Tradizione e contemporaneo si incontrano magistralmente nella ricerca dello scultore altoatesino Aron Demetz. L’artista, nato a Selva in Val Gardena in Trentino-Alto Adige, ha vissuto a contatto con la natura fin da bambino facendo lunghe passeggiate, accompagnando al pascolo il bestiame e sognando di diventare un odontotecnico.
Ma è solo quando decise, per affinare la sua manualità, di seguire un corso di disegno, che iniziò a interessarsi e penetrare il mondo dell’arte. Successivamente frequentò dapprima l’Istituto d’Arte di Selva di Val Gardena (dove ancora vive e lavora) e la classe di Christian Höpfner all’Accademia di Belle Arti di Norimberga, negli anni Novanta.
Il suo percorso formativo l’ha così portato ad apprendere tecniche differenti che gli permettono di spaziare nella creazione delle figure umane inquietanti caratteristiche del suo lavoro. Egli realizza infatti busti, volti e figure intere avvalendosi di diversi materiali quali quercia, tiglio o pino, per quanto riguarda il legno, bronzo per quanto riguarda il metallo, ma anche resina, vetro, refrattario e gesso.
Questi materiali sono lavorati in modi differenti, a volte le superfici sono levigate, altre frammentate, bruciate, scarnificate. Sono nude oppure ricoperte da resina o foglie d’argento. Egli lascia volutamente dei particolari in una condizione di “non finito” per sottolineare i percorsi specifici riferiti ai materiali con cui lavora. Le sculture appaiono violate, malinconiche, avvolte da un’aura poetica e misteriosa e tutti i particolari estetici del legno, cicatrici, imprecisioni, ne divengono parte distintiva.
Insomma, Demetz è un artista che spazia sia nell’uso dei materiali, sia nello stile, pur rimanendo di base la sua impronta caratteristica volta a esaltare i processi di trasformazione della materia.
Vi lascio alle immagini, buona visione!
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Categories: Arte & curiosità dal mondo

L’ha ribloggato su l'eta' della innocenzae ha commentato:
inquietanti mica tanto mi sembra che il di fuori tenti di mostrare il dentro
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Grazie della condivisione!
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Sì, inquietanti ma colpiscono..
r.
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Forse proprio per quello… risvegliano l’inconscio…
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vero..
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