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Calendario Mostre [348] – 17/09/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Ugo Rondinone @ Gavin Brown, Roma; Paolo Ventura @ CAMERA Centro Italiano per la Fotografia, Torino; Sten Lex @ Galleria d’Arte Moderna, Roma; Renata Rampazzi @ Museo Carlo Bilotti, Roma; Mohamed Bourouissa @ Gallerie ar/ge Kunst, Bolzano; Martha Tuttle @ Luce Gallery, Torino; Jono Nussbaum @ Accademia dei Fisiocritici, Siena; Vittorio Storaro @ Palazzo Merulana, Roma; Alexej Jawlensky e Marianne Werefkin @ Museo Comunale d’Arte Moderna, Ascona (Svizzera); Alessandra Giovannoni @ Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma; Alberto Mesirca @ Gli Eroici Furori, Milano; Lello Lopez @ Shazar Gallery, Napoli; Juan Navarro Baldeweg @ Museo di Santa Giulia, Brescia; Ivan Manzone e Livio Ninni @ Il Fondaco, Bra; Josephine Frampton e Lapo Gargani @ Studio bong, Firenze; Harriet Riddell e Michaela Younge @ C+N Canepaneri, Milano; Cosetta Mastragostino @ Cimitero Acattolico, Roma; Kristina E. Bychkova @ Gilda Contemporary Art, Milano; Sue Carlson @ Chiasso Perduto, Firenze; Alessandra Chiesa @ IkiGai Art Gallery, Roma; Piero Pizzi Cannella @ Studio d’arte Cannaviello, Milano; “Oltre la memoria” @ Made4Art, Milano; “Sharing Our Dreaming Room” @ z2o Sara Zanin, Roma

Juan Navarro Baldeweg
Dove: Museo di Santa Giulia, Brescia
Quando: 18 settembre 2020 – 5 aprile 2021
A Juan Navarro Baldeweg, la Fondazione Brescia Musei ha commissionato la realizzazione del nuovo allestimento del Capitolium che accoglierà la Vittoria Alata, la straordinaria statua che a giugno tornerà in città dopo un restauro durato due anni.
A cura di Pierre-Alain Croset
Il Museo di Santa Giulia ospita la retrospettiva dedicata a Juan Navarro Baldeweg (Santander, Spagna, 1939), uno degli architetti più originali del panorama contemporaneo internazionale.
L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per la restituzione alla città di Brescia della Vittoria Alata, la scultura romana che, dopo un attento restauro durato due anni presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ritorna in città e viene collocata nella cella orientale del Capitolium riallestita su progetto dell’architetto Navarro Baldeweg.
La mostra, curata da Pierre-Alain Croset, organizzata dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, diretta da Stefano Karadjov, col patrocinio dell’Ambasciata di Spagna a Roma e dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia, presenterà una serie di opere – modelli e disegni dei suoi progetti più importanti, grandi tele e sculture – che ripercorrono la poliedrica carriera di Navarro Baldeweg, come architetto, pittore e scultore, e che consentono di cogliere le interazioni e le connessioni tra le varie arti…

Renata Rampazzi. Cruor
Dove: Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 10 gennaio 2021
CRUOR, sangue in latino, è un tema che ha radici antiche: il sangue di Cristo, il sangue dei martiri sono all’origine stessa dell’arte cristiana e sono state affrontate nei modi più diversi al mutare delle circostanze storiche. In questa occasione manifesta l’urgenza dell’artista a riflettere sul tema della violenza sulle donne.
Le sue opere, che coprono un arco temporale dal 1977 al 2020, si declinano in Composizioni, Ferite, Sospensioni Rosse, Lacerazioni, sino ad arrivare all’installazione Cruor del 2018.
Mischiando terre e pigmenti, Renata Rampazzi ha dipinto una trentina di garze, simbolo delle medicazioni delle ferite subite dalle donne, in una variazione di rossi, dal più tenue al più vivido. Appesi al soffitto su piani sfalsati, come una sorta di cortine da palcoscenico, questi lunghi drappi di 4×1 metri invitano il visitatore ad addentrarsi in un labirinto emotivo, in cui si penetra nella sofferenza e nella privazione della propria identità a causa della violenza, grazie anche alla coinvolgente atmosfera creata dalle musiche di Minassian, Ligeti e Gerbarec.
Nell’intento dell’artista la mostra vuole essere un viaggio nel quale il visitatore debba sentirsi coinvolto fisicamente, un percorso emotivo che non tanto illustri, quanto evochi in un’alta tensione morale e intellettuale il tremendo fenomeno della violenza sulle donne, raccontato non in maniera manifesta ma tuttavia evidente e urgente, grazie al colore rosso presente su tutte le opere esposte…

Alexej Jawlensky e Marianne Werefkin. Compagni di vita
Dove: Museo Comunale d’Arte Moderna, Ascona (Svizzera)
Quando: 20 settembre 2020 – 10 gennaio 2021
Dal 20 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, il Museo d’Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ospita una importante retrospettiva che approfondisce il rapporto tra Alexej Jawlensky (1864-1941) e Marianne Werefkin (1860-1938) che, individualmente e in coppia, hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’arte nel primo Novecento.
Per la prima volta, la mostra mette a confronto queste due originali figure di artisti, attraverso 100 opere che ripercorrono le carriere di entrambi, in un arco temporale che dalla fine dell’Ottocento, giunge fino agli anni trenta del XX secolo, ponendo particolare attenzione alla loro relazione privata.
La rassegna, curata da Mara Folini, direttrice del Museo d’Arte di Ascona, è la terza e ultima tappa di un itinerario che ha toccato due delle maggiori istituzioni tedesche per l’arte espressionista, come lo Städtische Museum im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden.
Il rapporto estremamente complesso che ha legato Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin si è sviluppato tra il 1892 e il 1921, dagli esordi a San Pietroburgo, a Monaco di Baviera (1896), città che li vide al centro del dibattito artistico internazionale dell’epoca, come fondatori della Nuova Associazione degli Artisti di Monaco (1909), premessa alla nascita del Blaue Reiter (1910) e della rivoluzionaria arte astratta del loro amico e compatriota Vassilj Kandinsky, alla quale Marianne Werefkin seppe dare fondamento teorico nei suoi scritti, fino agli anni trascorsi in Svizzera, in particolare nel borgo di Ascona, dove la stessa Werefkin fu attivissima in ambito culturale, nel partecipare alla fondazione del Museo Comunale (1922) e dell’Associazione artistica Der Grosse Bär (1924)…

Paolo Ventura. Carousel
Dove: CAMERA Centro Italiano per la Fotografia, Torino
Quando: 17 settembre 2020 – 8 dicembre 2020
Dal 17 settembre all’8 dicembre CAMERA ospita Carousel, un percorso all’interno dell’eclettica carriera di Paolo Ventura (Milano, 1968), uno degli artisti italiani più riconosciuti e apprezzati in Italia e all’estero. Dopo aver lavorato per anni come fotografo di moda, all’inizio degli anni Duemila si trasferisce a New York per dedicarsi alla propria ricerca artistica. Sin dalle sue prime opere unisce una grande capacità manuale a una visione poetica del mondo, costruendo scenografie all’interno delle quali prendono vita brevi storie fiabesche e surreali, immortalate poi dalla macchina fotografica. Con «War Souvenir» (2005), rielaborazione delle atmosfere della Prima Guerra Mondiale attraverso piccoli set teatrali e burattini, ottiene i primi importanti riconoscimenti, come l’inserimento all’interno del documentario della BBC «The Genius of Photography» nel 2007. Dopo dieci anni negli Stati Uniti, rientra in Italia dove realizza alcuni dei suoi progetti più celebri, all’interno dei quali mescola fotografia, pittura, scultura e teatro, come ad esempio nella scenografia di «Pagliacci» di Ruggero Leoncavallo, frutto dell’importante collaborazione con il Teatro Regio di Torino, di cui CAMERA ha esposto alcuni lavori preparatori a gennaio 2017.
In quest’occasione le sale di CAMERA presentano alcune delle opere più suggestive degli ultimi quindici anni – provenienti da svariate collezioni, oltre che dallo studio dell’artista – in un’assoluta commistione di linguaggi che comprende disegni, modellini, scenografie, maschere di cartapesta e costumi teatrali. Non si tratta, tuttavia, di un percorso lineare né di una retrospettiva, quanto piuttosto di una messa in scena di tutti i temi ricorrenti della sua poetica, fra i quali spiccano quello del doppio e della finzione. In mostra anche due progetti inediti: «Grazia Ricevuta», rivisitazione affettuosamente ironica del tema dell’ex voto, e “La Gamba Ritrovata” frutto di una residenza svolta presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma, avviata grazie alla collaborazione fra CAMERA e l’ente ministeriale…

Piero Pizzi Cannella. Anni ‘80/’90
Dove: Studio d’arte Cannaviello, Milano
Quando: 17 settembre 2020 – 1 dicembre 2020
Lo Studio d’arte Cannaviello inaugura il nuovo anno artistico con la personale di uno degli artisti che ne ha caratterizzato la storia: Piero Pizzi Cannella. Saranno esposte circa venti opere che includono tele di grandi dimensioni, cartoni di medio formato e piccole carte, realizzate tutte tra gli anni ’80 e ’90. Il lavoro di Pizzi Cannella, come emerge dalla selezione presentata, si basa sulla contrapposizione di oscurità e luce, sotto forma di un elegante equilibrio formale di questi due elementi che occupano lo spazio della superficie pittorica evidenziandosi l’uno con l’altro.
Come ha scritto Démosthènes Davvetas, “luce e struttura esistono qui non per rappresentare nella loro forma esteriore le cose della quotidianità, ma per mostrare le cose nella loro dimensione interiore”. Infatti, i soggetti che l’artista raffigura, siano essi paesaggi o oggetti come nelle opere in mostra, non sono descritti con una mano realista ma con un segno unico, intimo e soggettivo…

Sten Lex. Rinascita
Dove: Galleria d’Arte Moderna, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 22 novembre 2020
In esposizione una selezione di opere formato medio-grande tra cui stencil poster e stampa su carta con sostegni di ferro, legno e vetro, e un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria.
Rinascita, rinnovamento e rigenerazione sono solo alcuni dei cardini ideali dello stile innovativo di Sten Lex, pionieri dello stencil poster, che li ha resi gli urban artists italiani più celebri a livello internazionale. La costante sperimentazione, che costituisce il segno della loro arte, ha condotto i due artisti all’invenzione dello “stencil poster”, una tecnica basata sulla combinazione di mezzi toni e stencil, che si ispira alle incisioni classiche e alle stampe odierne, designandoli come “incisori del nuovo millennio”.
Sten Lex sono gli artisti italiani di Urban Art più conosciuti a livello internazionale ed hanno partecipato a mostre e festival in tutto il mondo, tra cui il “Cans Festival” organizzato da Banksy.
Sten Lex sono conosciuti inoltre per la tecnica dello stencil poster, ideata dagli artisti stessi, che vede la matrice dello stencil come parte integrante dell’opera grazie a un lavoro d’intaglio, rimozione e di successiva rivelazione dell’opera.
L’installazione stencil poster di Sten Lex è realizzata in contemporanea alla mostra di Shepard Fairey, uno degli artisti di Urban Art più conosciuti a livello globale…

Mohamed Bourouissa. Brutal Family Roots
Dove: Gallerie ar/ge Kunst, Bolzano
Quando: 17 settembre 2020 – 14 novembre 2020
La mostra personale di Mohamed Bourouissa ad ar/ge kunst rende omaggio allo psichiatra, filosofo politico e rivoluzionario Frantz Fanon e alla sua complessa relazione con la città di Blida, Algeria, dove l’artista è nato. Il contributo di Fanon alla lotta anti-coloniale e la sua profonda analisi dei meccanismi attraverso cui l’oppressione e il razzismo operano, sono articolati in modi differenti dalle due installazioni che compongono Brutal Family Roots. Una nuova commissione e l’ultima versione di un progetto in corso, Incomplete Herbarium (2020) e The Whispering of Ghosts (2018–20), sono entrambi prova dell’atteggiamento risoluto di Bourouissa verso la storia e del suo approccio deciso nell’attivare collaborazioni e forme di dialogo con ogni tipo di soggettività; l’artista ascolta e dà uguale considerazione ad una pianta, ad un autore anonimo, ad un passante, al paziente dell’ospedale psichiatrico di Blida o a Fanon stesso, riconoscendoli tutti come voci polimorfiche, legittime portatrici di sapere con autorità propria. Gli assemblaggi scultorei di Bourouissa intrecciano queste voci considerando ognuna di esse parte imprescindibile alla produzione di una narrazione critica e provocatoria…

Vittorio Storaro: Scrivere con la Luce
Dove: Palazzo Merulana, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 1 novembre 2020
Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra la Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, è orgoglioso di ospitare la mostra fotografica di un grandissimo Maestro del Cinema internazionale: Vittorio Storaro. Da venerdì 18 settembre a domenica 1 novembre 2020 il pubblico potrà ammirare l’esposizione “Vittorio Storaro: Scrivere con la Luce”, realizzata e promossa da Storaro Art, già programmata lo scorso mese di maggio e rinviata per l’emergenza sanitaria causata dal Covid19.
In mostra 70 opere che, in alcuni casi, dialogheranno con le opere della Collezione Cerasi: 70 “cavalletti luminosi” tra 50 cine-fotografie originali e 20 copie su tela dei dipinti che hanno ispirato la ricerca figurativa-cinematografica di Storaro. Le fotografie fanno parte della sua riflessione sul linguaggio dell’immagine fotografica e cinematografica, sviluppata durante tutta la sua carriera in circa 40 film: “Quando sono arrivato ad un momento di crescita, ho visto come era possibile esprimermi in fotografia con un senso cinematografico, ovvero unendo più di un’immagine – spiega- in quanto la fotografia è espressione in una singola immagine, come la pittura; la cinematografia è invece un’espressione in immagini multiple. Questa, quindi, non è solo una mostra fotografica ma in realtà un’esposizione di varie forme di arte: la scrittura, perché tutto parte da una storia; la fotografia pura; la cinematografia“…

Lello Lopez. Deposito materiale di senso
Dove: Shazar Gallery, Napoli
Quando: 17 settembre 2020 – 31 ottobre 2020
Dopo l’enorme successo di Re_setting, la mostra della riapertura dopo il lockdown, la Shazar Gallery presenta, giovedì 17 settembre, Deposito materiale di senso la prima personale di Lello Lopez negli spazi di via P. Scura.
La narrazione visiva messa in scena nella galleria dall’artista napoletano si dipana attraverso quadri, sculture ed installazioni, inviti e suggerimenti verso la decifrazione di qualcosa di nascosto.
Attraverso la sintesi associativa, cifra stilistica di Lello Lopez, le opere appaiono connesse sul piano formale da un’oggettiva evidenza lasciando tuttavia che l’analisi concettuale diventi un gioco sottile, un’indagine che acuisce i sensi e i ricordi.
La realtà circostante viene decontestualizzata e usata per svelare significati reconditi, così le piante dipinte in paesaggi stranianti accompagnano verso mete lontane o l’insieme di oggetti apparentemente scollegati diventano repertorio di impronte lasciate dalla storia e dal presente o la catalogazione ragionata e scientifica del mondo vegetale sposta l’attenzione verso una lettura poetica…

Sharing Our Dreaming Room
Dove: z2o Sara Zanin, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 31 ottobre 2020
Nel 1955 Arnold Bode lavora alla prima edizione di Documenta nella cittadina tedesca di Kassel, la guerra è da poco terminata e la città attraversa un periodo estremamente convulso dopo essere stata completamente rasa al suolo. Inizia un momento complesso che, a livello globale, sarà interessato da processi di ricostruzione su più fronti: sociale, politico, psicologico, economico e comunitario.
La straordinarietà del gesto di Bode – che segnerà l’inizio della storia di una delle rassegne d’arte contemporanea più note al mondo – si inserisce perfettamente nel tentativo di ricostruire un tessuto connettivo sia di ordine sociale che creativo.
Sharing Our Dreaming Room intende proporre un dialogo generazionale a più voci, una riflessione corale sulle tematiche del tempo e sulla abilità di restituire una dimensione creativa a ciò che ci circonda. L’epidemia globale, che ha coinvolto l’Italia in maniera drammatica a partire dal marzo scorso, ha innescato uno spettro più ampio di riflessioni e, con esse, un meccanismo di reazione molto spesso votato alla capacità di rinnovarsi e di guardare avanti…

Ugo Rondinone. nuns + monks
Dove: Gavin Brown, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 24 ottobre 2020
nuns + monks is an exhibition of new sculptures by Ugo Rondinone at Gavin Brown’s Sant’Andrea de Scaphis.
Stones have been a presence and recurring material and symbol in Ugo Rondinone’s art. They are the subjects of the stone figures that he began with the monumental Human Nature installation at the Rockefeller Plaza in 2013 followed by Seven Magic Mountains in the Nevada Desert in 2016. Both groups are the study and enjoyment of naturally formed stones as objects of beauty and contemplation, and in turn generate personal, meditative states of looking in which the boundaries between the outside world and internally visualized spaces break down. In doing so, Rondinone makes sculptures of what it means and feels like to see, whether this is understood to be a physical or metaphysical phenomenon.
nuns + monks continues to address the dual reflection between the inner self and the natural world. Just as the external world one sees is inseparable from the internal structures of oneself, nuns + monks allows such layers of signification to come in and out of focus, prompting the viewer to revel in the pure sensory experience of color, form and mass while simultaneously engender in an altogether contemporary version of the sublime…

Martha Tuttle. Constellations I drew in Nevada
Dove: Luce Gallery, Torino
Quando: 17 settembre 2020 – 24 ottobre 2020
A Torino, dal 17 settembre al 24 ottobre 2020, Luce Gallery presenta la mostra “Constellations I drew in Nevada” di Martha Tuttle.
La personale riunisce lavori concepiti appositamente, che indagano la materia catturando sfumature effimere del tempo e della natura.
L’artista americana sperimenta il limite tra pittura astratta e arte tessile unendo in composizioni geometriche strati di tessuti diversi, che colora con pigmenti naturali ottenuti da minerali.
Su telai di legno di varie dimensioni, le combinazioni di lino traslucido e di lana di pecora, filata a mano da lei stessa, sembrano possedere una propria luminescenza, mentre la loro frammentazione conserva lo spazio per l’immaginazione.
Inoltre, le opere alle pareti dialogano con piccole sculture create con marmo e pietre di vetro fatte realizzare a Murano…

Alessandra Giovannoni. Verde Tevere
Dove: Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 17 ottobre 2020
Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare la nuova personale di Alessandra Giovannoni in galleria, dal titolo Verde Tevere. La mostra raccoglie una selezione di dodici opere, tra tele di grande formato e carte, interamente inedite e prodotte negli ultimi mesi. Un nucleo di lavori insoliti per la ricerca dell’artista, che introduce molti elementi di novità nella sua cifra orami consolidata.
Verde Tevere si concentra su una Roma appartata, per certi versi sommersa: quella che si snoda lungo gli otto chilometri dei muraglioni che fiancheggiano il fiume. Alessandra Giovannoni ne ha saputo trarre un’immagine densa di esotismo: una selva, una foresta pluviale dominata dal verde, nella quale pare essersi fatta largo con delle pennellate che, di volta in volta, formano intrecci di vegetazione o squarci che lasciano intravedere il paesaggio circostante e fanno filtrare una garbata luminosità. In questa serie, realizzata tra 2019 e 2020, sembra che la penombra offra un riparo dalla temperatura canicolare delle opere precedenti; una protezione non soltanto dai raggi solari, ma anche dalla vastità delle iconiche vedute dell’Urbe. Un ciclo, quello presentato in occasione della mostra, in cui trova spazio un respiro più intimo, di pari passo con dei toni meno squillanti rispetto alla paletta cromatica cui l’artista ci ha abituato: e così anche il Tevere cambia colore, trasformandosi da biondo in verde e tradendo così l’appellativo con il quale fin dall’antichità è conosciuto…

Ivan Manzone / Livio Ninni. Metamorfosi dell’abbandono
Dove: Il Fondaco, Bra
Quando: 20 settembre 2020 – 17 ottobre 2020
Fedele al suo obiettivo di diffondere l’arte contemporanea e con l’intento di perseguire la conoscenza, conservazione e documentazione del territorio nei suoi vari aspetti di tradizione, arte, architettura, paesaggio, l’associazione Il Fondaco (Bra) inaugura il prossimo 19 settembre 2020 alle ore 18.30 la mostra “Metamorfosi dell’abbandono” di Ivan Manzone e Livio Ninni, a cura di Francesca Interlenghi.
Un progetto espositivo che verte sul tema dei luoghi abbandonati, quelli che giacciono al margine, gli scarti del progresso, luoghi destinati al declino e all’oblio e che trovano nell’arte la loro metamorfosi vitale. Architetture selvatiche e brutali, paesaggi oscuri e anfratti notturni diventano ricettacoli di vita, ambienti quasi tattili e carnali.
Differenti per attitudini, esiti e approccio creativo, i due artisti si immergono negli spazi e li cristallizzano da angolazioni diverse, ognuno con la propria poetica, accomunati da un criterio che tiene conto della singola forma mentis di ciascuno e che intende porre in risalto l’originalità dei percorsi individuali…

Harriet Riddell / Michaela Younge
Dove: C+N Canepaneri, Milano
Quando: 17 settembre 2020 – 16 ottobre 2020
C+N CANEPANERI è lieta di presentare il giorno 17 settembre 2020 la doppia personale delle due giovani artiste Harriet Riddell (Gloucester, 1990) e Michaela Younge (Cape Town, 1993) che espongono per la prima volta in una mostra personale a Milano. Il progetto dal titolo ‘meditation in color’ è accompagnato da un testo del critico Lorenzo Bruni.
‘Meditation in Color’ – ‘An Introduction’ è una doppia personale in cui, in maniera differente, le due artiste si confrontano con il medium del cucire su stoffa per dare vita ad immagini figurative che narrano di scene tra il surreale e il vulnerabile. Harriet Riddell dell’Oxfordshire con la sua macchina da cucire si reca a confronto diretto con i luoghi o con le persone che ritrae nelle sue stoffe, creando a tutti gli effetti delle performance non annunciate, per stabilire attraverso una conversazione reale un’evocazione dell’essere più che dell’apparire sia del soggetto che del paesaggio con cui si mette in gioco.
Michaela Younge del Sud Africa, cucendo con ago su porzioni di lana merino, realizza scene splatter o grottesche che travalicano nel comico per mettere in evidenza le dinamiche sociali che governano la realtà, per smascherarne le convenzioni obsolete e per creare un nuovo spunto collettivo di analisi e trasformazione delle stesse…

Jono Nussbaum. Endangered Pieces
Dove: Accademia dei Fisiocritici, Siena
Quando: 18 settembre 2020 – 14 ottobre 2020
“Endangered Pieces” è un tentativo di catturare e celebrare pezzi del puzzle della nostra realtà, fissarla nel tempo, codificare la sua essenza. Forme e tessitura, linee e colori, creature e movimenti: ogni oggetto aspira all’irriducibile eleganza della Natura.
Il legno è il materiale naturale più utilizzato nel mondo.
Il legno: mezzo, veicolo, tramite per artisti visionari; lavorato e maneggiato da Maestri Artigiani e Alchimisti. In queste sculture il legno diventa linguaggio: parla con una voce tellurica sbloccando e svelando l’antichità della nostra terra e ricordandone l’artigianale sapienza. Nascosta in piena vista davanti ai nostri propri occhi, naturalmente.
La mostra sarà aperta fino al 14 ottobre; sono previste visite guidate con lo stesso artista, previo appuntamento.
Jono è cresciuto a Londra, ma è sempre stato un acuto osservatore del mondo naturale.
“Ho cominciato a disegnare animali e insetti da bambino e non ho mai smesso; la complessità della natura continua a ad inspirarmi e sfidarmi”
Dopo gli studi in Art Design alla Chelsea School of Art e a Kingston University, nel 2003 si installa definitivamente nella campagna Toscana.
L’affascinante ecosistema del Monte Amiata che si svolge continuamente davanti ai suoi occhi, e la ricchezza della fauna selvatica che giunge fino alla soglia del suo podere sono stati gli elementi che hanno costruito la sua visione creativa, il ponte che ha legato arte e scienza, natura e mestiere…

Kristina E. Bychkova. Volti
Dove: Gilda Contemporary Art, Milano
Quando: 16 settembre 2020 – 10 ottobre 2020
La Galleria Gilda Contemporary Art, sin dal proprio esordio nel 2017, si è distinta per la particolare attenzione data alle artiste donne del panorama contemporaneo. Più che una scelta, una dinamica naturale, nata dalla selezione delle proposte con metodo meritocratico. Questa dinamica ha fatto sì che negli ultimi tre anni sia sempre stata invertita la proporzione che normalmente vede presenti più artisti uomini tra le proposte delle gallerie del panorama nazionale.
Il progetto “Volti” di Kristina E. Bychkova, classe 1995, di origini russe, ma che da anni vive e lavora in Italia, oltre a confermare questa tendenza di Gilda, affronta direttamente un tema importante della società contemporanea: il ruolo della donna nel mondo professionale.
Il progetto nasce dalla volontà di indagare l’anima e l’identità delle donne attraverso il loro sguardo. L’affermarsi della professionalità femminile nella società contemporanea viene raccontata attraverso i volti di una serie di donne impegnate in diversi ambiti…

Alberto Mesirca. Workers
Dove: Gli Eroici Furori, Milano
Quando: 17 settembre 2020 – 8 ottobre 2020
Siamo lieti di presentare a Gli eroici furori questa mostra che crea consapevolezza su un tema molto delicato: la condizione umana nel mondo del lavoro a livello globale. In sintonia con il tema di Photofestival di quest’anno: scenari, orizzonti, sfide, il mondo che cambia.
Parte di questo unico progetto di Alberto Mesirca includerà un omaggio a una delle più importanti organizzazioni umanitarie: EMERGENCY.
Quando si racconta di storie universali di uomini e donne, si sta raccontando la storia del lavoro, ma anche il passare del tempo, il contesto storico e sociale, lo sviluppo dell’economia e la precarietà di molti paesi. Da un lato la tecnologia e la società globale si lanciano verso frontiere inimmaginabili, dall’altro proprio questo dinamismo sembra aver lasciato indietro persone e settori che necessitano di maggiore attenzione. In balia di una specie di dimenticanza.
Il progetto “Workers” vuole creare una ricerca e una esplorazione sul mondo del lavoro e su quello delle risorse umane, esaminando il rapporto tra lavoro e individuo, tra cultura, abitudini e gesti della vita quotidiana…

Cosetta Mastragostino. Anime vagabonde
Dove: Cimitero Acattolico, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 5 ottobre 2020
Apre al Cimitero Acattolico di Roma la mostra site specific di Cosetta Mastragostino, nata da una lunga gestazione e dal confronto con la Direzione del Cimitero stesso: è un’occasione rara, perché l’antico cimitero “dei protestanti” – nato nel XVIII secolo all’ombra della Piramide Cestia – è un vero luogo di custodia dell’arte, dove le sepolture di letterati, musicisti e danzatori sono spesso opere di scultori celebri sopravvissute ai secoli. Per questo il Cimitero Acattolico permette di esporre a rarissimi e selezionati artisti ogni anno, chiedendo sempre un progetto che sia in precisa relazione con quel luogo storico. La mostra è dedicata a sei anime vagabonde, protagoniste della cultura italiana, unite fra loro nel riposare in questo luogo inconsueto a causa dei diversi giochi del destino: cimitero a-cattolico, non cattolico, aperto a qualunque altra fede e alla non-fede. Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Amelia Rosselli, Luce d’Eramo, Antonio Gramsci, Andrea Camilleri: personaggi dalle biografie disparate e a volte ideologicamente agli antipodi, ai quali l’artista ha voluto dedicare un’opera che non sia un epitaffio, quanto un fotogramma dell’esistenza…

Josephine Frampton / Lapo Gargani. This way up
Dove: Studio bong, Firenze
Quando: 17 settembre 2020 – 1 ottobre 2020
Giovedì 17 settembre alle ore 17. 00 inaugurerà allo Studio Bong la mostra di pittura “This way up”. La mostra, a cura di Gisella Guarducci, verrà ospitata dallo Studio Bong, un bellissimo spazio indipendente in pieno centro storico a Firenze, sarà aperta fino al 1 ottobre. “This way up” nasce dall’incontro di due artisti e delle loro visioni: Josephine Frampton e Lapo Gargani. Josephine Frampton, pittrice inglese, da vari anni vive in Toscana dove lavora nel suo atelier immerso nella natura, al Bong presenterà la sua collezione “Fuori subito”. Lapo Gargani, pittore fiorentino, artista molto creativo e prolifico che nel suo percorso artistico ha sperimentato intensamente dedicandosi, negli ultimi anni, alle collezioni ‘Fragile’ (in cui domina l’immagine del cuore, declinata in molteplici tecniche espressive) e “Clandestinità” (in cui i dipinti sono interamente occupati da reti che avvolgono e limitano). This way up indica la verticalità, la direzione di osservazione delle tele che i due artisti, giocando, suggeriscono al pubblico, ma invero si tratta di una precisa scelta estetica ed espressiva che da forza alle loro visioni…

Oltre la memoria
Dove: Made4Art, Milano
Quando: 16 settembre 2020 – 28 settembre 2020
In occasione di Photofestival 2020, lo spazio MADE4ART di Milano ha il piacere di presentare Oltre la memoria, progetto fotografico a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni con opere di Achille Ascani, Bruno Samorì, Andrea Tirindelli, Enzo Trifolelli.
La mostra è incentrata sul tema della memoria e delle tracce del passato sul presente e sulla contemporaneità.
I cortocircuiti visivi e le sovrapposizioni di immagini metropolitane di Achille Ascani, i collage fotografici tratti da antichi dipinti e icone russe di Bruno Samorì, le tracce dell’implacabile scorrere del tempo sui muri delle città che vanno a creare composizioni astratte senza autore negli scatti di Andrea Tirindelli, le sculture etrusche ritratte con il concetto del ©FoTotempismo da Enzo Trifolelli, il quale durante un singolo scatto fotografico si muove con la fotocamera nello spazio circostante il soggetto prescelto esplorandone così lo spazio-tempo: ogni artista sceglie il proprio campo di indagine privilegiato e utilizza le proprie tecniche fotografiche per esplorare i meandri della memoria, andando sempre oltre, tra sedimentazioni e ricordi, illusioni e speranze…

Alessandra Chiesa. Sopravvissuta
Dove: IkiGai Art Gallery, Roma
Quando: 17 settembre 2020 – 25 settembre 2020
L’audacia sperimentativa di Alessandra Chiesa è la nota distintiva della sua personalità artistica. Il suo percorso nasce dall’autoanalisi e dall’introspezione, da una visione creativa che esterna la sua essenza per renderla visibile al pubblico. È un chiaro esempio di come l’arte giunga a colpire l’emotività dell’osservatore se narra percorsi personali in cui potersi riconoscere. Sopravvissuta è la condizione di chi, dopo essere sceso negli anfratti più profondi della sua anima, è riuscito a risalire e a rinascere, possibilmente con un approccio più saggio alla vita. Come l’elefante, dall’artista soventemente ritratto come totem rappresentativo di un percorso di identificazione con questo animale, portatore di atavica sapienza. L’espressiva matericità del suo sguardo è la chiara manifestazione di chi rinasce dopo la sofferenza, dopo essersi scontrato e incontrato con il proprio ego, in una dura battaglia. È la celebrazione di una vittoria ponderata, attesa in cui l’abbraccio con se stessi è il simbolo del trionfo sul mondo…

Sue Carlson. Linea in andamento
Dove: Chiasso Perduto, Firenze
Quando: 17 settembre 2020 – 20 settembre 2020
Osservare i dipinti di Sue Carlson ci fa entrare immediatamente in una sorta di ascolto, ci viene suggerita una musicalità, percepiamo le sue opere come spartito dove all’improvviso ci troviamo catapultati nella regia di un’orchestra. Sue Carlson dipinge orizzonti completi, non sono astrazioni né rappresentazioni, sono emozioni vere e semplici che poi possono essere lette in più forme ma che rimangono dentro della sfera della costruzione musicale. Sue Carlson si è inizialmente formata come musicista ma comprendendo che la pittura poteva contenere non solo l’intimità e l’emozione della musica ma anche la non narrazione, decise di diventare un’artista visiva; la musica continua a vivere nel suo percorso attraverso le linee di uno spartito senza limiti…

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