Yo, me & Sevilla – Spegnete il phon (Primera noche)

Alzi la mano chi ha un buon rapporto con la Ryanair! Se è pur vero che, coi suoi voli a “straccu barattu”, ha permesso a tanti poverelli, come me, di scalfire le barriere architettoniche che contribuivano verosimilmente alla definizione del sardo come “pagu bessiu”, d’altro canto ogni volo che decido di fare con loro diventa un’epopea indescrivibile.

Stavolta si sono inventati di diventare precisini, e hanno piazzato una simpaticissima bilancia a fianco ai controlli. Mi metto in fila. Sono conscia di superare i10 chili posti intransigentemente a limite del peso massimo concesso per il bagaglio a mano, che sarebbero consoni se, per una vacanza di una settimana, ti portassi una mutanda e lo spazzolino. Inizio a sudare freddo. Mia madre me lo aveva detto e, come tutte le pindacciate di questo tipo, stavolta mi avrebbero beccato. Le avevo risposto balente: “Ma bah! A me non l’hanno mai pesata!!!”. Ed ecco che arrivava la punizione divina. Già me la immaginavo tronfia, come solo lei sa essere, dirmi: “Te lo avevo detto, ma tu, come al solito, non mi ascolti…” Cazzo mamma, penso, non distrarmi proprio adesso che sono concentrata…

Più mi avvicino ai controlli e più l’ansia cresce. Mi sento come quei corrieri colombiani che hanno ingurgitato decine di ovuli e che, non solo hanno il culo stretto per il rischio che quei simpatici corpi estranei si aprano simpaticamente nelle loro viscere, ma si trovano pure a due passi dall’essere scoperti, per cui non hanno neanche l’apertura eventuale perchè ci possa passare un ago.

Stanno controllando tutti, sono fottuta… Sangue freddo, Barbara! Arriva il mio turno. Un piacente biondino, posto ai controlli, mi strappa il foglio del check in e adocchia la mia borsa. “Scusi, mi faccia vedere la sua borsa…”, ed indica il temibile aggeggio di metallo atto a verificare la possibilità o meno che il bagaglio si infili dentro le cappelliere degli aerei Ryanair… Infilo la borsa nel mostro ferroso sicura del mio. D’altronde, per un eccesso di zelo che ha sorpreso anche me stessa, ho chiesto a mia madre di misurarne le dimensioni giusto poche ore prima. Dopo aver introdotto la valigia nella cavità, con un’attesa studiata nel tentativo di estrarla, mi vesto della più sfacciata nonchalance che posseggo, apro la bocca in esposizione di tutti i candidi dentini a dar vita al mio più conturbante sorriso e sgattaiolo via evitando il bilancione.
Fiuuuuuu!!! E questa è fatta….

Passo le due ore e mezzo che mi dividono dalla mia destinazione a ringraziare la dea bendata (ed il di certo enorme culo, ormai in relax, del corriere colombiano), mentre faccio amicizia con un ragazzo di Ortacesus che a Siviglia ha aperto un ristorante italiano con altri ragazzi e che mi rivela qualche dritta sulla città: luoghi da vedere, dove mangiare, ma soprattutto cosa mangiare. Non posso che fidarmi di un ortacesino, e per giunta cuoco… A lui non è andata così bene, visto che ha dovuto lasciare un chilo di amaretti a terra…
Li nominiamo più volte, pensando alla tipa del bar a cui li ha regalati che li assapora felice mentre noi siamo obbligati ad ingurgitare delle schifose patatine pepate pagate a peso d’oro. In quel momento, un odio feroce verso il nemico Ryanair ci unisce indissolubilmente per sempre.

Scendiamo dall’aereo e capisco come mai quelli della pensione abbiano tardato a rispondere alla mia mail in cui chiedevo loro se ci fosse un phon a disposizione delle camere. Avranno pensato questa è pazza, forse non ha capito dove sta andando. Qui a Siviglia il phon c’è, ma è naturale, è l’aria che respiri (se non soffochi prima)…

Brabs & Sevilla

3 commenti

  1. Cara la mia B….ho anche io vissuto quella esperienza a metà maggio..
    volo ryanair Cagliari-Sevilla…10 kg spaccati ….ma è sempre un’ansia.
    Buone tapas e cerveza.. tinto de verano e sangria…
    buona permanenza …è bellissima…fatti il giro sul battello..!!!
    non mancare il flamenco..
    si spende il giusto
    suerte!!!
    Giò

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