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Calendario Mostre [350] – 19/09/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: Stefano Arienti ed Eva Marisaldi @ Galleria Massimo Minini, Brescia; Francesco Arena @ Base progetti per l’arte, Firenze; Lorenzo Puglisi @ Basilica di Santo Spirito, Firenze; Robocoop @ Divario, Roma; Pietro Ruffo @ NM Contemporary, Monaco; Norman Parkinson @ Fondazione Bisazza, Vicenza; Kendell Geers @ M77 Gallery, Milano; Lily van der Stokker @ Mezzaterra11, Belluno; Gianfranco Gorgoni e Nancy Genn @ Space Mater Gallery, Todi; Laura Giardino @ Area\B, Milano; Umit Turgay Durgun @ Chiesa della Madonna del Carmine, Seravezza; Roberto Ghezzi @ EContemporary, Trieste; Adi Haxhiaj @ Superstudiolo Art Gallery, Bergamo; Tommaso Martines @ Pallavicini 22 Art Gallery, Ravenna; Jisbar @ Sist’Art Gallery, Venezia; Luigi Bocca @ Castello Sforzesco – Museo Internazionale della Calzatura, Vigevano; Sabino Galante, Anna Maria Maciechowska e Fulvio Rinaldi @ Galleria Wikiarte, Bologna; Valerio Giacone @ Galleria d’arte FABER, Roma; Elia Inderle @ Galleria Studio C, Piacenza; “1+1+1/2020” @ Assab One, Milano; “L’arte appesa a un filo” @ Galleria d’arte La Fonderia, Firenze; “Neue Stimmung. Sopravvivenze metafisiche nella pittura italiana contemporanea” @ Casati Arte Contemporanea, Torino; “What’s New? A Collection in Progress 2020” @ Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, Lugano; “XVIII Biennale Donna” @ Palazzina Marfisa d’Este, Ferrara

Kendell Geers. OrnAmenTum’EtKriMen
Dove: M77 Gallery, Milano
Quando: 21 settembre 2020 – 30 gennaio 2021
M77 presenta OrnAmenTum’EtKriMen, personale dell’artista e attivista sudafricano Kendell Geers (Johannesburg, 1968) a cura di Danilo Eccher, che aprirà al pubblico lunedì 21 settembre alle 19.00 e sarà visitabile fino a sabato 30 gennaio 2021.
Europeo di origine, africano di nascita, Kendell Geers si definisce animista e mistico, sciamano e alchimista, punk e poeta. Nelle sue mani la vasta narrativa dell’arte e i linguaggi del potere vengono messi in discussione, i codici ideologici interrotti, le aspettative deluse e i sistemi di convinzione e fede trasformati in canoni estetici.
Il titolo della mostra si ispira al saggio del 1908 Ornamento e Crimine dell’architetto austriaco Adolf Loos, pioniere dell’architettura moderna che condannò le decorazioni sulle facciate degli edifici come un eccesso inutile, persino pericoloso, guidando il corso dell’architettura verso il concetto di funzionalità. Per M77, Geers abbraccia l’eredità culturale di Loos interrogando i linguaggi del minimalismo e il modello del “white cube”, attraverso una selezione di opere storiche, la sua più recente produzione ed installazioni site-specific…

#15 Lily van der Stokker
Dove: Mezzaterra11, Belluno
Quando: 18 settembre 2020 – 31 dicembre 2020
mezzaterra11 – flat gallery è lieta di annunciare una mostra personale di Lily van der Stokker (nata a Den Bosch, Paesi Bassi, 1954). Van der Stokker è nota internazionalmente dai primi anni Novanta per i suoi grandi e giocosi wall painting dai colori pastello e fluorescenti con tipografia in grassetto nel contesto del femminismo.
Prendendo in prestito motivi floreali, pattern ripetitivi a quadri e nuvole spumeggianti, spesso combinati con parole argute e vocabolari visivi della cultura pop commerciale, l’artista crea seducenti installazioni di pittura murale – decorative, piatte e spiritose – come un distinto soliloquio, sfidando le convenzionali e repressive aspettative sociali di essere una donna e un artista. Nonostante la gravità dell’argomento, van der Stokker lo dipana allegramente in forma di disegni impulsivi, linee fumettistiche, mobili funzionali e grafia vivace, accompagnati da enormi e colorati dipinti murali – organiche, domestiche e amichevoli creature – che in qualche modo ci mettono a nostro agio. Il lavoro di van der Stokker fa suoi gli elementi visivi degli scarabocchi di una ragazza adolescente che solleva le cosiddette domande adulte – emotive, personali e pratiche – difficilmente trattate nelle opere d’arte, in generale…

What’s New? A Collection in Progress 2020
Dove: Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, Lugano
Quando: 19 settembre 2020 – 13 dicembre 2020
La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano presenta un nuovo allestimento dal titolo What’s New? costituito da opere di recente acquisizione di maestri affermati, affiancate a lavori di giovani protagonisti della scena artistica internazionale. Il percorso espositivo spazia tra dipinti, disegni, sculture e fotografie in un confronto esemplare tra poetiche e linguaggi espressivi diversi. L’obiettivo è quello di evidenziare il dialogo imprescindibile tra le avanguardie storiche del primo Novecento e le ricerche contemporanee: una sorta di viaggio immersivo lungo oltre un secolo costellato da sorprendenti momenti di approfondimento. Le trentaquattro opere esposte si articolano, dunque, in diversi capitoli autonomi: dall’arte astratta tra segno e materia, a un’indagine su luce e colore attraverso le opere di Franz West e Rudolf Stingel, fino a un omaggio a Jimmie Durham, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2019…

Norman Parkinson & Fashion Photography 1948-1968
Dove: Fondazione Bisazza, Vicenza
Quando: 19 settembre 2020 – 13 dicembre 2020
Sabato 19 settembre 2020, la Fondazione Bisazza inaugura la mostra fotografica “Norman Parkinson & Fashion Photography 1948 –1968”, una retrospettiva che ripercorre vent’anni della fotografia di moda attraverso lo sguardo di Norman Parkinson e altri quattro fotografi riconosciuti e celebrati a livello internazionale, Milton Greene, Terence Donovan, Terry O’Neill e Jerry Schatzberg.
Curata da Cristina Carrillo de Albornoz e organizzata dalla Fondazione Bisazza insieme ad Iconic Images – una delle più importanti agenzie mondiali specializzata nella gestione di archivi fotografici d’arte – la mostra è suddivisa in sette diverse sezionitematiche – Glamour Fifties, Swinging Sixties, City Style, The Art of Travel, Postwar Couture, Exceptional Gowns e Iconic – all’interno delle quali sono esposte settanta opere. Immagini iconiche che non raccontano solo lo spirito di cambiamento di quel periodo (1948-1968), ma soprattutto rivelano un nuovo modo di fare fotografia e di rappresentare la donna, in particolar modo all’interno dei servizi di moda e nei ritratti.
Un approccio del tutto visionario, decisamente fuori dagli schemi, indurrà Norman Parkinson a ritrarre, per la prima volta in quegli anni, le modelle non più nei soliti studi fotografici ma in contesti nuovi, più reali prediligendo le strade, le spiagge, luoghi dal fascino incredibilmente esotico. In ogni scatto, pieno di poesia, Parkinson riesce a rappresentare e a valorizzare al massimo il concetto dell’eleganza femminile…

XVIII Biennale Donna
Dove: Palazzina Marfisa d’Este, Ferrara
Quando: 20 settembre 2020 – 22 novembre 2020
Attraversare l’immagine. Donne e fotografia tra gli anni ’50 e gli anni ’80 è dedicata a 13 fotografe, italiane e internazionali, che hanno operato in ambito sociale, focalizzando la loro attenzione su temi fondanti quali il lavoro, la tradizione popolare, la politica, la guerra, l’architettura, la letteratura, la cultura in senso lato. Quello preso in esame è un lungo periodo di impegno politico, sociale, portante nella storia del Novecento, un secolo che ha segnato grandi mutamenti dei quali le donne sono state protagoniste. La selezione delle fotografie in mostra parte, cronologicamente, da alcune ricerche a sfondo antropologico della fine degli anni Cinquanta per giungere agli anni Sessanta, che hanno segnato un cambiamento radicale della cultura e della società, il raggiungimento di libertà individuali e di conquiste democratiche. Raggiungimenti che gli anni Settanta avrebbero estremizzato, animando, sullo sfondo di drammatici conflitti, il rapporto tra politica e cultura. Gli Ottanta, almeno nel nostro Paese, hanno costituito il momento del riflusso. Le grandi battaglie condotte per i diritti civili, per l’emancipazione di alcune classi sociali, delle donne, degli emarginati sono defluite verso modi diversi di avvertire l’esistenza, soppiantando le pratiche collettive, delle quali l’arte, la fotografia si erano rese interpreti, a favore della dimensione individuale.
L’esposizione racconta anche mondi lontani, dalla Palestina al Sudafrica, dalla Cambogia agli Stati Uniti, attraverso reportage di guerra e testimonianze della quotidianità che registrano i grandi eventi storici e politici del periodo tra anni ’70 e ’80.
Attraversare l’immagine ripercorre questa lunga storia attraverso opere ormai riconosciute e acclamate e altre che, invece, non hanno ottenuto la corretta visibilità o la giusta comprensione e, per certi versi, sono state dimenticate. Cerchiamo qui di rileggerle sotto una luce diversa, più strutturata, tenendo conto del ruolo che queste fotografie hanno avuto all’interno della società civile. Un ruolo, più o meno conscio, che oggi iniziamo a guardare con i giusti strumenti per attribuire loro un senso diverso, alla luce della storia, della memoria, di quanto sta avvenendo giorno dopo giorno…

Valerio Giacone. Uno
Dove: Galleria d’arte FABER, Roma
Quando: 19 settembre 2020 – 15 novembre 2020
Sabato 19 settembre la galleria d’arte FABER ospiterà la mostra UNO di Valerio Giacone.
Giacone indaga il valore e la sacralità dell’uomo, rendendolo icona di se stesso in quanto portatore del divino.
Il ritrovato approccio pittorico da parte dell’artista e la sua propensione per l’indagine interiore sono l’essenza di questo profondo e multiforme slancio poetico.
L’esposizione è concepita come un viaggio visionario nell’io; l’alternarsi di tecniche e di diversi linguaggi scandisce il ritmo allestitivo di un percorso espositivo pensato come un corpo unico, in cui risultano, tuttavia, ben distinti i singoli momenti.
In questo racconto emozionale di memorie del vivere si raccolgono ed esplodono le varie fasi di sperimentazione attraversate dall’artista nel corso degli ultimi anni di ricerca: dall’amore per il segno agli studi sul cromatismo, dal gusto per la trasformazione della materia fino all’attuale inclinazione verso l’installazione. L’incipit della mostra si ritrova nella vasta raccolta di opere pubblicate nel libro Non ho mai smesso di sognare il mare, edito da Andante ; immagini e pensieri elaborati da Valerio durante il recente periodo di confinamento globale.
La mostra UNO è la fase conclusiva di un progetto molto articolato da parte di Valerio Giacone, sviluppatosi nel corso delle esperienze residenziali vissute presso l’eremo di Santa Maria delle Grazie, sul monte Soratte, nell’ambito della rassegna Tracce e presso il Museo della Mole Vanvitelliana di Ancona…

1+1+1/2020
Dove: Assab One, Milano
Quando: 19 settembre 2020 – 14 novembre 2020
Un’edizione partecipata con Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE, Loris Cecchini, Pentagram & Friends.
Giunto alla sua quarta edizione il progetto 1+1+1 fa un passo ulteriore nell’approfondire i legami tra architettura, arte e design invitando i progettisti di quest’anno a investire contemporaneamente e in stretto dialogo tutti gli spazi al piano terra di Assab One.
Non più quindi tre mostre monografiche in parallelo, ma un’unica mostra in cui i progettisti presentano il proprio lavoro in rapporto a quello degli altri, all’insegna dell’interazione e soprattutto della collaborazione.
Loris Cecchini con le sue strutture modulari autopoietiche, Michele De Lucchi insieme al gruppo di ricerca dello studio AMDL CIRCLE e allo studio londinese Pentagram, già per sua stessa natura multidisciplinare, nella versione ulteriormente allargata di Pentagram & Friends.
Un’edizione collettiva che ha visto l’apporto di molti creativi e progettisti lavorare a stretto contatto, interfacciandosi l’un l’altro e condividendo pensieri e planimetrie, per presentare un’installazione site specific coesa che possa contenere e avvalorare le singole individualità. Proprio come una comunità umana.
Al centro del processo di contaminazioni tra le arti vi è il dialogo, e in particolar modo i diversi linguaggi con cui gli uomini di popolazioni e terre diverse da secoli si raccontano…

“LA POLITICA DELLE STELLE” Un progetto di Pietro Ruffo
Dove: NM Contemporary, Monaco
Quando: 19 settembre 2020 – 10 novembre 2020
NM Contemporary é lieta di presentare la mostra monografica dell’artista italiano Pietro Ruffo.
Il progetto presenta una selezione di Migrazioni insieme ad una rosa di lavori mai esposti in Europa delle serie “Gold Migrations” e “Skywalkers”.
La grande Migrazione a forma di stella dell’invito riassume il tema del percorso espositivo conducendo lo spettatore attraverso un viaggio al di sopra del mondo. L’artista introduce infatti alla già nota prospettiva cartografica quella astronomica. Popoli di etnie differenti, animali di ogni paese si muovono sul globo terraqueo osservati dall’alto delle figure mitologiche delle costellazioni.
Accanto alla nota carta blu millimetrata e ai ritagli in carta fissati con i chiodi, Ruffo introduce nuovi supporti quali l’arazzo e la coperte termiche oro, rispettivamente negli “Skywalkers” e nelle “Gold Migrations”.
Le nuove superfici risultano ancora più tridimensionali e persino “sonore”…

Robocoop. Quadrature
Dove: Divario, Roma
Quando: 19 settembre 2020 – 7 novembre 2020
Nuova personale del duo che gioca su poster art e illusione architettonica. Sarà presentata una finta architettura, di colore rosso pompeiano, che si apre su un paesaggio immaginario di Prati e della Città del Vaticano…

Lorenzo Puglisi. Davanti a Michelangelo. Crocifissione umanità mistero
Dove: Basilica di Santo Spirito, Firenze
Quando: 19 settembre 2020 – 1 novembre 2020
In una delle più significative basiliche fiorentine, l’essenzialità nella pittura sarà a confronto con la «carnosità e morbidezza» della scultura, come scriveva Giorgio Vasari.
Nell’ambito delle celebrazioni per i 20 anni dal rientro del Crocifisso di Michelangelo nel complesso monumentale di Santo Spirito di Firenze, la comunità agostiniana accoglierà la presenza della Crocifissione di Lorenzo Puglisi, proprio a fianco del Crocifisso di Santo Spirito del Buonarroti.
Si inaugura sabato 19 settembre, alle ore 11.30 nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, la mostra “Lorenzo Puglisi | Davanti a Michelangelo. Crocifissione, umanità, mistero”.
Organizzata da Francesca Sacchi Tommasi di Etra studio in collaborazione con ArtCom Project, la mostra propone l’esposizione del dipinto di Puglisi raffigurante la Crocifissione a fianco del famoso Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo Buonarroti, nella Sagrestia della Basilica fiorentina. La mostra resterà visibile fino al prossimo 1° novembre 2020…

Laura Giardino. La luce oltre
Dove: Area\B, Milano
Quando: 19 settembre 2020 – 31 ottobre 2020
La mostra di Laura Giardino “La luce oltre”, prevista per la metà di maggio e poi rinviata a causa del lockdown, è la prima mostra che apre la nuova stagione espositiva della galleria Area\B di Milano, in autunno.
Dal 19 settembre al 31 ottobre 2020, l’artista presenta i nuovi approdi della sua ricerca pittorica con un corpus di circa quindici opere completamente inedito.
Protagonista è la città di Milano, non nel suo volto più noto e riconoscibile, ma nei suoi scorci “privati”, orizzonte delle passeggiate notturne dell’artista.
A differenza delle precedenti produzioni, quando i riferimenti attingevano a un immaginario fotografico e cinematografico che dava al suo lavoro una valenza pop, quello portato in mostra ora è un percorso più intimo e autobiografico che fa virare la sua ricerca verso un realismo magico.
È una visione lucidamente attonita del reale, quella che la Giardino restituisce nei suoi nuovi lavori, caratterizzata da una resa minuziosa dei dettagli tale da farla risultare straniante…

Roberto Ghezzi. Naturografie: un dialogo tra Arte, Natura e Uomo
Dove: EContemporary, Trieste
Quando: 19 settembre 2020 – 30 ottobre 2020
L’artista Roberto Ghezzi agisce scegliendo il luogo dell’installazione e il materiale del supporto lasciando quindi le tele rigorosamente naturali in alcuni specchi d’acqua delle lagune, del mare o in fiumi e permettendo poi al tempo e alla casualità della Natura stessa il completamento dell’opera.
1275 persone in tre settimane hanno visitato la mostra “NATUROGRAFIE, un dialogo tra arte, natura e uomo” di ROBERTO GHEZZI, che si è tenuta in occasione di ESOF 2020 presso il prestigioso Palazzo Costanzi a Trieste. Visto il successo ottenuto SABATO 19 SETTEMBRE 2020 DALLE ORE 18.30 la mostra riapre al pubblico presso la GALLERIA ECONTEMPORARY a Trieste in via Crispi, 28 (sino al 30 ottobre). In occasione di questa seconda inaugurazione l’artista Roberto Ghezzi presenterà il suo “diario di viaggio” in cui racconta, attraverso appunti, pensieri e alcuni schizzi ad acquerello, le numerose tappe internazionali del progetto Naturografie. Il progetto artistico curato da Elena Cantori, Monica Mazzolini e Massimiliano Schiozzi, nella sua parte creativa, si è realizzato in luoghi scelti accuratamente lungo l’arco costiero dell’alto adriatico tra il Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia scegliendo ciascuna location tenendo in considerazione le diverse caratteristiche estetiche, fisiche, chimiche e biologiche (flora e fauna)…

Gianfranco Gorgoni / Nancy Genn
Dove: Space Mater Gallery, Todi
Quando: 19 settembre 2020 – 24 ottobre 2020
Gianfranco Gorgoni e Nancy Genn sono gli inediti co-protagonisti della mostra curata da Francesca Valente in programma dal 19 settembre al 24 ottobre alla Space Mater Gallery di Todi, nell’ambito del Festival delle Arti-Tributo a Beverly Pepper.
Nelle sale espositive saranno presentati iconici scatti di Gorgoni, abruzzese di nascita e newyorkese di adozione, considerato unanimemente il fotografo dell’arte statunitense ed europea del Secondo Novecento.
A un anno dalla sua scomparsa alla Space Mater di Todi sarà in mostra, tra gli altri, lo scatto dell’opera “Surrounded Islands” di Christo e Jeanne-Claude, realizzata su undici isole della Florida circondate da seicentomila metri quadrati di tessuto fluttuante di propilene rosa. Sarà presentata inoltre anche la fotografia “Chalk Piece”, che documenta una delle prime installazioni di Walter de Maria, intervenuto sulla crosta rappresa di un lago del Nevada, e l’emblematica immagine del molo a spirale di 450 metri realizzato da Robert Smithson sulle rive del Grande Lago Salato nello Utah. In mostra alla Space Mater anche una delle fotografie più note di Gorgoni, che ha immortalato Keith Haring mentre si arrampica su una rete metallica…

Francesco Arena. Una cartolina, un passo, una linea e una pietra
Dove: Base progetti per l’arte, Firenze
Quando: 19 settembre 2020 – 19 ottobre 2020
BASE / Progetti per l’arte presenta sabato 19 settembre, dalle ore 11,00 alle ore 19,00, la mostra che l’artista Francesco Arena ha ideato specificatamente per il luogo e per la ripartenza delle attività dopo il lockdown. Una cartolina, un passo, una linea e una pietra è il titolo che identifica in modo lucido ed essenziale i singoli oggetti scultorei che permettono di stabilire un dialogo intenso con l’idea dell’atto creativo, con la storia dello spazio no profit – che quest’anno compie ventidue anni–, oltre che con il personale tempo di fruizione del singolo visitatore.
Il progetto di Francesco Arena per Base “Una cartolina, un passo, una linea e una pietra” è composto da opere che, come spiega l’artista stesso, “hanno a che fare con la stratificazione del tempo, l’aggiungere e il togliere. La cartolina è quella dell’invito e le sue dimensioni di cm 10,5×15 corrispondono alla milleottocentonovacinquesima parte della superficie di Base. Un passo è il parallelepipedo lungo di 68 centimetri, la lunghezza media di un mio passo, largo e alto dieci centimetri. È realizzato, contrariamente a tutte le mie sculture che si basano sulla misurazione, non con un materiale resistente come il bronzo, bensì con il fango di marmo che viene prodotto nella lavorazione del taglio del marmo. Su una delle due estremità della faccia superiore è incisa la cifra X 71.806 corrispondente ai passi in meno che ho fatto nel marzo del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Condizione dovuta alla quarantena causata dalla pandemia mondiale e per questo porta il titolo di “Passi persi (marzo 2020)”…

Stefano Arienti & Eva Marisaldi
Dove: Galleria Massimo Minini, Brescia
Quando: 19 settembre 2020 – 19 ottobre 2020
Mostra doppia personale.

Umit Turgay Durgun. Self-Control
Dove: Chiesa della Madonna del Carmine, Seravezza
Quando: 19 settembre 2020 – 19 ottobre 2020
Dal 19 settembre 2020 nell’Oratorio della Madonna del Carmine a Seravezza l’opera “Self-Control” dell’artista turco Umit Turgay Durgun
Architetture barocche e arte contemporanea a Seravezza. Le architetture sono quelle dell’antico Oratorio della Madonna del Carmine, luogo di grande fascino nel centro cittadino, visitabile solo in speciali occasioni. L’arte è quella di Umit Turgay Durgun, talentuoso scultore e graffitaro turco da alcuni anni attivo in Versilia. Self-Control è il titolo dell’opera che l’artista presenta a partire da questo fine settimana all’interno della piccola chiesa.
L’inaugurazione è fissata per sabato 19 settembre alle ore 18. L’Oratorio si trova in via Gino Lombardi, dirimpetto alla salita che conduce al Municipio.
Self-Control è un’imponente scultura alta sei metri, realizzata in legno di betulla e acciaio con la quale Umit Turgay Durgun esprime il proprio interesse per la teoria dell’evoluzione, per le radici comuni di tutte le creature viventi e il loro legame fatto di molecole che continuano a viaggiare e trasformarsi, in stretta dipendenza le une con le altre.
“Tutti gli organismi, dai semi delle piante agli esseri umani, si sono evoluti raggiungendo nel tempo uno stato di autocontrollo (self-control) per potersi adattare all’ambiente e coesistere”, spiega l’artista.
La mostra è patrocinata dal Comune di Seravezza, dalla Fondazione Terre Medicee e dalla Fondazione Arkad. Umit Turgay Durgun realizza le sue opere presso lo Studio Artco di Seravezza diretto dagli artisti Nicolas Bertoux e Cynthia Sah…

Luigi Bocca
Dove: Castello Sforzesco – Museo Internazionale della Calzatura, Vigevano
Quando: 19 settembre 2020 – 18 ottobre 2020
L’Associazione culturale Officina delle Idee organizza una piccola ma significativa esposizione retrospettiva delle opere del pittore vigevanese Luigi Bocca (1872-1930), all’interno della Sala 10 della Pinacoteca Civica “Casimiro Ottone” di Vigevano.
La mostra, che ha il patrocinio del Comune di Vigevano e il sostegno dell’Associazione Amici di Palazzo Crespi, si terrà da sabato 19 settembre a domenica 18 ottobre 2020 e cade al novantesimo anniversario della morte; l’esposizione intitolata Ritratti di famiglia vuole infatti porre l’accento sulla stretta correlazione che legò Luigi Bocca alla sua cerchia familiare, non solo in termini affettivi ma anche in qualità di soggetti prediletti per alcune delle sue opere maggiori.
Lo scopo della mostra, composta principalmente da opere inedite e provenienti da collezioni private, è quella di mostrare il percorso artistico che si snoda tra opere ritrattistiche o di figura, ma avrà anche un’appendice dedicata anche a nature morte, paesaggi e alcuni bozzetti e opere preparatorie che documentano i lavori decorativi al Santuario della Madonna di Pompei a Vigevano. Questa sarà inoltre l’occasione per presentare il libro monografico su Luigi Bocca che arricchisce la serie di monografie dedicate ai pittori vigevani e sarà possibile prenotare la propria copia numerata a tiratura limitata…

Neue Stimmung. Sopravvivenze metafisiche nella pittura italiana contemporanea
Dove: Casati Arte Contemporanea, Torino
Quando: 19 settembre 2020 – 16 ottobre 2020
CASATI Arte Contemporanea è lieta di presentare la mostra collettiva NEUE STIMMUNG – Sopravvivenze metafisiche nella pittura italiana contemporanea a cura di Ivan Quaroni.
Dal 19 settembre al 16 ottobre 2020 la sede torinese della galleria ospiterà il lavoro di sette artisti italiani: Nicola Caredda (Cagliari, 1981), Paolo De Biasi (Feltre, 1966), Ilaria Del Monte (Taranto,1985), Olinsky (Slavateck – SLAVONIA, 1886), Ciro Palumbo (Zurigo, 1965), Paolo Pibi (Oristano, 1987) e Giuseppe Veneziano (Mazzarino, 1971).
La mostra Neue Stimmung intende dimostrare, a oltre un secolo dalla creazione dei primi dipinti metafisici, come l’eredità della Stimmung dechirichiana in alcune frange della pittura italiana contemporanea sia sopravvissuta all’avvento della postmodernità, alle teorie di Walter Benjamin sulla perdita dell’aura dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica e a quelle di Jean Baudrillaud sulla sparizione dell’arte…

Tommaso Martines. I luoghi della mia mente
Dove: Pallavicini 22 Art Gallery, Ravenna
Quando: 19 settembre 2020 – 4 ottobre 2020
“I luoghi della mia mente“ è la mostra personale dell’artista Tommaso Martines, a cura di Vincenzo Cignarale. La mostra indaga lo sguardo interpretativo di Tommaso Martines, teso alla descrizione pittorica dell’esistente attraverso una poetica che fa della luce il suo elemento essenziale.
Attraverso le sue opere Tommaso Martines cerca di catturare la luce per rintracciare l’eternità nell’attimo del bagliore. Per Martines la ricerca artistica è ricerca della vita per la vita. La sua pittura riflette, attraverso il segno veloce e impetuoso, l’inquietudine del suo pensiero.
Nella sua pratica artistica si alternano momenti irrequieti ad altri più meditativi dove le cromie assumono movenze morbide che generano immagini dalla forte carica espressiva. Nell’espressività delle forme, nella narrazione emotiva e nel gesto che oltrepassa il supporto pittorico si intravede la sua spinta dinamica verso l’infinito.
Tommaso Martines realizza le sue opere attraverso lo studio della cultura umanistica e, in particolare, accoglie molte suggestioni dalla storia dell’arte, dal cinema e dalla musica…

L’arte appesa a un filo
Dove: Galleria d’arte La Fonderia, Firenze
Quando: 19 settembre 2020 – 3 ottobre 2020
Effimera e accessoria, puramente estetica, futile e dai concetti complessi è così che molti intendono l’arte soprattutto in questo clima di incertezze e instabilità, in un momento in cui, ciò che conta davvero, sono le cose essenziali della vita. Così il periodo che stiamo vivendo spazza via e allontana ciò che invece sa darci stimoli, sa stupirci con la creatività e sa donarci benessere tramite il pensiero che trasmette.
È con questa mostra collettiva che verrà inaugurata alla presenza di Cecilia Del Re Assessora del Comune di Firenze al Turismo, Fiere e congressi, Innovazione tecnologica, Urbanistica, Ambiente, Agricoltura urbana, Sistemi informativi, che la giovane Galleria La Fonderia capitanata dallo storico Niccolò Mannini non vuole naufragare e arrendersi davanti al periodo di crisi proponendo una riflessione sull’arte, sul mercato dell’arte nazionale e internazionale che, come altri settori, vivono in questo momento una profonda crisi economica.
“L’arte è anche conforto e dove si fa fatica a vedere il sole un’opera può farlo nascere, cambiando l’umore e il clima di una casa”. Questo il motto della giovane galleria che continua a lavorare per portare l’arte e gli artisti alla conoscenza di tutti…

Elia Inderle. Louisiana
Dove: Galleria Studio C, Piacenza
Quando: 19 settembre 2020 – 1 ottobre 2020
Alla Galleria d’arte contemporanea “STUDIO C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 19 settembre, alle ore 18, la mostra personale di Elia Inderle dal titolo “Louisiana”. Ritorna dunque a Piacenza, Elia Inderle, e vi ritorna con una nuova mostra e un nuovo ciclo pittorico dal titolo suggestivo che rimanda agli Stati Uniti d’America, alla città della musica e del jazz. Il motivo di questa scelta e di questo titolo è lui stesso che ce lo spiega nelle sentite e bellissime righe che seguono: “per parlare dei quadri che esporremo nella prossima mostra, dal titolo Louisiana, non posso non parlare della città che me li ha suggeriti, che è la città di New Orleans. Anche se non è la capitale dello stato, comunque è il riferimento per gli artisti, soprattutto i musicisti, da molti anni. Durante la programmazione del mio viaggio negli Stati Uniti lo scorso anno, ho diviso i giorni in due percorsi. Il primo potremmo chiamarlo “celebrativo”, un omaggio allo scrittore Jack Kerouac con tutti gli incontri che ho avuto la fortuna di fare nella prima settimana nel nord degli Stati Uniti. Il secondo invece puramente artistico…

Sabino Galante – Anna Maria Maciechowska – Fulvio Rinaldi
Dove: Galleria Wikiarte, Bologna
Quando: 19 settembre 2020 – 1 ottobre 2020
La biologia è quella branca delle scienze che studia le basi della vita, i meccanismi, le interazioni e gli equilibri che la permettono, nel mondo animale e vegetale. L’arte è quella branca dei linguaggi umani in grado di esprimere le basi di ogni attività umana, i meccanismi, le interazioni e gli equilibri che la permettono, nel mondo animale e vegetale. Arte e Biologia emergono, dunque, essere due punti di vista dello stesso processo vitale che attiva ogni esistenza organica (e non). Anna Maria Maciechowska intuisce questa linea diretta tra scienza e creatività e la amalgama in un prodotto unico attraverso estratti, frammenti, finestre sul processo omeostatico che regola ogni corpo. Polpe di colori, schegge di materie, strappi di tessuti sono osservati e registrati sotto la luce focale e netta dello strumento scientifico. Si tratta di un procedimento microchirurgico della fauna cellulare che grazie al filtro estetizzante ottiene l’immagine di quei stati psicofisici momentanei di reazione a percezioni o stimoli che turbano l’omeostasi definiti emozioni. La pittura tanto empirica quanto astratta di Maciechowska dimostra oggettivamente e inequivocabilmente l’eguaglianza tra scienza e arte, tra sentimento e ragione, tra essere e esistere…

Jisbar
Dove: Sist’Art Gallery, Venezia
Quando: 19 settembre 2020 – 20 settembre 2020
Questo fine settimana, sabato e domenica 18 e 19 settembre, la Galleria Sist’Art di Venezia presenta una selezione delle opere più recenti dell’artista di street art francese Jisbar in un luogo sconosciuto e segreto in Piazza San Marco – una ex cappella dimenticata, chiusa al pubblico. La mostra comprenderà opere in plexiglas retroilluminato che getteranno luce sulle le magnifiche decorazioni in stile Art Nouveau e sui soffitti a cassettoni della cappella, opere in cui le dimensioni Pop e Sacre sono ribaltate.
Jisbar (nato nel 1989, vive e lavora a Parigi e ad Amsterdam) è oggi una delle figure più importanti della sua generazione. Il suo lavoro, che è una sintesi tra Pop Art e Street Art, rivisita, riformula e reinterpreta immagini iconiche immediatamente riconoscibili, tratte dalla storia dell’arte o dalla religione (Vergine Maria, Monna Lisa, Frida Kahlo) o dalla società dei consumi contemporanea (Karl Lagerfeld, Freddie Mercury). Nelle sue opere, i codici della rappresentazione subiscono una radicale inversione di tendenza, per cui “il marchio diventa sacro, il sacro diventa pop”: La Vergine Maria porta una borsa Birkin di Hermes, Il Cristo cammina sulle ninfee di Monet indossando una cintura Vuitton… Mescolando realtà e finzione, le sue opere sono il frutto di una riflessione sulle immagini iconiche che dettano i nostri universi. Jisbar non esita a inscrivere il suo lavoro nella tradizione di alcuni classici dell’arte moderna, da Picasso a Dalí, “rielaborandoli” attraverso una moltitudine di dettagli e ingiunzioni che nutrono un senso di urgenza. La sua riflessione sulla natura dell’immagine lo ha portato così a collaborare con importanti marchi – JM Weston, Giorgio Armani, Sofitel, G-Shock, L’Oréal, Belvedere, BMW – oltre che con celebrità del mondo dello spettacolo e del rap – DJ Snake, Cardi B, Comitato Miss Europa, ecc..

Adi Haxhiaj. La pietra nera
Quando: 19 settembre 2020 – 20 settembre 2020
Adi Haxhiaj nasce a Tirana nel 1989. Nel 2016 si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive e lavora a Milano. I lavori di Adi Haxhiaj sono la residuale rievocazione di un trauma fisico infantile vissuto, risolto con una caduta che ha prodotto una ferita. Ferita che trova continuità nella ripetizione teorica e nelle forme di rappresentazione per mezzo di materia e materiali di cui si appropria. Tele o oggetti di vario genere e natura, in cui l’artista si imbatte, in quel nesso di casualità tra il destino (dell’incontro) e la volontà (della scelta). Nessuna ossessione particolare accompagna quella ricerca, che assume la funzione più di un riconoscimento con gli oggetti, come effetto di interferenze visive che instaurano un dialogo con la pittura. Una pittura che si incrosta e riproduce le lesioni di quel trauma, aprendo varchi in cui il pigmento si deposita corposo sulla superficie come una corazza. Ma che lascia altresì scoperti ampi spazi di vuoto. C’è sempre una porzione che resta esclusa dall’intervento dell’artista. Una sezione che si appresta a preservare la sua anatomia originale, come conseguenza di una processualità analitica ma intrisa di una libertà espressiva, lontano da regole e dogmi, che lascia margine alla casualità e alla condizione di sorpresa generata da un’ignota direzione che l’opera prenderà. Adi Haxhiaj usa “la carezza del pennello” carico e denso di colore, generando un organismo che respira, un microcosmo di tracce, rovine e ritrovamenti. L’immagine finale che ne emerge, l’opera che si consolida nel procedere lento dell’artista, non è più qualcosa di riconoscibile con gli elementi della nostra realtà. Tuttavia diventa parte di un vocabolario estetico, di stratificazioni di storie e di luoghi. Segni organici che formano un linguaggio costituito da livelli semantici molteplici che agiscono sulla percezione sensoriale, sulla capacità di informazione e di conoscenza di qualcosa che è dato come un fatto artistico e per questo ascrivibile alla dimensione culturale. L’artista rimane tra l’opera e lo spazio e si fa spettatore di sopravvivenze antropologiche, solidificate nella consistenza materica. Intrise di memorie e restituite alla memoria. (Elena Solito)…

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