Confessioni d’autore – Intervista ad Alessandra, autrice di La Fille Bertha

Little Drawings from The Moon and More…

E’ un mondo che ho sempre sbirciato, questo è vero, ma, pensandoci a posteriori, non avevo La Fille Bertha - Graffitila benché minima idea di cosa fosse esattamente un graffito. Nella mia carriera bloggettara mi è capitato di ospitare tanti illustri esponenti di questa suprema arte, ma mai ne avevo colto la vera essenza. Mi mancava la parte più importante: conoscere chi i graffiti li fa, li pensa la notte, si mette per strada e li realizza davvero. Chi, attraverso un’idea, un sogno, anche solo un semplice richiamo isolato, riesce a creare immagini che rimangono impresse nella tua città, ne diventano quasi dei segni distintivi.

E qui interviene lei, La Fille Bertha
Dapprima mi è comparsa solo tramite timidi segni, così come capita con quelle immagini che affiorano all’improvviso e a cui ripensi alla leggera, poi ti svegli un mattino e sono La Fille Bertha - Graffitidiventate normali, tratti caratteristici della tua “cagliaritan street-art identity”.
Poi è intervenuto il destino, il classico caso fortuito. Ed eccola materializzata, coi suoi occhiali dalla decisa montatura nera, il fiero codino all’insù, la camicia dal collettone estroso e l’immancabile cellulare con le orecchie ciondolanti da coniglietto. L’immagine di lei è l’esatto riflesso delle sue creature: donne timide ma decise, con un sottile filo di rossetto e i minimali accessori che fanno della loro semplicità un quadro complesso di sfaccettature distintive. Poesia e sogno si mischiano in questa personalità che possiede l’estrema raffinatezza di esser nata su una nuvola e l’invidiabile fortuna di abitare sulla luna…

Ma non perdiamo tempo, che se no va via la luce e il graffito deve essere terminato per la sera: “Non mi piace lasciare i disegni incompiuti”, mi dice e lo fa rivolgendosi al muro logoro come a rassicurarlo che La Fille Bertha - Graffitimanterrà la promessa di (ri)animarlo con le sue presenze peperine create apposta per tenergli compagnia. Mi spiega che i suoi lavori sono autorizzati, quel muro che si accinge a “dipingere” è vecchio e io immagino sia contento di ricevere finalmente delle attenzioni.
La vedo imbustarsi dentro il suo keeway colorato e disporre a terra le bombolette che le serviranno. La volta precedente ha fatto la base e dato la prima forma alle due presenze femminili che piano piano si stanno delineando. Prima di iniziare prende le misure, si scosta osservando assorta la figura che si sta delineando. Si riavvicina col nero per dare le ultime rifiniture alla capigliatura corvina di una delle due donne-bambine raffigurate. Poi fa una pausa continuando ad osservare il disegno. Piano piano le forme diventano più decise e viene fuori ciò che poco prima era appartenuto esclusivamente alla sua immaginazione.

La Fille Bertha - GraffitiAdesso mancano solo i dettagli del viso, ma è tardi, devo andar via. Lo faccio solo con la promessa (a me stessa) di passare a vedere il risultato finale, a guardare negli occhi quelle presenze trasognanti che da oggi abiteranno quel vecchio muro.
E così è stato. La boccuccia purpurea e gli occhi sognanti, non sorridenti, ma sereni, quasi ad esprimere una tranquillità d’animo contagiosa che sa di felicità. Sarà che là sulla Luna si respira silenzio, sarà che non esistono i problemi del Mondo, ad ogni modo quest’invasione di personaggi lunari nella mia Cagliari mi fa tirare un respiro di sollievo, mi sento quasi protetta…

La Fille Bertha - Bookshop castello di san micheleLa Fille Bertha non è solo graffiti… In realtà la sua propensione per il disegno è stata evidente sin da bambina, quando, a differenza degli amichetti della sua età, snobbava le bamboline per lanciarsi sui pennelli. E così sono nati i suoi primi timidi personaggi…
Prima di arrivare ai graffiti, Alessandra è passata per la pittura, l’illustrazione e oggi crea, frutto della sua passione per la moda, anche tutta una serie di accessori in legno e su altri materiali che potete trovare in vari negozi di Cagliari (vd. sotto). Inoltre presto sarà disponibile uno shop on-line in cui le sue opere potranno venir acquistate da ogni parte del globo e, senza spese di spedizione, anche dalla luna…

In basso trovate le gallerie con i suoi ultimi graffiti, gli accessori e le illustrazioni.
Incuriosita dal suo percorso artistico, le ho fatto qualche domanda:

Come mai il nome La Fille Bertha? che cosa significa e cosa rappresenta? Parlaci della nascita di questo progetto.

Il nome La Fille Bertha è legato a un ricordo dell’infanzia, un periodo particolarmente evocativo per me. “Bertha” ha rappresentato un qualcosa che mi ha sempre accompagnata lungo quegli anni, ho iniziato ad utilizzar questo nome molto spontaneamente, per me certe “scelte” sono viscerali, mi lascio quasi scegliere io dalla loro forza associativa. L’ho inizialmente utilizzato quando mi volevo identificare nel mondo dei murales, un po’ la trasposizione con cui è iniziato questo mio “viaggio” in modo più deciso nell’esplorazione delle arti visive. “La Fille” si è invece unito al nome Bertha in un momento successivo, forse mi suonava troppo breve, Bertha, troppo solo ed isolato, o forse amo troppo il francese. Esso racchiude quindi un po’ quella che sono io rispetto alle mie radici, al mio vissuto, ai luoghi, fisici e non, a cui sono approdata nella mia vita.
Questo “progetto”, che più che un progetto è il mio mondo, è sempre esistito ma ad altri livelli, ha preso corpo attraverso questo nome ed in modo più compiuto circa quattro anni fa. Una persona a me molto vicina è stata decisiva in questo senso, stanca di vedere sulla carta il ripetersi “ossessivo” dei miei disegni, mi ha suggerito di liberarli anche su muro, pensava sarebbero stati adatti a quella dimensione. Nella totale esplorazione mi sono fatta affascinare da questo mondo: questo, piano piano, mi ha dato modo di esplorare anche su scala differente i miei personaggi e ha sicuramente inciso tanto nel mio percorso.

Nelle tue creazioni esiste una dominante: donne colorate, tutte peperute, innamorate e felici. Esse sembrano appartenere ad un altro mondo e lo si intuisce anche dalla tua frase: “Little Drawings from The Moon and More…”. Cosa rappresentano per te, da dove “provengono” e in che modo riflettono la tua personalità?

In realtà La Fille Bertha è nata da una nuvola, in un giorno in cui pioveva molto intensamente… crescendo si è trasferita sulla luna, dove si sente particolarmente a proprio agio, come se avesse raggiunto la sua “vera” casa, per il momento: così cita la piccola ed (auto) ironica biografia. Le figure femminili sono una costante nelle mie rappresentazioni, non so se possano essere considerate donne provenienti dal nostro pianeta, ad ognuno la libera interpretazione! Devo dire che nessuno mi aveva mai detto di percepirle come felici, ma sono colorate, sì, a volte coloratissime! Mi capita mi dicano che sembrano esser tristi, malinconiche… in effetti questo rispecchia sicuramente una parte di me, trasognata e contemplativa.
E’ senza dubbio affascinante e divertente che ognuno abbia la propria percezione.

Sei partita dai disegni tradizionali su tela o altri supporti, per poi sviluppare il frutto delle tue creazioni artistiche su accessori quali orecchini e ciondoli, t-shirt, borse e via dicendo. Parlaci di questi prodotti. Dove li possiamo trovare?

Questi accessori, magliette e borse li potete trovare a Cagliari: per il momento da Love Retrò, da Coirami Concept, presso il Bookshop del Castello di San Michele e prestissimo da Mimamai Boutique sviluppati anche per i più piccoli e in qualche altro posto ancora da definire! Ho fra i miei progetti anche uno shop on line per favorire le persone che non sono sull’isola, vi terrò aggiornati/e!

Oltre alla tua produzione artistica “normale”, ti diletti anche nei graffiti. Come è avvenuto questo passaggio? E cosa significa per te?

Credo di aver risposto in parte nella prima domanda: il mondo dei graffiti mi ha permesso di esplorare su scala differente i miei personaggi, mi ha anche permesso di confrontarmi in modo diretto con altre persone. Il passaggio è stato molto “naturale”, mi ha aiutata a definire meglio il mio percorso e rappresenta davvero tanto per me, un mondo in continua evoluzione, un unico percorso che si evolve in differenti media sviluppando gli stessi concetti.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento? Ci sono degli artisti che hanno influenzato questo passaggio verso la street art?

Ci sono degli artisti che lo hanno influenzato: alcuni sono di Cagliari, sono quelli con i quali mi confronto abitualmente, dipingo spesso con Ufoe.
Per quando riguarda la street-art ci sono un sacco di artisti che apprezzo, che non lavorano solo su muro. Le influenze credo non riguardino però solo la street art ma l’arte più in generale, il design, l’illustrazione, la moda.

Un tuo quadro è in giro per il mondo in una collettiva itinerante in America Latina. Quindi hai rapporti con altri artisti, gallerie d’arte al di fuori della Sardegna? Parlaci di queste esperienze e dei tuoi progetti / collaborazioni futuri.

Ho contatti con chi mi contatta e si interessa al mio lavoro, il mondo del web è d’aiuto in questo senso. Confrontarsi con altri artisti, viaggiare per esportare il proprio progetto è molto bello, e sarebbe certamente bello avere un numero crescente di opportunità in questo senso. Al momento sono molto impegnata in diversi progetti qua in Sardegna e anche in qualcos’altro che chi vorrà scoprirà “seguendomi”…

Link utili:
La Fille Bertha – Facebook
La Fille Bertha – Tumblr
La Fille Bertha – Flickr
La Fille Bertha – Instagram

Credits foto:
Foto graffiti: Marilena Riello – Blog | Flickr
Foto illustrazioni e accessori: Alessandra – La Fille Bertha

GALLERIA NUOVI GRAFFITI (Foto di Marilena Riello)

GALLERIA ILLUSTRAZIONI (Foto di La Fille Bertha)

8 commenti

  1. Brava Alessandra, mi piace molto quello che fai ! E brava sbrabs, sempre a caccia di artisti interessanti, compliments.

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