Appunti di viaggio

Selargius – Cronache da un matrimonio – L’imbucata

Ho sempre desiderato imbucarmi ad un matrimonio. Selargius - Matrimonio selargino 2012Ci penso da tempo, ma ancora non sono riuscita a realizzare questo desiderio. Così quando ho saputo che si sarebbe celebrato il famoso matrimonio selargino, la mia mente è impazzita. Ecco trovata l’occasione adatta, avrei preso due piccioni con una fava: sarei riuscita ad infilarmi subdolamente ad un matrimonio, e allo stesso tempo avrei visto un matrimonio tradizionale. E soprattutto senza andare molto lontano, visto che i miei amici berchiddesi si sposeranno, ma chissà quando…

Mi alzo tutta eccitata, mi infilo un abito semi elegante, una via di mezzo, tanto per mimetizzarmi fra i familiari vestiti a festa per l’occasione. Prendo la macchina e mi dirigo verso Selargius. Non so esattamente dove sia il posto, ma mi hanno detto in centro. Andando, andando prima o poi lo troverò. Matrimonio selargino 2012Così succede. Le transenne… Parcheggio e raggiungo la folla, ferma a gustarsi la sfilata dei gruppi tradizionali. Dopo un primo momento di adattamento, mi mischio fra la gente ed osservo il variopinto corteo. Gruppi folk provenienti da varie parti dell’isola e i carri, a portare il corredo della sposa, i doni e addirittura l’enorme torta ed il talamo nuziale, adornato di candide coperte ricamate tipiche della tradizione sarda. Credo siano diretti verso la casa dello sposo, perlomeno simbolicamente.

A seguire i suonatori di launeddas, che accompagnano gli sposi per tutto il cammino. Matrimonio selargino 2012 - La sposa in processionePoi la sposa col padre e due gendarmi armati tutti agghindati con i pennacchi cerimoniali. E lo sposo, anch’esso circondato dalla famiglia e sotto protezione armata. C’è anche un gruppo folk estero, come da tradizione, in cui due fidanzati in procinto di matrimonio, sfilano accaparrandosi la fortuna per il loro futuro legame. Peccato che abbiano 16 e 17 anni e sembri quasi uno scherzo…

Selargius - Matrimonio selargino 2012Passa anche Mommotti nella processione. Non può essere altro che lui, nascosto in una signora dalla imponente corporatura tutta vestita di nero con un mantello  a tipo “ali di pipistrello” che la ricopre del tutto, rendendola stilosa quanto un gatto nero che ti attraversa la strada. Ma è sicuramente un simbolo, non so di cosa. Forse uno scaccia sfortuna? Una “mazzina leggia” verso chi ti vuole male? Meglio non indagare…

Matrimonio selargino 2012Mi rilasso a contemplare la sfilata e mi incricco a due signori del posto che mi spiegano alcune cose, visto che mi son documentata un pochino, ma non ci capisco una pippa. Mi indicano loro la sposa, mi spiegano che il frumento presente nei carretti viene portato in dono. Mi dicono anche della Grazia. In origine non era fatta di monetine e caramelline, come succede oggi, ma di grano e sale. Mi cade un mito, ma mi fido.

La curiosità si infittisce, voglio proprio vedere dove vogliono andare a parare, sti selargini. Selargius - Matrimonio selargino 2012Però non posso trattenermi oltre coi due e proseguo accodandomi alla processione. Finisco così nella piazza principale di Selargius, nella chiesa della M.V. Assunta. Il passaggio degli sposi è segnato da un corridoio di fiori centrale. Alla fine della piazza un maxi schermo per seguire la messa sarda che celebrerà il parroco di Nurri. C’è caldo, raggiungo il primo bar, bevo qualcosa di fresco e sto fuori a seguire l’interminabile messa.

Stanca di stare impalata di fronte a quell’aggeggio senz’anima, mi avvicino alla chiesa. Chissà se mi fanno entrare. Accidenti si può entrare. Selargius - Matrimonio selargino 2012Quell’esatto momento rappresenta la mia uscita dal timore e l’entrata nella parte della perfetta finta parente infiltrata con l’inganno. Mi avvicino sempre più all’altare, come se niente fosse. Sono fra gli invitati. Se non fosse per il tablet spesso in azione, sarei perfetta. Mi sono preparata. Se dovessero dirmi: “Ma lei chi diavolo è?”,  risponderei un po’ stizzita: “Una vecchia amica della sposa”. Ma nessuno mi chiede niente, e quindi avanzo. Loro mi danno la mano, e io mi prendo il braccio… L’invincibile piano è conquistare la loro fiducia, per scroccargli almeno un pranzo, mi accontento anche di due o tre dolcetti.

La messa in sardo è molto caratteristica, non l’avevo mai sentita. Dopo due ore circa, qualcuno sente la mia preghiera e la fa miracolosamente finire. Io mi Selargius - Matrimonio selargino 2012avvicino sempre più. Mi accorgo di non essere la sola lì a voler documentare l’evento. La televisione in prima fila, a volte interviene anche al microfono per spiegare cosa sta succedendo, i fotografi di fronte agli sposi sono circa una quindicina, altri fanno le riprese. Sembra di essere ad una trasmissione in tv. Non appena gli sposi muovono anche solo un dito, ecco la ressa degli scatti, gente che si sgomita. “E che cosa è? Hollywood?”, penso fra me e me. A questo punto figurati se riesco a tirarne fuori qualcosa di buono. Non mi faranno mai passare. Ed invece passo, e avanzo arrivando vicinissima agli sposi. “Sono una vecchia amica della sposa”, avrei detto… “Tanto vecchia che forse neanche lei se la ricorda…”.

Ma ecco che è il momento di uscire dalla chiesa. Davanti all’entrata niente riso o altre banalità da matrimoni odierni. Una donna porge un cestino Selargius - Matrimonio Selargino 2012 - Lo spososardo col coperchio agli sposi. Lo sposo lo apre per estrarne due colombe che, dopo un paio di maldestri tentativi, riescono a prendere il volo.
Intanto cameraman e fotografi circondano gli sposi, talvolta anche dando indicazioni, tipo “Andate là”, “Solleva il capo”, “Guarda qui”. Se non fosse che non appare il cartellone APPLAUSI issato dietro gli sposi, mi sembrerebbe di essere nella platea di un programma televisivo a premi.

Dopo una brevissima processione si giunge alla chiesetta romanica di San Giuliano, aperta agli sposi una volta all’anno dalla Confraternita del Rosario.
Un uomo apre un vecchio cancello in legno ed eccola apparire, con le sue tre arcate frontali ad accogliere il corteo ormai dimezzato. Selargius - Matrimonio selargino 2012Il caldo e la fame hanno fatto fuggire i meno coraggiosi. Io resisto. Devo farcela. E poi ho fame. Un dolcetto già me lo offriranno dai…
Mi infilo nella chiesetta dove viene celebrata la parte finale del matrimonio e soprattutto vengono depositate le promesse degli sposi e dei futuri sposi stranieri. La cosa è curiosa, perché gli sposi consegnano le loro promesse a dei signori con dei singolari copricapo, che credo appartengano alla confraternita. Questi ultimi le mettono dentro un contenitore lungo di ceramica. Questi sacri giuramenti verranno conservati per 25 lunghi anni: solo allora gli sposi potranno aprirlo  e leggere le loro reciproche promesse. Come a vedere se davvero si sono realizzate. Con la luce del poi…

Avanzo verso il fondo della chiesa, proprio a due passi dagli sposi: “Sono una vecchia amica della sposa, tanto vecchia che forse neanche lei se la ricorda. Selargius - Matrimonio selargino 2012Non mi ha mai visto perché sono andata via presto dal paese. Si, signora non abito più a Sestu da troppi anni ormai…”. Sì, perché gli sposi scopro essere non residenti a Selagius, ma di Settimo San Pietro e Sestu. E io che pensavo dovessero essere per forza cittadini di Selargius…
La cerimonia finisce, esco fuori ed aspetto “su cumbidu”. Un possente signore in tonaca nera, che rimproverava i fotografi di rispettare la casa del Signore, mi guarda come fossi un’appestata, una miserabile, una scroccona di prima categoria, una triste imbucata… I suoi occhi di ghiaccio mi gelano, mi ipnotizzano obbligandomi a riappropriarmi di me stessa e del mio amor proprio. Vabbè, ho capito, me ne vado…

N.B. Vorrei aggiungere una nota finale rivolta specificatamente a mia madre, visto che il tema si riallaccia ad una questione largamente discussa negli ultimi mesi in questo blog.
“Madre mia Cara, a questo punto S-C-O-R-D-A-T-E-L-O!”

Credits:
Foto e video di Brabs

6 risposte »

  1. Non mi è piaciuto per niente, questa imbucata poco informata a fare di una storica cultura tradizionale una parodia di sfottò per tutti i partecipanti o quasi. Avresti fatto meglio a startene a casa.

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    • Premesso che ammetto di non essere informata, e mi pare di averlo anche evidenziato nel testo, è mia abitudine scrivere il mio modo di vivere le cose, siano essi eventi, stati d’animo o miei parti personali astrusi da tutto. Questo non è un blog informativo sulle sagre, ma il mio modo di esprimere ciò che mi circonda. Nessuno è obbligato a venire a leggerlo, e mi sembra parecchio inopportuno che mi si dica cosa dovrei o non dovrei fare. Detto questo, un commento di questo tipo, denso di toni di ammonimento e consigli finali poco gentili, sembra derivare da una persona che sta all’ironia come il ketchup sull’aragosta. Se così non fosse, avrebbe capito che la mia non è una presa in giro, bensì un modo diverso, romanzato e giocoso, di rappresentare l’evento.

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  2. mi sembra parecchio inopportuno che mi si dica cosa dovrei o non dovrei fare. Detto questo, un commento di questo tipo, denso di toni di ammonimento e consigli finali poco gentili,………………………. Estrapolando questo commento dalla sua risposta cara signora Barbara , le consiglio di esprimere certi paragoni poco gentili verso se stessa ricordandole che la sua libertà di parola , non deve invadere la mia libertà, cercando di mettermi in ridicolo. Per tanto le chiedo “visto che vige una legge “di tenersi il suo parere espresso sul blog , ma di rimuovere quella foto , da me non autorizzata . la ringrazio MOMMOTTI.

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    • Gentilissima Signora Mommotti, non era mia intenzione offenderla. Quello che ho scritto non era rivolto a lei, ma al suo abito, che non avevo mai visto e che mi ha sorpreso. Non si può negare la cupezza e la particolarità dello stesso. Se lei volesse spiegarmi le origini ed il suo significato, sarei ben lieta di conoscerli.
      Detto questo, mi scuso se l’ho offesa e ho provveduto a rimuovere la foto. Non mi ero affatto preoccupata dell’autorizzazione o meno della stessa sostanzialmente per due motivi: il primo è che non credevo ce ne fosse bisogno nel caso in cui si fotografassero dei figuranti di una sfilata popolare, il secondo è perché avevo letto da qualche parte che Mommotti, per sua stessa definizione, avesse un forte senso dell’umorismo e dell’autoironia. Ma evidentemente non è così, e ciò conferma sempre più il mio grado di scarsa informazione.

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  3. Signora Barbara, la ringrazio per la sua educazione , è nell’aver adempito alla mia richiesta .Ma le volevo anche dire che il senso dell’umorismo, non mi manca , non sono nemmeno una permalosa , è non mi sono assolutamente offesa per tutto ciò, ma bensì le faccio presente che il gruppo JANAS che mi ha gentilmente ospitato ,non debba cadere in equivoci di nessun tipo , lasciando credere che la serietà dei figuranti non sia attinente agli usi e costumi della nostra isola. il costume da me indossato rappresenta la vedova . E comunque, se posso permettermi le volevo dire , che il suo modo di scrivere non mi è del tutto sgradito , anzi è molto ironico , forse però in alcuni casi è meglio informarsi , io le faccio il mio migliore augurio di una buona vita. Purtroppo per lei non ho i poteri che mi ha attribuito nell’articolo di essere una specie di essere i grado di fare delle pseudo magie. grazie

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    • Gentilissima Sign.ra Carboni,
      la ringrazio per avermi chiarito il significato del suo abito.
      Le do ragione per la faccenda dell’informazione, anche se è molto difficile farlo, ed in tempi ragionevoli, come in questo caso, vista la moltitudine di figure diverse che popolano il nostro panorama popolare tradizionale. Ed anche per la varietà di interpretazioni diverse, a seconda della provincia, del paese e a volte anche del quartiere. Comunque prometto di stare più attenta in futuro e spero di poterla conoscere personalmente se dovessi capitare di nuovo ad una sfilata.
      La saluto con simpatia.

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