Confessioni d’autore – Intervista a Paolo Laconi

Percepivo costantemente pezzetti della sua arte dispersi tutt’intorno. Un’immagine in una rivista, una foto sul web, un quadro in un bar, finché la mia mente si è finalmente svegliata dal torpore, prendendo coscienza di Paolo Laconiessere perdutamente inebriata dai tratti e dai personaggi dell’artista cagliaritano Paolo Laconi. Tutta eccitata per questa scoperta, ho fatto la prima cosa che potesse avvicinarmi a lui: gli ho chiesto l’amicizia su Facebook. Si, lo so, è un po’ triste, sarei potuta andare direttamente nel suo laboratorio in piazza Michelangelo. Ma la mia tediante timidezza ha deciso per me, con la scusa che prima mi sarei dovuta assicurare di non aver avuto le visioni, di non essermi sbagliata. Con ansia ho atteso che approvasse la mia richiesta e mi sono fiondata nella sua galleria immagini, restando profondamente colpita.

Il tratto deciso a segnare i confini di tinte intense e vivaci, uno stile allegro nella rappresentazione di una Sardegna altrettanto viva e dinamica, un capolavoro nella raccolta di momenti tipici della vita quotidiana e Paolo Laconinon della mia isola. Tutti questi elementi uniti in un tripudio di colore ed allegria. Fra le sue numerose tavole troviamo anche citazioni illustri come la famosa foto dei Beatles che attraversano la strada sulle strisce pedonali, l’Urlo di Munch (ribattezzato l’Urlo di Laconi), la Guernica picassiana. Troviamo inoltre la rappresentazione di eventi e feste della tradizione sarda, come l’Ardia di Sedilo, la festa di Sant’Efisio, la sagra delle arance. Ma anche di avvenimenti più casuali come la neve a Tonara, gli aquiloni al Poetto. Oltre agli immancabili usi e costumi sardi, come i giocatori di morra, o i 4 mori, o i suonatori di launeddas, o più semplicemente fasi abitudinarie della vita quotidiana, come vari momenti della giornata del pastore, anche i più intimi in cui si rotola nell’erba con una bella contadinella. O le donne che si recano alla fonte. Senza scordare i giocatori della squadra del  Cagliari che si abbracciano dopo un goal sullo sfondo di palazzoni mamuthonici che tanto sanno di Sant’Elia…

Un’allegria di fondo regna in ogni sua opera e non riesco a trattenere una forte ammirazione per il suo estro Paolo Laconiartistico. Gli stralci di vita cagliaritana rimangono comunque i miei preferiti, con la serie estiva della famiglia che va al mare in apixedda, o col vespone, o la vecchia cinquina carica di bagagli diretta verso le mete estive. I protagonisti di queste storie hanno tutti volti da mamuthones: dai bambini, alle donne, agghindati secondo l’ambientazione. Se non fosse per i  l’immancabile “muncadori” e la “foldetta”, le donne non si distinguerebbero facilmente dal sesso opposto. I bambini si differenziano esclusivamente per la statura…

Il risultato non è solo estremamente apprezzabile a livello estetico, ma è anche parecchio divertente, per cui inizia a crescere in me il desiderio di vedere da vicino  Paolo Laconiquei quadri, desiderio rincarato quotidianamente da nuove tavole condivise sul social network. Questo miscuglio fra tradizione, umorismo ed ambientazione moderna rende i lavori tutti diversi e sorprendenti, e la cosa non mi capita spessissimo. Quindi mi son detta: sfrutto la faccenda blog, mi invento una nuova rubrica e ne approfitto per levarmi alcune curiosità sull’arte di questo straordinario artista, e soprattutto per conoscerlo. E magari è la volta buona che mi avvicino nel suo laboratorio e inizio a scegliere fra quelle preziosità. Sto giusto facendo il trasloco, un tocco di colore ed allegria ci sta proprio in quell’angolino spento della nuova casa!

E così eccoci qui… Nel laboratorio di Paolo, a sbirciare dal vivo i suoi schizzi, le sue opere complete e non… e a farmi raccontare come nasce e si alimenta il suo estro creativo. E’ un sabato mattina, mi reco in Piazza Michelangelo. In Paolo Laconivetrina alcune sue opere ed il suo sorriso ad accogliermi. Appesi ai muri alcuni suoi vecchi quadri, quelli della fase più realista. Non solo… imponente fa capolino un quadro del periodo intermedio, in cui iniziano a definirsi i tratti decisi dei suoi personaggi, i primi esperimenti prima di approdare allo stile attuale. Ed infine gli ultimi prodotti, che, visti dal vivo, hanno una  luminosità irresistibile ed un’espressività diversa rispetto alle foto che ero abituata a vedere. I colori mi infiammano, così pure la curiosità di sapere quale sia stato il suo percorso artistico, così mi faccio raccontare un po’ il suo lavoro.

La tua arte è molto varia e ricca di spunti originali. Diciamo che ha il grande pregio di non annoiare mai. Da dove deriva questa profonda ispirazione? Quali sono gli elementi che ti danno maggiori spunti per il tuo lavoro?

E’ lo stile in se stesso che mi da la possibilità di spaziare in lungo e in largo con le tematiche. Si presta parecchio per qualsiasi situazione io voglia rappresentare. Lo conferma il fatto che numerosi miei dipinti, Paolo Laconispesso, vengono realizzati su commissione, possiamo dire personalizzati, che con tutta franchezza non mi entusiasma affatto. Preferisco dipingere in libertà senza vincoli. Mi piace molto rappresentare un mondo che purtroppo la modernità piano piano sta offuscando, sai quelle abitudini di una volta… scene di vita quotidiana all’antica, genuina, sana, senza sofisticazioni. Cose che io stesso da bambino ho vissuto e che rivivo al momento della messa in opera del dipinto, un momento magico per me che, come in un sogno, vengo coinvolto, trascinato d’incanto nella scena, in mezzo a loro, ad ascoltare “sa chistioni”. Per me dipingere questo mondo mi fa stare bene.

Sei passato dalla rappresentazione precisa del mondo esterno alla creazione di uno stile in cui esprimi una realtà tutta tua, fatta di personaggi caricaturali ed inseriti in un contesto tradizionale. Parlaci di questa inversione di tendenza e del percorso artistico che ha determinato questo passaggio.

Si, una realtà tutta mia che esiste solo nella mia fantasia, un cambio di rotta avvenuto un decennio fa. Un cambiamento rischioso, considerando l’apprezzamento che aveva chi conosceva i miei lavori all’epoca. Il Paolo Laconipassaggio è stato graduale, un modo per capire quanto sarebbe stata accettata la nuova veste artistica. C’era chi la bocciava, chi invece riteneva che, lavorandoci sopra, si poteva tirar fuori una singolare cifra stilistica niente male. Sono entrato in piena crisi mistica, ma non volevo mollare… mi piaceva, così sono andato avanti nella mia sperimentazione. L’idea è partita ad un carnevale a Mamoiada, le maschere dei Mamuthones mi affascinavano tantissimo… e là, da quel momento, si è accesa la lampadina… il resto viene da sè. Tutto questo è nato così, senza una precisa motivazione… Sono quei cambiamenti che parecchi pittori hanno, che trovo naturali e che poi alla fine, senza volerlo, ti caratterizzano facendoti acquisire un’identità.

Tutti i tuoi personaggi portano i tratti della maschera dei Mamuthones, siano essi integrati in contesti tipicamente sardi, siano invece citazioni illustri come, ad esempio, Kate e William d’Inghilterra che vanno in monopattino al loro matrimonio, siano essi animali, come il cinghiale, o il pesce, o la civetta . Come mai questa scelta?

Vedi, quello di dare un volto tipico dei mamuthones è stato solo un modo per caratterizzare quelle che sono le radici di provenienza. Trovo in queste misteriose, suggestive ed inquietanti maschere i tratti somatici della Paolo Laconirazza sarda dove traspare nelle sue spigolature i segni della fatica, della sofferenza e della rabbia di un popolo perennemente sottomesso. Ma l’idea di rappresentare i sardi sempre incazzati non mi andava giù.
Così ho pensato di smorzare questa immagine di malcontento, creando rappresentazioni, in alcuni casi in chiave ironica, giocando con le forme e i colori, creando scenari fantastici allegorici dove anche le cose e gli animali hanno un volto, un volto che ultimamente ho dato anche in contesti al di fuori dall’isola in tematiche che esulano dalle nostre tradizioni, mantenendo però, sempre la stessa cifra stilistica, un modo per ricordare i tanti sardi che per forza maggiore vivono oltremare. In fondo la Sardegna è anche questa, un mondo meraviglioso dove i sardi sanno anche sorridere!

Ci puoi svelare il segreto dei due elementi immancabili in ogni tua opera: il sole dal viso mamuthonico, e la delicata gallinella sarda? Che significato hanno? E come mai la gallinella, a differenza degli altri animali, rimane sempre immune alla somiglianza verso la bellissima maschera simbolo della tradizione sarda?

Il sole , la pavoncella sono elementi simbolici decorativi immancabili nei miei dipinti, una sorta di logo come Paolo Laconiriferimento di identità. E’ vero, il sole, guardone con sembianze da mamuthones, che nascosto e curioso, ascolta e osserva ogni scena da me rappresentata, un modo per richiamare il nostro meraviglioso clima, mentre la pavoncella l’ho voluta lasciare come la vediamo nell’artigianato, un simbolo vero e proprio di provenienza… l’elemento più rappresentativo.
Da qualche tempo un nuovo elemento è entrato a far parte nei miei dipinti, la luna… se c’è il sole, la luna non poteva mancare, astro ispiratore dei sentimenti umani.

Parlaci del futuro. Hai in mente nuovi progetti? Collaborazioni? Nuove sperimentazioni stilistiche?

Per quanto riguarda il futuro, è tutto un punto interrogativo. Proposte ne ho avute, ma tutte da valutare; Paolo Laconiinviti a mostre non mancano, personali, collettive ecc poi altra carne al fuoco… per scaramanzia voglio evitare di parlarne. Dopo la mostra a Londra e l’ultima personale alla Bacheca a Cagliari, ora voglio fare una pausa di riflessione. E’ imminente l’uscita del nuovo calendario 2013, “LE 4 STAGIONI” molto bello e colorato che metterò in vendita da metà ottobre.
Sto studiando un nuovo percorso artistico, un po più concettuale, da affiancare a quello attuale, senza stravolgere però quello che sino adesso mi ha caratterizzato… ma è tutto ancora da sperimentare…  il tempo deciderà.

Link utili:
Sito web
Pagina facebook

Credits:
Foto (nell’articolo) (C)2012 Marilena Riello – Blog | Flickr

In galleria, alcune delle sue opere:

Annunci

6 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.