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Calendario Mostre [327] – 21/07/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Robert Breer @ Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano; Petra Feriancová @ Villa d’Este e Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli; Flatform @ Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Matteo Manfrini @ Display, Parma; Max Papeschi @ WeGil, Roma; Matteo Attruia @ Fourteen ArTellaro, Tellaro; Franco Mazzucchelli @ Gaggenau DesignElementi, Roma; Costantino Ruggeri @ Spazio per le arti contemporanee del Broletto, Pavia; Angela Casagrande @ Galleria Spaziografico, Massa Marittima; “L’aureola nelle cose: sentire l’habitat” @ Museo Michetti, Francavilla al Mare; “Reinventing the future” @ Plain Gallery, Milano; “Shift” @ StudioFaganel, Gorizia; “Rizomata” @ Kuma Gallery, Scarlino; “Venice Open Stage 2020” @ Campazzo San Sebastiano, Venezia; “Fuori Luogo (Underpass)” @ Anteo Spazio Cinema, Milano; “Giallo Raffaello” @ Casina di Raffaello, Roma; “Levante Drone Festival 2.0” @ Baia del Silenzio, Sestri Levante; “Osserva le distanze / Esercita il pensiero” @ Spazio ILISSO, Nuoro.

Robert Breer. TIME OUT
Dal 12 settembre 2020 al 5 giugno 2021 la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta la prima grande mostra personale in Italia di Robert Breer (Detroit, USA, 1926 – Tucson, USA, 2011).
Pioniere nelle tecniche di animazione, Breer fu uno dei fondatori dell’avanguardia americana ed è oggi considerato uno degli autori più innovativi nel cinema sperimentale. L’intera opera di Breer è una riflessione sulla possibilità di catturare il tempo, confondendo i confini tra l’immagine astratta e figurata, il movimento e la staticità, l’oggetto e il soggetto. Attraverso una selezione di più di ottanta opere la mostra ripercorre tutti i sessant’anni di carriera dell’artista: dalle prime ricerche nell’ambito della pittura astratta e del neo-plasticismo, attraverso la sperimentazione con l’immagine in movimento e con una forma di animazione del tutto anticonvenzionale, fino ad arrivare ai Floats, le celebri sculture mobili, vere e proprie evoluzioni nello spazio tridimensionale delle forme astratte e anti-narrative che caratterizzano la ricerca pittorica e cinematografica dell’artista.
Dove: Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano
Quando: 12 settembre 2020 – 5 giugno 2021

Franco Mazzucchelli – I love multiple
Apre il 20 luglio al Gaggenau DesignElementi di Roma “I LOVE MULTIPLE” mostra personale dedicata al Maestro Franco Mazzucchelli e curata da Sabino Maria Frassà all’interno del piano per il sostegno delle eccellenze artistiche promosso da tre anni da Gaggenau, storico marchio del design di lusso, insieme al progetto non-profit Cramum per l’arte in Italia. A Roma fino al 23 dicembre (chiusura estiva dal 14 al 31 agosto) in mostra 9 opere inedite che raccontano oltre cinquant’anni di evoluzione dell’idea di “multiplo” e di “ripetizione” nella ricerca artistica del grande maestro dei gonfiabili Franco Mazzucchelli. Ne emerge un percorso continuo, ma non lineare, che rispecchia un rapporto ambivalente e non sempre facile dell’artista con il mondo e con il mercato dell’arte. Come spiega il curatore Sabino Maria Frassà: “Il concetto di multiplo è alla base della ricerca artistica di Franco Mazzucchelli nel bene e nel male, accettato, rifiutato e a volte combattuto. In ogni caso Franco Mazzucchelli ci ragiona da oltre cinquant’anni: se da un lato l’idea di multiplo afferisce al campo della matematica ricorrente in tutta la ricerca di Franco Mazzucchelli, dall’altro è anche il concetto alla base del design contemporaneo, inteso come produzione industriale di manufatti ripetibili in serie, centrale nel corpo di opere denominate Bieca Decorazione”.
Dove: Gaggenau DesignElementi, Roma
Quando: 20 luglio 2020 – 23 dicembre 2020

Costantino Ruggeri. Dalla materia alla forma
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia in collaborazione con la Fondazione Frate Sole presenterà dal 18 luglio al 4 ottobre nella sala espositiva per le arti contemporanee presso il Broletto la mostra “Dalla materia alla forma”, con lavori di Costantino Ruggeri degli anni Sessanta e Settanta, presentate per la prima volta in modo organico.
Le settanta opere presentano interessanti tangenze con la fortunata corrente poverista fondata dal critico Germano Celant recentemente scomparso.
In questo senso, la mostra intende valorizzare e promuovere l’opera di recupero di materiali residuali compiuta proprio negli stessi anni da Costantino Ruggeri, frate francescano ma anche artista attento a tutti i movimenti di rottura che nascono come reazione al clima socio-politico degli anni settanta.
Ruggeri si diploma all’accademia di Brera 1962 e stringe amicizia con i compagni di studi Roberto Crippa, Lucio Fontana, Gianni Dova, Marino Marini, Alberto Burri. A partire dal 1964, Ruggeri sviluppa un dialogo vivo con la materia, con i muri, con gli spazi in rapporto con la luce. Attraverso questa ricerca, Costantino approda ai materiali più umili: cartone da imballaggio, cellophane, fili di refe, polistirolo, tavolette di legno che trova nelle discariche e nei depositi di materiali inutilizzati.
Dove: Spazio per le arti contemporanee del Broletto, Pavia
Quando: 21 luglio 2020 – 4 ottobre 2020

Rizomata
“Anzitutto ascolta quattro radici di tutte le cose”
Secondo il filosofo siceliota Empedocle, vissuto nel V secolo a.C., i principi del mondo risiedono in quattro elementi eterni e immutabili che compongono la realtà: Terra (γαῖα), Acqua (ὕδωρ), Aria (αἰθήρ), Fuoco (πῦρ). Li chiama radici (ριζώματα – rizòmata).
Dalle loro aggregazioni e disgregazioni, originate dalla contemporanea azione antitetica delle due forze cosmiche e divine Amicizia (φιλóτας) e Dissidio (νεῖκος), si determinano la nascita e la morte di tutte le cose, in un processo ciclico e infinito.
Si tratta, infatti, di nascita e morte solo apparenti, poiché non esistono in realtà né l’una né l’altra ma soltanto mescolanza e separazione, perenne trasformazione delle cose.
Anche l’uomo è formato da analoghe mescolanze delle quattro radici, mosso dalle medesime forze attrattive e repulsive ed è in grado di conoscere i quattro elementi non con la sola ragione ma grazie all’ausilio dei sensi, perché il simile riconosce il simile, e nell’uomo stesso sono contenuti tutti gli elementi dell’universo.
Ripercorrendo queste intuizioni, ρ ι ζ ώ μ α τ α | r i z ò m a t a è un viaggio artistico senza tempo, intrapreso da alcuni artisti italiani ed europei attorno ai quattro elementi naturali, i quali diventano ora materia cui attingere ora artisti essi stessi, coinvolti attivamente alla realizzazione delle opere.
Dove: Kuma Gallery, Scarlino
Quando: 21 luglio 2020 – 30 settembre 2020

L’aureola nelle cose: sentire l’habitat
Gli interventi di modifica sugli oggetti che ci circondano di Francesco Alberico, la percezione di déjà-vu straniante provocata dai dipinti di Thomas Braida, le opere visionare del duo Calori & Maillard, le forme astratte e sensibili che celano una dimensione antropomorfa di Sara Enrico, gli ex voto di Maurizio Finotto, il magma visivo che sfugge al prevedibile e alla logica di Enej Gala, le superfici materiche di Valerio Nicolai, il piacevole incanto che scaturisce da uno sguardo più penetrante nelle opere di Serena Vestrucci.
Sono trenta, nel loro complesso, gli artisti selezionati per la 71° edizione del Premio Michetti e che dal 18 luglio al 30 settembre 2020 espongono le loro opere nella mostra L’aureola nelle cose: sentire l’habitat, a cura di Guido Molinari, ospitata negli spazi del Museo Michetti di Francavilla al Mare (Chieti) grazie all’impegno della Fondazione Michetti e della città di Francavilla.
Dove: Museo Michetti, Francavilla al Mare
Quando: 18 luglio 2020 – 30 settembre 2020

Osserva le distanze / Esercita il pensiero
Allo SPAZIO ILISSO, in via Brofferio 23 a Nuoro, martedì 21 luglio, alle ore 18:30 si inaugura, in presenza e in diretta streaming, la mostra di grafica sociale: Osserva le distanze / Esercita il pensiero, una iniziativa nata dalla collaborazione tra ILISSO e l’AIAP, Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva.
Le sale del piano terra di Spazio Ilisso si aprono a una selezione di manifesti, appositamente ideati in occasione della pandemia da Coronavirus, quale riflessione sul ruolo che il design può esercitare in momenti di emergenza.
Tratti dagli oltre 250 giunti ad AIAP grazie ad un appello dell’Associazione fatto ai progettisti di tutto il Paese in pieno lockdown, esprimono, nelle personali visioni dei singoli creativi, un comune denominatore che riconduce al concetto di comunità e rispetto dell’altro.
Dove: Spazio ILISSO, Nuoro
Quando: 21 luglio 2020 – 27 settembre 2020

Fuori Luogo (Underpass)
L’apertura è prevista lunedì 20 luglio 2020 alle ore 18:00, la mostra sarà visibile fino a settembre 2020.
Artisti coinvolti: Edoardo Dionea Cicconi – Simone Parise – Ieva Petersone – Erika Riehle e Francesca Vitali Boldini.
Curatori: Renato Galbusera e Barbara Pietrasanta.
Dove: Anteo Spazio Cinema, Milano
Quando: 20 luglio 2020 – 20 settembre 2020

Flatform. Storia di un Albero
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dal 18 luglio al 13 settembre 2020, presenta, nella project room, la videoinstallazione Storia di un Albero, opera di Flatform. L’opera è stata prodotta dal Museo Nazionale del Cinema con il sostegno dell’Italian Council del Mibact.
Storia di un Albero è un ritratto e il soggetto è tanto un organismo vivente non umano, quanto il territorio che questo abita da molto tempo. L’opera ha l’ambizione di iscriversi nella ritrattistica, componente fondamentale del corso di tutta la storia dell’arte, riscrivendo, però, la natura del soggetto, le modalità di sviluppo e la tecnica di espressione del ritratto. Infatti, in quest’opera il soggetto è un organismo vivente non umano che viene ritratto tramite immagini in movimento e suoni spazializzati che restituiscono il soggetto ritratto come un ideale testimone di quasi mille anni di storia di un intero territorio.
L’albero al centro dell’opera è una quercia nata circa 900 anni fa, nota anche come la “Quercia dei Cento Cavalieri”, e il luogo è l’area della città di Tricase.
Dove: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Quando: 18 luglio 2020 – 18 settembre 2020

Giallo Raffaello
“Raffaello per Roma” vuole sviluppare nel corso di un triennio una proposta culturale che partendo nel 2020 dall’anniversario dell’illustre artista e dal luogo dove visse a Roma, ovvero nella Casina del Curato o di Raffaello, valorizzerà in questo affascinante posto altri due anniversari: nel 2021 quello di Dante e nel 2022 quello di Canova.
Si parte il 21 luglio alle ore 21 presso il Circolo della Pipa con lo spettacolo “Giallo Raffaello” di Riccardo Bàrbera e Barbara Chiesa, che verrà replicato dal 22 Luglio al 15 Settembre per dieci rappresentazioni che andranno in scena due volte alla settimana, il martedì ed il mercoledì, assieme ad una serie di altri spettacoli anche musicali che si alterneranno settimanalmente con una rassegna cinematografica dedicata ai pittori più famosi che hanno segnato la storia dell’Arte Mondiale. Accanto a Teatro, Musica e Cinema vi sarà, nel 2021, una mostra di quadri di riproduzioni delle opere di Raffaello e verrà curata, da parte dello stesso circolo, che gestisce lo spazio e lo mette a disposizione, un servizio di catering per gli spettatori che potranno usufruire di un aperitivo prima dell’inizio e di un buffet dopo lo spettacolo o la proiezione.
Dove: Casina di Raffaello, Roma
Quando: 21 luglio 2020 – 15 settembre 2020

Petra Feriancová, FABVLAE Mostra personale
Le Villae sono liete di presentare FABVLAE, la mostra personale di Petra Feriancová (1977 Bratislava, Slovacchia) nella duplice sede di Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Il progetto è stato realizzato grazie al supporto dello Slovak Arts Council.
Nell’ambito di Level 0 – Art Verona, importante occasione di collaborazione tra musei e artisti contemporanei, il direttore delle Villae, Andrea Bruciati, ha guardato al lavoro dell’artista Petra Feriancová, rappresentata dalla Galleria Gilda Lavia di Roma, per sviluppare un racconto dei siti tiburtini inedito nella poetica e nel vocabolario, eppure coerente con lo spirito dei luoghi.
L’analisi di Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore da parte di Petra Feriancová ha infatti origine dall’osservazione delle celebri incisioni di Giovan Battista Piranesi (1720-1778) raffiguranti le rovine tiburtine. In quelle rappresentazioni che con sensibilità preromantica mostrano la decadenza della bellezza antica, l’artista concepisce non scenari post-apocalittici ma immagini di sopravvivenza.
Nella visione delle rovine, Petra Feriancová sceglie di concentrarsi non sulla desolazione suggerita dagli animali domestici, vaganti senza il loro pastore, o dal crescere incontrastato della vegetazione tra le mura un tempo vigorose, ma sulla capacità di evoluzione e adattamento della natura e sull’invincibilità della vita rispetto alla singola esistenza.
Dove: Villa d’Este e Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli
Quando: 18 luglio 2020 – 13 settembre 2020

Max Papeschi. Hic sunt leones
Dal 22 luglio al 30 agosto 2020, il WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio nel cuore del quartiere Trastevere di Roma, ospita HIC SUNT LEONES, il nuovo progetto multimediale di Max Papeschi a cura di Gianluca Marziani. La mostra è promossa dalla Regione Lazio, organizzata da LAZIOcrea in collaborazione con la Fondazione Maimeri e l’art director Flavia Vago e prodotta da GV Srl.
Un’installazione multimediale site-specific attraverso cui Papeschi, famoso per lo spietato sarcasmo delle sue opere, mette in scena la propria personale parodia del Ventennio fascista. A completare il percorso espositivo, una selezione di sessanta opere tra le più celebri della produzione papeschiana – da NaziSexyMouse a Just Married, passando per i progetti La Sociétè du Spectacle e From Hiroshima with Love, fino ai più recenti The Leader is Present e The Golden Cage – e il video d’arte It’s All DEVO, anche questo in collaborazione con Maurizio Tamporin, creato per l’omonimo brano di Gerald Casale, cantautore statunitense dei DEVO.
Dove: WeGil, Roma
Quando: 22 luglio 2020 – 30 agosto 2020

Reinventing the future
Mostra collettiva.
Dove: Plain Gallery, Milano
Quando: 21 luglio 2020 – 21 agosto 2020

Shift
Shift è il titolo della mostra collettiva che vede esposti i lavori dei 12 fotografi che la galleria rappresenta: Alessia Bernardini, Alessandra Calò, Tomaso Clavarino, Matteo Di Giovanni, Paolo Gasparini, Giulia Iacolutti, Roberto Kusterle, Marco Marzocchi, Alessandro Ruzzier, Sergio Scabar, Martina Zanin, Alba Zari.
La mostra rappresenta la prima attività espositiva della galleria dopo il periodo di lockdown a seguito del COVID19. Nei mesi d’interruzione delle attività studiofaganel ha mantenuto il contatto e continuato a lavorare con i suoi artisti, con i mezzi che erano possibili, sfruttandoli al massimo. In questo senso, quella che è sempre stata una parte importante del ‘metodo di lavoro’ della galleria, la condivisione e il confronto sui progetti e una comunicazione intensa tra artista e gallerista, si è intensificata. Non potendo mostrare i lavori al pubblico ci si è concentrati sulla creazione e lo sviluppo dei progetti personali. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla tecnologia, all’uso del computer e dei network, che ci hanno fatto sentire prossimi nonostante delle distanze fisiche spesso notevoli.
Questa mostra vuole un po’ celebrare questa forma di comunicazione, non sostitutiva dell’esperienza fisica nelle relazioni, che è stata comunque virtuosa e quei mezzi che spesso demonizziamo e che, invece, se utilizzati con consapevolezza, sono delle risorse fondamentali per lo sviluppo del nostro lavoro e della nostra vita sociale.
Quello che per mesi il computer di studiofaganel visualizzava era una serie di cartelle, ognuna col nome di un artista e, dentro, i prodotti del lavoro creativo a diversi stadi di processo. Ogni cartella è una porzione ben limitata ma rappresentativa del mondo di ogni artista con cui noi galleristi veniamo a contatto, a conoscenza.
Dove: StudioFaganel, Gorizia
Quando: 20 luglio 2020 – 20 agosto 2020

Matteo Attruia. Lotto
Nel gioco serio dell’arte la funzione del rapporto tra significato e significante delinea l’immagine del pensiero, il privilegio della designazione tangibile di quanto è legato a processi identificabili come la sintesi ideale della differenza o dell’uguaglianza ma anche del caos primigenio delle idee.
Matteo Attruia agisce nel solco dell’ossimoro, nella speculazione ontologica che si riveste di un’aurea sorprendentemente tranchant, attraverso cui la riflessione sul reale diviene parola, immagine, luce, ombra e traccia di istanze celate, anche dalla sua introversione. Leggere ed interpretare la sua ricerca, le sue opere, significa tradurre il non detto, quanto sosta ‘tra le righe’ invisibili di una tessitura che mostra all’osservatore un rebus, sarcasticamente provocatore, ironicamente reale, la cui valenza comunicativa, tuttavia, è in grado di insinuarsi nell’alveo di un coinvolgimento metaforico ex ante ed ex post l’atto epifanico.
Dove: Fourteen ArTellaro, Tellaro
Quando: 18 luglio 2020 – 5 agosto 2020

Matteo Manfrini. steadydiet (tabularasa)
Prima tappa del ciclo tabularasa, la mostra di Manfrini è parte di un progetto con cui l’artista si propone di esplorare il rapporto tra scultura, spazio e ambiente come luoghi di esperienza e relazione. In questo senso, la scelta di dislocare Display da Parma alla home gallery sul Lago di Garda fa riferimento alla dimensione individuale dell’abitare e a come il dato biografico, per necessità, si riversi nella scultura.
«Gli implacabili, per prima cosa, facevano piazza pulita», scriveva Walter Benjamin in Esperienza e povertà (1933), dove immaginava i “nuovi barbari” come coloro che tra le macerie del presente cercavano una via d’uscita, una nuova combinazione per ricostruire con poco. I nuovi barbari sono stati costretti a ricominciare da capo. Cogliendo questa suggestione Matteo Manfrini risana il proprio rapporto col mondo nella scelta di un’esperienza povera perché essenziale: steadydiet fa riferimento ad un nutrimento parco, minimo e indispensabile, che allude alla necessità di misurarsi con uno spazio raso al suolo dai bombardamenti visivi e linguistici del nostro tempo. A sua volta, tabularasa implica una cernita di valori intesa come processo in cui alla rimozione e alla riduzione segue la verifica di quel che resta dell’esperienza, quella dei luoghi e degli spazi abitati che l’artista osserva mutare e di cui con la scultura rende presenti le tracce.
Dove: Campazzo San Sebastiano, Venezia
Quando: 18 luglio 2020 – 2 agosto 2020

Venice Open Stage 2020
Dal 21 luglio al 02 agosto 2020 campazzo San Sebastiano, nel sestiere di Dorsoduro a Venezia, sarà il palcoscenico dell’ottava edizione del Venice Open Stage – Rising theatre festival dal titolo 8 venti, organizzato dall’associazione Cantieri Teatrali Veneziani in co-organizzazione con il Comune di Venezia.
Anche in questo 2020 devastante per tutti i settori, ma che ha particolarmente colpito lo spettacolo dal vivo, Venice Open Stage, l’evento che da otto anni anima l’estate lagunare portando migliaia di persone a teatro sotto le stelle, non si ferma.
Tredici saranno le serate e, quest’anno, in via del tutto eccezionale non saranno presenti accademie di recitazione ma compagnie professioniste del territorio. Dopo mesi di stop obbligato, l’azione più naturale è stata portare a Venezia le eccellenze locali insieme alle consuete tre compagnie OFF di recente formazione selezionate tramite bando.
Dove: Display, Parma
Quando: 18 luglio 2020 – 1 agosto 2020

Angela Casagrande – Wild
C’è speranza per l’umanità? Questa è la domanda cui Angela Casagrande cerca di rispondere nella sua prima mostra dopo la pandemia. La risposta è un viaggio abbagliante nella contemporaneità, dove i colori vivaci non sono necessariamente la rappresentazione del bene ma, più appropriatamente, una potente arma di distrazione di massa. Tutto ciò è chiaro già dal primo dipinto, Trasparenze. Qui una foglia viene sezionata anatomicamente per mostrare il backstage della natura; quello che sembra un semplice esercizio di disegno, è la denuncia di quanto sia fragile la vita e quanto siano precarie le connessioni che rendono possibile la nostra esistenza. Il dipinto successivo – Plastica – è lì per mostrare una delle minacce alla nostra. Ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono nel mare, minacciando la sopravvivenza di molte specie.
Dove: Galleria Spaziografico, Massa Marittima
Quando: 21 luglio 2020 – 31 luglio 2020

Levante Drone Festival 2.0
Sestri Levante si conferma capitale ideale della fotografia aerea anche per il 2020: il Levante Drone Festival 2.0 si trasmette dalla Baia del Silenzio nei giorni dal 20 al 26 luglio. L’edizione virtuale del festival, che si svolge annualmente all’Annunziata, si è resa necessaria per non privare gli appassionati dell’evento nonostante il susseguirsi di regole e restrizioni dovute all’emergenza Covid-19.
Per il 2020, gli stand cedono il posto a una serie di webinar, foto e video contest, interviste e lezioni online, sempre nello spirito del Festival del Drone, che è quello di coniugare contenuti facilmente fruibili anche da chi non è esperto di droni ed eventi più adatti ai professionisti della fotografia e del videomaking. Gli ospiti di questa edizione virtuale sono il top nel settore: si va da Oliver Astrologo, fotografo e film director che da Londra vanta collaborazioni con brand del calibro di Alitalia, Bulgari e AlJazeera, fino al fotografo spezzino Matteo Bertetto, considerato un vero e proprio punto di riferimento per i cultori della tecnica della multiesposizione.
Dove: Baia del Silenzio, Sestri Levante
Quando: 20 luglio 2020 – 26 luglio 2020

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