Arte & curiosità dal mondo

Fotografia – Gli immigrati venezuelani di Gregg Segal

Gregg Segal

Arianny Torres ha messo nello zaino alcuni cambi di vestiti, un paio di giocattoli, medicine, pannolini, un biberon, foto di parenti e la sua bibbia. Con suo figlio, Lucas e sua figlia, Alesia, viaggiò per 976 chilometri da Maracaibo a Bogotá. A volte facevano l’autostop. Altre volte hanno preso un autobus, tagliando la piccola quantità di denaro che Arianny aveva messo da parte per il cibo. Ora vende caramelle in Bolivar Square e anche se le cose potrebbero andare meglio, almeno la vita è più stabile di quanto non fosse in Venezuela ei suoi figli sono in grado di mangiare tre volte al giorno. Vedo la determinazione di Arianny a trovare una vita più piena di speranza nel suo sguardo fisso. ”Tutte le immagini © Gregg Segal

Già dal titolo, “Undaily Bread“, si capisce chiaramente che la serie del fotografo Gregg Segal ha un soggetto quantomeno controverso. Trattasi infatti di migrazioni, in particolare quelle del popolo venezuelano. Creato in collaborazione con l’UNHCR, un’organizzazione che aiuta i rifugiati in tutto il mondo, il progetto si concentra sulla quotidianità dei rifugiati venezuelani, una quodianità che non contempla dunque il pane, ma che si fa i scarpe usurate ai piedi, cibi magri, medicine di base, la Bibbia.
Ognuna delle immagini è corredata da lunghe didascalie che tratteggiano l’esperienza dei soggetti immortalati dando loro voce e umanità.
Questo progetto è una derivazione di Daily Bread, il noto progetto di Segal che cattura immagini di bambini da tutto il mondo circondati da ciò che mangiano ogni giorno.
Ecco le immagini, buona visione!

LINK UTILI:
Gregg Segal in questo blog | Website | Twitter | Instagram | Facebook

Via thisiscolossal.com

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