Chemical Poetto

Poetto dallo stagnoÉ uno di quei fottutissimi giorni della settimana in cui non metti la sveglia e speri di poterti crogiolare sotto le coperte fino a tardi, proprio come succedeva in quel tempo della vita mortale, quando beltà splendea negli occhi miei ridenti e fuggitivi, e io, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivo… Cerco di rigirarmi. Che ore saranno? Allungo la mano in cerca della sveglia e impreco impattando corpi estranei nel cammino. Roba molliccia. Ma cos’è? Accendo la luce. Cosa è successo ieri notte? Croste di cioccolato, pacchetti di patatine, fette di torta a metà…

Barbara: “Noooooooooooooooooooooooooooooooooo!”
PoettoBrabs: “Fai davvero schifo! Io te lo avevo detto, ma tu non mi ascolti mai…”
Barbara: “Basta, devi iniziare da appena sveglia? Non ti sopporto più. Fammi vedere, ma sono le 9… Ed è domenica…”
Brabs: “Certo, la stai finendo come una vecchia, dimmi tu se devi passare il week end chiusa in casa alla tua età. Così impari! Te l’avevo detto che dovevamo uscire un po’, vedere gente, magari rincontrare quel biondino dell’altra sera. Secondo me è un tipo a posto…”
Barbara: “Non ti sopporto già più, stai zitta! Vediamo com’è la giornata. Anzi facciamo un giochino. Adesso apro la finestra. Se fuori c’è il sole ti concedo una corsetta, in caso contrario continuo ad abbuffarmi. E cosa sarà mai… D’altronde di sport in settimana ne faccio. Posso anche permettermi due giorni di vita da beato porco, come dice quel figo di mio padre!”

PoettoApro la finestra e… tzacccccc sole!
Barbara: “Hai vinto, dai alziamoci… Cosa sarà mai una trottata al Poetto?”
Brabs: “Ok, l’idea mi piace! Sei ancora così? Dai, sbrigati, che mi voglio far baciare da questo sole…”
In dieci minuti siamo fuori di casa. Accendo la radio, la musica mi fa compagnia. Scendo da Quartu e mi fermo nello stagno. Apro il finestrino e tiro fuori la macchina fotografica.
Signore in bicicletta: “Signorina, ma lei è proprio in mezzo alla pista ciclabile!!! Se ne vada!”.
Barbara: “E vabbè un minuto per fare una foto, esagerato…”
Brabs: “Dai spostiamoci da qui. Ci stanno frastimando. Il tuo senso civico è paragonabile a quello di un maiale stravaccato, tanto per stare in argomento. Tuo padre ne sa davvero, lo vorrei conoscere! Secondo me potremmo andare d’accordo!”

PoettoCon la coda fra le gambe ed una crescente intolleranza verso quella vocina pibinca e fastidiosa, arrivo alla Marinella e parcheggio la macchina. Una fiumana di gente dappertutto: coppie, bambini, anziani, vecchi, animali, persino oggetti inanimati… Tutti a godersi quella meravigliosa giornata. Il lettore mp3 con me… I Chemical Brothers a zittire quella noiosa rompiballe e inizio a correre fra la gente. Macchina fotografica alla mano, toni ritmati da capogiro e tanto sole…
Slalom fra pattinatori assassini, corridori infogati o spompati, ciclisti e anche solo sbuddoni che, sentendo l’arrosto di Lillicu, sporgono il naso facendosi guidare verso le prelibatezze delle sue cucine. PoettoNonne che accompagnano i nipotini, coppiette mielose appena sbocciate, rapporti finiti e discussioni angoscianti, allegri ragazzini che si sfidano a basket, gli immancabili ricci a bordo strada. Ce n’è per tutti, sia per tutte le età, sia per tutti gli stati d’animo.
Io mi faccio trasportare dalla musica e attraverso le emozioni dei passanti, degli sconosciuti che incrociano questa mia domenica mattina. Sfioro le loro coscienze, cercando di darne una mia interpretazione. Lo faccio così, perchè odio la corsa, perchè se no sarebbe troppo noiosa. Ogni tanto mi fermo, quando trovo uno scorcio interessante e lo fotografo…

PoettoBrabs: “Sei conscia che la gente che ti vede correndo sul posto e fotografando ti può prendere quantomeno per una strana?”
Barbara: “Dovevi arrivare tu per dirmelo. Certo che lo so, e che sarà mai? siamo tutti un po’ strani…”
Brabs: “Come vuoi! Poi non dire che non te l’avevo detto, come per ieri notte…”
Barbara: “Cesss inizio a non sopportarti più! Senti ho corso per 50 minuti, può bastare secondo te?”
Brabs: “Si, dai credo di si. Oggi mi sento buona. Però a pranzo scordati dolci e dolcetti…”
Barbara: “Ma scusa oggi è domenica. Ho anche comprato tutto quel cioccolato, e le fragole…”
Brabs: “No, Barbara. Oggi niente strappi alla regola. Devi ascoltare la tua coscienza!”
Barbara: “Quale coscienza?”

Un terribile silenzio regna nella macchina, mentre il sangue zampilla dal cadavere agonizzante di quel mortorio (emotivo) vivente e io faccio un ghigno crudele e me la ballo a suon di “Do it again!”
Barbara: “Yesssssss, I doooooooooo!!!!”

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