Progetti foto-narrativi

Cronache da Stampace – “Ma Sant’Efisio è Sant’Efisio!”

Certe abitudini diventano modi d’essere, così pure i santi, quando te li porti dietro da bambina.
Sant’Efisio per me è sempre stato questo, come uno zio alla lontana che è vero che si ricorda di te e viene a trovarti solo una volta all’anno, ma lo fa in modo da colmare le sue lacune per tutto il tempo in cui è mancato.
1° Maggio 2013 - Sant'EfisioDacché mi ricordo, ogni anno, accada quel che accada, lui non manca il suo consueto appuntamento con me, la mia famiglia e la mia terra tutta.
Succede in primavera. Qualche giorno prima del primo maggio egli chiama a sé i suoi uomini più fidati, quegli che gli hanno giurato fedeltà da generazioni e generazioni, e dice loro:
Bene, miei servi fedeli, è giunto il momento di prepararci per il lungo cammino che ci attende. Le calorose genti che vivono questa terra del mare e del sole aspettano impazienti il mio passaggio. Voi avete promesso di portarmi ogni anno per le terre che un dì salvai, perché possano gioire ancora della vittoria contro la peste! Orsù, vestitemi dunque perché possa sfilare fra i miei fedeli.

Al suo richiamo rispondono solerti i suoi uomini di fiducia, che, con animo gioioso, si preoccupano di prepararlo per la grande occasione.
1° Maggio 2013 - Sant'EfisioÈ così che ogni primo giorno di Maggio, il martire Efisio viene benedetto ed esce dalla chiesetta che porta il suo nome e in cui dimora il resto dell’anno. Esso viene scortato per le strade della città di Cagliari e si incammina verso Pula e Nora, nella vecchia chiesetta romanica dove subì il martirio per decapitazione.
Prima di arrivare a destinazione, però, fa diverse tappe: la prima a Giorgino nella villa Ballero dove i buoi stanchi vengono sostituiti da una coppia riposata, egli viene spogliato dei gioielli e delle vesti di festa e viene trasferito nel cocchio di campagna; la seconda a La Maddalena dove saluta i fedeli di Capoterra; prosegue nella chiesetta di Su Loi, dove viene celebrata la messa; poi ancora a Villa d’Orri, dove viene officiata la benedizione eucaristica; solo in tarda serata arriva a Sarroch dove passa la notte. L’indomani, dopo esser passato a Villa San Pietro, arriva trionfante al mio paese natio: Pula, dove viene accolto con grande festa da tutta la popolazione.

Per me il 2 maggio è sempre stato un gran giorno:
1° Maggio 2013 - Sant'Efisio“Oggi arriva Sant’Efisio”, mi diceva mia madre da piccolina.
Mi agghindava a festa e mi portava in piazza ad aspettare il tanto atteso passaggio del santo.
Le strade venivano ornate di bandierine già dai giorni prima e di quella che viene chiamata “sa ramadura” o “infiorata” (un tappeto di petali di rose steso sulle strade percorse dalla processione) poco prima del suo passaggio. I colori variopinti delle stoffe appese e quello dei fiori per strada coi loro freschi profumi, si mischiavano a quelli dei costumi che precedevano il cocchio. Gruppi folkloristici da ogni parte dell’isola accompagnano, infatti, con le loro preghiere, il cammino del santo verso il luogo del martirio, proprio come la municipalità di Cagliari gli aveva promesso nel 1656, quando sconfisse la terribile peste che aveva colpito tutta la Sardegna.

Per tutta la mia vita, dunque, la festa di Sant’Efisio è stata questo: l’attesa della sua visita, “s’intrada ‘e su Santu” (l’entrata del Santo), così come viene chiamata dai pulesi.
1° Maggio 2013 - Sant'EfisioQuest’anno ho voluto ricambiare la cortesia a Sant’Efisio: tante volte ho aspettato che arrivasse, stavolta sono andata io a prenderlo. Non avevo mai assistito alla cerimonia che accompagna la sua Uscita da Cagliari e mi sembrava doveroso ricambiare la sua gentilezza.
D’altronde abito nel capoluogo ormai da quasi 18 anni. Diciamo che ho passato la metà della mia vita a Pula e l’altra metà qui. Mi sembra giunto il momento di integrarmi con la mia città d’adozione.
E poi, voglio dire, si tratta di un santo condiviso, per cui è tutto più semplice.

Per questo motivo, dopo essermi levata assai presto per un giorno di festa ed aver camminato a lungo 1° Maggio 2013 - Sant'Efisioper arrivare a Stampace, vecchio quartiere di Cagliari dove poggia la piccola chiesetta in cui Sant’Efisio è custodito, sono finalmente giunta al suo cospetto.
Mentre celebravano la messa preparandolo al suo viaggio, ho scoperto dei posti della mia città che non conoscevo. Perché se è vero che fin da piccolina ho sempre seguito (con scarsa attenzione, lo ammetto) la diretta del grande evento dal televisore di mio nonno che non era credente, “ma Sant’Efisio è Sant’Efisio”, trovarmi lì e respirare in prima persona i luoghi e le persone che contornano questo evento, mi ha fatto scoprire tutto un mondo che non conoscevo, non solo di luoghi, ma anche di emozioni profonde che mi legano indissolubilmente alle tradizioni della mia terra.

1° Maggio 2013 - Sant'EfisioSalendo sulla via Sant’Efisio, per la prima volta ho visitato la stupefacente cripta di Santa Restituta, costruita nel XVII secolo, che accolse recentemente i rifugiati durante i bombardamenti arei della seconda guerra mondiale. La sua struttura sotterranea completamente scavata nella pietra mi ha spinto ad avventurarmi per i suoi cunicoli bui, studiati come vie di fuga in caso fosse saltata l’entrata principale.
Spingendomi più avanti nella via che prosegue verso la chiesetta sono scesa nelle carceri 9 metri sottoterra, anch’esse scavate nella pietra, che hanno accolto il povero Efisio prima di essere trasferito presso la città di Nora per il martirio. Imponente appare una colonna di marmo, chiamata “la colonna del martirio di Efisio“, in cui è ancora agganciato l’anello in metallo a cui era fissata la catena che lo imprigionava.

Finalmente sono giunta di fronte alla piazzetta della chiesetta in cui veniva celebrata la messa. Tantissime persone si 1° Maggio 2013 - Sant'Efisioaccalcavano per entrare a salutare il santo, posto al centro dell’unica  navata centrale col suo tradizionale cocchio.
Intanto la processione per le vie d’intorno continuava e mi alternavo nel cercare di assistere ad entrambi gli eventi.
Poi si è fatto tardi, è quasi giunta l’ora dell’uscita del santo. Non posso mancare, glielo ho promesso.
Mi son piazzata nella famosa piazzetta e ho atteso pazientemente. I militari hanno formato due file da un lato del cortile, come a tracciare la strada che il cocchio avrebbe fatto uscendo dalla chiesa.
Dopo circa un’oretta fatta di spinte, odore di spogliatoio e l’attacco di una mandria di formiconi alati che hanno deciso di scendere a salutare il santo, finalmente vedo arrivare i buoi che, con aria seria e composta, si sono fermati ad aspettare colui che avrebbero scortato solennemente per le vie della città.

Intanto la piazzetta si è fatta sempre più densa di persone in attesa. Proprio nel momento in cui le forze mi stavano abbandonando, ecco che qualcosa si è mosso. I buoi sono stati indirizzati verso la chiesa, da cui sono usciti dei religiosi con alcuni oggetti da portare in 1° Maggio 2013 - Sant'Efisioprocessione, fra cui un grosso crocifisso del 1700. Poi finalmente la figura di Sant’Efisio ha fatto capolino per la gioia di tutti noi presenti. Il cocchio è stato fissato ai buoi, fra gli spari e gli applausi degli astanti.
Nei palazzi di fronte, tutti agghindati a festa con drappi rossi e bianchi raffiguranti il martire, i fortunati abitanti lanciavano petali di rosa sulla folla in processione.
Il mio cuore si è fermato un attimo, ho sentito un grande freddo e la pelle d’oca. Ho guardato la statua del santo. Sant’Efisio mi ha guardata, felice di vedermi, e mi ha strizzato l’occhio come a dire:
“Nci-dd’as fata!” *
Poi è tornato alla sua consueta aria solenne, circondato dalla fiumana di devoti.
Mentre mi univo alla processione e camminavo fra la folla, ho capito la frase di mio nonno, con cui ho sempre condiviso la scarsa propensione religiosa:
“Ma Sant’Efis est Sant’Efis!”

* “Ce l’hai fatta!”.

Se desiderate saperne di più, vi consiglio di consultare il sito Santefisio.it.

Link utili:
Santefisio.it
Efisio martire – Wikipedia
Festa di Sant’Efisio – Wikipedia
Chiesa stampacina di Sant’Efisio – Wikipedia

Credits: Foto di Marilena Riello FlickrBlog
Video di Brabs

2 risposte »

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