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Calendario Mostre [292] – 02/06/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Fabio Mauri @ Museo Novecento, Firenze; Kevin Francis Gray @ Museo Stefano Bardini, Firenze; Allan Kaprow @ Museo Novecento, Firenze; Yervant Gianikian @ Mart Rovereto; Rebecca Louise Law @ Oratorio di San Tiburzio, Parma; Gianni Politi @ Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro; Stefano Cigada @ Museo di Roma in Trastevere, Roma; Marc Bauer @ Istituto Svizzero, Milano; Sergio Leone @ Museo dell’Ara Pacis, Roma; Marcela Bracalenti e Isabella Scotti @ Lu.C.C.A. – Lucca Center Of Contemporary Art, Lucca; Emanuele Becheri @ Museo Novecento, Firenze; Ara Güler @ Museo di Roma in Trastevere, Roma; Elena Mazzi @ Museo Novecento, Firenze; Marco Bagnoli @ Castello di Rivoli; Michele De Lucchi @ Museo Novecento, Firenze; Sanjeshka @ Edicola Radetzky, Milano; Hermann Josef Runggaldier e Mario Ciaramella @ Maschio Angioino, Napoli; Carlo Levi @ Casino dei Principi di Villa Torlonia, Roma; “Real_Italy” @ MAXXI, Roma; “Gagosian e La Fondazione” @ La Fondazione, Roma; “Le altre opere. Artisti che collezionano artisti” @ Museo Pietro Canonica, Roma; “La fotografia ha 180 anni!” @ Mart Rovereto; “Natura in posa” @ Museo Santa Caterina, Treviso; “La Rivoluzione della Visione” @ La Galleria Nazionale, Roma.

Allan Kaprow – I Will Always Be A Painter
Il Museo Novecento annuncia la grande antologica dedicata ad Allan Kaprow (Atlantic City, 1927 – Encinitas, 2006) padre degli Environments e degli Happenings, un artista poliedrico e instancabile, che nell’arco della sua intensa carriera si è confrontato con i media più diversi. La mostra, ALLAN KAPROW I will always be a painter – of sorts, a cura di Sergio Risaliti e Barry Rosen, promossa dal Comune di Firenze, realizzata in collaborazione con Allan Kaprow Estate e Hauser & Wirth, apre al pubblico il 20 febbraio e presenta per la prima volta in Italia un corpus di circa quaranta opere su carta e tela che rappresentano l’esordio dell’artista.
Dove: Museo Novecento, Firenze
Quando: 2 giugno 2020 – 5 ottobre 2020

Natura in posa
Il Museo Santa Caterina a Treviso proroga la grande mostra NATURA IN POSA. Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea, fino al 27 settembre.
L’esposizione porta per la prima volta in Italia 50 opere dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, uno dei più prestigiosi musei al mondo, di cui la maggior parte capolavori fiamminghi inediti del ‘500 e ‘600, oltre a dipinti provenienti da importanti musei veneti.
Il sorprendente percorso, al tempo stesso tematico e cronologico, racconta l’evoluzione del genere dello still life, che ha le sue origini già nell’antichità, ma che assurge al rango di rappresentazione autonoma nel Veneto con i Bassano per poi raggiungere l’apice intorno al ‘600 nei Paesi Bassi, diventando una delle più forti fonti d’ispirazione anche per i grandi artisti contemporanei che reinventano e reinterpretano il tema con personali e talvolta visionarie suggestioni. Straordinarie vanitas, composizioni floreali, raffinate scene di mercato, sontuose tavole imbandite sfilano in mostra accanto a ritratti di interni e delle stagioni o preziosi simboli iconici che ci ricordano la caducità della vita e dei suoi piaceri, come farfalle, libri, vasi, strumenti.
Dove: Museo Santa Caterina, Treviso
Quando: 2 giugno 2020 – 27 settembre 2020

Ara Güler
Una monografia dedicata al più importante rappresentante della fotografia creativa in Turchia, scomparso alla fine del 2018: Ara Güler.
Lucido osservatore della storia e società turca, Güler ha lasciato in eredità un archivio di oltre due milioni di foto, di cui una selezione di circa 80 immagini è in mostra, una grande retrospettiva dedicata in particolare alla città di Istanbul, una sezione è riservata ai ritratti di personaggi famosi tra i quali, Federico Fellini, Pablo Picasso, Salvator Dalì, Sophia Loren.
Nominato uno dei sette fotografi migliori al mondo dal British Journal of Photography Yearbook e insignito del prestigioso titolo di “Master of Leica”, il maestro turco Ara Güler approda a Roma con una mostra monografica dedicata ai suoi scatti in bianco e nero. La tappa romana arriva al Museo di Roma in Trastevere, dopo le esposizioni alla Galleria Saatchi a Londra, alla Galleria Polka a Parigi, al Tempio di Tofukuji a Kyoto, nell’ambito del vertice del G-20, e alla Alexander Hamilton Custom House a New York in concomitanza con l’Assemblea Generale dell’ONU, prima di continuare il suo percorso a Mogadiscio.
Dove: Museo di Roma in Trastevere, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 20 settembre 2020

Stefano Cigada – Frammenti
La mostra presenta 21 preziose stampe che raccontano la passione del fotoreporter Stefano Cigada per l’archeologia e la sua ricerca di far “palpitare” le statue antiche.
Il suo percorso si distingue dalla ricerca di altri fotografi contemporanei e pone l’accento su alcuni particolari delle statue antiche mettendone in risalto le parti danneggiate, ferite ancora vive che possono essere assimilate alla “carne viva”.
E’ la prima mostra in Italia di Stefano Cigada, fotografo che, dopo anni passati all’estero come fotoreporter in ambito marino, cambia rotta, rallenta, rientra nel suo paese d’origine e inizia a cercare un’altra forma per esprimersi, sempre con la macchina fotografica, ritrovando una vecchia passione per l’archeologia.
Le opere di Cigada accompagnano lo spettatore in un viaggio nel tempo e nello spazio insieme al senso preciso di quella frazione di secondo, quando il pezzo di pietra sembra girare, ruotare, sollevare peso, respirare, piegarsi o sospirare.
Dove: Museo di Roma in Trastevere, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 20 settembre 2020

Campo aperto – Emanuele Becheri
IL QUINTO APPUNTAMENTO DI CAMPO APERTO, ACCOLTO IN QUATTRO AMBIENTI DEL PRIMO E DEL SECONDO PIANO DEL MUSEO, È DEDICATO A EMANUELE BECHERI (PRATO, 1973) E A UNA SELEZIONE DI OLTRE CENTO OPERE TRA SCULTURE E DISEGNI.
È dedicato a Emanuele Becheri (Prato, 1973) il quinto appuntamento di Campo Aperto, accolto in quattro ambienti del primo e del secondo piano del Museo Novecento dal 24 gennaio al 14 settembre 2020. Con una selezione di oltre cento opere tra sculture e disegni, la mostra, curata da Saretto Cincinelli e dal direttore artistico del Museo Novecento Sergio Risaliti, si concentra su quel territorio di confine in cui i due mezzi espressivi s’incontrano, là dove, come afferma l’artista, “il tratto del disegnare coincide con quello del modellare”.
Dove: Museo Novecento, Firenze
Quando: 2 giugno 2020 – 14 settembre 2020

C’era una volta Sergio Leone
Sergio Leone ha reso leggendario il racconto filmico della storia di miti come il West o l’America. Dopo oltre mezzo secolo, lui stesso è diventato mito: si chiama infatti “C’era una volta Sergio Leone”, parafrasando i titoli dei suoi celebri film.
La grande mostra è ospitata all’Ara Pacis dopo il successo riscontrato alla Cinémathèque Française a Parigi.
Dove: Museo dell’Ara Pacis, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 30 agosto 2020

La Rivoluzione della Visione. Verso il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi Contemporanei ungheresi
La mostra è dedicata all’arte e alla memoria di László Moholy-Nagy, artista d’origine ungherese e figura chiave del movimento Bauhaus nel mondo, in occasione delle celebrazioni per i 125 anni dalla sua nascita (1895-2020).
In mostra, in esclusiva per l’Italia, una selezione di dipinti, fotografie e grafiche originali a cui si aggiungono tre film dell’artista, opere che attraversano la produzione di Moholy-Nagy nell’arco di tempo che va dagli anni Dieci agli anni Quaranta del Novecento e raccontano i molteplici aspetti del suo lavoro e delle sue teorie costruttive così da offrire un panorama vasto ed esauriente del suo laboratorio creativo. Un percorso fra l’Ungheria e la Germania dove, nel 1923, incontra Walter Gropius il quale, profondamente colpito dalle sue opere, lo invita a collaborare al Bauhaus di Weimar. Sarà, questo, il periodo più significativo della sua attività e l’inizio di quel personale “segno grafico”, svolto in pittura così come nella fotografia e nel video, che sarà anche l’origine della sua fama come rappresentante per eccellenza della fotografia del Bauhaus europeo, a cui contribuì certamente anche la pubblicazione di Pittura Fotografia Film (1925), ottavo volume dei Libri del Bauhaus e primo testo fondamentale della tecnica fotografica contemporanea d’avanguardia.
Dove: La Galleria Nazionale, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 23 agosto 2020

I diari di Yervant Gianikian
Nei primi anni Duemila il Mart ha avviato un’importante collaborazione con Yervant Gianikian (1942) e Angela Ricci Lucchi (1942-2018), vincitori nel 2015 del Leone d’Oro alla Biennale d’Arte di Venezia.
Celebrato dalle istituzioni culturali più importanti del mondo, lo storico duo ha dedicato gli ultimi decenni del proprio lavoro a indagare i grandi drammi del XX secolo – diaspore, guerre, genocidi – a partire da una rilettura di pellicole ritrovate e materiali d’archivio.
A due anni esatti dalla morte di Angela Ricchi Lucchi, il Mart rinnova il sodalizio con la coppia artistica presentando l’ultima produzione entrata a far parte delle Collezioni: I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo secondo (2019). Un racconto poetico che, attraverso filmati d’archivio e materiali cartacei raccolti in oltre quarant’anni, rivela parte della vita dei due registi. Il resoconto autobiografico di una delle più complesse e originali esperienze cinematografiche è un collage che mescola la storia di Yervant e Angela a quella delle loro produzioni, che assembla privato e pubblico, famiglia e lavoro, pensieri e cantieri, presente e passato.
Dove: Mart Rovereto, Rovereto
Quando: 2 giugno 2020 – 23 agosto 2020

La fotografia ha 180 anni! Il libro illustrato dall’incisione al digitale / Italo Zannier fotografo innocente
Il Mart di Rovereto e il Comune di Ferrara omaggiano la lunga e affascinante storia delle fotografia con un progetto realizzato grazie alla disponibilità di Italo Zannier: intellettuale, docente e fotografo, primo titolare di una cattedra di Storia della fotografia in Italia nonché figura di riferimento per il riconoscimento della disciplina nel nostro paese.
L’esposizione indaga gli interessi del professor Zannier: da un lato appassionato studioso, dall’altro “fotografo innocente”, come lui stesso ama definirsi. Al Mart, esposti per la prima volta, preziosi albi illustrati provenienti dall’archivio personale di Zannier delineano l’evoluzione dell’immagine riprodotta dalle origini a oggi: dalla pre-fotografia, con volumi del XVI secolo, all’archeologia fotografica, tra incisioni e dagherrotipi, si giunge alle sperimentazioni contemporanee. I libri vengono sfogliati e commentati dallo stesso Italo Zannier tramite un’installazione video a due canali. Come controcanti alla voce principale, completano il percorso quattro interviste a critici della fotografia e dell’arte: Vittorio Sgarbi, presidente del Mart, Angelo Maggi e Massimo Donà, docenti, Michele Smargiassi, giornalista.
La mostra è arricchita da una vera e propria sezione espositiva che illustra la sessantennale attività artistica di Zannier, dal 1952 ad oggi: un nucleo di circa 100 fotografie perlopiù inedite testimonia la pratica di una grande passione, spaziando dall’approccio neorealista degli anni Cinquanta alle sperimentazioni più recenti in ambito digitale.
Dove: Mart Rovereto, Rovereto
Quando: 2 giugno 2020 – 23 agosto 2020

Le altre opere. Artisti che collezionano artisti
Con il progetto espositivo “Le altre opere. Artisti che collezionano artisti”, a cura di Lucilla Catania e Daniela Perego, s’intende realizzare una forma di kermesse, di festa dell’arte contemporanea di Roma all’interno dei musei della stessa città.
Cinque musei civici – Museo Bilotti – Museo di Roma in Trastevere – Museo Canonica- Museo Napoleonico – Gam – per oltre ottanta artisti che “si presentano” attraverso la loro collezione d’arte contemporanea, in modo che le loro opere si confrontino, appunto, con le loro passioni artistiche. Artisti che “guardano” e collezionano artisti confrontandosi con questi stessi.
Da febbraio a settembre 2020 la città di Roma ospita un progetto espositivo pilota al quale hanno aderito 86 artisti che si alternano in cinque Musei civici, secondo una rigorosa divisione per ordine alfabetico e con la prospettiva di realizzare una prima rassegna dedicata all’arte presente oggi nella capitale. Un dialogo innovativo che consente di apprezzare le scelte artistiche degli autori che hanno la possibilità di interagire con le opere da loro amate e collezionate nelle prestigiose realtà museali capitoline. Ma è anche un modo per conoscere e capire i “gusti” e i “piaceri dell’arte” dei singoli artisti attraverso le loro scelte collezionistiche. Collezionare arte del resto è sempre un piacere, il piacere appunto di possedere un’opera per poterla ancor più apprezzare nel tempo, soprattutto se il collezionista è a sua volta un artista “possessore” di opere di altri artisti che in qualche modo hanno influito sul proprio percorso stilistico e di vita.
Dove: Museo Pietro Canonica, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 30 agosto 2020

Marcela Bracalenti e Isabella Scotti. Alchimie
La materia che si trasforma, si contamina e diviene pretesto per riflessioni sulle cose umane e sul sovrannaturale. Marcela Bracalenti e Isabella Scotti si divertono a giocare con il proprio mezzo espressivo dando vita l’una a quadri-installazioni e l’altra a sculture che nascono dalla commistione dei materiali più diversi. I loro lavori producono “Alchimie”, come il titolo della loro mostra collettiva esposta nel Lu.C.C.A Lounge & Underground dal 2 giugno al 26 luglio 2020 con ingresso libero.
Dove: Lu.C.C.A. – Lucca Center Of Contemporary Art, Lucca
Quando: 2 giugno 2020 – 26 luglio 2020

Spiritus Mundi. Hermann Josef Runggaldier e Mario Ciaramella
Spiritus Mundi è il titolo della doppia personale di Hermann Josef Runggaldier e Mario Ciaramella esposta dal 2 giugno al 22 luglio 2020 presso la Cappella Palatina del Maschio Angioino di Napoli.
La mostra, a cura di Marco Izzolino e Carla Travierso, prodotta e ideata da Andrea Aragosa per Black Tarantella e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, si potrà visitare gratuitamente dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 17, secondo le linee guida diramate dal Governo su proposta del Comitato Tecnico Scientifico istituito per l’emergenza Covid-19.
L’esposizione raccoglie più di 50 sculture di varie dimensioni, a tutto tondo e a rilievo dei sue artisti.
Dove: Cappella Palatina – Maschio Angioino, Napoli
Quando: 2 giugno 2020 – 22 luglio 2020

Rebecca Louise Law – Florilegium
La ripartenza intesa come natura in evoluzione in un tempo imprevedibile è al centro di Florilegium, prima personale italiana dell’artista Rebecca Louise Law – curata da OTTN Projects e sostenuta da Cosmoproject -, riprogrammata tra il 4 giugno e il 20 luglio 2020, con inaugurazione alle 10.00 di martedì 2 giugno nello spazio dell’Oratorio di San Tiburzio di Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020 + 2021, il luogo per il quale è stata ideata.
L’artista britannica, nota per le sue installazioni floreali larger-than-life e sculture site-specific, è interessata alla trasformazione organica dell’opera, e ha realizzato un’installazione in evoluzione di grande impatto che riflette sul rapporto tra Uomo e Natura e sui temi ambientali. Una mostra che fa parte di Pharmacopea, progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica di Parma, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines, con l’obiettivo di riconnettere e creare nuovi itinerari turistici tra gli spazi depositari dell’identità storica cosmetico-farmaceutica cittadina per riqualificarli, riscoprirli e aumentare l’attrattività del territorio, attraverso fonti storiche, materiali d’archivio, gli antichi erbari e le farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero.
Dove: Oratorio di San Tiburzio, Parma
Quando: 2 giugno 2020 – 20 luglio 2020

Carlo Levi e l’Arte della politica
La mostra a cura del Centro Carlo Levi di Matera e della Fondazione Carlo Levi, nell’ambito della poliedrica personalità di Levi, dalla letteratura alla poesia, dalla pittura al disegno.
Riflessione anche sulla produzione legata alla grafica politica, che si è per gran parte realizzata a cavallo degli anni 1947-1948, sulle pagine del quotidiano”L’Italia Socialista” diretto da Aldo Garosci.
Le circa 30 opere pittoriche esposte, riferibili all’ambito cronologico 1945-1950, integrano lo scorrere delle vicende storiche toccate dal giornale e dalle vignette, segnalando di volta in volta affinità stilistiche, riprese tematiche, sottolineando anche l’assoluta originalità e autonomia del Levi illustratore satirico rispetto all’artista o all’autore di Cristo si è fermato a Eboli o del romanzo L’orologio, uscito nel 1950, che rappresenta la controparte letteraria delle stesse vicende illustrate dalle tavole grafiche.
Dove: Casino dei Principi di Villa Torlonia, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 19 luglio 2020

Marc Bauer. Mi piace Commenta Condividi, A Rhetorical Figure
L’Istituto Svizzero presenta “Mi piace Commenta Condividi, A Rhetorical Figure”, la prima mostra personale a Milano dell’artista Marc Bauer.
I ‘Mi piace’ e le ‘Condivisioni’ sono il capitale dei social media, il capitale del presente. Un semplice click è sufficiente per esprimere il proprio apprezzamento e, con poche parole, si può diffondere la propria opinione o il proprio dissenso. Le superfici lucide dei nostri smartphone fungono da trasmettitori e ci tengono in collegamento con i nostri follower.
Per la sua mostra “Mi piace Commenta Condividi, A Rhetorical Figure”, Marc Bauer traccia i meccanismi e i trucchi retorici della comunicazione digitale, in un periodo in cui la politica mondiale viene talvolta gestita attraverso dei caratteri maiuscoli ‘aggressivi’ su Twitter in cui video di gatti e contenuti di incitamento all’odio possono diffondersi attraverso le medesime onde digitali.
Dove: Istituto Svizzero, Milano
Quando: 2 giugno 2020 – 10 luglio 2020

Gianni Politi – Benvenuto (anima del pittore da giovane)
Dopo le personali di Thomas Braida e Matteo Fato, con Gianni Politi si completa una trilogia pensata per indagare e presentare altrettanti modi di intendere la pittura oggi.
Un pittore è un mondo fatto di immagini, ricorrenze e piccole manie che lo accompagnano durante la vita e che molto spesso sono chiavi per comprenderne le intenzioni e le motivazioni. Gianni Politi ha creato per gli spazi della Centro Arti Visive Pescheria un triplice intervento la cui funzione è quella di rivelare alcuni rapporti interni al suo lavoro. Un processo di “riutilizzo di materiali” in cui, accanto a una pianificazione calcolata, entrano in gioco una serie di eventi casuali.
Tre le tipologie di opere che presentano la ricerca di Politi come una mise en scene del suo percorso.
Dove: Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro
Quando: 2 giugno 2020 – 7 luglio 2020

Real_Italy
La mostra REAL_ITALY presenta le opere vincitrici nel 2017 delle prime due edizioni del bando Italian Council della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT. Obiettivi del bando: il sostegno e la promozione degli artisti italiani all’estero e l’accrescimento delle collezioni pubbliche, grazie alla produzione di opere di alcuni tra i maggiori protagonisti della scena contemporanea nazionale.
Ne esce una lettura dell’Italia di oggi attraverso lo sguardo dell’arte, capace di raccontare le diverse realtà presenti sul territorio in un affresco del nostro Paese tra passato e presente, tra identità e memoria.
Dove: MAXXI, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 2 luglio 2020

Kevin Francis Gray
I marmi e le sculture di Gray si inseriranno nella splendida cornice della collezione di Stefano Bardini, creando un legame tra presente e passato, tra innovazione e tradizione. La mostra, promossa dal Comune di Firenze, è organizzata da Mus.e in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary. Curata da Antonella Nesi è realizzata grazie al generoso supporto di Moaconcept.
Dove: Museo Stefano Bardini, Firenze
Quando: 2 giugno 2020 – 2 luglio 2020

Gagosian e La Fondazione
Gagosian e La Fondazione si affiancano per un continuum d’arte che animerà giorno e notte via Francesco Crispi. 24 ore pensate come un omaggio a Roma e ai suoi abitanti. In questa fase di rinascita e ripartenza Gagosian e La Fondazione si affiancano proponendo per i prossimi mesi, a partire da martedì 2 giugno, un continuum d’arte a coprire l’intero arco delle 24 ore. Le due istituzioni, grazie alla decisione di condividere una comune intenzione, animeranno per tutta la giornata e la notte via Francesco Crispi dai civici 16 e 18, grazie all’alternanza dell’apertura dei reciproci progetti espositivi, celebrando l’arte contemporanea e il desiderio di ritornare a fruirne in libertà e sicurezza.
A dare il via martedì 2 giugno alle 18.00 La Fondazione che presenterà ogni settimana un artista diverso, appartenente alla generazione nata a cavallo tra anni Ottanta e Novanta del Novecento. Un progetto unboxing tutto da scoprire svelato ogni venerdì precedente sul canale Instagram @LaFondazione_Roma.
Dove: La Fondazione, Roma
Quando: 2 giugno 2020 – 2 luglio 2020

Michele De Lucchi – Earth Stations
MICHELE DE LUCCHI È IL PROTAGONISTA DEL SETTIMO APPUNTAMENTO CON IL CICLO IL TAVOLO DELL’ARCHITETTO CURATO DA LAURA ANDREINI – CHE VEDE DI VOLTA IN VOLTA COINVOLTI CELEBRI ARCHITETTI, COLLETTIVI E STUDI DI ARCHITETTURA DEL PANORAMA CONTEMPORANEO.
De Lucchi Earth Stations (22 novembre 2019 – 30 aprile 2020) è un progetto di ricerca nato nel 2018 concentrato sull’evoluzione del concetto di funzione nell’architettura e sul bisogno di edifici simbolici rappresentativi. Una ricerca anticipata dai Templi per la Natura che avevano lo scopo di celebrare attraverso luoghi iconici la natura nelle sue manifestazioni più straordinarie. Ripensare al senso sociale dell’edificio è un pensiero che per De Lucchi viene da lontano. Già nel libro “12 racconti con casette” De Lucchi si immagina un’architettura inserita in una serie di paesaggi con l’intento di comunicare speranza e ottimismo. Come lui stesso dice: “una delle domande che mi pongo frequentemente è cosa vogliono veramente gli uomini? Cosa diamo all’uomo?”. Ecco che dalla esperienza delle casette intagliate con la motosega, simbolo di una ricerca sul tema dell’abitare, si arriva con le Earth Stations ad una evoluzione più ampia legata sempre al tema dell’abitare e alla qualità della condizione di vita dell’uomo sulla Terra, ma questa volta ampliata di scala e legata al rapporto Uomo-Natura-Tecnologia. Le prime Earth Stations, chiamate Originals, si riferiscono a nuovi luoghi di lavoro ed edifici per servizi pubblici. Nella versione Many Hands si immaginano cinque tipologie di Stazioni, una per ogni condizione climatica – desertica, temperata, continentale, polare, tropicale – che hanno come scopo quello di amplificare il significato del rapporto dell’uomo con la Terra. Nuove visioni architettoniche non più distanti dalla loro funzione ma che aiuteranno l’uomo a sviluppare sempre di più la sua attitudine allo scambio reciproco e a ogni forma di creatività e artigianalità.
Dove: Museo Novecento, Firenze
Quando: 2 giugno 2020 – 2 luglio 2020

Solo – Fabio Mauri
È Fabio Mauri (Roma 1926 – 2009) il protagonista del quinto appuntamento di Solo, il ciclo espositivo ospitato nelle sale al secondo piano del Museo Novecento di Firenze che traccia un ritratto di grandi artisti del ventesimo e ventunesimo secolo. La mostra, curata da Giovanni Iovane e dal direttore artistico del Museo Novecento Sergio Risaliti e aperta al pubblico dal 24 gennaio al 29 giugno 2020, è dedicata a uno straordinario esponente delle neoavanguardie del secondo Novecento che ha indagato a lungo i percorsi delle ideologie e le loro ripercussioni nella società. Dagli esordi negli anni Cinquanta, attorno ai giovani artisti di Piazza del Popolo a Roma, sino agli inizi degli anni Duemila, Mauri è stato protagonista delle avanguardie artistiche internazionali con una continua sperimentazione. La sua ricerca, in cui esperienze personali e fenomeni di portata collettiva s’interconnettono, è contraddistinta dalla multidipliscinarietà e combina il disegno e la pittura con la progettazione di performance e installazioni.
L’analisi del Potere e della sua estetica ha portato Mauri a interrogarsi sul ruolo del “male” nella storia dell’umanità, sui meccanismi della violenza e dell’omologazione – attraverso un linguaggio di segni e comportamenti che hanno come obiettivo il controllo e l’eliminazione dell’altro –, mettendo a nudo le dinamiche oppressive e discriminanti e l’esaltazione di valori identitari e superomistici. Le sue opere, concepite nel recente passato, mantengono intatta la loro attualità.
Dove: Museo Novecento, Firenze
Quando: 2 giugno 2020 – 29 giugno 2020

Duel – Elena Mazzi
PER IL SETTIMO APPUNTAMENTO DEL CICLO ESPOSITIVO DUEL, IL MUSEO PROPONE LA MOSTRA ROUTES DI ELENA MAZZI (REGGIO EMILIA, 1984), UN IMMAGINARIO VIAGGIO CHE DALLA SICILIA ATTRAVERSA L’ITALIA E CONDUCE IN ISLANDA E POI IN CINA SUGGERENDO DIVERSE POSSIBILI TRAIETTORIE.
Per la prima volta la mostra, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, nasce attorno al dialogo con tre diverse opere della collezione permanente: Contadini in strada/Uomo davanti alla stufa di Renato Guttuso (1938 ca.), Il veliero di Mario Sironi (1929-31) e Vita Bioplastica di Enrico Prampolini (1938), appartenenti alla Raccolta Alberto Della Ragione.
L’esposizione si struttura come un immaginario viaggio che dalla Sicilia attraversa l’Italia e conduce in Islanda e poi in Cina, suggerendo diverse possibili traiettorie: un’occasione per immergersi nella poetica dell’artista, concentrata sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive, nonché sulle strategie in atto per rispondere alle emergenze sociali ed ecologiche del nostro tempo.
Dove: Museo Novecento, Firenze
Quando: 2 giugno 2020 – 29 giugno 2020

Sanjeshka – Unsuccessful. The Imperceptible Rise of Perversely Peaceful Jokers
EDICOLA RADETZKY ANNUNCIA LA SUA COLLABORAZIONE CON CONTEMPORARY ATTITUDE PRESENTANDO IL SOLO SHOW DELL’ARTISTA SANJESHKA, DAL TITOLO UNSUCCESSFUL – THE IMPERCEPTIBLE RISE OF PERVERSELY PEACEFUL JOKERS.
Dove: Edicola Radetzky, Milano
Quando: 2 giugno 2020 – 14 giugno 2020

Marco Bagnoli – Cinquantasei nomi (1999-2000)
Il 2 giugno i visitatori potranno tornare ad ammirare la fontana di Marco Bagnoli Cinquantasei nomi (1999-2000). L’opera è allestita all’esterno del Castello nell’antica vasca decagonale eseguita nel 1868 per celebrare l’inaugurazione dell’acquedotto della città di Rivoli. Le 56 canne da cui zampilla l’acqua, simili ai sottili fusti del bambù e alte cinque metri, sono dipinte in blu e rosso e sono state realizzate in alluminio anodizzato con la sofisticata tecnologia del “polistirene perduto” (lost foam) che riprende in chiave contemporanea l’antico metodo della “cera perduta”, utilizzato per produrre le statue in bronzo.
Dove: Castello di Rivoli, Rivoli
Quando: 2 giugno 2020 – 2 giugno 2020

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