Arte & curiosità dal mondo

Shunk-Kender @ MASI, Lugano

Shunk-Kender, Yves Klein, Salto nel vuoto, 19 ottobre 1960, (fotomontaggio), Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender, Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati

Shunk-Kender, Yves Klein, Salto nel vuoto, 19 ottobre 1960, (fotomontaggio), Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender, Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati

Luogo: Palazzo Reali, MASI >> Lugano
Artisti: Harry Shunk / János Kender
Titolo: L’arte attraverso l’obiettivo (1957-1983)
Dal 1 marzo al 14 giugno 2020

Comunicato stampa:
In marzo 2020 la sede del MASI di Palazzo Reali ospita una mostra dedicata al fotografo tedesco Harry Shunk e a quello ungherese János Kender. A partire dagli anni ‘50 Shunk e Kender diedero avvio a una duratura e fruttuosa collaborazione. Il duo documentò, principalmente a Parigi e New York, inaugurazioni, biennali, artisti all’opera nei loro atelier o impegnati in performance pubbliche. Il loro lavoro restituisce, quindi, un’inestimabile testimonianza del mondo dell’arte d’avanguardia e dei suoi più celebri rappresentanti: Andy Wahrol, Christo e Jeanne-Claude, Yves Klein, Daniel Spoerri, Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely. L’esposizione giunge a Lugano dopo essere stata presentata al Centre Pompidou.

La mostra
Il percorso espositivo si compone di 450 scatti e documenti originali, selezionati tra i più di 10’000 donati dalla Roy Lichtenstein Foundation nel 2014 e conservati presso la Biblioteca Kandinskij di Parigi. Le fotografie esposte, raggruppate nelle sezioni “Intimità”, “Il corpo in azione” e “Nuovi spazi”, immergono il pubblico nella scena artistica tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’70, periodo in cui gli artisti sono particolarmente interessati alla sperimentazione, alla liberazione sessuale e artistica e costantemente alla ricerca di spazi alternativi in cui creare e diffondere il loro lavoro. In sintonia con l’arte del tempo, Shunk e Kender abbandonarono lo studio fotografico per essere presenti nei luoghi in cui le opere venivano alla luce. A differenza dei fotografi a loro precedenti, Shunk e Kender intrattenevano un rapporto intimo e diretto con i propri soggetti, così da divenire coautori più ancora che testimoni delle creazioni artistiche.

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