Arte & curiosità dal mondo

Loredana Longo @ Palazzo Branciforte, Palermo

Performance "Mappa dell'abitudine" per “Quello che rimane”, courtesy L'Arte della Libertà

Performance “Mappa dell’abitudine” per “Quello che rimane”, courtesy L’Arte della Libertà

Luogo: Palazzo Branciforte » Palermo
Artista: Loredana Longo
Titolo: Quello che rimane
Curatore: Elisa Fulco e Antonio Leone
Dal 28 febbraio al 29 marzo 2020

Comunicato stampa:
Si inaugura venerdì 28 febbraio 2020 alle ore 18.30, presso Palazzo Branciforte, Quello che rimane, mostra ideata da Loredana Longo, quale risultato finale del progetto L’ARTE DELLA LIBERTÀ, curato da Elisa Fulco e Antonio Leone, all’interno della Casa di Reclusione Calogero di Bona – Ucciardone di Palermo. Un diario di bordo che documenta con scritte, disegni e oggetti il processo artistico che ha trasformato l’esperienza del tempo condiviso di trenta persone, tra detenuti, operatori socio sanitari, operatori museali e polizia penitenziaria, in installazioni, video e performance. Le opere, disseminate negli spazi labirintici del Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte e che funzionano come capitoli di una storia attraverso cui rileggere le tappe del progetto, saranno visibili dal 29 febbraio fino al 29 marzo 2020.

Il progetto L’ARTE DELLA LIBERTÀ, nato con l’obiettivo di introdurre la pratica artistica e l’arte contemporanea in ambito carcerario, per generare nuove relazioni e creare un racconto inedito di questo luogo, per collegare il dentro al fuori, si è svolto nel corso del 2019 sotto la guida dell’artista Loredana Longo e la supervisione scientifica dello psichiatra Sergio Paderi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo (ASP).

Quello che rimane è una riflessione corale sul tema della libertà e della reclusione, del tempo come personale unità di misura e della creatività, come forma residuale di libertà e via di fuga da spazi chiusi e da pensieri limitanti. L’esposizione, costruita dall’artista come un diario di bordo, documenta con scritte, disegni e oggetti il processo artistico che ha trasformato l’esperienza del tempo condiviso in installazioni, video e performance, in cui le opere disseminate negli spazi labirintici del Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte funzionano come capitoli di una storia, attraverso cui rileggere le tappe del progetto.

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