Sardegna contemporanea – Miscellanea – Stefania Lai

Stefania Lai

Trovare gli occhi delle cose
per riprendere il discorso interrotto
perché dietro le pupille
cova
un respiro di foglia e molecola
sotto il respiro un battito liquido
pulsa e si muove e vibra
l’albero
il cucchiaio
la scarpa
animista è l’accoglienza dello sguardo
rispecchiare la pelle come corteccia
sentire il cuore
di uno straccio da spolvero
baciare la pietra
che recita la sedia
curare il barattolo
che ha perso il suo tappo

Stefania Lai

NOTE BIOGRAFICHE:
Sono originaria di Lanusei dove vivo e lavoro nonostante mi sposti spesso, sull’isola ed oltre. Dopo il liceo artistico e un breve corso di studio sulla fusione a Pesaro, ho cominciato a lavorare il vetro facendone la materia base del mio percorso artistico per diversi anni.
Ho continuato a studiare e ricercare, favorendo il contatto e il confronto con gli artisti del passato e del presente. Non ho mai abbandonato​ ​però​ ​la​ ​pittura​ ​e​ ​la​ ​scultura.
Avendo gestito questo svolgersi multidisciplinare del mio lavorare per molto tempo, ancora adesso mi ritrovo a portare avanti ricerche diverse, affrontando quindi uno stesso tema attraverso più medium contemporaneamente.
Materiali, abiti ed oggetti usati, il vetro industriale, spesso di riciclo, carta su tela e legno, la sabbia e altri supporti estemporanei nella land art, il corpo umano nel body painting, la performance, la video arte. Il mio modus operandi è quello di partire dal tema: la domanda alla quale credo di dover rispondere col mio operato giunge a me dalla elaborazione del quotidiano, il mio quotidiano fatto di realtà e una​ ​buona​ ​dose​ ​di​ ​connessione​ ​immaginifica​ ​con​ ​ciò​ ​che​ ​ho​ ​intorno.
Ogni ricerca si fonda su quella precedente: il mio lavoro non è altro che​​un​​cammino​p​asso​​dopo​​passo.
Le mie ricerche si inoltrano in campi diversi ma partono tutte dall’interesse per la comunicazione profonda che esiste fra l’umano ed il naturale, che da sempre vorrei affinare e perfezionare.
Dall’oggetto, all’insetto, all’uomo, all’albero, ognuno contiene nella propria oggettiva corporeità una essenza, un valore, un senso, e quindi un’anima. Mi interessa guardare a quell’anima nel reale cercando il linguaggio, traducendo la parola propria di ogni oggettività. Quindi “cerco gli occhi” delle cose per riprendere il discorso che un vivere considerandoci “senza famiglia tranne quella umana” ha interrotto con le altre entità. La mia ricerca si orienta quindi verso forme evidentemente legate alla natura ed ai suoi componenti cercando nel rispecchiamento in essa, un argomento condiviso e quindi il riconoscimento in fratellanza con tutto ritrovo in ovai e gravide strutture di vetro e lana che raccolgono semi di piante spontanee, spirali di sabbia del mio mare, un figurativo pittorico dove la presenza umana è contornata da altre presenze bonarie. Inoltre studio l’oggetto nel quotidiano, l’anima che porta in sé e la sua azione, ciò che ancora ha da dire. Ho un vero culto per gli​ ​oggetti,​ ​da​ ​sempre​ ​un​ ​dialogo​ ​aperto.

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2 commenti

  1. Opere molto belle.
    Come sempre quelle fatte con la sabbia le adoro perché durano un istante.
    Davvero interessanti tutte, affascinanti i cristalli.

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