Calendario Mostre [333] – 31/07/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Pharaildis Van den Broeck @ Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, Milano; Voldemārs Johansons @ La Pelanda, Roma; Roberto Cotroneo @ Palazzo Reale, Milano; Ferruccio Ferroni @ Palazzo delle Arti Beltrani, Trani; Emilio Vavarella @ Lastation, Gagliano Del Capo; Riccardo Zani Faetanini @ No Limits to Fly, Rimini; Stefano Giuri e Caterina Molteni @ Giardino Project, Trepuzzi; “Bianco assoluto” @ QuadraRum Art Gallery, Roma; “L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica. Il Monte Rosa” @ Forte di Bard, Bard; “Esposizione itinerante delle opere in concorso per il premio MediTERRAneo” @ Sedi varie, Grottaglie; “Officine Chigiotti” @ Palazzo Collacchioni, Capalbio; “Mosaico&Mosaici 2020” @ Scuola Mosaicisti del Friuli, Spilimbergo; “Nel cuore delle Marche” @ Consorzio Loretello, Loretello; “Flic venti’20” @ Polo Museale Santo Spirito, Lanciano; “Arte che incontra l’Arte” @ Masseria Palombara, Oria; “Storie prodigiose” @ Labirinto della Masone, Fontanellato; “GestoZero. Istantanee 2020” @ Museo di Santa Giulia, Brescia; Milano Museocity 2020 @ Sedi varie, Milano.

L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica. Il Monte Rosa
Un affascinante viaggio alla scoperta dei ghiacciai di alcune delle cime più note delle Alpi e dei cambiamenti in atto sotto il profilo climatico. Ma non solo. Una mostra che unisce fotografia, ricerca scientifica e arte, in un dialogo iconografico carico di suggestioni tra passato e presente. Tutto questo è L’Adieu des glaciers, un progetto quadriennale promosso dal Forte di Bard che, nel 2020, parte dai ghiacciai italiani del Monte Rosa.
Gli aspetti fotografici della mostra, allestita nelle Cannoniere della fortezza, sono curati da Enrico Peyrot, fotografo e ricercatore storico-fotografico, mentre gli aspetti scientifici da Michele Freppaz, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. L’identità glaciale del Monte Rosa viene presentata attraverso un corpus di cento fotografie inedite che raffigurano ambienti naturali e antropizzati, contesti e sodalizi storico-culturali, imprese scientifiche. Il progetto si avvale di opere di autorevoli autori e selezionate fotografie realizzate nel corso degli ultimi 150 anni e offre l’opportunità di apprezzare la qualità materico-fotografica delle stampe sia storiche che contemporanee, frutto di specifiche procedure, strumentazioni e materiali messi in opera nelle alte valli che nascono dal Monte Rosa.
L’apporto dei contenuti scientifici è stato condotto in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano, la Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani, la Fondazione Montagna Sicura, l’Arpa Valle d’Aosta, l’Archivio Scientifico e Tecnologico Università Torino (Astut), il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari (Disafa) dell’Università di Torino, il Centro Interdipartimentale sui rischi naturali in ambiente montano e collinare, il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino e con il professor Marco Giardino, segretario generale del Comitato Glaciologico Italiano e il professor Piergiorgio Montarolo, direttore dell’Istituto Scientifico Angelo Mosso. Si ringrazia per la collaborazione anche il Centro Addestramento Alpino.
Dove: Forte di Bard, Bard
Quando: 1 agosto 2020 – 6 gennaio 2021

Officine Chigiotti
Si intitola “Officine Chigiotti” la mostra presentata per la quarta edizione di Capalbio Contemporary Art. Il titolo dell’esposizione riprende quello del progetto culturale che Giuseppe Chigiotti, architetto e professore al Politecnico di Milano ha aperto nei grandi spazi dell’azienda di famiglia nel centro storico di Grosseto dal 2017.
La mostra concretizza l’intento, condiviso dall’Associazione Culturale il Frantoio e da Officine Chigiotti, di attivare un dialogo che leghi la storia passata e presente del peculiare territorio della Maremma con la modernità e la spinta innovativa dell’arte contemporanea.
In mostra una selezione di lavori di Flavio Favelli, Mauro Staccioli e Antonio Barbieri.
Dove: Palazzo Collacchioni, Capalbio
Quando: 2 agosto 2020 – 30 settembre 2020

Arte che incontra l’Arte
L’arte che incontra l’arte a masseria Palombara Eventi a Brindisi.
Arte che incontra l’Arte sarà una mostra di arte contemporanea, che si terrà presso la Masseria Palombara Resort & SPA, ad Oria, dal 1 agosto al 27 settembre 2020, a cura di Diego Viapiana, con il patrocinio di Puglia Promozione, e sarà inaugurata il 31 luglio alle ore 19.00, dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e da Nancy Dell’Olio, ambasciatrice della Puglia nel Mondo.
Fiumi limpidi, fauna selvatica a spasso per le città, i canali di Venezia trasparenti. Il miracolo della natura. È bastato poco perché la natura si riprendesse i suoi spazi, è bastato poco perché tutto fosse come prima.
La natura è la prima musa ispiratrice dell’arte, da sempre l’artista ha trovato nella natura il linguaggio per comunicare il proprio stato emotivo, le proprie gioie, le proprie angosce. Gli uomini primitivi rappresentavano scene di caccia e vedevano ogni evento naturale come un mistero magico e incomprensibile; alla corte del Re Sole, il giardino era l’archetipo dell’arte e gli eccentrici giardinieri era gli architetti del paesaggio; per i Romantici, la natura era il simbolo del sublime. Da sempre la natura è una grandiosa opera d’arte.
Dove: Masseria Palombara, Oria
Quando: 31 luglio 2020 – 27 settembre 2020

GestoZero. Istantanee 2020
Il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov, sono lieti di annunciare che ospiteranno la prima tappa della mostra “GestoZero. Istantanee 2020.”, un progetto espositivo aperto al pubblico presso il Museo di Santa Giulia a Brescia dal 1° agosto al 20 settembre 2020, che proseguirà al Museo del Violino a Cremona (1° ottobre – 1° novembre 2020) e all’Ex Chiesa di Santa Maria Maddalena a Bergamo (18 marzo – 2 maggio 2021), grazie al sostegno dei comuni di Cremona e Bergamo.
Nato da un’idea dell’artista Maurizio Donzelli e curato da Ilaria Bignotti insieme ad ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, con la collaborazione di Antonio Marchetti Lamera, la mostra GestoZero raccoglie e confronta i linguaggi di oltre settanta artisti di Brescia, Bergamo e Cremona, città lombarde particolarmente colpite dal Coronavirus, sul tema dell’arte come strumento di rinascita e di ripartenza dopo la tragedia. 71 fotografie d’artista e oltre 40 opere d’arte visuale (pittura, scultura, fotografia, video e performance) raccontano la genesi dell’opera, dal suo pensiero alla realizzazione, in risposta al dramma e all’isolamento dei mesi appena trascorsi.
Dove: Museo di Santa Giulia, Brescia
Quando: 1 agosto 2020 – 20 settembre 2020

Flic venti’20. Forme e parole (di un anno strano)
Venerdì 31 luglio torna il FLIC a Lanciano, nella deliziosa cornice del Polo Museale Santo Spirito, organizzato dall’Associazione Culturale “I Cinque Sensi” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lanciano e con la Coop. “Il Pensiero”. Il FLIC Festival VI ed. 2020 vuol provare ad indagare come questo momento storico straordinario abbia influenzato l’arte, scoprire cosa emerge dalle opere prodotte durante il lockdown, proponendo una lettura e una comprensione più consapevole del mondo contemporaneo attraverso i lavori di 21 artisti di età e stili molto diversi, alcuni molto affermati e con una lunga carriera alle spalle, altri giovanissimi ancora in accademia, che hanno accettato di partecipare ad una collettiva che avrà luogo presso il Polo Museale Santo Spirito di Lanciano, in Via Santo Spirito n. 77, da venerdì 31 luglio 2020 a mercoledì 16 settembre. I
Gli artisti partecipanti sono:
Vito Bucciarelli, Thomas Bucciarelli, Luca Bruno, Angelo Catano, Giuseppe Colangelo, Luna De Rosa, Massimo Desiato, Michela Di Carlantonio, Domenico Di Genni, Paolo Dongu, Giulia Fraticelli, Daniela Giuliani, Chiara Marascia, Fabio Masci, Michele Montanaro, Antonio Patrino, Maurizio Righetti, Antonio Russo, Giorgia Tiberio, Nicola Troilo e Debora Vinciguerra.
Dove: Polo Museale Santo Spirito, Lanciano
Quando: 31 luglio 2020 – 16 settembre 2020

Nel cuore delle Marche
Case, paesaggio, persone, opere d’arte si incontrano e danno vita ad un progetto estremamente autentico e di grande generosità, mettendo in luce una comunità artistica che opera tenacemente nell’entroterra della Regione Marche; scelta consapevole ed estremamente attuale. Un passaggio reale da Casa Sponge, dimora dell’artista Giovanni Gaggia, al Consorzio Loretello, luogo prescelto dal pittore Roberto Coda Zabetta.
Nella filosofia etica e politica del Luogo, sede dell’antico Consorzio Agrario di Ancona, la vita e le arti si incontrano, si fondono e si consorziano, generando così un segnale importante di presenza e di resilienza.
Casa Sponge in collaborazione con Consorzio Loretello è lieta di presentare la tappa conclusiva del progetto il Cuore dell’Arte per i Comuni delle Marche, una raccolta fondi, ideata da Casa Sponge per ANCI Marche, partner Caritas Marche e con la partecipazione del Museo Statale Tattile Omero, che ha coinvolto trentatre artisti marchigiani o in vario modo affettivamente o professionalmente legati alla nostra Regione. Alcuni di essi hanno deciso di rinnovare in questa secondo momento il loro sostegno alla nostra terra partecipando ad una mostra collettiva negli spazi del Consorzio Loretello, nelle stesse stanze che già ospitano una preziosa collezione permanente con opere storiche di Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Aldo Mondino, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Enzo Cucchi, Emilio Scanavino, Enzo Mauri, Carlo Valsecchi e lavori di generazioni successive come quelli di Stefania Galegati, Diego Perrone, Andrea Bianconi, Nico Vascellari e Gabirele De Santis. Questa nuova fase progettuale nasce dalla condivisione di intenti di Casa Sponge Consorzio Loretello e degli amici artisti, critici e curatori, che orbitano attorno alle due strutture accomunati dall’amore per il paesaggio e per il territorio, dall’agire ecologico, ma soprattutto dal pensiero che le arti tutte, in un momento difficile come quello che abbiamo passato e che tutt’ora stiamo vivendo, possano essere di inclusione e non di divisione e occasione di riqualificazione, rivitalizzazione e promozione dei territori rurali.
Dove: Consorzio Loretello, Loretello
Quando: 31 luglio 2020 – 15 settembre 2020

Ferruccio Ferroni. Fotografie
Dal primo agosto al 13 settembre 2020, Palazzo delle Arti Beltrani a Trani ospita “Ferruccio Ferroni Fotografie”, una selezione di cinquanta immagini provenienti dall’archivio del fotografo marchigiano Ferruccio Ferroni,nell’anno in cui ricorre il centenario della sua nascita.
La mostra ricalca il percorso dell’artista dall’esordio alle opere contemporanee, attraverso l’analisi di alcuni dei temi pilastro della sua ricerca tra cui i ritratti, il paesaggio e la materia, e rivela la propria unicità nella scelta dei curatori Alessia Venditti e Marcello Sparaventi, condivisa con la famiglia dell’artista, di inserire nel percorso espositivo alcune opere del contemporaneo Piero Percoco (Sannicandro di Bari, classe 1987), poste in un ideale dialogo atemporale con quelle ferroniane. L’intento è quello di caratterizzare l’esposizione legandola al territorio pugliese e mostrare quanto la ricerca di Ferroni, che ha origine all’inizio degli anni Cinquanta, abbia una forza estetica e comunicativa assolutamente attuale. Inoltre, esattamente come Ferruccio Ferroni durante la sua vita fotografica in bianco e nero, anche Percoco (fedelissimo, invece, al colore) sviluppa la propria ricerca nel suo ambito territoriale di provenienza. Il legame con la terra natia è dunque un altro anello che congiunge questi due interpreti della fotografia italiana d’autore.
Definito il poeta della luce, con l’obiettivo prima di un’Hasselblad, poi di una Leica, Ferruccio Ferroni è riuscito a trasformare la fotografia in uno strumento che ha reso più pregevole e luminoso il mondo.
Dove: Palazzo delle Arti Beltrani, Trani
Quando: 1 agosto 2020 – 13 settembre 2020

Emilio Vavarella. rs548049170_1_69869_TT (The Other Shapes of Me)
rs548049170_1_69869_TT (The Other Shapes of Me) è un progetto di Emilio Vavarella curato e prodotto da Ramdom nell’ambito della 6. Edizione di Italian Council (2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il Turismo. II titolo fa riferimento alla prima riga di testo risultante dalla genotipizzazione del DNA dell’artista. Il lavoro consiste in una traduzione, effettuata dalla madre dell’artista attraverso processi analogici e digitali, del codice genetico in tessuto, usando una delle prime macchine computazionali moderne: il telaio Jacquard. Il risultato finale è un’opera monumentale composta da un tessuto, un telaio e un video che dall’autunno del 2020 entrerà a far par parte della collezione permanente del MAMbo — Museo d’Arte Moderna di Bologna. La mostra di Gagliano del Capo (Lecce, Italia), che apre il 31 luglio e chiude il 13 settembre 2020, è la prima di un ciclo di diverse esposizioni e presentazioni internazionali. Processo e ricerca saranno al centro di questa esposizione che darà modo ai visitatori di entrare in un archivio di idee, ipotesi, errori, assunti, oggetti e immagini costruiti in progress. Una Wunderkammer in cui oggetti relativi alle discipline che alimentano l’opera finale diventano complementari ed entrano in dialogo tra di loro. Una mostra che ci rivela quanto la storia dell’uomo e della tessitura siano intrecciate tra loro da secoli e che, al contempo, ci svela l’importanza della macchina Jacquard nella storia dell’evoluzione tecnologica non solo nella tessitura, ma anche nell’informatica.
Dove: Lastation, Gagliano Del Capo
Quando: 31 luglio 2020 – 13 settembre 2020

Esposizione itinerante delle opere in concorso per il premio MediTERRAneo
“La Mostra MediTERRAneo ha voluto esserci anche quest’anno, nonostante le gravissime difficoltà causate dalla pandemia ancora in atto: l’arte è un balsamo che lenisce anche le ferite più profonde e non a caso l’abbiamo cercata dai balconi mentre la paura del contagio ci costringeva nelle nostre case. Ecco perché l’edizione 2020 si fa itinerante: l’arte ceramica come occasione di rigenerazione e di riscoperta. Riscoperta di luoghi, rigenerazione degli spazi, del corpo, della mente, passeggiando nei vicoli con in testa il cielo”.
Con questa dichiarazione l’Assessore alla Cultura Elisabetta Dubla presenta e motiva questa nuova modalità di fruizione che interessa sette tappe e include luoghi semi-privati, non sempre fruibili dalla comunità cittadina, in un percorso che si snoda dal Castello Episcopio al Convento dei Cappuccini attraverso i vicoli del suggestivo Centro Storico.
Trentanove gli artisti selezionati – su oltre ottanta adesioni pervenute – provenienti da diverse regioni d’Italia ma anche da nazioni europee ed extraeuropee che si confronteranno sul tema del Contemporaneo, utilizzando la ceramica e sperimentandola in linguaggi tra tradizione ed innovazione.
Dove: Sedi varie, Grottaglie
Quando: 1 agosto 2020 – 31 agosto 2020

Mosaico&Mosaici 2020
Venerdì 31 luglio, alle ore 18.30, la Scuola Mosaicisti del Friuli inaugura la consueta mostra
Mosaico& Mosaici che presenta l’attività svolta durante l’anno formativo trascorso.
Momento importante per gli allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli, che quest’anno assume maggior significato: rappresenta il traguardo raggiunto nonostante il percorso sia stato accidentato a causa dell’emergenza sanitaria internazionale. Allo smarrimento iniziale, che ha colto tutta l’Italia tra febbraio e marzo, la Scuola ha reagito organizzando lezioni a distanza e mantenendo così un legame con gli allievi. In uno scambio costante, gli insegnanti hanno trasmesso nozioni, ma anche fiducia, hanno spronato allo studio e all’esercizio, hanno invitato a coltivare comunque la passione per il mosaico. È stato anche bandito il concorso CREAttivo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Maravee, per stimolare la creatività degli allievi attraverso l’inserimento di un intervento musivo su oggetti di arredo e design. La Direzione della Scuola ha compiuto uno sforzo perché gli allievi, pur lontani, si potessero sentire, come nella prima metà dell’anno, partecipi alla vita dell’istituzione, parte di una squadra sempre operativa.
Dove: Scuola Mosaicisti del Friuli, Spilimbergo
Quando: 31 luglio 2020 – 30 agosto 2020

Storie prodigiose
Ripresa degli eventi dal vivo, che culmineranno nel segno di Borges con uno spettacolo itinerante tra i meandri del Labirinto, nel quale la distanza tra gli spettatori è parte integrante della drammaturgia
A partire dal 31 luglio, il Labirinto della Masone propone una rassegna estiva di cinque appuntamenti che, attraverso una selezione artistica eclettica e progetti che sperimentano nuovi linguaggi trascendendo i confini tra le forme d’arte, si concluderà nel segno di Borges con un inedito spettacolo firmato dal noto drammaturgo Massimiliano Finazzer Flory
Gli appuntamenti si svolgeranno nella grande e suggestiva piazza posta nel cuore del dedalo di bambù, dove gli spettatori, all’ombra della piramide e circondati dai porticati, potranno immergersi nell’atmosfera unica e senza tempo che permea il labirinto.
Ad aprire la rassegna, venerdì 31 luglio, sarà Paolo Angeli, musicista e compositore sardo nella tradizione della sua terra d’origine ha riscoperto e fabbricato la chitarra sarda preparata, strumento orchestra a 18 corde – ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria – dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile, che lo accompagna sul palco. Nel concerto al Labirinto ripercorrerà tutto il suo repertorio da solista, da Talea a 22:22 Free Radiohead fino ad arrivare a Bodas de Sangre, il suo nuovo EP, in cui i suoni della sua chitarra si mettono al servizio dell’omonima opera di Federico Garcia Lorca, traslando la tragedia del 1933 in un esperimento musicale contemporaneo dove influenze arabo-andaluse si intrecciano con la tradizione balcanica, il post-rock, la psichedelia e il noise.
Dove: Labirinto della Masone, Fontanellato
Quando: 31 luglio 2020 – 28 agosto 2020

Riccardo Zani Faetanini. Alias… Fariza
Alla galleria riminese No Limits to Fly il maestro xilografo Riccardo Zani Faetaninila presenta la personale dal titolo ‘Alias… Fariza’ . L’inaugurazione prevista per il 31 luglio è solo su invito, ma da sabato 1 agosto la mostra è aperta a tutti negli spazi di via Bertola 17.
Sotto il titolo di “Alias… Fariza” (soprannome che unisce le prime sillabe del nome dell’artista), l’esposizione raccoglie soprattutto incisioni, ma anche disegni, dipinti, schizzi realizzati con altre tecniche.
Tra le incisioni, la colorata opera dedicata a Federico Fellini e le suggestive xilografie che raccontano un viaggio in Congo compiuto da Riccardo Zani Faetanini molti anni fa.
E ancora le otto tavole realizzate disegnando su altrettante prime pagine di quotidiani, tra cui spicca un autoritratto dell’artista.
Dove: No Limits to Fly, Rimini
Quando: 31 luglio 2020 – 21 agosto 2020

Voldemārs Johansons. Thirst
Thirst sprigiona la violenza del mare, la riproduce e la mostra agli spettatori che possono idealmente compiere l’esperienza del naufragio. Questa tempesta invita alla meraviglia di gusto romantico, ovvero a quella sensazione di sgomento di fronte all’immensità e alla forza della natura. Il video ricorda visivamente i quadri di William Turner dove l’acqua è l’elemento sovraumano davanti al quale l’uomo non può nulla. Thirst è una documentazione audiovisiva del paesaggio marino delle Isole Faroe nell’Oceano Atlantico durante una forte tempesta invernale, ed è stata realizzata come un unico piano sequenza visivo e sonoro. La ripresa, fatta da una roccia della costa, è tale per cui la posizione della telecamera coincide con un punto di vista umano. L’installazione invita ad entrare nel vento, nella pioggia e nel rumore di acque travagliate, osservandole e ascoltandole in una condizione che sarebbe impossibile nelle circostanze naturali, quando l’ammirazione e lo stupore vengono sostituiti dalla paura.
Dove: La Pelanda, Roma
Quando: 31 luglio 2020 – 16 agosto 2020

Bianco assoluto
Collettiva d’arte contemporanea del ciclo sui colori. Questa volta è dedicata al bianco assoluto.
L’impressione della luce bianca è creata dall’unione di certe intensità dei colori primari dello spettro: rosso, verde e blu. Il bianco è comunemente considerato il colore della purezza, dell’innocenza e della castità. E’ una tinta impersonale, eppure capace di trasmettere una profonda eleganza. Viene utilizzato per rappresentare i concetti di ordine e pulizia (se pensiamo a delle lenzuola bianche o al camice di un dottore, l’accostamento inconscio con un ambiente asettico e immacolato è immediato) e per dare un taglio essenziale e sofisticato ad un progetto grafico. Come abbiamo detto la caratteristica del bianco è la fusione di tutti i colori dello spettro; esso non contiene alcuna tonalità dominante di altri colori e quindi rappresenta la libertà, la perfezione, l’ascesi. Il bianco è il colore della trasparenza, dell’illuminazione, della purezza, della nuova vita. Esprime l’archetipo dell’assoluto e della luce. Al fascino quasi mistico del bianco su bianco gli artisti non resistono. Tele sorprendentemente simili si ritrovano tra i maggiori esponenti dell’arte concettuale, spazialista, pop, povera e minimalista. È straordinaria la ricchezza del nulla rappresentato dal bianco. Perché dietro quel nulla non c’è il niente, c’è solo qualcosa che è invisibile. Che ci attrae e ci inquieta. La QuadraRum Art Gallery con questo secondo appuntamento cui hanno aderito ben 32 artisti di varie regioni italiane prosegue il ciclo di collettive dedicate ai colori. Catalogo in galleria. Critico Gianfranco Pugliese.
Dove: QuadraRum Art Gallery, Roma
Quando: 31 luglio 2020 – 12 agosto 2020

Stefano Giuri | Caterina Molteni. Volume 0. Sui rami di quel microcosmo risuonano motivi aerei
giardino project inaugura con Stefano Giuri, artista e fondatore di Toast Project Space a Firenze, e Caterina Molteni, assistente curatore presso il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Entrambi, presenti in due serate diverse, proporranno all’intero e all’esterno della dimensione del verde un intervento ragionato e site- specific.
Il brano scelto per Volume 0. Sui rami di quel microcosmo risuonano motivi aerei è ispirato dalla descrizione del giardino persiano- sassanide, tratto dalla raccolta di novelle arabe de Le Mille e una notte.Il concept riguarda la dimensione spazio temporale del giardino, percepita durante l’arco di un’intera giornata scandita dal canto e dall’operosità degli uccelli.
Il riferimento al microcosmo interessa un campo di indagine che comprende arte, scienza e natura e si inserisce in maniera geopolitica e trasversale, in una riflessione condivisa sulle dinamiche e le caratteristiche che regolano il nostro antropocene.
31.07.20 Stefano Giuri – A tu per tu con Tutankhamon- ore 20.00
In A tu per tu con Tutankhamon Stefano Giuri presenta un’azione che indaga e mette in relazione il luogo e il corpo, inteso quest’ultimo come materia politica e dispositivo per la rappresentazione. Quella di Giuri è una pratica artistica in continua evoluzione, un’attitudine metodologica che si traduce formalmente attraverso lo studio della dimensione spaziale, il disegno, la performance e la scultura. L’artista guarda alla scultura come un elemento camaleontico, una riflessione personale incentrata sulla creazione, distruzione e rigenerazione dei simboli nei regimi dittatoriali che trae origine da “From Here To Eternity” del 2019, un lavoro dedicato al celebre monumento di Lenin. A tu per tu con Tutankhamon è un’operazione site- specific, un momento di condivisione pensato in relazione a un tempo presente, ma che ben si confronta e rimanda a una memoria mitica, in un altrove sospeso tra passato e futuro.
09.08.20 Caterina Molteni – Pensiero che profuma di terra- ore 20.00
Caterina Molteni presenta una lecture dedicata all’esperienza di Bagni d’Aria, scuola di autoformazione che prende forma anche essa da una casa in montagna e dal suo giardino fino a estendersi nella ricerca tra le valli, i fiumi e i paesini abbandonati. Alla base di questo progetto c’è la convinzione di dover allenare un pensiero che passa da pratiche condivise, attività che ognuno dei partecipanti propone agli altri per riflettere sul nostro tempo.
Dove: Giardino Project, Trepuzzi
Quando: 31 luglio 2020 – 9 agosto 2020

Pharaildis Van den Broeck. Newspapers
L’Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck partecipa a Milano MuseoCity, la tre giorni promossa dal Comune di Milano | Cultura e realizzata in collaborazione con l’Associazione MuseoCity per far conoscere la ricchezza dei musei e delle istituzioni milanesi e valorizzarne la funzione culturale. Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto 2020 l’Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck presenterà NEWSPAPERS un focus espositivo su alcune opere su carta dell’artista italo-belga visitabile su prenotazione dalle ore 12 alle ore 19. Saranno esposti due nuclei di dipinti realizzati nel 2005. Pharaildis comincia in quel periodo a sperimentare una nuova tecnica pittorica su carta di giornale (o più in generale su carte stampate ad uso informativo: quotidiani, opuscoli promozionali, flyer informativi, etc.). Dopo i primissimi tentativi di pittura figurativa ad olio erede di una tradizione accademica (1993/94) l’artista passa ad utilizzare esclusivamente gli acrilici dal 1996 raggiungendo esiti in linea con alcune esperienze pittoriche contemporanee del nord Europa tra pop e espressionismo. Le opere in mostra sono emblematiche di un filone di ricerca iniziato proprio nel 2005 e che Van den Broeck porta avanti fino alla sua scomparsa nel 2014: la pittura su carta di giornale.
Si tratta di due nuclei di lavori in cui la materia pittorica è utilizzata per cancellare oppure evidenziare l’immagine mediatica che originariamente si trova sulla carta. Il ready made del supporto e il gesto pittorico si combinano in un gioco ironico che raggiunge negli anni esiti sempre diversi e per certi aspetti sorprendenti. Il primo gruppo è composto da quattro opere in cui tocchi leggeri di blu e rosso cancellano precisi elementi della pagina generando un pattern irregolare su cui si stagliano fluttuanti cipolle stilizzate (oggetto simbolo della produzione dell’artista). Nel secondo nucleo di cinque opere il supporto utilizzato è Opwijks Leven una pubblicazione settimanale ancora oggi molto letta nella città natale dell’artista. La pittura data a corpo è utilizzata in questo caso per evidenziare alcune parole chiave stampare sul giornale e per restituirne una forma visiva. Accanto alle opere saranno esposti alcuni libri appartenuti a Van den Broeck e documenti che permettono di approfondire lo studio delle opere esposte.
Dove: Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, Milano
Quando: 31 luglio 2020 – 2 agosto 2020

Roberto Cotroneo. Nel teatro dell’arte
Apre al pubblico con ingresso libero dal 6 al 29 marzo 2020, la mostra “Roberto Cotroneo. Nel teatro dell’arte” nell’appartamento dei Principi di Palazzo Reale, curata da Denis Curti e promossa da Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e organizzata da Civita Mostre e Musei
Le oltre 50 foto esposte sono il risultato di un lungo lavoro durato cinque anni, dal 2015 al 2019, dello scrittore e saggista Roberto Cotroneo, che da alcuni anni ha affiancato al suo lavoro di scrittura quello della fotografia, osservando e fotografando il pubblico nei suoi movimenti, nelle posture, nelle espressioni, nella capacità di attraversare gli spazi, le soglie, i luoghi. Da questi scatti è nato prima un libro, “Genius loci”, edito da Contrasto.
Sono tanti e importanti i fotografi che hanno scattato immagini nei musei o nelle gallerie d’arte, ma Cotroneo utilizza un approccio assolutamente originale, ribaltando il rapporto tra opera d’arte e visitatore e sommando il tutto in un’intenzione fotografica.
Come nel teatro dell’arte, protagonista della scena è il pubblico, che interagendo con l’opera d’arte, in sostanza “fa”, crea il museo. Il palcoscenico della rappresentazione si sposta quindi dal piedistallo dell’opera allo spazio abitato dal pubblico, senza il quale il museo perde senso e significato. Una rivoluzione copernicana della concezione museale, che classicamente immagina gli spazi espositivi come luoghi perfetti, con un pubblico che guarda le opere.
Dove: Palazzo Reale, Milano
Quando: 31 luglio 2020 – 2 agosto 2020

Milano Museocity 2020
Dal 31 luglio al 2 agosto 2020 Milano ospita la quarta edizione di Milano MuseoCity, iniziativa promossa dal Comune di Milano | Cultura e realizzata in collaborazione con l’Associazione MuseoCity, nata per far conoscere la ricchezza del patrimonio artistico dei musei cittadini e valorizzarne la funzione culturale. Durante la tre giorni, da venerdì a domenica, tutti i Musei civici resteranno eccezionalmente aperti, con orario dalle 11 alle 18.
A partire dal 31 luglio i musei coinvolti aprono al pubblico le loro porte fisiche o virtuali, proponendo centinaia di appuntamenti tra visite guidate, aperture straordinarie e iniziative speciali, tutte caratterizzate dal filo conduttore del tema DONNE PROTAGONISTE, in perfetto accordo con il tema I talenti delle donne del Palinsesto culturale 2020 dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano.
L’edizione di quest’anno di Milano MuseoCity, infatti, punta a mettere in luce non solo le doti di artiste, collezioniste, intellettuali, ma anche a valorizzare opere delle collezioni museali milanesi che raffigurano donne: un modo per portare all’attenzione del pubblico l’impegno, la creatività e l’intuito femminile, con la doppia finalità di valorizzare il patrimonio dei musei e promuovere una cultura che riconosca l’importante contributo delle donne alla storia e alla società contemporanea.
La manifestazione – parte del programma Aria di Cultura, il palinsensto culturale dell’estate milanese – coinvolge ogni anno circa 80.000 persone e negli anni è arrivata a comprendere, in città e nell’area metropolitana, oltre 85 tra musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista, archivi e musei d’impresa protagonisti di incontri, mostre ed eventitesi a valorizzarne la funzione culturale e il patrimonio.
Quest’anno, per garantire la maggior partecipazione possibile nel rispetto delle norme di sicurezza, le 72 istituzioni pubbliche e private partecipanti alla manifestazione propongono un programma declinato sulle nuove necessità di distanziamento e ingressi contingentati, ma anche molte iniziative digitali: 28 sono le istituzioni che propongono eventi in presenza, 26 solo in digitale e 17 quelle che presentano sia attività in presenza che virtuali.
Dove: Sedi Varie, Milano
Quando: 31 luglio 2020 – 2 agosto 2020

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