Calendario Mostre [281] – 19/05/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Claudia Comte @ Castello di Rivoli; Giuseppe Mulas @ Galleria Alberto Peola, Torino; “A distanza ravvicinata” @ La Galleria Nazionale, Roma; Sophie Ko, Valerie Krause e Marco Andrea Magni @ Building, Milano; James Richards @ Castello di Rivoli; Giovanni Kronenberg @ Renata Fabbri arte contemporanea, Milano; Antonio Rovaldi @ Galleria Michela Rizzo, Venezia; Elia Cantori @ CAR DRDE, Bologna; Stefano Scheda @ Galleria Fumagalli, Milano; Michael Bevilacqua e Andrea Carpita @ The Flat, Milano; “Non c’è più orizzonte” @ La Giarina Arte Contemporanea, Verona; Dimitri Fagbohoun @ Officine dell’Immagine, Milano; Nicola Gobbetto @ Dimora Artica, Milano; Massimiliano Gatti @ Studio la Città, Verona; Ramon Enrich @ Galleria Antonia Jannone, Milano; Marion Fink @ Studio d’arte Cannaviello, Milano; Corrado Bonicatti @ Galleria Edieuropa, Roma & more…

A distanza ravvicinata
Il giorno più bello è iniziato qualche settimana fa, quando tutto lentamente ha cominciato a muoversi perché si è delineato un orizzonte. Il tempo unità di dismisura, uscito dai cardini per entrare nell’indistinto, era tornato a scorrere e a correre. E negli ultimi giorni abbiamo sentito persino il fiato sul collo e l’adrenalina del conto alla rovescia. Apriamo per restituire la Galleria Nazionale al pubblico, con le modalità provvisorie previste dalla situazione in cui stiamo – e non siamo, noi tutti siamo altro – e ora che al tempo possiamo ricongiungere spazio e movimento lo dimostreremo prima di tutto a noi stessi. Rimettiamoci in sesto. Accorciamo le distanze, manteniamo quelle che hanno sempre caratterizzato il nostro stare al museo e di fronte a un’opera, in fondo l’abbiamo sempre e solo toccata con lo sguardo, eppure con quale trasporto, con quanta emozione. Manteniamo la distanza fisica e lasciamo indietro quella sociale. Riconciliamoci con i luoghi e saremo a casa ovunque. E forse sì “il mondo è cambiato, infatti non è più da conquistare, ma da abitare”.
Dove: Roma, La Galleria Nazionale
Quando: 19 maggio 2020 – 30 agosto 2020

Claudia Comte – Come crescere e avere sempre la stessa forma
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza e ospita la prima personale in un museo pubblico italiano dell’artista svizzera Claudia Comte (Grancy, 1983). Sviluppata a stretto contatto con l’artista e curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio, la mostra sarà inaugurata il prossimo 30 ottobre.
A partire dall’osservazione della natura e dei suoi mutevoli pattern, l’artista elabora ampie installazioni ambientali che incorporano il mondo dalla prospettiva dell’esperienza del digitale. Affondando l’interesse in temi di urgente attualità come il cambiamento climatico, l’ecologia e l’inquinamento globale, l’artista racconta anche la memoria dei materiali e la saggezza del lavoro manuale.
Dove: Rivoli, Castello di Rivoli
Quando: 19 maggio 2020 – 30 agosto 2020

James Richards – Alms for the Birds
Una nuova opera dell’artista James Richards che si unirà agli omaggi di Ed Atkins, Anna Boghiguian,Alex Cecchetti, Camille Henrot, Liu Ding,Nalini Malani, Giulio Paolini,Giuseppe Penone, Susan Philipsz, Seth Price, Elisa Sighicellie Michael Rakowitz, allestiti nei precedenti capitoli del programma. Altri artisti, tra i quali Maria Thereza Alves,Roberto Cuoghi, Jimmie Durham, Mario García Torres, Maria Loboda, Goshka Macuga, Wael Shawkye Adrián Villar Rojas, presenteranno le loro creazioni in capitoli successivi, in maniera organica e in dialogo tra tempi e luoghi diversi.
Dove: Rivoli, Castello di Rivoli
Quando: 19 maggio 2020 – 30 agosto 2020

Risentimento
“Il risentimento è come bere del veleno ed attendere che l’altra persona muoia” (Malachy McCourt).
“Risentimento”, dal francese ressentir, indica letteralmente un sentimento che si protrae nel tempo, che si ripete, una forma di rancore recondito e reiterato. Il dizionario tedesco Duden lo definisce come «un pregiudizio, un senso di inferiorità o affine, basato su un’avversione emotiva spesso inconscia». Il risentimento è uno stato emotivo che, come pochi altri, caratterizza il nostro tempo. Non si tratta solo di una sensazione individuale ma descrive piuttosto una condizione sociale e una strategia politica con particolari forza e dinamismo.
La mostra è parte di una collaborazione interdisciplinare tra KUNST MERAN MERANO ARTE, l’associazione Conductus e la casa editrice Alpha Beta. A partire da una riflessione su quale sia nel nostro tempo il significato più profondo di questo termine, le tre istituzioni intendono indagarlo da un punto di vista letterario, musicale e artistico, pianificando una serie di eventi e progetti che vanno al di là delle distinzioni tra le diverse discipline.
Dove: Merano, Kunst Meran Merano Arte
Quando: 19 maggio 2020 – 30 agosto 2020

Ramon Enrich
Preceduta da un’anteprima virtuale – in programma il 19 maggio, ore 19.00 -, la prima personale dell’autore catalano in Italia sarà visitabile solo su appuntamento a partire dal 20 maggio e riunirà una selezione di quadri e piccole sculture in pietra, ferro e acrilico. Prive di presenza umana, le opere di Enrich traghettano l’osservatore in una dimensione di indecifrabile sospensione temporale. Come ha osservato Loredana Parmesani, nel saggio Mini mondi, «le sue mini architetture sembrano andare oltre gli aspetti fisici e contingenti dell’esperienza sensibile, mirano ad individuare la natura nascosta, segreta, al di là delle sue determinazioni fenomeniche. (…) Più che edifici, città e paesaggi, assomigliano a nature silenti. È un’indagine formale che ricerca una visione classica della forma, dell’eternità e del silenzio delle cose, e dove i volumi si compongono non secondo una struttura che presuppone una precisa funzione, ma come sagome, segni, profili e masse che assumono un valore in se, una loro propria autonomia plastica e pittorica».
Dove: Milano, Galleria Antonia Jannone
Quando: 19 maggio 2020 – 18 luglio 2020

Elia Cantori – Shadow in process
CAR DRDE è lieta di presentare la personale di Elia Cantori (Ancona 1984). La mostra pone a confronto tre serie di opere di nuova realizzazione che ampliano e approfondiscono a livello formale e concettuale la ricerca alla base della sua produzione artistica da una decina di anni, un’indagine sulle possibilità documentative della forma nella sua capacità di aderire al fenomeno in cui la materia è intesa come campo d’azione di leggi fisiche e camera di registrazione dei loro effetti.
Dove: Bologna, CAR DRDE
Quando: 19 maggio 2020 – 27 giugno 2020

Giorgio Morandi. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti
Con la mostra Giorgio Morandi. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea prosegue il programma di approfondimento sulle opere della Collezione Cerruti. Dopo le mostre Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti (a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, 6 marzo – 4 novembre 2018), Andy Warhol. Due capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti (a cura di Fabio Belloni, 22 gennaio – 22 aprile 2019) e D’après Leonardo(a cura di Laura Cantone e Fabio Cafagna, 8 luglio 2019 – 5 gennaio 2020), sarà presentato al pubblico il nucleo di dipinti di Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964) raccolto dal ragioniere Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015) e oggi parte della collezione conservata nella villa di Rivoli.
Dove: Rivoli, Castello di Rivoli
Quando: 19 maggio 2020 – 28 giugno 2020

Stefano Scheda – Nudo, mani in alto! Naked, hands up!
Galleria Fumagalli presenta, giovedì 16 gennaio, la prima mostra personale in galleria di Stefano Scheda (Faenza, 1957). “Nudo, mani in alto! Naked, hands up!” è un invito a riflettere sul concetto di nudità tra storia dell’arte e social network. Opere di nuova produzione assieme a lavori storici sono presentati in un percorso installativo, in ricercata penombra. La sera dell’inaugurazione si terrà l’azione performativa dal titolo INERTE/INERME.
Dove: Milano, Galleria Fumagalli
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Corrado Bonicatti – Visioni
Si inaugura domenica 8 marzo, presso la Galleria Edieuropa a Roma, la mostra “Visioni” dedicata a Corrado Bonicatti, recentemente scomparso. Bonicatti costituisce, nel panorama artistico contemporaneo, una presenza rara per l’intensità di una luce evocativa che inserisce il pittore tra gli eredi di Turner, Rothko, Music, Morandi.
Interni con finestre che si spalancano su orizzonti marini, immagini di architetture riflesse sull’acqua, attese sospese su eventi indefinibili e archi di luce su uno spazio interiore e simbolico, espressivi della profondità dell’anima, abitano le oltre trenta opere esposte – tra olii su tela e su tavola – realizzate nell’ultima fase di vita dall’artista romano, dal 2006 al 2016, alla ricerca di un’atmosfera di chiarore diffuso, di una Porta dell’anima.
L’artista è uno degli ultimi maestri del ‘900 capaci di nutrire una costante passione per il recupero di antiche tecniche. Innumerevoli velature gli consentono di raggiungere finezze cromatiche e fluidità di riflessi che concentrano un senso epifanico e insieme pudico della bellezza.
Un colore legato alla particolare intensità percettiva dell’artista, gli consente di trasferire sulla tela un silenzio che racconta solitudine e grandiosità di paesaggi reali e dell’anima, svela interni di intimità sussurrate, sublima notazioni figurative in entità altamente simboliche.
La produzione ultima testimonia una ricerca di assoluto, resa più evidente in opere di grandi dimensioni che denotano un’attrazione per l’irraggiungibile, elemento costante della ricerca esistenziale di Corrado Bonicatti.
Dove: Roma, Galleria Edieuropa
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Marion Fink – Another level of assumption
Per la sua prima personale in Italia Marion Fink presenta circa venti nuovi lavori di grandi, medie e piccole dimensioni pensati per gli spazi della galleria. Nati dal continuo interrogarsi sull’esistenza e sulla realtà nella quale viviamo, i dipinti di Fink mettono al centro della rappresentazione individui comuni ritratti nelle pose in cui li si potrebbe trovare facilmente sui social media o nelle riviste giovanili.
Dove: Milano, Studio d’arte Cannaviello
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Massimiliano Gatti – Aleph
A partire da 19 maggio 2020, Studio la Città dedica una personale alle recenti opere di Massimiliano Gatti, fotografo che da anni si muove tra l’Italia e il Medio Oriente al seguito di importanti missioni archeologiche. Il suo lavoro, lontano dal mero reportage documentaristico, unisce ai luoghi, monumenti e oggetti dal sapore antico e ancestrale, una riflessione assolutamente personale sulla storia contemporanea di quei territori. Non a caso, il titolo della mostra, Aleph, è la traslitterazione della prima lettera dell’alfabeto fenicio, nonché di quello ebraico, termine inoltre già utilizzato dallo scrittore argentino Jorge Luis Borges, nella sua omonima raccolta di racconti, per indicare «il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli».
Dove: Verona, Studio la Città
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Giuseppe Mulas – Sleep Well Childhood
La Galleria Alberto Peola è lieta di presentare Sleep Well Childhood, prima mostra personale dell’artista Giuseppe Mulas (Alghero, 1995).
Ricordi e frammenti di vita si intrecciano in una pittura densa e stratificata che, partendo dall’infanzia, apre una narrazione rivelatrice di memorie celate tra passato e presente. Come un bambino incide segni indelebili sulle pareti di casa così l’artista imprime sulla tela un gesto che non permette modifiche e crea una storia ricca di simbolismi. Rievocazioni di un’innocente pubertà si mescolano al gioco e al sogno, alterando ed estendendo il corpo in nuove proiezioni. Nell’opera Remember me when I die una natura morta – metafora di un dominio fallocentrico – si staglia verso l’infinito specchiando il proprio essere davanti alla vastità dell’universo. La stanza e il cielo annullano i confini fra dentro e fuori e la galleria, analogamente, si trasforma in uno spazio sospeso che ripercorre il vissuto come passaggio dal buio alla luce.
Dove: Torino, Galleria Alberto Peola
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Giovanni Kronenberg
Renata Fabbri presenta la seconda mostra personale in galleria di Giovanni Kronenberg. In mostra saranno presenti sculture e disegni inediti, la maggioranza dei quali realizzati in occasione di questo progetto. Fin dai suoi esordi, il lavoro di Kronenberg si è caratterizzato da uno stretto rapporto tra la scultura – interpretata in un senso fortemente materico e formale – e il disegno, che della scultura anticipa, riprende o espande le particolarità ergonomiche, tattili e trascendentali. Negli anni, la pratica del disegno ha assunto una sempre maggiore centralità nel lavoro dell’artista: dall’uso della pura grafite nera che definiva le opere su carta fino a qualche anno fa, Kronenberg ha più recentemente iniziato ad esplorare il colore in composizioni di forme sinuose, sospese e libere da connotazioni spaziali. Queste figure misteriose condividono con le sculture una materialità indefinibile, sospesa in una dimensione astratta di tempo e spazio.
Dove: Milano, Renata Fabbri arte contemporanea
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Non c’è più orizzonte
L’orizzonte è una linea immaginaria che sta solo negli occhi di chi guarda: è un luogo geometrico che si sposta mentre noi ci spostiamo. Essa apre alla dimensione dell’ulteriorità, del sogno, dell’utopia. Ma cosa succede, quando, come oggi, l’intero pianeta è in comunicazione e il nostro sguardo, si dissolve nel fluire indistinto delle immagini? L’artista deve per forza inventarsi nuovi confini, dare corpo a nuove forme, produrre inedite relazioni. Deve mettere al mondo un mondo che prima non c’era (o forse non c’è mai stato). Deve aprire spazi sconosciuti, costringendoci a vedere al di là di quanto si può raggiungere con gli occhi.
Dove: Verona, La Giarina Arte Contemporanea
Quando: 19 maggio 2020 – 19 giugno 2020

Ko | Krause | Magni – Materie spazi visioni
BUILDING presenta Materie, spazi, visioni, un progetto espositivo dedicato a tre artisti, i quali, ognuno su un piano della galleria, hanno progettato le opere esposte in dialogo con l’architettura delle sale. La maggior parte dei lavori in mostra sono quindi opere site specific, nuove produzioni o lavori mai esposti prima. Questa determinata modalità espositiva divisa su tre piani fa parte della progettualità di BUILDING, che propone nuovamente questo format, sperimentato per la prima volta a gennaio del 2019.
Tre artisti di diverso orientamento, come è normale che sia, ma con alcuni tratti comuni, come è giusto dal momento che li vediamo esporre insieme. Non in una collettiva però, giocata sul confronto fra opere di diversi autori, ma in tre distinte personali, ciascun piano di BUILDING assegnato a un artista.
Dove: Milano, Officine dell’Immagine
Quando: 19 maggio 2020 – 13 giugno 2020

Nicola Gobbetto – Filler
Dimora Artica presenta Filler, mostra personale di Nicola Gobbetto.
Curato da Dimora Artica, il progetto è corredato da un testo di Carlo Prada.
La mostra unisce elaborazioni digitali, sculture e assemblaggi che trasformano lo spazio espositivo in un ambiente a metà tra una palestra e un paesaggio stilizzato, in cui le opere assumono un valore metaforico, raccontando le attuali trasformazioni nelle relazioni tra le persone.
L’allestimento è ispirato alla composizione di una delle più misteriose opere del cinquecento: La Tempesta di Giorgione. Del celebre dipinto del Giorgione viene ripresa la ripartizione dello spazio, diviso al centro da un fulmine e un fiume. Le due enigmatiche figure che compaiono nel dipinto sono trasformate da Gobbetto in due strutture ergonomiche che ricordano la forma degli attrezzi ginnici, le quali ricalcano la sagoma stilizzata di genitali maschili e femminili. Un fiume realizzato con materiale sintetico percorre il centro dello spazio contenendo al proprio interno simboli tratti dalle app di incontri, strumenti di autogratificazione che difficilmente portano a concrete unioni affettive.
Dove: Milano, Dimora Artica
Quando: 19 maggio 2020 – 10 giugno 2020

Ko | Krause | Magni – Materie spazi visioni
BUILDING presenta Materie, spazi, visioni, un progetto espositivo dedicato a tre artisti, i quali, ognuno su un piano della galleria, hanno progettato le opere esposte in dialogo con l’architettura delle sale. La maggior parte dei lavori in mostra sono quindi opere site specific, nuove produzioni o lavori mai esposti prima. Questa determinata modalità espositiva divisa su tre piani fa parte della progettualità di BUILDING, che propone nuovamente questo format, sperimentato per la prima volta a gennaio del 2019.
Tre artisti di diverso orientamento, come è normale che sia, ma con alcuni tratti comuni, come è giusto dal momento che li vediamo esporre insieme. Non in una collettiva però, giocata sul confronto fra opere di diversi autori, ma in tre distinte personali, ciascun piano di BUILDING assegnato a un artista.
Dove: Milano, Building
Quando: 19 maggio 2020 – 6 giugno 2020

Antonio Rovaldi – So many things in the air!
BUILDING presenta Materie, spazi, visioni, un progetto espositivo dedicato a tre artisti, i quali, ognuno su un piano della galleria, hanno progettato le opere esposte in dialogo con l’architettura delle sale. La maggior parte dei lavori in mostra sono quindi opere site specific, nuove produzioni o lavori mai esposti prima. Questa determinata modalità espositiva divisa su tre piani fa parte della progettualità di BUILDING, che propone nuovamente questo format, sperimentato per la prima volta a gennaio del 2019.
Tre artisti di diverso orientamento, come è normale che sia, ma con alcuni tratti comuni, come è giusto dal momento che li vediamo esporre insieme. Non in una collettiva però, giocata sul confronto fra opere di diversi autori, ma in tre distinte personali, ciascun piano di BUILDING assegnato a un artista.
Dove: Venezia, Galleria Michela Rizzo
Quando: 19 maggio 2020 – 6 giugno 2020

Dimitri Fagbohoun – The Journey of Erzulie
Dal 6 febbraio al 13 giugno 2020, la galleria Officine dell’Immagine di Milano ospita la prima personale italiana di Dimitri Fagbohoun (Benin, ’72), a cura di Silvia Cirelli.
Già noto a livello internazionale, con partecipazioni in prestigiosi Musei come il MMK Museum fur Moderne Kunst di Francoforte, il Smithsonian National Museum of African Art di Washington, la Malmö Konsthall in Svezia o la Kunsthalle San Paolo, Fagbohoun è stato inoltre protagonista della Biennale di Dak’Art (2012, 2016 e 2018) e della Biennale di Venezia del 2017
Dove: Milano, The Flat – Massimo Carasi
Quando: 19 maggio 2020 – 30 maggio 2020

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