Calendario Mostre [330] – 25/07/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Ramon Enrich @ Galleria Antonia Jannone, Milano; Sergi Barnils @ Marcorossi Arte Contemporanea, Pietrasanta; Osvaldo Licini @ Centro Studi Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado; Claudia Losi @ Galleria Monica De Cardenas, Zuoz; Lorenzo Malfatti @ Galleria Barbara Paci, Pietrasanta; Umberto Mastroianni @ Parco Archeologico delle Isole Eolie, Lipari; Julien Friedler @ Palazzo Libera, Villa Lagarina; Hazel Kingsbury Strand e Frank Cancian @ Spazio Piktart, Senigallia; Vincenzo Marsiglia @ Museo Civico, Rieti; Sandro Becchetti @ Centro studi Pasolini, Casarsa della Delizia; Gio Montez @ Museo Civico G. Perricone, Trapani; Fulvio Roiter @ Giardini della Biennale, Venezia; Giusy Dibilio @ Galleria Ess&rrE, Roma; Agnese Skujina @ Nagla Contemporary Arts Farm, Specchia; “Storage” @ Galleria Giovanni Bonelli, Pietrasanta; “Noi siamo la nostra memoria” @ Futura Art Gallery, Pietrasanta; “Collectors Night V Edizione” @ Accesso Galleria, Pietrasanta; “Pistoia Novecento 1900-1945” @ Palazzo de’ Rossi, Pistoia; “Appunti di luce” @ Galleria Susanna Orlando, Pietrasanta; “Castelbasso borgo della cultura” @ Palazzo De Sanctis, Castelbasso; “La Luna sul Colosseo” @ Colosseo, Roma

La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini
Il 25 luglio 2020 si inaugura la grande mostra La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini, promossa dalla Regione Marche e organizzata dal Comune di Monte Vidon Corrado in collaborazione con il Centro Studi Osvaldo Licini. L’esposizione, la prima interamente dedicata a questo tema tanto caro all’artista, si terrà nel suo paese natale sino all’8 dicembre 2020.
La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini è curata da Daniela Simoni, da tredici anni alla guida del Centro Studi Licini, con la collaborazione di Stefano Bracalente, Nunzio Giustozzi, Mattia Patti, Stefano Papetti e Massimo Raffaeli. E’ ospitata nel Centro Studi e nella Casa Museo di Monte Vidon Corrado, per l’artista luogo della creazione, e indaga il rapporto tra Licini e il paesaggio marchigiano, le vedute francesi e quelle svedesi, le fonti pittoriche e quelle letterarie, il paesaggio descritto nelle lettere e quello disegnato o dipinto, la sua interiorizzazione e le proiezioni cosmiche degli ultimi anni. Costituisce inoltre l’occasione per riflettere sulla cronologia delle opere degli anni Venti e per pubblicare documenti inediti importanti a comprendere il passaggio alla fase del figurativismo fantastico.
Dove: Centro Studi Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado
Quando: 25 luglio 2020 – 8 dicembre 2020

Umberto Mastroianni a Lipari. Opere 1931-1992
L’immobilità del modello classico, la sperimentazione astrattista del dopoguerra, la lezione di Boccioni, la conquista del movimento – sublime ossimoro per uno scultore – seguendo la potente attrazione che fu del futurismo.
Dal 25 luglio e fino al 4 novembre 2020 il Parco Archeologico delle Isole Eolie ospita la mostra “Umberto Mastroianni a Lipari. Opere 1931-1992”, a cura di Giordano Bruno Guerri: tredici sculture in bronzo o acciaio realizzate dall’artista nell’arco di sessant’anni di attività.
Allestita fra le sale del Museo Archeologico Bernabò Brea e gli spazi esterni del parco archeologico nell’area dello storico Castello di Lipari, la mostra riavvia la sezione di Arte contemporanea del polo museale iniziata nel 2015 nell’ala dell’ex carcere con il progetto “Mare Motus” e che, nucleo iniziale della collezione permanente, riunisce da allora opere ed installazioni “site specific” di artisti come Plessi, de Conciliis, Pizzi Cannella, Paladino, Mitoraj e molti altri.
Organizzata per il Parco Archeologico delle Isole Eolie, diretto da Rosario Vilardo e dal Centro Studi Opera di Umberto Mastroianni, presieduto da Lorenzo Zichichi, la mostra sarà inaugurata a Lipari sabato 25 luglio, ore 19, dall’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, che ha sostenuto l’iniziativa. Interverranno Paola Molinengo Costa (Centro Studi Mastroianni) e Lorenzo Zichichi (Il Cigno GG Edizioni) che curerà la realizzazione del catalogo della mostra con immagini delle sculture ritratte nella scenografia straordinaria del museo e del parco archeologico.
Dove: Parco Archeologico delle Isole Eolie, Lipari
Quando: 25 luglio 2020 – 4 novembre 2020

Sandro Becchetti. Frammenti di una narrazione
Sabato 25 luglio 2020 alle ore 18.00 è in programma l’inaugurazione della nuova mostra fotografica del Centro Studi Pasolini “Pier Paolo Pasolini attraverso lo sguardo di Sandro Becchetti: frammenti di una narrazione”. L’evento avrà luogo presso Casa Colussi a Casarsa della Delizia. L’esposizione delle fotografie di Becchetti sarà visitabile nei consueti orari di apertura del Centro Studi fino all’11 ottobre 2020.
Sandro Becchetti (1935 – 2013) inizia la sua attività di fotografo nella seconda metà degli anni Sessanta, documentando la realtà sociale, politica e culturale del nostro Paese. Collabora con i maggiori periodici, quotidiani ed agenzie di stampa, nazionali e internazionali. I ritratti dei suoi “protagonisti”, centinaia di grandi della cultura e dell’arte – Alfred Hitchcock, Francois Truffaut, Dustin Hoffman, Claudia Cardinale, Andy Wharol, Gunther Grass, Amos Oz, Alfonso Gatto, Andrea Zanzotto – passati per decenni davanti alla lente delle sue fotocamere e poi sulle pagine di mezzo mondo quei ritratti non sono rubati, neppure “presi”, sono intagliati con la ruvida rapida precisione di uno scultore del legno: che era poi il suo mestiere di vocazione.
«Ho qualche dubbio sulla mia abilità di fotografo ma nessuno su quella di falegname». “Però la grande bellezza di Roma, «caput mundi retorica e goduriosa», lo aveva catturato giovane, e il regalo di una macchina fotografica lo aveva indotto a farle il ritratto «ciottolo per ciottolo». Solo che era ormai la fine degli anni Sessanta, e i ciottoli tendevano a volare nel cielo, sopra i cortei studenteschi, e Becchetti era dalla loro parte, anche se mancò il colpo più grosso: «Ma no», disse a un compagno-collega, «a Valle Giulia non ci vengo, tanto non succede nulla». Se lo sarebbe ricordato anni dopo, facendo il ritratto a Pasolini, «occhi gelidi sguardo tagliente», con Le ceneri di Gramsci in mano, forse la sua foto più famosa (Michele Smargiassi)”.
Nel 1971 Sandro Becchetti realizza un servizio fotografico per il quotidiano Il Messaggero di Roma su Pier Paolo Pasolini nella sua casa all’EUR, in via Eufrate, dove viveva dal 1963 assieme alla madre Susanna Colussi e alla cugina Graziella Chiarcossi.
Dove: Centro studi Pasolini, Casarsa della Delizia
Quando: 25 luglio 2020 – 11 ottobre 2020

Julien Friedler. Mapping
Dopo il grande successo riscosso in Sicilia, continua il viaggio in Italia di “Mapping”, la personale di Julien Friedler, che dal 25 luglio approda in Trentino con 28 nuove opere.
La mostra inaugura il 25 luglio alle ore 18.30.
“Mapping”, curata da Dominique Stella e Carlo Silvestrin, propone una raccolta di opere di chiara impostazione espressionistica che restituiscono al pubblico italiano un racconto per visioni del potente bagaglio creativo dell’autore, figlio di una personalità labirintica alimentata dalla passione per la letteratura, la filosofia, la psicanalisi e i viaggi alla scoperta di realtà diverse e lontane.
In questo 2020 segnato dall’emergenza Coronavirus, “Mapping” con le sue due tappe – Palermo a sud e Villa Lagarina a nord” – vuole tracciare una sorta di ponte immaginario per collegare le due estremità geografiche del nostro Paese, per simboleggiare la necessità collettiva di riappropriarsi della fruizione artistica in prima persona.
“Segna la cifra dell’alto livello della proposta artistica e allo stesso tempo crea grandi suggestioni la connessione che la mostra del pittore belga Julien Friedler sviluppa idealmente tra Palazzo Libera della piccola Villa Lagarina e il prestigioso Loggiato di San Bartolomeo di Palermo, dove “Mapping” è stata aperta ai primi di giugno. Approda ora in Trentino, disegnando un ponte tra sud e nord del Paese e regalandoci l’effetto taumaturgico post Covid-19 di cui è capace solo il linguaggio dell’arte e della bellezza.”, dichiara Marco Vender, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Villa Lagarina.
Dove: Palazzo Libera, Villa Lagarina
Quando: 25 luglio 2020 – 27 settembre 2020

Gio Montez. Mare Nostrum
Il titolo “Mare Nostrum” esprime l’attualità e la complessità di un territorio in trasformazione con una storia antica quanto il mondo. Meta ambita di migranti e vacanzieri, è oggi più che mai protagonista di emergenze umanitarie, naufragi, epidemie, stragi; il Mar Mediterraneo è la culla della civiltà europea e il luogo in cui il mito si rinnova sempre. La forma di “Nave”composta da Gio Montez per l’occasione è un omaggio alla città di Trapani, alla sua gente e alla sua storia. Si potrà ammirare dal 25 luglio sino al 15 settembre 2020, presso il cortile del Palazzo della Vicaria in Via S. Francesco D’Assisi, 45, 91100 durante gli orari di apertura del muse. .
La scultura modulare anamorfica di Gio Montez è caratterizzata dalla assenza di una forma fissa; anamorfica per l’appunto. Si genera così un paradosso logico di una forma senza forma che è sostanzialmente e costitutivamente movimento, azione. In questo senso la forma “Nave”ormeggiata nel cortile del museo è archetipo del viaggio, una celebrazione dell’esistenza e del divenire atto di tutte le cose; rappresentata in un momento di quiete, come se fosse appena rientrata da un lungo viaggio e al contempo anche in procinto di salpare per uno nuovo.
Dove: Museo Civico G. Perricone, Trapani
Quando: 25 luglio 2020 – 15 settembre 2020

Agnese Skujina. Se togli tutto, resta tutto
Nagla e gli spazi espositivi di Donna Bianca, a Specchia, riaprono anche in questa estate 2020 con Se togli tutto, resta tutto, personale dell’artista lettone Agnese Skujina. La mostra, curata da Donato Viglione, è una selezione antologica della produzione dell’ultimo decennio della pittrice baltica, da anni residente in Salento e “artefice” già nel 2012 con la personale “L’altro lato” della rinascita a nuova vita degli ex locali dell’azienda agricola Coluccia, ora b&b Donna Bianca. Locali che nelle estati successive sono diventati uno dei punti di riferimento per l’arte contemporanea nelle estati salentine con mostre di artisti provenienti da tutta Italia e con le tre edizioni, a partire dal 2017, della rassegna Nagla. Dopo mesi così particolari per tutti, con Se togli tutto, resta tutto il progetto espositivo di Nagla riannoda i fili del discorso ripartendo dall’artista che ha dato il là al progetto stesso. Il titolo dice molto della poetica e della ricerca di Agnese Skujina che “toglie tutto” dai suoi paesaggi: la presenza umana e animale, solo di rado accennate, ma anche la riconoscibilità immediata delle stesse forme e dei colori della natura. Nonostante ciò “resta tutto” perché quello che emerge non è qualcosa di alieno, ma una visione familiare e coerente che sembra rispondere a una legge fondamentale della natura, ovvero la (apparente) casualità. Il titolo dice molto anche della tecnica utilizzata dall’artista.
Dove: Nagla Contemporary Arts Farm, Specchia
Quando: 25 luglio 2020 – 13 settembre 2020

Vincenzo Marsiglia. L’uomo tra arte e digitale
Rieti si racconta attraverso le fotografie dei suoi abitanti e attraverso le opere interattive di Vincenzo Marsiglia
Il progetto TraMe – Tracce di Memoria, dell’agenzia The Uncommon Factory, a cura di Annalisa Ferraro, sostenuto dalla Regione Lazio e dai Fondi FESR, è pronto a inaugurare, il 25 luglio, alle ore 11.30, presso il Museo Civico Rieti in Via Sant’Anna 4, L’uomo tra arte e digitale
Memorie reatine e visioni future, una mostra fotografica pensata per alimentare il dialogo tra la memoria individuale e collettiva e il progresso tecnologico in campo sociale e culturale, oltreché artistico. L’esposizione sarà realizzata grazie al coinvolgimento diretto dei reatini, invitati a condividere con la comunità le proprie fotografie storiche, per intraprendere insieme un percorso di riscoperta del proprio passato, e grazie alla collaborazione di Vincenzo Marsiglia, che proietterà la città in un presente avveniristico, assorbendo e restituendo in tempo reale il passaggio dei visitatori, attraverso alterazioni percettive e suggestive illusioni.
Il lavoro di raccolta e catalogazione delle immagini messe a disposizione dai reatini farà sì che le “tracce di memoria” di ciascuno diventino “storia pubblica” attuale, memoria contemporanea. Immagini legate a fatti e periodi storici, storie di moda e di costume, la vita scolastica e gli anni del “boom”, la mostra porterà negli spazi dell’Atelier Racconti contemporanei uno spaccato della vita reatina, selezionato dai cittadini stessi, che attraverso le memorie familiari custodite nei cassetti delle proprie abitazioni, contribuiranno a costruire l’esposizione e a tessere le fila della narrazione.
Dove: Museo Civico, Rieti
Quando: 25 luglio 2020 – 9 settembre 2020

Ramon Enrich
La galleria riprende la sua attività esponendo il lavoro dell’artista catalano Ramon Enrich. La mostra presenta una selezione di quadri e piccole sculture in cui acrilico, pietra e ferro danno vita a realtà metafisiche dalle linee essenziali e rigorose. Attraverso un silenzioso dialogo tra architettura e paesaggio in cui la presenza umana non è contemplata, l’opera di Ramon Enrich ci racconta di un tempo sospeso quanto mai attuale
«Nelle nuove tele di Ramon Enrich, nel suo mondo di verdi cartesiani, nella sua pittura di campi matematici e alberi geometrici, in compagnia delle sue ombre e persino nella tregua dei suoi vuoti ora ci sono pietre che sfidano l’ordine». (Anatxu Zabalbeascoa)
Studio, ingegno e perizia si affiancano a eteree riflessioni sulla bellezza del quotidiano, che osservano con cura la poesia nascosta nella semplicità. Con uno sguardo metodico e sognatore al tempo stesso, Ramon Enrich costruisce così narrazioni che accompagnano alla scoperta di nuove realtà: i suoi “mini mondi”.
Dove: Galleria Antonia Jannone, Milano
Quando: 25 luglio 2020 – 30 agosto 2020

Lorenzo Malfatti. Okeanos
ŌKEANÓS è un’immersione in un universo di acqua e polvere di stelle, quello delle intuizioni di LorenzoMalfatti, un artista che da sempre indaga la materia superando la distinzione tra vivente e non vivente,micro e macrocosmi, realtà esteriori ed interiori; in questa grande opera molte delle sue precedentiintuizioni si disvelano, trovando piena manifestazione e compimento.ŌKEANÓS è un’immersione nell’amnios che circonda il “Pianeta Azzurro” in un immenso abbraccio. Ognisua goccia, dalla più umile pozzanghera all’oceano, pullula di vita: batteri, protozoi, alghe microscopichetrasformano le sostanze disciolte nell’acqua in nutrimento e nuova vita, incessantemente, da quattromiliardi di anni.Questo lavoro ci avvicina all’essenza della vita, all’unione di tutto ciò che vive in rapporti di mutuadipendenza e collaborazione, dal microcosmo di una goccia d’acqua all’intero ecosistema terrestre,all’universo stesso. Lorenzo Malfatti, affascinato dalle immagini in microscopia elettronica di questipreziosi microrganismi, ricrea la particolare architettura del sistema di cisterne presente al loro interno,comune anche ai plastidi, con frammenti di vetro dipinto e sabbia, o foglie di bambù, o graffiando lamalta stesa sulle tele; ma anche le forme tondeggianti o filamentose che producono aggregandosi incolonie e i depositi che si accumulano sui fondali delle acque in cui vivono.Durante l’azione creatrice di Malfatti territori vergini emergono letteralmente dall’acqua come nelracconto del libro biblico di Genesi: impasti di sabbia, gesso, acqua, poi vetro, fibre vegetali, pigmentinaturali e poi ancora acqua che pian piano si ritira, lasciando emergere forme e colori. Rilievi, valli, dorsali oceaniche, solchi, crepe, fiumi, laghi, nubi, nebulose, oppure onde, fluidi che si mescolano, minuscoliesseri viventi, alghe, meduse, trasparenze: sono mondi dotati di una propria luce interna che ci appareattraverso velature di materia e colore.Questo progetto,Ōkeanós, è un approdo in cui si disvela il corrispettivo di molte delle precedentiintuizioni dell’artista nell’opera della Natura
Dove: Galleria Barbara Paci, Pietrasanta
Quando: 25 luglio 2020 – 30 agosto 2020

Castelbasso borgo della cultura
Torna sabato 25 luglio nel borgo di Castelbasso la manifestazione estiva allestita dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, presieduta da Osvaldo Menegaz, che si protrarrà fino al 30 agosto. Da oltre vent’anni luogo di cultura tra i più prestigiosi della regione, Castelbasso riunisce in questo 2020 alcune delle organizzazioni fondamentali dell’Abruzzo, spaziando dalle arti visive alla musica, alla letteratura, per ribadire un ruolo centrale nella crescita qualitativa dell’offerta culturale.
Saranno tre le mostre dislocate nei due edifici storici, palazzo De Sanctis e palazzo Clemente, e nella piazzetta De Sanctis.
Dove: Palazzo De Sanctis, Castelbasso
Quando: 25 luglio 2020 – 30 agosto 2020

Claudia Losi. Come le mani ricordano
La mostra di Claudia Losi parla di partenze e approdi, di transiti sulla terra: un pellegrinaggio immaginario e immaginato tra la storia dell’uomo e le vicende intime dell’artista. Ristabilire un legame con la terra, in questo ecosistema così fragile, suggerisce una differente idea di identità che origina dal sentirsi legati alle altre forme di vita. Le sue opere sono affabulazioni sull’origine e sulla trasformazione ciclica in natura, “solidificazioni” di momenti di vita tra permanenza e impermanenza che si svelano agli occhi del visitatore in passeggiata silenziosa fra le piccole stazioni dove è possibile soffermarsi e riflettere.
I materiali usati dall’artista per i suoi lavori sono portatori di una manualità antica e paziente: il ferro, il bronzo, il legno, la seta, la ceramica. Le forme si congiungono e si sovrappongono a testimoniare il costante processo evolutivo che regna in natura: le Sfere in legno rilasciano fronde e arti in una eterna danza, così come avviene per le forme degli animali nelle cavità dei vasi di Gesti Dentro. Un invito a considerare uno stato di “naturalezza” in cui gli esseri viventi non hanno barriere di specie.
Le sue opere sono geografie corali e personali in cui un “fare ecologico” fa rinascere ciò che è stato vissuto o anche solo immaginato: le Lingue foglia, emersioni di storie collettive dell’uomo si presentano come piccoli teatri con scene di viaggio e di caccia in cui protagonista è la mutua relazione tra uomo e animale.
L’occhio (rappresentato) e lo sguardo (evocato e suggerito da spirali e cerchi) è un soggetto ricorrente nella pratica dell’artista. Poli Antarctici, un grande ricamo frutto di un paziente lavoro collettivo, rimanda all’idea di una grande iride acquatica.
Dove: Galleria Monica De Cardenas, Zuoz
Quando: 25 luglio 2020 – 29 agosto 2020

La Luna sul Colosseo
Torna il percorso di visita notturno all’interno dell’Anfiteatro Flavio, la Luna sul Colosseo.
L’edizione 2020 dell’itinerario si arricchisce con il nuovo percorso alla scoperta dei graffiti di età medievale lungo l’ambulacro esterno del primo ordine, appena dopo l’ingresso: “Di maghi, negromanti pastori e altri mestieri: un percorso insolito in un insolito Colosseo”. Prosegue sul piano dell’arena, dopo avere ripercorso le fasi di costruzione e l’articolazione del monumento. Il percorso prosegue salendo al secondo ordine, da dove si abbraccia con lo sguardo tutta l’ellisse degli spalti, per attraversare l’allestimento “Il Colosseo si racconta” e terminare presso la Terrazza Valadier che, con la narrazione dei monumenti successivi, quali il Tempio di Venere e Roma e l’Arco di Costantino, conclude idealmente e temporalmente la storia dell’anfiteatro più visitato del mondo.
Obiettivi:
L’iniziativa serale è rivolta a tutti coloro che vorranno approfittare dell’occasione per visitare il Colosseo dopo il tramonto e al di fuori dei consueti percorsi turistici, godendo della bellezza del monumento avvolto in un’atmosfera inusuale e in una luce speciale.
Dove: Colosseo, Roma
Quando: 25 luglio 2020 – 29 agosto 2020

Storage
Rodolfo Aricò, Giuseppe Bergomi, Bertozzi & Casoni, Alighiero Boetti, Girolamo Ciulla, Mimmo Paladino, Fabrizio Plessi, Salvo, Mario Schifano, Daniel Spoerri. Sono gli artisti della mostra collettiva Storage, dal 25 luglio al 20 agosto alla Galleria Giovanni Bonelli di Pietrasanta.
Grandi maestri del ’900, accomunati dalla visionarietà del loro lavoro. E, nel caso degli scultori, dalla maestria esecutiva nell’interpretare i diversi materiali: il travertino per Ciulla, il bronzo per Bergomi, la ceramica per il duo Bertozzi & Casoni.
Il titolo della mostra gioca volutamente sull’ambivalenza del termine inglese storage che identifica sia un luogo fisico – il magazzino della galleria, dove solitamente si conservano i lavori più importanti – sia la capacità di archiviazione, e dunque di memoria.
Le opere esposte sono state scelte per la loro capacità di coinvolgimento. Come le pitture di Salvo che, anche in formati ridotti, irradiano una luce inconfondibile, dai tramonti infuocati di giallo, arancione e viola, ai cieli tersi con pennellate lilla.
O i lavori di Paladino, con le figure ieratiche e misteriose, intrisi – pur nella loro indiscutibile contemporaneità – di memoria di altre civiltà, di altri tempi.
La mostra presenta oltre 15 di opere, di formato vario e con datazioni che spaziano dagli anni ’70 ai giorni nostri.
Dove: Galleria Giovanni Bonelli, Pietrasanta
Quando: 25 luglio 2020 – 25 agosto 2020

Pistoia Novecento 1900-1945
Con la nascita di Fondazione Pistoia Musei e il rinnovato percorso espositivo, Palazzo de’ Rossi diventa uno dei vertici del nuovo sistema museale connotandosi come centro dedicato all’arte del Novecento pistoiese, punto di riferimento per la conoscenza delle varie generazioni artistiche che si sono succedute lungo il secolo scorso. Artisti di belle speranze e autentica motivazione poetica che, pur partendo da una piccola città divenuta provincia nel 1927, avevano l’ardimento di confrontarsi con i grandi nomi della storia dell’arte partecipando alle Biennali veneziane, alle Triennali milanesi e alle Quadriennali romane, a mostre in Italia e all’estero.
La mostra Pistoia Novecento 1900-1945, a cura di Annamaria Iacuzzi e Philip Rylands, affianca opere di proprietà della Fondazione Caript a opere in comodato da Intesa Sanpaolo, oltre a prestigiosi prestiti da istituzioni pubbliche e collezionisti privati, permettendo di leggere le vicende artistiche cittadine della prima metà del Novecento. In esposizione opere dello scultore simbolista Andrea Lippi e del pittore futurista Mario Nannini, spazzati via dalla prima guerra mondiale; di Francesco Chiappelli, Alberto Caligiani, Giulio Innocenti fino alla Scuola pittorica pistoiese attiva tra le due guerre, di cui fece parte anche il giovane Marino Marini: Renzo Agostini, Pietro Bugiani, Alfiero Cappellini, Corrado Zanzotto, Umberto Mariotti, Egle Marini. Sarà anche l’occasione per ammirare opere di artisti non pistoiesi ma, per vari motivi, legati alla città come Galileo Chini, impegnato con la decorazione del Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, inaugurato nel 1905; Giovanni Costetti e Achille Lega.
Dove: Palazzo de’ Rossi, Pistoia
Quando: 25 luglio 2020 – 23 agosto 2020

Appunti di luce
Sabato 25 luglio, in occasione della quinta edizione della Collectors Night, la Galleria Susanna Orlando presenterà all’interno della Galleria in Via Stagi 12 a Pietrasanta la mostra collettiva intitolata“APPUNTI DI LUCE”.
Si tratta di una mostra-indagine che affronta la tematica della luce come fenomeno biologico ma soprattutto come fenomeno fisico-psichico. Un percorso che si muove dalla sfera sensibile della luce a quella tattile, passando dall’opera “su carta” all’opera “di carta” fino ad arrivare alle tele. Un’opera parla all’altra in un percorso calcolato su voluti richiami visivi che invitano a guardare le opere di Donald Baechler, Giuseppe Biagi, Alberto Biasi, Alighiero Boetti, Pino Deodato, Gino De Dominicis, Piero Dorazio, Aldo Mondino e Piero Pizzi Cannella, per finalmente, ricostruire la costellazione di “appunti di luce” da noi immaginata.
“Un fritto misto all’italiana”, avrebbe detto Pasolini, tra italiani e non solo.
Dove: Galleria Susanna Orlando, Pietrasanta
Quando: 25 luglio 2020 – 23 agosto 2020

Noi siamo la nostra memoria
È ispirata a una citazione di Jorge Luis Borges la mostra collettiva Noi siamo la nostra memoria, da sabato 25 luglio alla Futura Art Gallery di Pietrasanta. In esposizione opere di Alberto Biasi, Angelo Bozzola, Sara Campesan, Girolamo Ciulla, Toni Costa, Kan Yasuda, Anthony Moman e Jorrit Tornquist.
“Noi siamo la nostra memoria, noi siamo questo museo chimerico di forme incostanti, questo mucchio di specchi rotti”, scrisse Borges.
L’inaugurazione si tiene sabato 25 luglio alle 18,30, in occasione della Collectors’ night di Pietrasanta.
Dove: Futura Art Gallery, Pietrasanta
Quando: 25 luglio 2020 – 14 agosto 2020

Collectors Night V Edizione
Pietrasanta si conferma capitale dell’arte contemporanea. Sabato 25 luglio torna la “Collectors Night”, la notte più amata dai collezionisti, che raccoglie le proposte espositive di otto gallerie d’eccellenza nel panorama italiano, tutte iscritte all’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea. Realizzata con il patrocinio del Comune di Pietrasanta e con al fianco Perrier-Jouët, la Maison di champagne che da oltre un secolo ha creato un legame speciale con il mondo dell’arte moderna e contemporanea, la quinta edizione della “Collectors Night” si configura come un percorso nel centro storico di Pietrasanta, attraverso le opere d’arte proposte da Accesso Galleria, Antonia Jannone – Disegni di Architettura, Barbara Paci Galleria d’Arte, Futura Art Gallery, Galleria Giovanni Bonelli, Galleria Poggiali, Marcorossi Arte Contemporanea e Susanna Orlando Galleria.
Dove: Accesso Galleria, Pietrasanta
Quando: 25 luglio 2020 – 10 agosto 2020

Sergi Barnils. Pedra Cèlica
Per la prima volta, l’artista catalano sperimenta la tecnica a encausto su lastre di pietra. L’ultimo ciclo di opere sarà esposto in una doppia mostra personale a Milano e a Verona.
MARCOROSSI artecontemporanea è lieta di presentare, a quattro anni dall’ultima personale a Milano, il nuovo ciclo di opere di Sergi Barnils dal titolo Pedra Cèlica. In galleria saranno esposte dodici nuove opere caratterizzate dall’estrema cura con cui l’artista catalano tratta la materia e il colore, attraverso una pittura densa di graffiti primordiali e colori mediterranei.
Dagli anni Ottanta Sergi Barnils si dedica pienamente alla pittura e il suo linguaggio artistico raggiunge nel tempo la piena maturità evolvendo verso una sintesi dello spazio con un segno incisivo e raffinato. L’artista perfeziona negli anni la tecnica a encausto, la pittura a cera e fuoco dei Greci e dei Romani, condensando nelle proprie immagini le sue intime riflessioni sulla condizione umana e il personale sentimento di celebrazione della vita, in ogni sua forma e divenire.
In anni recenti Barnils si accosta alla scultura su pietra espandendo il proprio alfabeto visivo alla tridimensionalità. Da questa nuova esperienza nascono anche le opere del ciclo Pedra Cèlica, dove la pittura a encausto si adatta alle superfici porose del marmo, del granito e della lavagna. Abbandonate le forme perfette e geometriche della tela – o della tavola di legno – i nuovi “quadri” assumono una forte presenza oggettuale con forme frastagliate e irregolari, evocative di antichi reperti e frammenti della storia. Simili a steli epigrafiche dai caratteri misteriosi, le opere della mostra Pedra Cèlica racchiudono il senso del sacro e la profonda spiritualità dell’artista: sono le pietre che lastricano la strada celeste.
Dove: Marcorossi Arte Contemporanea, Pietrasanta
Quando: 25 luglio 2020 – 2 agosto 2020

Strand / Cancian – Gli occhi sul Paese
Due autori americani di grande spessore – mai esposti assieme prima d’ora – venuti in Italia negli stessi anni: nel 1953 Hazel Kingsbury Strand (e suo marito Paul Strand) sono a Luzzara; nel 1957 Frank Cancian è a Lacedonia. Due sguardi e due modi di documentare l’Italia. A cura di Simona Guerra.
Dove: Spazio Piktart, Senigallia
Quando: 25 luglio 2020 – 2 agosto 2020

Giusy Dibilio
Dal 25 al 31 luglio presso la Galleria Ess&rrE al Porto Turistico di Roma, è disponibile la Mostra personale di Giusy Dibilio. È nata ad Enna nel 1948, dove inizia la sua carriera pittorica. Trasferitasi a Roma, ha proseguito il proprio percorso artistico con entusiasmo, esprimendo in questa città il meglio della sua produzione. Dal 1978 ad oggi ha allestito numerose mostre personali ed ha partecipato a rassegne nazionali ed internazionali. Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche in Italia ed all’estero.
Dove: Galleria Ess&rrE, Roma
Quando: 25 luglio 2020 – 31 luglio 2020

Omaggio a Fulvio Roiter
La Fondazione Fulvio Roiter e il Comune di Venezia rendono omaggio al fotografo Fulvio Roiter (Meolo 1926 – Venezia 2016).
Sabato 25 luglio, prima della proiezione di “Fat City” (Città amara, 1971) di John Huston, in occasione della rassegna di film classici restaurati intitolata Classici fuori Mostra, sarà presentato un filmato con alcune tra le più belle foto in bianco e nero e a colori del celebre fotografo, che rappresentano un vero e proprio inno all’amatissima città lagunare.
“E’ un onore per tutti omaggiare il grande fotografo veneziano in uno dei luoghi più affascinanti e magici della città. – Afferma il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – Farlo poi, prima della proiezione di un grande classico come Fat City, capolavoro di Huston, non può che essere la cornice perfetta per onorare Fulvio Roiter, un uomo che, attraverso le sue vedute, è ancora presente in mezzo a noi. Nessuno meglio di lui è riuscito a raccontare la bellezza di Venezia, quella impressa sull’obiettivo della sua macchina fotografica posizionata fra le colonne della Piazzetta o quella che usava per raccontare una storia in uno scatto, un frame di vita quotidiana vissuta da tanti ignari personaggi che si sono trovati a diventare protagonisti di un racconto.
Nessuno lo ha eguagliato e, forse, nessuno lo eguaglierà perché per lui la fotografia era il mezzo per suscitare emozioni. Proprio quelle emozioni che lo strappavano dalla monotonia della quotidianità: ‘ Dicono che l’abitudine distrugga l’occhio – diceva -: vivi in un luogo e finisci con il non vederlo più. Può darsi, ma non vale per me: mi salva l’emozione’. Ecco, questa sera l’emozione sarà rivedere attraverso un filmato, la maestria di Roiter e attraverso quelle immagini tornare a innamorarci ancora di più della nostra Venezia.” – conclude Brugnaro.
Dove: Giardini della Biennale, Venezia
Quando: 25 luglio 2020 – 25 luglio 2020

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