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Calendario Mostre [334] – 31/08/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Jacopo Benassi @ Centro Pecci, Prato; Vincenzo Vicari @ MASI Lugano Palazzo Reali, Lugano; Alessandra Beltrame @ Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Lorenzo Passi @ Marignana Arte, Venezia; Piero Gilardi @ Collage – collection storage, Todi; Nicola Genco @ Museo Castromediano, Lecce; Antony Fachin e Dario Torresani @ In Paradiso Art Gallery, Venezia; Roberta Busato @ Galleria Susanna Orlando, Pietrasanta; Lia Pascaniuc @ Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto; Pillino Donati @ Castel Dragone, Camogli; Marcos Lutyens @ Galleria Alberta Pane, Venezia; Alessandro Pavone @ Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Pescasseroli; Elisabetta Catalano @ MAXXI, Roma; Yayoi Kusama (ONLINE) @ Galleria Mucciaccia, Roma; Roberto Chessa @ Galleria Marconi, Monsampolo del Tronto; Enzo Isaia @ Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti, Usseglio; Domenico Pellegrino @ Castello di Santa Severa, Santa Severa; Francesca Tagè (ONLINE) @ Open Art House; “Il più vicino possibile” @ Palazzo Tornielli, Ameno; “Lo Spazio e il pensiero” @ Museolaboratorio Ex manifattura tabacchi, Città Sant’Angelo; “Vapore d’estate” @ Fabbrica del Vapore, Milano; “Fragilità e Distacco / 70 Years Ruggero Maggi” @ Ophen Virtual Art Gallery, Salerno; “Mostra del Tact Festival – Memorie dal sottosuolo, cronache dalla pandemia” @ Sala Xenia, Trieste; “Without Frontiers 2020” @ Quartiere Lunetta, Mantova.

Vincenzo Vicari fotografo. Il Ticino che cambia
Dal 29 agosto la sede di Palazzo Reali ospita una mostra monografica dedicata al fotografo ticinese Vincenzo Vicari, attivo a Lugano dal 1936 al 1987. Il percorso espositivo cronologico presenta un’accurata selezione di stampe originali e riproduzioni da negativi per un totale di oltre 100 scatti in bianco e nero e a colori che documentano la trasformazione del territorio ticinese e dei suoi abitanti negli anni di passaggio dal mondo ancora fortemente rurale del primo dopoguerra al Ticino urbanizzato degli anni Ottanta. Vicari legge e documenta il Ticino senza censure: dai soggetti “da cartolina” a quelli più inaspettati il suo sguardo non è né celebrativo né estetizzante, ma documenta con sicurezza la realtà che lo circonda, a volte con lieve ironia. L’importanza dell’opera di Vicari risiede nella sua capacità di restituire e sintetizzare in maniera mai banale la complessità di un territorio alla ricerca della sua identità.
La mostra si inserisce in un progetto di valorizzazione più ampio coordinato dalla Divisione cultura della Città di Lugano e curato da Damiano Robbiani, coinvolgendo diverse istituzioni nelle loro sedi – tra queste il MASI.
Dove: MASI Palazzo Reali, Lugano
Quando: 29 agosto 2020 – 10 gennaio 2021

Fragilità e Distacco / 70 Years Ruggero Maggi
S’inaugura sabato 29 agosto 2020, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale a cura di Sandro Bongiani dal titolo: “Fragilità e Distacco / 70 Years Ruggero Maggi” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista italiano Ruggero Maggi, uno dei più interessanti artisti contemporanei nati negli anni cinquanta.
Una importante mostra collettiva internazionalein concomitanza anche della speciale ricorrenza del suo settantesimo compleanno, presentando 289 opere di 295 artisti presenti su un totale corpus grafico di ben 388 opere arrivate da ogni parte del mondo.
Ruggero Maggi inizia la sua attività di artista negli anni ’70 con lavori incentrati sulla poesia visiva, sulla mail art, copy-art, laser art e olografia caratterizzati anche dall’inserimento di “estratti” di vita reale. Con il passare degli anni queste strutture “interferenti” all’interno dell’opera sono diventate sempre più evidenti, in un rapporto di intensa “osmosi”, in cui a partire dal 1989 gli arcaici elementi naturali convivono con componenti tecnologici, fino alle opere recenti dove il concetto “Artificiale /Naturale” tra ”sincronismo concettuale e emozionale” assume un ruolo predominante consegnandoci una realtà in cui l’azione umana coincide con quella morale, in un complesso intrico di rimandi e di sollecitazioni. Sandro Bongiani nella presentazione a questa rassegna scrive: “un continuo interesse verso la natura e la dimensione umana in un complesso rimando di sollecitazioni e interferenze, di sottintesi e nascosti richiami in cui l’azione coincide sinteticamente con il tempo provvisorio e oscuro dell’uomo. In questa particolare condizione, la sua ricerca marginale di confine “più vera di natura” ha saputo prendere corpo e manifestarsi in una sintesi poetica accorta che condivide le urgenze estreme della vita ed i contrasti inquieti della nostra malandata società contemporanea”.
Dove: Ophen Virtual Art Gallery, Salerno
Quando: 29 agosto 2020 – 28 novembre 2020

Jacopo Benassi. Vuoto
Venticinque anni di fotografia al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nella prima personale in un museo dedicata a Jacopo Benassi: con la mostra Vuoto, a cura di Elena Magini, dall’8 settembre al 1 novembre 2020 il museo di Prato offre uno sguardo sul lavoro potente, personalissimo, privo di mediazioni, del fotografo spezzino.
Dallo studio dell’artista parzialmente ricreato all’interno della mostra alle sale del Centro Pecci, il progetto espositivo si sviluppa in una spazialità dilatata che accoglie alcune delle serie e dei lavori più significativi dell’autore, e si riversa anche negli spazi cittadini, in cui la mostra viene annunciata da un progetto site specific di affissioni.
La sua prima fotografia è quella di un gruppo punk in un centro sociale: dalla fine degli anni Ottanta Jacopo Benassi si forma nell’alveo della cultura underground spezzina, sviluppando nel tempo uno stile particolare fatto di mancanza di profondità di campo e flash; una fotografia cruda, vera, pur nella totale mancanza di luce reale: un atto forzato, un evento creato dall’artista in cui lo scatto perfetto non esiste.
I soggetti di Benassi sono i più disparati, dall’umanità che abita la cultura underground e musicale internazionale (a partire dall’esperienza del club Btomic, gestito dallo stesso fotografo con alcuni amici) a ritratti di modelle, attrici, artisti, stilisti pubblicati nelle più importanti riviste italiane, fino all’indagine sul corpo, che varia dalla documentazione autobiografica di incontri sessuali, allo sguardo intenso sulla statuaria antica e che può essere considerato il “filo rosso” della sua produzione pantagruelica.
Un posto speciale nell’opera di Benassi è occupato dall’autoritratto, spesso legato al suo percorso performativo: la sperimentazione sulla performance, sua o di altri, si lega costantemente alla musica e viene sempre mediata dall’immagine fotografica, soggetto e oggetto della sua ricerca.
Dove: Centro Pecci, Prato
Quando: 8 settembre 2020 – 1 novembre 2020

Lorenzo Passi. Forgiato nel ferro, soffiato nel vetro
Lorenzo Passi ha avuto molte fortune dalla vita. Provo a elencarne qualcuna. Innanzitutto, ha due caratteristiche innate, che non si apprendono. La prima, è un grande gusto. Un gusto personale, nuovo e diverso, rivolto a una bellezza innovativa e futura, che non esiste ancora e ne fa un artista contemporaneo.
La seconda caratteristica è una stoica determinazione. Quest’ultima attitudine è supportata da un binomio raro: umiltà e sicurezza in se stesso. Lorenzo frequenta il Liceo Artistico Francesco Arcangeli a Bologna e, durante una gita culturale organizzata dalla scuola nell’Appennino Emiliano, presso lo studio dell’artista catalano del vetro Joan Crous, rimane folgorato da questo materiale. Si è trattato del più classico dei colpi di fulmine. Anche il vetro, riconoscendo le qualità di Lorenzo, lo ricambia. Siamo nel 2002. Quest’amore è ancora in corso.
Dove: Marignana Arte, Venezia
Quando: 5 settembre 2020 – 24 ottobre 2020

Lia Pascaniuc. Però!!
Proteggere il seme, così come fa la natura, per far crescere il frutto. Per parlare di ‘Parità di genere’ è necessario tutelare il più grande miracolo che la natura offre: la maternità, garantendo a tutte le donne, in ogni parte del mondo, la necessaria assistenza medica e sociale.
La visual artist Lia Pascaniuc racconta così “Però!!”, l’opera con la quale dal 29 agosto a 4 ottobre parteciperà all’edizione 2020 di Human Rights? The Future’s Shape #WomenCanSaveTheWorld. La rassegna artistica internazionale di Rovereto quest’anno sarà focalizzata sull’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030: raggiungere l’uguaglianza di genere.
Dove: Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto
Quando: 29 agosto 2020 – 4 ottobre 2020

Alessandra Beltrame. In Fabula
Da sabato 29 agosto 2020 la Fondazione Bevilacqua La Masa ospiterà la mostra personale dell’artista Alessandra Beltrame dal titolo IN FABULA, a cura di Eraldo Mauro e Stefano Cecchetto, visitabile fino al 30 settembre 2020 nella sede di Palazzetto Tito.
Nata in Svizzera da famiglia Italiana e residente a San Gallo, nei lavori di Alessandra Beltrame emergono spesso rimandi a questa doppia identità: da una parte la tradizione del ricamo domestico veneto-friulana e, dall’altra, la elaborata tradizione sangallese del famoso pizzo.
Così descrive l’artista la genesi di questo progetto:
«IN FABULA è un lavoro in divenire: è la composizione di un inedito linguaggio figurato, formato da “vocaboli” di disparata provenienza (soggetti, questi, che provengono in parte dal mio vissuto personale, accostati ad altri, che sono invece frutto di incontri casuali) cui vengono negate le singole identità per poi inserirli, omologati, in un personale alfabeto visivo. Molti soggetti possono trovare richiami nella letteratura fiabesca ma, allo stesso tempo, possiedono una loro propria storia che ha radici reali e concrete. Storie dai rimandi a volte felici a volte drammatici.
Ciascun soggetto scelto, viene ricoperto con una pelle dorata cucita addosso da me manualmente. Ognuno di essi è riconoscibile in quanto tale ma, nell’omologazione dorata, l’identità reale si apre ad una nuova identità fantastica, creando quello spaesamento entro il quale si formula un nuovo linguaggio.
Quello che vediamo è veramente quello che crediamo di conoscere? Le singole voci che non udiamo ma che sono rapprese all’interno della pelle dorata, racconterebbero le stesse storie che abbiamo ascoltato nella nostra infanzia? Come nelle fiabe, in cui la linea di confine tra reale e fantastico è sottile e sinuosa: ciò che la pelle contiene corrisponde poi realmente a quanto l’artista descrive oppure è solo una sua finzione?»
Alessandra Beltrame
Dove: Fondazione Bevilacqua La Masa – Palazzetto Tito, Venezia
Quando: 29 agosto 2020 – 30 settembre 2020

Roberto Chessa. Tracciati rapidi
A Monsampolo del Tronto riparte l’Arte contemporanea. Sabato 1° agosto 2020 alle 17.00, Sala Ipogei “Galleria Marconi” propone “Tracciati RAPidi”, mostra personale di Roberto Chessa. La mostra, a cura di Nikla Cingolani, è organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto da Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte.Il giorno dell’inaugurazione Roberto Chessa farà una performance pittorica in diretta su un pannello di m 3,00 x 1,20La mostra si conclude il 30 settembre 2020 Durante la mostra sarà possibile vedere anche le opere di Giovanni Alfano e Josephine Sassu ospitate nel Museo della Cripta e le sculture di Franco Anzelmo nello spazio adiacente la Galleria. Nel corso dell’inaugurazione l’artista svolgerà una live performance pittorica su una grande superficie. Roberto Chessa proviene, infatti, dal mondo culturale dell’Hip Hop che va dalla musica rap all’arte dei graffiti, dalla breakdance alla Street Art.Come scrive nel testo critico la curatrice Nikla Cingolani “Oggi Chessa è un pittore ma, pur essendo passato dalla strada allo studio, è ancora un b-boy e un writer che non ha abbandonato del tutto la voglia di segnare il territorio con i suoi tag, e continua a ballare insegnando la breakdance ai ragazzi. La sua arte, perciò, ha uno stretto legame con questa particolare urban dance in cui caratteristiche come improvvisazione, ritmo, controllo, equilibrio e velocità nei movimenti, corrispondono alle qualità che mette in campo quando dipinge…Chessa definisce le sue opere “Intuizioni Geometriche” e come tali sono libere espressioni, frutto di un’evoluzione dal grande potere espressivo, in tensione tra istinto e controllo creativo. I soggetti, solidi e compatti, si sviluppano come strutture geometriche colorate e interconnesse a blocchi poligonali delineati con tratti spigolosi ed essenziali.”
Dove: Galleria Marconi, Monsampolo del Tronto
Quando: 1 agosto 2020 – 30 settembre 2020

Vapore d’estate
Per la prima volta la Fabbrica del Vapore di Milano avrà una programmazione estiva congiunta, condivisa da tutti i laboratori attualmente residenti in via Procaccini 4.
Dal 1 luglio al 30 settembre è infatti in programma Vapore d’estate, una rassegna che abiterà diversi spazi della Fabbrica, al chiuso e all’aperto, snodandosi tra musica, danza, teatro, cinema e arti visive, esprimendo così l’animo multiforme dei dieci laboratori promotori, coadiuvati e sostenuti nella realizzazione dal Comune di Milano nell’ambito del progetto Spazi al Talento.
Cuore pulsante della programmazione culturale cittadina, Fabbrica del Vapore rappresenta da anni una fucina di progetti che vanno ad arricchire costantemente il fitto panorama di eventi che animano Milano, rappresentando inoltre un luogo d’elezione per la formazione, la crescita e la visibilità per giovani creativi, coreografi, performer e autori.
Dove: Fabbrica del Vapore, Milano
Quando: 30 agosto 2020 – 30 settembre 2020

Piero Gilardi
Artista di fama internazionale, attivista, teorico e promotore culturale, conosciuto per i suoi numerosi interventi artistici in ambito sociale e per opere legate al tema della natura – esplorato attraverso l’utilizzo avanguardistico della tecnologia e con l’intento di una fruizione interattiva dell’opera – Gilardi condivide, in questa sede, il suo divertissement per il disegno.
Realizzate in giro per il mondo con matite colorate e pennarello nero, le carte esposte ci raccontano, sotto forma di immagini, di una personale esperienza immersiva nella natura.
Una produzione intima, distante dai suoi tipici dispositivi espressivi, legata a un’essenza più riservata del suo lavoro e frutto dell’osservazione dettagliata della natura, tesa a introiettarne le immagini.
È l’artista stesso a indicarcene le ragioni più profonde: coltivare il reincanto per la natura, che d’altronde è uno dei più incisivi leitmotif del suo lungo percorso.
Dove: Collage – collection storage, Todi
Quando: 29 agosto 2020 – 29 settembre 2020

Antony Fachin e Dario Torresani / Fragile. Glass as woman
CEA – Concilio Europeo dell’Arte continua il suo progetto di valorizzazione della donna e di rivendicazione del suo ruolo nell’Arte, qui non come artista tout-court ma come soggetto di ispirazione per due personalità per formazione apparentemente lontane, che si ritrovano ad indagare l’universo femminile da punti di vista diversi e complementari.
La mostra è il prosieguo della personale “Y la Culpa No Era Mía” (InParadiso 3030, 08.02 – 08.03 2020) del poliedrico ANTONY FACHIN, il quale lungo tutto il suo percorso artistico ha investito proprio la donna di ruoli e maschere di volta in volta mutevoli, spesso enigmatici, ha dipinto e scolpito un’ambiguità intima di ogni individuo, prima ancora di ogni donna. Riconosce alla donna un carattere forte, emancipato, teso a guidare l’umanità verso precisi obiettivi.
Qui Fachin ha ripreso un tema sociale più che mai attuale, quello della donna che pur subendo violenza in tutte le sue forme, trova la forza – individuale, ma soprattutto e finalmente anche collettiva con mobilitazioni nelle piazze di moltissimi Paesi – di riappropriarsi della sua soggettività, del suo diritto universale di “essere donna”. L’artista Antony Fachin non transige, rompe il silenzio e dipinge l’eco della solitudine, della frustazione, del dolore.
Sotto la curatela del Concilio Europeo dell’Arte, è qui che i due artisti costruiscono un ponte tra dimensioni – solo apparentemente – opposte della figura femminile. Il dolore trascende presto in Bellezza, la Fragilità della Donna è nuda davanti a se stessa, non ha più paura a mostrarsi, perché è “formalmente sorretta” proprio dalla sua delicatezza, finezza.
Attraverso l’interazione di DARIO TORRESANI con la lavorazione dei maestri dell’Arte vetraria muranese, si esplicita la profonda connessione tra la Donna e la materia vitrea.
L’artista – designer Torresani ci restituisce un’immagine iconica, la sua coppa “Glass as Woman” è una metafora materica, metodologica, formale ed eterea tra l’opera e la Donna. La scelta di una perfetta trasparenza cristallina esalta l’animo femminile e ne svela al contempo la forza e la fragilità.
La forma | La coppa è da sempre simbolo tipologico di espressione artistica nell’arte vetraria Muranese. È composta da tre dettagli in profilo: la bocca, il grembo e il piede. La coppa è integralmente cava e accoglie fino al piede il fluido, disegnando un percorso che dal piede a terra attraversa il grembo fino a slanciarsi dalla bocca verso il cielo. La forma rappresenta la vita come procreazione e quindi percorso simbiotico tra uomo e donna.
Dove: In Paradiso Art Gallery, Venezia
Quando: 29 agosto 2020 – 29 settembre 2020

Domenico Pellegrino. Non vogliamo altri eroi
Dal 1° agosto al 27 settembre, il Castello di Santa Severa ospita nei nuovi spazi polifunzionali sopra il Battistero, recentemente restaurati, la mostra “Non vogliamo altri eroi” di Domenico Pellegrino organizzata dalla Fondazione Maimeri.
Il Castello, spazio della Regione Lazio, gestito dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, diventa ancora una volta uno scenario suggestivo che integra e si integra con le opere esposte, sculture che diventano guerrieri o salvatori di un presente reale pieno di pericoli ed insidie che saranno visibili anche come installazioni diffuse all’interno del borgo.
L’ artista Domenico Pellegrino opera di fatto come un agitatore culturale, rielaborando una visione personale della Pop Art, corrente nata alla fine degli anni Cinquanta negli Stati Uniti. Dall’osservazione della trasformazione della realtà quotidiana dei nuovi oggetti di consumo, porta la sua opera in spazi pubblici e li trasforma servendosi della capacità dei suoi supereroi di mettersi in rapporto con le architetture e svelando delle potenzialità evocative inesplorate di stanze, muri, passaggi, ambienti informali, luoghi storici. In particolare, questi anti-supereroi, che sotto la livrea marveliana nascondono una pelle imparentata non solo con la tradizione dello stucco, ma anche della grande ceramica siciliana, sono soprattutto capaci di disegnare nuove relazioni narrative tra pieni e vuoti, luci e ombre, condensazioni e rarefazioni.
Dove: Castello di Santa Severa, Santa Severa
Quando: 1 agosto 2020 – 27 settembre 2020

Roberta Busato. Domestic Renaissance
La Galleria Susanna Orlando presenta la seconda mostra dell’estate intitolata DOMESTIC RENAISSANCE con le nuove sculture in terra cruda e paglia di Roberta Busato. Come prima mostra dedicata interamente alla scultura la Galleria Susanna Orlando sceglie di raccontare il presente come il prodotto di una profonda analisi introspettiva, a cui ognuno di noi si è sottoposto durante i mesi di “lockdown”. In un sistema mutato, e ancora in divenire, l’attenzione dell’arte si rivolge alle abitudini ritrovate, alla quotidianità più intima e semplice, avvicinandosi così all’attuale riscoperta dimensione umana.
È nella dimensione domestica che si compie il nuovo Rinascimento”
Maria Virginia Benvenuti
Il titolo racchiude la condizione attuale dell’uomo attraverso l’accostamento di due parole come “domestico” e “rinascimento”, tanto diverse nel significato quanto forti nell’insieme del messaggio. L’aggettivo “domestico” nasce dalla maggiore consapevolezza della nostra “comfort zone”; “rinascimento” come ritorno alla vita, all’arte, alla creazione, al pensiero e alle abitudini più semplici e nobili. Un elogio alla lentezza e alla durata, al rispetto del passato, alla cognizione che non c’è progresso senza conservazione, all’importanza di attingere al sapere della tradizione… La mostra nasce da queste ragioni di latouchiana memoria, e forse, è stato grazie ad una forzata ed imposta decrescita che siamo tornati ad apprezzare ciò che era stato dimenticato e, quindi, ad essere felici.
Dove: Galleria Susanna Orlando, Pietrasanta
Quando: 29 agosto 2020 – 26 settembre 2020

Mostra del Tact Festival – Memorie dal sottosuolo, cronache dalla pandemia
TACT&ART
Memorie dal sottosuolo – cronaca dalla pandemia
curatore Nanni Spano
organizzato dall’Associazione Culturale DayDreaming Project e Cut Trieste
in co-organizzazione con la Comunità Greco Orientale di Trieste
Comunità greca di Trieste – Laboratorio di cultura
http://www.comgrecotrieste.it/
collaboratori artistici: Giada Caliendo, Antonio Freni, Roberta Pastore, Massimo Premuda.
31 agosto – 21 settembre 2020 presso la Sala Xenia della Comunità Greco Orientale di Trieste in Riva 3 Novembre, 9
inaugurazione 31 agosto 2020 ore 19.00
1 settembre ore 19 inaugurazione presso il Knulp Bar
Dove: Sala Xenia, Trieste
Quando: 31 agosto 2020 – 21 settembre 2020

Francesca Tagè. HeartProof Earth
Vincitrice della prima edizione del premio ArtRise, Francesca Tagè presenta il suo progetto online che a causa della pandemia, non siamo riusciti a proporlo in sede, sino ad oggi. Cogliamo così l’occasione, di aprire con lei, una serie instaexhibition in modalità HOMEonline, sul nostro canale instagram openarthouse. Mosrte di opere che verranno sempre proposte in formato max 60×40 pronte ad essere stampate in fine art per chiunque desidererà acquistarle opere uniche low cost di emergenti. Il progetto di Francesca Tagè “HeartProof Earth”è composto da dieci opere, (9 +1) nove scatti still life, con frammenti di coperta termica, per un percorso di salvataggio della terra, dove l’essere umano è il più grande tesoro, una riserva aurea per l’intero pianeta, da custodire e curare, stampate su carta chromaluxe 40×60 . La prima opera quella vincitrice del premio dalla quale tutto il progetto prende spunto ed il nome è materica realizzata su telo isotermico incorniciato 90×100 . Una mostra che, alla luce degli eventi attuali, desideriamo possa far riflettere su ciò che abbiamo appena attraversato e ponga un nuovo sguardo verso il futuro, ricordandoci della cosa più preziosa: la nostra vita.
Dove: Open Art House (ONLINE)
Quando: 1 agosto 2020 – 20 settembre 2020

Lo Spazio e il pensiero
Alessia Armeni, Claudio Cambiaghi, Lino Capra Vaccina, Michelangelo Consani, Franco Fiorillo, Yonel Hidalgo Pérez, Maicol&Mirco, Mario Moscadello, Andrea Panarelli, Paride Petrei, Alessandro Ratti,
Museolaboratorio ex manifattura tabacchi – Città Sant’Angelo (Pe)
Dopo la pausa riapre il museolaboratorio, sabato non ci sarà una inaugurazione. Vista la situazione che ormai tutti conosciamo l’ingresso al museo sarà perciò contingentato, consigliamo pertanto di prenotare la vostra visita tramite:
– il sito internet: www.museolaboratorio.org/prenotazione
– la pagina fb del museo
– inviando una mail ad info@museolaboratorio.org indicando nome cognome e numero di partecipanti
Dove: Museolaboratorio Ex manifattura tabacchi, Città Sant’Angelo
Quando: 1 agosto 2020 – 19 settembre 2020

Enzo Isaia. L’occhio come mestiere
Il 1° agosto, al Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti di Usseglio, sarà inaugurata alle ore 17,30 la mostra: “L’occhio come mestiere”. Mostra fotografica antologica di ENZO ISAIA.
L’esposizione, a cura di Enzo Isaia, raccoglie una trentina di scatti fotografici da lui realizzati in contesti e periodi differenti che ripercorrono la storia di un artista eclettico, impegnato a sperimentare svariate tecniche senza mai perdere quel gusto della sorpresa e dell’incanto che contraddistingue l’occhio del vero fotografo.
Le immagini, suddivise in sedici sezioni, sono esposte con due stampe e dieci file a monitor per ciascuna sezione, e sono in massima parte estrapolate da ricerche più ampie, che mostrano un’attenzione minuziosa al minimo dettaglio. È questo un retaggio della cultura della pellicola, che esige uno scatto già di per sé perfetto o solo leggermente perfezionabile: lo studio dell’inquadratura e la preparazione sono meticolosi, fitti i sopralluoghi, e poi le attese della luce giusta, la pulizia degli spazi… poco è lasciato al caso. Gli effetti creati dalle diverse condizioni atmosferiche diventano coprotagonisti interagendo con l’oggetto fotografato trasmutandolo ogni volta, come per incanto, in qualcosa di nuovo e sorprendente.
Enzo Isaia, nato a Pordenone, dopo gli studi classici e un percorso universitario presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, alla fine degli anni Sessanta, affascinato dalle immagini di Henry Cartier-Bresson e dai grandi servizi che comparivano sui periodici Life, Paris Match, Stern ed Epoca, sceglie di dedicarsi interamente alla fotografia.
Dove: Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti, Usseglio
Quando: 1 agosto 2020 – 13 settembre 2020

Pillino The Wall
Il magnifico Castel Dragone o della Dragonara, baluardo del porto di Camogli, accoglie “Pillino The Wall” la mostra promossa dal Comune di Camogli che si apre il 12 agosto e accompagna il Festival della Comunicazione che si terrà dal 10 al 13 settembre.
Il Comune intende rendere omaggio a Pillino Donati, autore di una ricerca assolutamente inedita, nato nel famoso borgo, che torna a casa dopo le tante esposizioni in giro per il Mondo.
Dove: Castel Dragone, Camogli
Quando: 12 agosto 2020 – 13 settembre 2020

Il più vicino possibile
Invitati in residenza dalla Fondazione Monte Verità ad Ascona (CH) nel mese di luglio 2020, Marco Cordero, Francesca Gagliardi, Johanna Gschwend e Moritz Hossli si sono confrontati con un luogo carico di storia e ancora intriso dell’aura filosofica e teosofica che ha caratterizzato le sue origini.
Durante la residenza gli artisti hanno iniziato a concepire la mostra che Monte Verità dedicherà loro nel 2021 nell’ambito di Giardini in arte, e nel contempo si sono concentrati nel portare a compimento le ultime fasi del progetto relativo alla mostra “il più vicino possibile” in programma dal 2 agosto al 13 settembre 2020, con inaugurazione sabato 1 agosto, nelle spazi del Museo Tornielli ad Ameno (No).
Un progetto costruito a partire da un nucleo di fotografie d’archivio sulle origini di Monte Verità, dove nel primo decennio del 1900 un gruppo di idealisti ispirati alla Lebenreform fonda la propria colonia ispirandosi ai principi di una vita comunitaria seguendo un’alimentazione vegetariana, praticando l’elioterapia, il nudismo, gli esercizi ginnici e la meditazione, lontani dagli eccessi dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione.
Provenienti dal Fondo Harald Szeeman e appartenenti alla Fondazione Monte Verità, nella mostra “Il più vicino possibile” le fotografie sono state accostate alle opere dei 4 artisti chiamati a declinare una connessione tra la loro ricerca e i due luoghi coinvolti nel progetto, Monte Verità e Ameno, accomunati da un inclinazione verso l’arte e la natura.
Dove: Palazzo Tornielli, Ameno
Quando: 1 agosto 2020 – 13 settembre 2020

Nicola Genco. Exodus
Exodus è un’opera partecipata e pubblica da Nicola Genco concepita nell’ambito del progetto La bellezza dell’integrazione. Dal Museo Castromediano parte una grande opera d’arte composta da centinaia di piccole sculture realizzate da Genco e da alcuni giovani rifugiati coinvolti in un vero e proprio laboratorio artistico che è andato in scena nelle ultime settimane proprio negli spazi museali. Nasce così un percorso espositivo diffuso, che dallo spazio istituzionale si farà strada su viale Gallipoli, viale Lo Re e via Duca degli Abruzzi, nel cuore della città, fino ad arrivare nel chiostro del Convitto Palmieri. I negozianti che “vivono” questa via adotteranno le opere di Genco e di chi ha partecipato al laboratorio, quotidianamente le allestiranno sul marciapiede e se ne prenderanno cura. Da una scultura-barca composta da 81 corpi – 81 sono i morti della tragedia della Kater I Rades nel Canale d’Otranto nel 1997–, allestita nel museo, si generano quindi centinaia di altri corpi, che “invadono” lo sguardo dei passanti nei ritmi del quotidiano.
Pensare al Museo come a un laboratorio attivo, un dispositivo capace non soltanto di favorire la contemplazione delle opere d’arte, ma di adottarle per poter innescare nuove relazioni di pensiero, nuove forme di comunicazione e soprattutto un dialogo serrato con le comunità. Anzitutto con quelle prossime. Via Duca degli Abruzzi in questi anni ha rappresentato, a Lecce, un esempio di spazio di convivenze tra differenti comunità, che lì vivono e lavorano quotidianamente.
L’opera sarà installata nello spazio urbano per tre giorni, mentre continuerà a vivere nel museo e in biblioteca fino al 10 settembre.
Dove: Museo Castromediano, Lecce
Quando: 28 agosto 2020 – 10 settembre 2020

Elisabetta Catalano. Tra Immagine E Performance
Tra diapositive, fotocolor, stampe storiche, corrispondenza e provini d’artista, in mostra i documenti per raccontare la complessità del processo creativo di una importante fotografa.
Un nuovo focus dedicato agli archivi del MAXXI che questa volta ha per protagonista Elisabetta Catalano, in collaborazione con l’Archivio Catalano.
In particolare, la mostra indaga il rapporto tra la sua fotografia e la performance, proponendo i ritratti di alcuni artisti durante le fasi gestazionali del processo performativo, tra cui Joseph Beuys, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Cesare Tacchi.
Dove: MAXXI, Roma
Quando: 3 aprile 2020 – 6 settembre 2020

Without Frontiers 2020
Al via, dal 31 agosto al 6 settembre 2020, la quinta edizione di Without Frontiers, Lunetta a colori, il festival di arte contemporanea nato in occasione di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, che ogni anno coinvolge artisti nazionali e internazionali nella realizzazione di opere di arte urbana e arte pubblica finalizzate alla riqualificazione e alla valorizzazione culturale del quartiere Lunetta, nella periferia Nord di Mantova
Il Festival, organizzato dall’associazione Caravan SetUp, è curato dalla critica d’arte Simona Gavioli con l’apporto scientifico di Lavinia Bottini, in collaborazione con l’associazione culturale Il Cerchio E Le Gocce, il supporto del Comune di Mantova e il contributo di Tea.
Come indica il nome stesso, Without Frontiers è un inno all’abbattimento delle frontiere attraverso l’arte, a favore di una continuità culturale capace di unire il centro della città alla sua periferia. Sviluppando una relazione tra arte urbana e arte pubblica, Without Frontiers vuole generare un continuum, un ponte, tra ciò che rappresenta per il mondo dell’arte e della cultura il centro di Mantova, culla del Rinascimento, e ciò che il quartiere Lunetta rappresenta per tutti gli abitanti della città.
Un esperimento artistico, sociale e culturale che continua a crescere e a far crescere il proprio territorio, offrendosi anche come spunto e nuova visione per altre periferie italiane e non solo.
Dove: Quartiere Lunetta, Mantova
Quando: 3 aprile 2020 – 6 settembre 2020

Marcos Lutyens. Quadrant Field
A sancire la ripresa dell’atività della galleria di Venezia dopo la pausa estiva (dal 3 al 24 agosto) è la presentazione del catalogo dell’artista Marcos Lutyens (UK, 1964) Quadrant Field.
Giovanni Morandina, dello studio Grafco Multiplo, e Alberta Pane, gallerista, illustreranno il percorso editoriale della galleria e il volume presentato.
Sulle pareti dello spazio espositivo, una conversazione registrata tra Marcos Lutyens, Alberta Pane, Giovanni Morandina, Stefanie Hessler (curatrice, diretrice della Kunsthall Trondheim, in Norvegia) e Davide Daninos (curatore, Palazzo Fortuny, Venezia) sarà inoltre proietata.
I due curatori hanno seguito il lavoro dell’artista nel corso degli anni e hanno arricchito il catalogo con i loro testi critici introdutivi.
Copie di Quadrant Field saranno acquistabili in galleria e una selezione di lavori dell’artista sarà, per l’occasione, esposta al pubblico fino al 5 settembre.
Dove: Galleria Alberta Pane, Venezia
Quando: 29 agosto 2020 – 5 settembre 2020

Arteparco – Alessandro Pavone
Quello tra arte contemporanea e natura è un matrimonio perfettamente riuscito. Il bosco, il giardino, la montagna, il prato sono cornici decisamente diverse da un museo. I contesti naturalistici donano all’opera d’arte un significato, ma anche un fascino, un’evocazione tutta particolare. Viceversa, l’opera, il manufatto, inserito in un ambiente plasmato dalla vegetazione lo rende ‘magico’, suggestivo, onirico. Le iniziative che uniscono questi due mondi hanno sempre più successo, e riescono ad avvicinare gli amanti della natura all’arte, gli amanti dell’arte alla natura, creando una sinergia unica, valorizzando luoghi e territori con un tocco di creatività. Giunto alla terza edizione, Arteparco è un conclamato esempio di armonia tra meraviglie naturalistiche ed estro creativo: a partire dal 1° agosto, sarà possibile visitare l’opera site specific pensata per il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise da Alessandro Pavone.
L’opera
L’installazione di Pavone si intitola ‘Un tempo è stato’, ed è situata tra i sentieri C1 e C2 dello splendido parco, che si trovano in corrispondenza di Pescasseroli (L’Aquila). L’artista ha immaginato un’imponente opera in legno, di 5 metri per 2, raffigurante un tronco di braccio umano, dalla cui mano sembra nascere uno dei peculiari alberi presenti nel Parco Nazionale. L’artista ha voluto offrire uno spunto di riflessione sul legame tra uomo e natura, sul ciclo della vita, sull’esistenza umana così breve rispetto al mondo naturale.
Le faggete vetuste del parco, infatti, riconosciute Patrimonio UNESCO, hanno oltre cinquecento anni, e sono giunte alla fase senescente della propria vita. Un patrimonio di biodiversità che il tempo ha plasmato e mutato. Al termine della propria esistenza ogni albero cadrà a terra con uno schianto improvviso nel silenzio, assumendo le sembianze di un braccio umano: un’immagine che ha concettualmente ispirato Pavone – per l’artista l’elemento della mano è ricorrente, in quanto una delle parti più espressive del corpo umano.
Dove: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Pescasseroli
Quando: 1 agosto 2020 – 1 settembre 2020

Mostra virtuale di Yayoi Kusama
Dopo il grande successo della mostra di Yayoi Kusama tenutasi nel Novembre 2019 nella nostra sede di New York, Mucciaccia Gallery è lieta di presentare Yayoi Kusama in 3D cloud streaming, una mostra virtuale che ha compiuto un passo fondamentale nel mondo delle tecnologie digitali applicate all’arte.
L’artista scelta per questo progetto è una delle più importanti nel panorama dell’arte contemporanea.
Durante tutto il corso della sua vita, a partire dalla sua infanzia; le ispirazioni, le invenzioni e lo stile di Yayoi Kusama si sono evolute a tal punto da permetterle di vivere una vita passando dalla semplicità della campagna giapponese, alla scena dell’arte mondana di New York, fino all’animata città di Tokyo.
Iniziando con il pattern dei puntini che l’ha condotta alla fama, Yayoi Kusama ha espresso la sua creatività artistica in diverse forme di arte: il disegno, la pittura, la scultura, la live performance, film e istallazioni immersive.
La Mucciaccia Gallery è orgogliosa di essere parte di questo innovativo progetto, dove il cloud streaming è applicato per la prima volta ad una mostra virtuale: attraverso le ultime tecnologie è possibile muoversi in una galleria virtuale Interattiva con una risoluzione e qualità dell’immagine senza precedenti.
Il 3D cloud streaming utilizza la potenza computazionale dei data center remoti, permettendo alle persone di vedere in alta qualità e in real-time i contenuti 3d su qualsiasi tipo di device.
Mucciaccia Gallery’s virtual reality exhibition, oltre ad esporre una serie di lavori estremamente rari, che vanno dagli anni 1950 al 2007, include anche tre enormi, straordinarie ed emblematiche sculture, esposte nel 2004 presso il Mori Art Museum di Tokyo in occasione della mostra Kusamatrix, visitata da oltre 1milione di persone.
YAYOI KUSAMA Cloud Streaming sarà on line dal 30 Luglio al 31 agosto sul sito di
Mucciaccia Gallery.
La mostra virtuale è stata realizzata da Wide VR.
Dove: Galleria Mucciaccia, Roma
Quando: 1 agosto 2020 – 31 agosto 2020

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