Arte & curiosità dal mondo

Arte & curiosità dal mondo – Gli autoritratti alterati di Bryan Lewis Saunders

Bryan Lewis SaundersPensavo di aver visto gente scoppiata, ma scoppiata sul serio. Poi mi imbatto su Bryan Lewis Saunders e mi devo assolutamente ricredere. Evidentemente non avevo visto abbastanza…
Non bastava infatti il suo progetto di un autoritratto al giorno per tutta la vita, che gli è valso una collezione di circa 8000 disegni con se stesso come soggetto…
No, egli doveva andare oltre, osare di più.
E’ così che nel 2001 per 11 giorni ha ingerito e/o inalato ogni tipo di droga ed affini e ha potuto così dipingersi in stati allucinanti o allucinati, per usare i giusti termini.
La sua collezione droghearia dice molto sul suo livello di “fuori di testa”, visto che a droghe standard come la cocaina, i funghetti, l’hashish o la marijuana, egli ha alternato valium, sciroppo per tosse, salvia e addirittura liquido infiammabile…

Link utili / Useful links:
Bryan Lewis Saunders – Website
Bryan Lewis Saunders – Wikipedia

Via collater.al

4 replies »

  1. Questo shcoppiato lo conoscevo…avevo visto il suo lavoro proprio in occasione di un dibattito su artisti e droghe…Io personalmente credo che non tutte queste sue opere o disegni o comunque tu voglia chiamarli, siano fatti sotto l’ effetto di qualche droga, tuttalpiù col ricordo…magari le ha prese, ha focalizzato le sensazioni e poi ha disegnato…non so…è difficile creare sotto effetto, l’atto creativo è già una specie di droga in sè…Comunque mi era piaciuto ed è bello ritrovarlo qui.

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  2. è vero, è difficile creare sotto l’effetto della droga, come scrive Fausto Petrella a proposito dell’alienazione mentale (“Follia e creativita'”, 1999) ” se uno è confuso, più che porcherie non riesce a fare, dal punto di vista strettamente artistico. Non è che la confusione sia un buon sistema. Quindi bisogna che l’io che dipinge guardi, con tutta la sua capacità costruttiva, all’esperienza fatta …….. La creatività implica un certo grado di lucidità dell’io.”
    Tuttavia accade che l’artista, seppur alterato (dalla droga o dalla follia), produca opere di una certa bellezza. Alcuni dei ritratti presentati li trovo straordinari.

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