo giapponese TeamLab. Stavolta la location è particolarmente attraente essendo il Mifuneyama Rakuen Park, un parco di 500mila metri quadri fondato 170 anni fa nella città di Saga, in Giappone.
Immaginate di percorrere questo parco investiti da una molteplicità di suoni, circondati da cascate di luce e colore. Insomma, uno spettacolo della natura adornato da meravigliosa contemporaneità. Parafrasando il titolo verrebbe da dire che, in effetti, se proprio gli dei esistessero, probabilmente qui avrebbero la loro divina dimora.
A voi video e gallery! Buona visione!

ps Se siete, o capitate, in Giappone, potrete visitare la mostra fino al 9 ottobre 2017.

LINK UTILI:
TeamLab in questo blog | Website | Youtube | Vimeo | Instagram

Via designboom.com

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12 commenti

    1. Grazie glencoe! Si riparte! Pronti? 😉

      1. ho letto il libro di Byung Chu Han : l’espulsione dell’altro in cui questi parla della comunicazione digitale e sottolinea come i “like” siano una cosa pessima perchè ci fanno diventar eun mondo di uguali nel senso peggiore del termine, ci appiattiscono in modo digitale per questo non sono tanto propenso di mettere il like ma di o commentare cosa per me difficile o ribloggare cos aper me più facile

      2. Capisco e approvo ma non capisco l’attinenza col mio commento. Non era un rimprovero, semplicemente una constatazione. Io credo che i like di cui parla Byung Chu Han (nonostante non abbia letto il libro e non lo conosca, son sincera) siano riferiti più ai social network, comunque, ripeto, approvo. Volevo semplicemente ringraziarti, come faccio sempre, proprio per non far passare le tue condivisioni in sordina e per avere un rapporto umano con chi mi segue. Tutto qui…

      3. hai ragione non era attinente , ma ti considero una persona bemne inserita in rete e di cui mi interessava il parere; potrebbe essere che “il filosofo si riferisca più a facebook e tweet che ad altro , ma non sottovaluteri la cosa anche per altro.

      4. No ma guarda la questione è molto sentita anche dalla sottoscritta. Spesso, soprattutto ultimamente, faccio fatica ad interfacciarmi sui social che sento sempre più estranei e artificiosi. La spersonalizzazione dei rapporti che hanno operato nel frattempo che ci gustavamo la sorpresa, per quanto mi riguarda, mi sta ricadendo come un’ascia sulla testa e ho delle brutte crisi di rigetto. Per questo motivo cerco di concentrare le mie attenzioni al di fuori oppure cerco di tessere dei proficui rapporti anche al suo interno. Con consapevolezza.

      5. a me è bastato leggere il libretto che ti dicevo per farmi avere il sospetto che vedo è condiviso allora che fare? quello che hai detto tu dei proficui rapporti mi sembra una mossa buona.

      6. L’intelligenza di utilizzo (e sfruttamento in questo caso) fa la differenza a mio parere. In tutto 😉

      7. l’intelligenza di senso direi anche

  1. Wow riferito alle immagini. Riguardo i like invece mi ritengo vergine e cioè li inserisco col solo scopo di dire “like”… 🙂 non prima di avere letto e riletto l’articolo – infatti raramente resto in pari con i blog che seguo !
    Per i commenti invece lo uso come un flag “letto”… Senza minimamente pensare a altri significati. Forse un po’ sempliciotto? Può essere.

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