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Calendario Mostre [351] – 21/09/2020

Out-of-blog Barbara Picci

Cosa troverete: William Kentridge @ Chiesa di San Domenico, Alba; Diego Ibarra Sánchez @ Torre Viscontea, Lecco; Daniele Galliano @ Metroquadro, Torino; Greta Penacca @ Casa Sironi, Tortona; Henri Chopin @ Quartz Studio, Torino; Sandra Tomboloni @ Galleria Vannucci, Pistoia; Oli Bonzanigo @ Oggetti Specifici, Torino; Alfredo Rapetti Mogol @ Babs Art Gallery, Milano; Amedeo Nazzari @ Casa del Cinema, Roma; Giuliana Caporali @ Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Anticoli Corrado; Leopoldo Serra @ Museo del Risorgimento, Bologna; Barbara Fragogna ed Elena Tortia @ Galleria Moitre, Torino; “Cinquantatre chilometri di filo” @ Palazzo Barolo, Torino; “A Word that Troubles” @ Temple University, Roma; “Brodo” @ Mucho Mas! Artist-run space, Torino; “Mode nel mondo” @ Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, Parma; “Citèra” @ Société Interludio, Torino; “perAspera Festival 2020” @ Sedi Varie, Bologna

Mode nel mondo
Dove: Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, Parma
Quando: 20 settembre 2020 – 31 dicembre 2020
Con la fine dell’estate il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020+21, è pronto per presentare un nuovo allestimento della mostra temporanea in corso “Mode nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli. Dal kimono al burqa”. Un vero e proprio atlante dell’abbigliamento che si dispiega lungo il moderno e ampio percorso museale. Da domenica 20 settembre a giovedì 31 dicembre 2020 i visitatori potranno apprezzare nuovi pezzi della collezione museale che andranno ad arricchire l’esposizione sull’abbigliamento e gli accessori dei vari continenti in cui hanno operato i missionari Saveriani. “Il nostro viaggio nel mondo grazie all’abbigliamento e agli accessori dei popoli extraeuropei – sottolinea Chiara Allegri, vice direttore del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico -, prosegue coinvolgendo nuovi pezzi della collezione del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico. Si tratta sia di pezzi, dono dei popoli ai Missionari Saveriani, sia di abbigliamento locale usato proprio dai missionari per avvicinare le popolazioni locali. Come indicava San Guido Maria Conforti, fondatore dei missionari Saveriani e precursore delle missioni in Cina ‘occorre farsi cinesi con i cinesi’. Per questo il nostro museo custodisce e conserva abbigliamento da tutte le terre in cui i missionari hanno operato nei vari continenti”…

Citèra
Dove: Société Interludio, Torino
Quando: 21 settembre 2020 – 30 dicembre 2020
Lo spazio per l’arte contemporanea Société Interludio è lieto di inaugurare la mostra collettiva Cìtèra, con la partecipazione degli artisti Giovanni Chiamenti (Verona, 1992), Nicola Melinelli (Perugia, 1988) ed Enrico Tealdi (Cuneo, 1976), con un testo critico di Simona Squadrito.
Inizialmente programmata per marzo 2020, la mostra aprirà da lunedì 21 a domenica 27 settembre dalle ore 15.00 alle ore 19.00 in Piazza Vittorio Veneto 14, Torino e sarà visitabile dal 28 settembre al 30 dicembre 2020, su appuntamento.
Al momento non è dato ancora sapere se e come a fine settembre le norme e i protocolli di sicurezza anti-Covid-19 (incluso il numero di visitatori contingentato) influiranno sulle visite in galleria. Si consiglia dunque di prenotare l’orario di visita per poter garantire il massimo della sicurezza…

William Kentridge, Respirare
Dove: Chiesa di San Domenico, Alba
Quando: 20 settembre 2020 – 8 dicembre 2020
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione CRC presentano la mostra William Kentridge, Respirare a cura di Carolyn Christov-Bakargiev coadiuvata da Giulia Colletti, Assistente Curatore. Allestita presso la Chiesa di San Domenico ad Alba, la mostra è parte del progetto di collaborazione volto a promuovere nel territorio cuneese la conoscenza dei lavori artistici presentati dal Museo e offrire così al pubblico l’opportunità di ammirare opere come Breathe (Respira, 2008) e Shadow Procession (La processione delle ombre, 1999) di William Kentridge (Johannesburg, 1955), tra i più noti artisti internazionali.
L’esposizione costituisce inoltre l’esordio del progetto espositivo biennale Espressioni che indaga le forme espressioniste d’arte e le sue ricorrenti fratture estetiche che a livello culturale spesso accompagnano momenti di grande innovazione scientifico-tecnologica e le crisi legate a queste rivoluzioni.
In una contemporaneità in cui l’istinto di respirare è fisiologicamente anelato da pazienti affetti da un virus globale, sistematicamente negato a diverse minoranze ancora soffocate da segregazione e abusi ed ecologicamente compromesso da asfissianti politiche deforestanti, William Kentridge, Respirare ci invita a non trattenere più il fiato. La mostra è una vorticosa danza sinestetica in cui luce e suono, ombra e silenzio si compenetrano. Le opere video si aggregano e disgregano in strutture molecolari, in un impulso a distruggersi per poi ri-materializzarsi…

Leopoldo Serra, un protagonista del Risorgimento tra Roma e Torino
Dove: Museo del Risorgimento, Bologna
Quando: 20 settembre 2020 – 21 novembre 2020
Il bolognese Leopoldo Serra fu il primo ufficiale italiano ad entrare in Roma il 20 settembre 1870. La mostra, realizzata nel 150° anniversario della presa di Roma, ripercorre le tappe della sua vita avventurosa nella quale si riflettono gli eventi cruciali, le questioni fondamentali, i personaggi, i miti, i valori e le idealità della carducciana “Terza Italia”: dalle Guerre di Indipendenza al brigantaggio, dalla questione romana alla questione sociale, dalla “poesia” del Risorgimento alla “prosa” dei decenni postunitari. Sono inoltre esposti i cimeli di Serra e dei suoi compagni d’arme conservati nel Museo del Risorgimento e normalmente non accessibili al pubblico.
L’esposizione è completata da una documentazione – custodita nella biblioteca del museo – sul “20 settembre”, la cui celebrazione costituì per decenni motivo di polemiche e frizioni tra la Chiesa e il nuovo Stato Italiano. Grazie a codici QR presenti nelle vetrine, è infine possibile accedere al portale http://www.storiaememoriadibologna.it, con notizie e approfondimenti relativi agli oggetti esposti…

Brodo
Dove: Mucho Mas! Artist-run space, Torino
Quando: 21 settembre 2020 – 21 novembre 2020
Nell’ambito dell’edizione numero zero di exhibi.to, lunedì 21 settembre alle ore 18:30 inaugurerà la mostra collettiva Brodo. Questo primo evento, dopo i mesi di chiusura forzata, racchiude le nuove sperimentazioni degli artisti con i quali Mucho Mas! ha la fortuna di collaborare a stretto contatto, fin dalla sua nascita. Brodo presenta i lavori di Luca Baioni, Achille Filipponi, Stefano Maccarelli, Silvia Mangosio, Caterina Morigi, Luca Vianello…

Alfredo Rapetti Mogol. Ios on oio
Dove: Babs Art Gallery, Milano
Quando: 21 settembre 2020 – 20 novembre 2020
Alfredo Rapetti Mogol presenta la sua inedita collezione di gioielli d’artista creata in esclusiva per BABS, insieme ad alcune sue opere pittoriche a far da cornice. Anche nel gioiello la parola, liberata dalla gravità della sua primitiva funzione, è al centro della sua ricerca artistica.
A partire dal 21 settembre BABS ospiterà nei suoi spazi milanesi la personale del pittore e paroliere Alfredo Rapetti Mogol “Ios on oio”, dove sarà presentata la nuova collezione di gioielli firmata in esclusiva dall’artista per la galleria, insieme alle sue ultime composizioni pittoriche a far da cornice. Nelle giornate di lunedì 21, martedì 22 e mercoledì 30 sarà possibile prenotarsi per partecipare ad un aperitivo in presenza dell’artista, per approfondire con lui il suo nuovo progetto godendo di un piccolo rinfresco…

Sandra Tomboloni. La fragilità degli ospiti
Dove: Galleria Vannucci, Pistoia
Quando: 20 settembre 2020 – 15 novembre 2020
La fragilità degli ospiti. L’antispecismo come forma di sostanza e vita è la mostra che raccoglie una serie di nuovi lavori di Sandra Tomboloni (Pelago,1961), tra gli artisti più radicali e interessanti della sua generazione. La mostra a cura di Serena Becagli è visibile negli spazi della Galleria Vannucci di Pistoia dal 20 settembre al 15 novembre.
Già nel titolo Sandra Tomboloni inserisce una delle parole chiave della sua poetica, la fragilità. In un mondo in cui la parola d’ordine è forza, l’artista mette per prima la fragilità, la debolezza. Nella vita dimostrare debolezza è quasi un tabù ma Sandra Tomboloni è un’outsider anche in questo, come ha sempre dimostrato nel suo lavoro, coerente con le sue idee e il suo mondo.
L’aver utilizzato già dagli esordi un materiale come il pongo ha rischiato di far etichettare il suo lavoro come qualcosa legato al mondo infantile, ma forse è quel materiale che più di tutti incarna l’idea di precarietà, di qualcosa in continuo divenire e al quale torna sempre, nonostante l’uso e la sperimentazione di altri materiali come la ceramica, la stoffa, la cera e persino, come in alcune ultimissime opere il bronzo, accanto, come sempre, al disegno.
I temi che tratta l’artista fiorentina sono in realtà attuali e drammatici come la diversità, l’accoglienza, la casa, lo scarto, il rispetto per l’ambiente, lo stare insieme.
Tutti siamo alla ricerca di un posto, un posto dove stare, ma il posto c’è per tutti. E Sandra Tomboloni il posto speciale lo lascia sempre a disposizione degli ultimi, degli scartati che in questo caso sono gli animali, da sempre sfruttati dall’uomo…

Giuliana Caporali e la Scuola romana. Il tempo sospeso
Dove: Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Anticoli Corrado
Quando: 20 settembre 2020 – 15 novembre 2020
«…a quella Quadriennale notai un quadro di Giuliana Caporali, giovanissima, credo allora sui quindici anni, e ricordo i consensi unanimi che la sua pittura ebbe da tutti noi. Come pittore, mi sento attratto dalla misura e dal rigore di questi paesaggi urbani dipinti con nitidezza, dove la geometria delle case è pretesto di armonie pittoriche; di quella geometria su cui posa tutto il creato».
Questo commento di Eliano Fantuzzi del 1955 sul lavoro di Giuliana Caporali racconta con efficacia l’esordio dell’artista, avvenuto in un momento cruciale della storia dell’arte italiana. E di questa artista, di quel tempo e degli esiti che ebbe nella sua carriera si vuole dar conto nella mostra che si presenta al Civico Museo di Arte moderna e contemporanea di Anticoli Corrado, un anno dopo la monografica dedicata a Emanuele Cavalli.
La preziosa collezione del museo, fondato negli anni ’30 da alcune delle più importanti personalità dell’arte italiana, si rivela contesto ideale per la ricerca di una continuità tra i temi della “Scuola romana” e la ricerca della pittrice.
Nata nel 1932 a Roma, grazie al padre – il pianista Rodolfo Caporali, egli stesso amante dell’arte e collezionista – poté entrare in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura del Novecento…

Barbara Fragogna / Elena Tortia
Dove: Galleria Moitre, Torino
Quando: 21 settembre 2020 – 14 novembre 2020
Avevo riportato uno scritto e lo reputavo calzante. Convinto, me ne ero distaccato, facendo attenzione all’impaginazione preoccupandomi in seguito sul dove diffonderlo e le varie pratiche che rendono abitudinario il campo dell’arte. Non mi ero accorto di aver omesso uno dei temi principe dell’anno in corso: la scomodità. Eh sì che c’è ne sarebbe da trarne un trattato tra impacci sanitari, professionali, sociali, civili. Eppure la creatività, in certi casi, la sperimenta da prima e lo fa nelle diverse inclinazioni che rendono l’artista un picaresco soggetto. Barbara Fragogna per esempio si è trasferita di recente a Padova ed il suo studio (che avevo la fortuna di poter frequentare a pochi passi da casa) era un groviglio amazzonico di colori e di certe opere impilate si immaginava la complessità nel trasporto. Poco prima di partire ci accordammo per riporne una parte in galleria ed io, senza averle mai vedute, me le sono ritrovate. È stato deciso, da una figura sacrale senza dubbio (o dalla saggezza di Barbara?), che le reputassi una scoperta e che fosse giusto renderle pubbliche perché di vita espositiva ne avevano fatta ben poca, se non proprio nessuna. Ed era obiettivamente scandaloso…

Daniele Galliano. Una Pazza Felicità
Dove: Metroquadro, Torino
Quando: 20 settembre 2020 – 14 novembre 2020
All’interno di EXHIBI.TO (34 gallerie, una settimana di esposizioni a Torino, 21 – 28 settembre 2020), Metroquadro presenta la personale dei nuovi lavori di Daniele Galliano, intitolata come la sua ultima serie pittorica ‘Una Pazza Felicità’.
La pittura fotografica di Daniele Galliano ne “Una pazza felicità” continua a sondare ed esplorare la folla, la sfera collettiva di un rito, il piacere di abbandonarsi ed immergersi nella natura. I protagonisti si muovono e fluttuano nel blu del mare o si lasciano lambire dalle cascate fumanti, raccolti in piccoli gruppi o isolati. Ritratti rubati al privato, paesaggi, scorci da album fotografici che sembrano ispirarsi alla memoria di ciascuno di noi. Nella personale di Daniele Galliano alla galleria metroquadro vengono presentate opere della sua recente produzione assieme alle ultime due serie pittoriche, ‘Una Pazza Felicità’ e ‘Let’s Go’, prodotte nel 2019 ed esposte in anteprima nelle fiere di ArtMiami e Artefiera Bologna, riprendendo così il progetto con la galleria previsto per il 2019, interrotto dall’emergenza sanitaria. Daniele Galliano è nato a Pinerolo, Torino, nel 1961. Autodidatta, ha iniziato a esporre a Torino, dove vive e lavora, guadagnando rapidamente nei primi anni ‘90 una posizione di rilievo nel panorama pittorico italiano…

Henri Chopin. Body Sound Space
Dove: Quartz Studio, Torino
Quando: 21 settembre 2020 – 24 ottobre 2020
On Monday, September 21, 2020, at 19:00 pm, Quartz Studio is pleased to present Body Sound Space, the first solo show in Turin by the French artist Henri Chopin (Paris, France, 1922 – Norfolk, UK, 2008), curated by Eva Brioschi. The exhibition strives to give an account of the many paths that this multi-faceted, shaman-like artist took in order to cross the boundaries between the three elements in the title.
Body. This is Chopin’s medium to create his works of sound poetry. The throat, the tongue, the lips, the vocal cords, and the ribcage vibrate, move, and interact with the air. They click and quiver in an exercise about recovering the primitive, ancestral properties of language, emerging free and powerful from the artist’s stomach through his oral cavity.
Sound. The sound particles made through these exercises are the ground zero of vocabulary, syntax, grammar. The word becomes pure creative vital energy, without meaning.
Space. In the space, the body releases the creative urge. His tape recorder experiments, in which he recorded primordial sounds on tapes, then superimposed, cut out, and stuck together, were followed by sculptural works in which he recovers fragments of these tapes, which he terms “sensitive” (as imbued with energy, sound, and life) and mixes them with newspaper clippings, found objects, and marks to create collages and totemic sculptures…

Oli Bonzanigo. Forme di Polveres
Dove: Oggetti Specifici, Torino
Quando: 21 settembre 2020 – 21 ottobre 2020
The Gallery of Art, Temple University Rome, is pleased to present the exhibition A Word that Troubles, curated by Gaia Bobò. The show features the works of Alessia Armeni, Edoardo Aruta, Emanuele Becheri, Francesco Carone, Alessandra Draghi, Filipe Lippe, Agnieszka Mastalerz and Benyamin Zolfaghari, and poses a dialogue between Italian and international artists from different generations.

A Word that Troubles
Dove: Temple University, Roma
Quando: 21 settembre 2020 – 21 ottobre 2020
The Gallery of Art, Temple University Rome, is pleased to present the exhibition A Word that Troubles, curated by Gaia Bobò. The show features the works of Alessia Armeni, Edoardo Aruta, Emanuele Becheri, Francesco Carone, Alessandra Draghi, Filipe Lippe, Agnieszka Mastalerz and Benyamin Zolfaghari, and poses a dialogue between Italian and international artists from different generations.
The exhibition proposes to investigate the interaction between the verbal and the visual in the context of contemporary artistic production, focusing on the capacity of the word to complicate the image: to enter into the image, thus expanding its limitations, possibilities and contradictions, and demonstrating its ability to open new ways of seeing…

Amedeo Nazzari: ritratto d’attore
Dove: Casa del Cinema, Roma
Quando: 21 settembre 2020 – 18 ottobre 2020
L’Associazione Teatroantico è lieta di presentare alla Casa del Cinema di Roma la Mostra su uno dei più grandi attori del nostro cinema: AMEDEO NAZZARI
Curata da Giulio D’Ascenzo e Elisabetta Centore la mostra ripercorre la carriera del primo e unico divo che il nostro Cinema abbia mai avuto. Dopo una partenza come attore di prosa il giovane Amedeo approda al cinema nel 1935 affiancando Elsa Merlini in “Ginevra degli Almieri”, l’anno dopo la neo sposa di Goffredo Alessandrini, Anna Magnani, convince il marito ad affidare a Nazzari il ruolo principale nel film “Cavalleria”; è l’inizio di una strepitosa carriera che conterà ben 112 film. Sono gli anni del cinema di regime e Amedeo Nazzari porterà sullo schermo gli ideali di coraggio, onestà e generosità. Sarà il partner ideale per tante attrici dell’epoca, ricordiamo Elsa Merlini, Elisa Cegani, Clara Calamai, Luisa Ferida, Assia Noris, Alida Valli e soprattutto Lilia Silvi, con cui girerà alcune commedie campioni d’incasso. Sempre con Alessandrini gira “Luciano Serra pilota”, su soggetto di Vittorio Mussolini, con Alessandro Blasetti gira invece il film capolavoro “La cena delle beffe”…

Cinquantatre chilometri di filo
Dove: Palazzo Barolo, Torino
Quando: 20 settembre 2020 – 18 ottobre 2020
un progetto sulla relazione e sull’identità che prende spunto dalla fototessera intesa come oggetto dove il ritratto è ridotto a forma essenziale, immagine di un volto al fine del riconoscimento e attestazione di una condizione sociale. Ma dall’oggettivazione, dal generale e indefinito si passa allo specifico, a persone a cui Silvia Beccaria è legata, e alla loro esistenza, che come la trama che il filo compone, diventa storia da ascoltare e da vivere.
L’unicità di un filo è l’unicità di ognuno che, nell’intrecciarsi e comporsi con altri fili, forma il tessuto del suo divenire, della sua storia, della propria identità. La diversità diventa ricchezza, occasione di crescita e incontro, producendo scambi, relazioni e conoscenze. Il “tessere relazioni” con alcuni colleghi artisti, ha prodotto un’installazione a più mani, una “fusione” artistica in cui le varie espressioni, dalla fiber art, alla fotografia, al disegno si integrano tra di loro. Un’idea ambiziosa che ha permesso la libera espressione nella relazione con l’altro, nella capacità di accogliere il diverso da sé e nel tradurre l’unicità di ciascuno in un valore per tutti. Trame invisibili e chilometri di filo ininterrotti ci legano gli uni con gli altri. Il filo unisce sia matericamente che metaforicamente e costruisce dei contenitori che svelano, raccolgono momenti di vita preziosi, avvolgono, riscaldano, custodiscono legami intimi e famigliari, identità e individualità diverse. Maura Banfo, Giulia Caira, Jessica Carroll, Miriam Colognesi, Claudio Cravero, Paolo Leonardo, Ornella Rovera e Roberta Toscano hanno dato un loro libera interpretazione al progetto, come la paziente tessitura di un unico filo che ciascuno ha cercato dentro di sé.
Mostra ospite del PARI, Polo delle Arti Relazionali e Irregolari / Rassegna Singolare e Plurale, un progetto di Città di Torino e Opera Barolo, a cura di Artenne e Forme in bilico in collaborazione con ASL Città di Torino, Cooperative sociali P.G. Frassati e Chronos, Associazioni Arteco, Fermata d’autobus Onlus e Volo 2006…

Diego Ibarra Sánchez. Hijacked Education
Dove: Torre Viscontea, Lecco
Quando: 20 settembre 2020 – 4 ottobre 2020
Ci sono scuole distrutte e abbandonate, altari privi di forma dell’apprendimento andato perduto. Ci sono insegnanti e studenti in esilio. E ancora bambini-soldato, libri bruciati, classi deserte, banchi impilati, accatastati, occultati dall’abisso dell’ignoranza. È un’istruzione perduta e violentata; è il futuro rubato.
Dal 20 settembre al 4 ottobre 2020 le sale della Torre Viscontea di Lecco accolgono la mostra fotografica “Hijacked Education”, progetto realizzato dal documentarista e filmmaker spagnolo e residente in Libano Diego Ibarra Sánchez e che racconta come guerra, estremismo, intolleranza e paura stiano spazzando via il futuro di un’intera generazione di migliaia di bambini in paesi come Pakistan, Afghanistan, Iraq, Ucraina, Siria, Libano, Colombia e Nigeria.
Un’esposizione giunta per la prima volta in Italia e inserita nel cartellone della ventitreesima edizione di “Immagimondo”, festival di viaggi, luoghi e culture organizzato da Les Cultures Onlus e in programma sul territorio lecchese dal 19 settembre al 3 ottobre 2020. Promossa in collaborazione con il Sistema museale urbano lecchese e l’International Month of Photojournalism di Padova, la mostra è il risultato di un lavoro partito nel 2009 dal Pakistan e durato anni: un reportage che si propone, oggi, come una riflessione su quanto violenza e terrore siano solo la punta di un iceberg che segnerà indelebilmente il futuro dei più giovani…

Greta Penacca. La Casa del Sogno
Dove: Casa Sironi, Tortona
Quando: 20 settembre 2020 – 4 ottobre 2020
È una piccola casa e si collega al concetto junghiano della casa onirica, è simbolica, è surreale, come surreale è il momento che stiamo vivendo, commento al mondo della sua ideatrice. Fa parte di un suo ciclo di lavori narrativi in cui l’arte si lega all’antropologia all’incontro con l’altro.
È un sogno (si collega al concetto junghiano della casa onirica), è simbolica, è surreale, ma, siccome surreale è il momento che stiamo vivendo, è anche il commento al mondo della sua ideatrice. Fa parte di un suo ciclo di lavori narrativi in cui – come spiega lei stessa – l’arte si lega all’antropologia, documentando le vicende di persone da lei intervistate, mettendole in relazione con la propria dimensione personale. È un ciclo in divenire dal titolo palindromo di Avitanellavallenativa: dalla valle nativa si parte e lì si ritorna dopo aver compiuto il proprio itinerario di formazione. Il sogno, da cui la casa prende origine, è reale, è stata un’amica a raccontarlo a Greta durante il lockdown. È ambientato nel giardino di un condominio ed è segnato dalla sensazione di difficoltà di movimento e di paura nel trovarsi in un luogo chiuso.
La Casa del sogno è anche la casa delle contraddizioni. Interno ed esterno sembrano sia dialogare che opporsi. Lo spazio prescelto, grazie alla lungimiranza di Gianni Respighi e Claudio Ponte, è il fascinoso cortiletto di Casa Sironi a Tortona, dove nel secolo scorso erano già state organizzate delle mostre. Lì, con un telone impermeabile che fa da soffitto, sarà possibile ammirare la Casa del sogno. Sarà collocata in mezzo alle piante, che a loro volta sono circondate da un muro (aperto/chiuso); all’aperto, ma con una sorta di soffitto che la separa dal cielo e dalle intemperie…

perAspera Festival 2020
Dove: Sedi Varie, Bologna
Quando: 20 settembre 2020 – 27 settembre 2020
Dal 20 al 27 settembre 2020 a Bologna e in Città Metropolitana si apre la nuova edizione del Festival di arti interdisciplinari contemporanee perAspera, con il suo intreccio di linguaggi artistici in progetti costruiti e pensati in relazione con i contesti e le persone che li abitano e attraversano. In parchi, colline, luoghi storici, tetti, strade, corti di teatri e di case popolari, mercati, spazi culturali condivisi si innestano performance, danza, installazioni, dialoghi, incursioni, live-set pensati per stimolare l’incontro con le persone, siano esse riconducibili alla categoria “artista”, “pubblico” o “comunità”.
Realizzata nell’ambito di Bologna Estate, con il contributo di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la tredicesima edizione del Festival ospita ogni giorno un intervento artistico peculiare in un diverso spazio, esprimendo così il suo fare composto da tre pilastri fondanti: l’intersezione dei linguaggi contemporanei in luoghi storici, spazi pubblici e territori di relazione; una contemporaneità aperta e accessibile, che sa attrarre energie e persone nuove e diverse; la valorizzazione del fermento artistico del territorio, posizionato in un’ottica dal più ampio respiro geografico.
Il tema della nuova edizione di perAspera è Imbattersi. Significava, all’inizio, lo stupore di respirare arte in luoghi e modi inattesi, la capacità ingenua e fresca di lasciarsi sorprendere da una casualità non fortuita, da un’estemporaneità che nasce da radici profonde, di cui diventa parte. Dopo il Covid-19, Imbattersi è diventato anche la durezza inimmaginata di un evento epocale, che ha mutato le condizioni – ontologiche e fenomeniche, dell’essere e del manifestarsi – dell’arte stessa, che il Festival vede ed esprime nella sua essenzialità…

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