Racconti

Metti un ebook ed una mattina di febbraio…

Metti una mattina di fine febbraio…
Ti svegli, ti affacci alla finestra e scorgi la bellezza maestosa di un sole avvolgente.
In casa un casino, roba dappertutto, disordine e polvere.
La domanda è: che faccio? Esco a vivere o mi ingrigisco a sistemare?
Dopo due secondi sono fuori casa . Con me l’immancabile tablet.
Ho giusto acquistato quell’ebook divertente su Amazon ieri sera…
Ma si, cosa c’è di meglio di una rilassante lettura in una giornata così ben disposta nei miei confronti?
Devo solo decidere dove… I posti sono numerosi per fortuna, ho solo l’imbarazzo della scelta.
Un luogo isolato e sublime dove immergermi nella lettura…
Immediatamente nella mia immaginazione si disegna con precisione la mia meta.

Salgo in macchina, accendo la radio e, sotto le note rilassanti di un bel blues, inforco la litoranea verso Villasimius. Quella stessa strada che d’estate è sinonimo di sole, di mare e di bagni salati e che oggi si presenta finalmente incontaminata dalle numerose incursioni estive.
Giungo a destinazione e rimango incantata. Non smetterò mai di esserlo dalla mia terra. Mi batte sempre e mi avvolge quella sensazione del sublime kantiano, quella magnificenza che ti toglie il fiato e ti fa paura con la sua incommensurabile maestosità.

Parcheggio la macchina, prendo le mie cose e scendo per il dirupo per raggiungere quel paradiso.
La spiaggia è deserta, ad eccezione di qualche disturbatore fastidioso che, come me, ha pensato bene di invadere l’intimità del luogo.
Continuo a camminare incantata dalla profondità silente.
Arrivo in riva al mare. La brezza gelida mi attraversa, l’acqua è ghiacciata.
Peccato… sarebbe stato bello immergersi.
Non puoi non pensarlo quando sei nella spiaggia di Mari Pintau.
E’ proprio così…
Non ho mai saputo l’origine del nome di questa spiaggia, anche se il motivo è abbastanza intuibile. Non so se celi una leggenda.
Preferisco non saperlo perché la leggenda l’ho costruita io nella mia immaginazione.

All’inizio del mondo, quando ancora gli dei, coi loro pennelli, si divertivano a tracciare gli elementi della natura, ad un certo punto fu il turno della costa sarda.
Euforici dal vino e dall’estro creativo, iniziarono a spennellare di celeste, azzurro e blu di molteplici tonalità gli spuntoni di terra che si affacciavano al mare, creando gli anfratti divini che tutti conosciamo.

Mentre ripenso alla storia ed invidio la sensazione di sghiribizzo fantasioso e di conturbante gaudio con cui questi dei giocherelloni tracciarono queste meravigliose bellezze, cerco un luogo dove immergermi nella lettura.
Un angolo che mi doni la giusta ispirazione di cui sento impetuosamente il bisogno.
Mi guardo intorno. Il mio occhio cade su una grande roccia buttata sul mare. Mi rapisce e mi ci dirigo senza esitazione.
Estraggo il tablet dalla borsa, ci salgo sopra, mentre il vento leggero mi accarezza lievemente, rimango estasiata dalla potenza emozionale del mio stato.
Lancio Kindle e parto per il mio viaggio di lettura digitale.
Sospesa sul mare, in una mattina d’inverno, rumore di onde, fra le pennellate divine.
Non ho bisogno di niente, la vita mi appartiene…

3 risposte »

  1. confermo.
    Io e te siamo nati per vivere assieme.
    Sul serio.
    Ti confesso che io amo il mare.
    Ma lo amo in inverno.
    D’estate la gente viene e prende qualcosa. Ruba energia e non dà niente in cambio.
    In inverno è diverso.
    Se vai al mare in inverno è perche vuoi condividere qualcosa con gli altri come te. Non vuoi far girare la patonza ma la tua energia e quelle facce sconosciute che incontri qua e là diventano anime sorelle.
    Si.
    Io e te siamo uguali.
    Posso farti la corte?
    Prometto di leggere i tuoi libri anche se mi sfanculi….:)

    "Mi piace"

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