Appunti di viaggio

Lettera da Jerzu – Mamma forse stavolta mi “coio”!

Cara mamma,

ognuno ha i luoghi della memoria che si merita… Io non mi posso lamentare perché fra i miei, come ben sai, c’è pure quel piccolo e accogliente paesino incastrato fra le montagne della misteriosa e affascinante Ogliastra, chiamato Jerzu. Jerzu - Sagra del vino 2012Meta fissa dei miei peregrinaggi estivi da circa 15 anni, questo squisito posticino ha un posto privilegiato nella scaletta dei luoghi più cari della mia memoria e allo stesso tempo conserva, fra gli echi dei passi decisi che i suoi tacchi imprimono nei cieli dell’Ogliastra, tanti episodi e fasi della mia esistenza. E’ inutile che cerchi di corromperlo per scoprire i miei altarini, come fai di solito coi miei amici, perché ciò che ci lega in modo così profondo è proprio la sua discrezione assoluta, che mi fa essere estremamente certa che niente uscirà mai dalle pareti irte dei suoi costoni rocciosi.

Come ogni anno ad agosto, è una delle prime tappe del percorso che mi accompagna nell’unico sprazzo di meritato e dolce far niente dopo un intero anno di ininterrotto lavoro. Approfittando del fatto che alcune amiche non ci avevano mai messo piede, abbiamo affittato Jerzu - Sagra del vino 2012insieme un appartamento in centro per una questione di comodità. Lo so, sei sorpresa, ebbene sì stavolta niente campeggio. Forse sto davvero diventando grande!
Dopo aver preso confidenza con l’enorme appartamento con vista sulla gola montuosa, io e le ragazze sentiamo i rulli di tamburi della sfilata e ci lanciamo per strada. Stavolta l’idea condivisa è quella di godersi la Sagra del vino. Tu dirai, dopo decenni che ci vai forse era anche arrivato il momento… Stavolta, ma solo stavolta, ti do ragione…

Una volta scese fra la gente ci fermiamo in una vecchia cantina e, per dovere di cronaca e per paura di offendere il gentile signore, assaggiamo il vino direttamente dalle botti. Sai che il Cannonau non è la qualità che preferisco, Jerzu - Sagra del vino 2012ma quel retrogusto secco e fruttato mi ha conquistata. Forse è l’effetto della situazione, lo so, ma fregatene, non essere sempre polemica per tutto…
Finalmente ci ha raggiunto la sfilata con gli sbandieratori sassaresi in prima fila. Non li avevo mai visti e il loro armeggiare con le bandiere, facendole volteggiare in aria, è stato davvero uno spettacolo pittoresco.
Dietro diversi gruppi. Fra loro alcuni stranieri, credo fossero slavi, che si sono esibiti nelle loro tipiche danze. Non sono mancati i gruppi folk tipicamente sardi, con gli abiti che siamo abituati a vedere, ma anche quelli medioevali, di un gruppo di Sanluri. Pensa che alcuni uomini portavano anche le armature, ti rendi conto riuscire a tollerare le armature in agosto? Manco Lancillotto…

Dietro di loro, immancabili, i temuti Mamuthones e Issohadores prima, seguiti dai Boes e merdule. In realtà ti confido una cosa… non avevo mai visto così da vicino questi simboli della nostra tradizione, né ne avevo notato, come stavolta, le sfumature e le differenze. Jerzu - Sagra del vino 2012Sarà perché mi hanno sempre fatto paura fin da piccola, ricordi?
Comunque, con le mie amiche, ci siamo lasciate trascinare dalla sfilata, ma soprattutto, per una strana coincidenza o per una sconosciuta forza che ci riportava sempre lì, finivamo sempre affiancate al carro che distribuiva vino e a quello dei culurgiones. Tu pensa che sopra questo carro delle donne ogliastrine producevano in tempo reale questi squisiti e sfiziosi ravioloni dal cuore ripieno di patata e menta  e li cuocevano per la gente. Degli uomini li distribuivano alla folla che circondava il carro. Forse ci hanno visto parecchio deperite o particolarmente simpatiche, perché siamo riuscite ad assaggiarne diversi… Ma lo sai che quando mi ci metto, soprattutto se si tratta di cibo…

Alla fine del trattore un ragazzo, che cantava la trallallera, mi ha urlato: “Coiada sesi?“. Ho fatto cenno di no e mi ha detto: “Fiuda? Beni a ti setzi innoi…“, ma lo sai che sono timida, non lo farei mai… Jerzu - Sagra del vino 2012Arrivate alla piazza, ci siamo fermate ad aspettare che arrivassero tutti i gruppi e così siamo state circondate dai mamuthones che cercavano di sdraiarsi e prendere respiro dal grande caldo. Tu immagina il 6 di agosto questi uomini ricoperti dalle pellicce delle pecore e in viso la maschera… Erano sfiniti… Si sono buttati a terra, dopo aver poggiato le maschere nelle vicinanze. Che strano vedere, dentro quegli esseri paurosi della mia fanciullezza, degli esseri umani normali. Qualcuno di loro ci faceva domande, gli issohadores ci lanciavano i lazzi… Mi hanno preso due volte mamma… Lo sai cosa vuol dire? Stavolta qualcuno forse ha ascoltato le tue preghiere… Stavolta forse mi “coio”!!!

Credits:
Foto e video di Brabs

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