Manuale sentimentale per simpatiche canaglie

Manuale sentimentale per simpatiche canaglie – Intro

Manuale sentimentale per simpatiche canaglie - Foto di Marilena Riello

Manuale sentimentale per simpatiche canaglie – Foto di Marilena Riello

N.B. Questo è il capitolo iniziale del Manuale sentimentale per simpatiche canaglie come era stato pensato per il blog. Per le ragioni che potete leggere qui, i testi completi dei capitoli successivi sono stati rimossi. Ho deciso di lasciare questa introduzione così come è stata pubblicata originariamente. In realtà essa è stata modificata per la nuova destinazione.

Nel caos della vita odierna è difficile orientarsi nella complessa e a tratti enigmatica dimensione psico-comportamentale della vita di coppia.
Per questo motivo ho pensato di inaugurare questa nuova stagione del blog creando una sorta di rubrica che faciliti la vita emotiva di quegli individui che, come me, tentennano nell’aspro mondo dell’universo sentimentale. Chissà che, parlandone, non si riesca finalmente ad esorcizzare questo strano mistero della difficoltà relazionale fra questi due esseri così complessi che sono attratti terribilmente e, allo stesso tempo, si respingono come due magneti di poli uguali messi l’uno accanto all’altro.
Come scordare il mito di Platone che li vedeva prima uniti e felici in un unico essere ermafrodita chiamato androgino. Il potente Zeus, intanto, combatteva con le continue e (a suo dire) ingiustificate crisi di gelosia della consorte Era. Non ne poteva più di quelle inutili vessazioni emotive, che lo privavano della giusta serenità negli incontri con le sue giovani amanti umane e non. Imbestialito da una lite ed un po’ invidioso e schifato della genuina felicità e foga sessuale di quell’armonico essere, lo divise tristemente in due parti. Queste metà esatte e complementari sono condannate a cercarsi per ritrovare quello stato di felicità.
In fondo va proprio così: uomini e donne si cercano, non possono fare a meno di anelare quella felicità racchiusa nell’androgino. Però durante questa ricerca si scannano!
Il punto è proprio questo. Perché lo fanno? E’ possibile che questa complementarità sia così difficile da soddisfare?
Per indagare questo problema e trovare delle soluzioni, andrebbero abbandonati tutti i luoghi comuni (o presunti tali) che riguardano i due sessi.
Per quanto riguarda l’uomo, infatti, non si dovrebbe ridurre la sua estrema complessità, abbracciando le interpretazioni che lo vedrebbero come un essere totalmente semplice. Secondo queste fantomatiche teorie, sarebbero quindi le donne a farsi mille seghe mentali, interpretando a loro modo dei segnali che in realtà sono più semplici di quello che pensano (perché sono esattamente ciò che sono). Non mi sembra corretto pensare che gli uomini possano essere così lineari e privi di alcuna variazione. Così come mi sembra uno sporco preconcetto pensare che la donna sia così mentale e paranoica da viaggiare costantemente col cervello, facendosi miliardi di film e seminando il terrore nella vita quotidiana della coppia.
Abbandonando questi toni disfattisti e non costruttivi, sento di voler andare oltre queste facili banalizzazioni e di voler affermare l’esistenza di una certa vivacità intellettuale ed emozionale nei miei consimili. Ciò nonostante, la ragione mi spinge ad imparare attraverso l’esperienza. A livello empirico, la ricorrenza di un evento in natura, spinge perlomeno a supporre che ci siano delle possibilità che si ripeta nuovamente. Pertanto, una volta fatte le dovute analisi, è anche possibile che  il becero comune pensare finisca per esprimere tutto sommato delle verità. Vuoi perché la natura si è espressa in questo modo, vuoi perché la società ha determinato, attraverso millenni di storia, il delinearsi di specifiche caratteristiche comportamentali nei due sessi.
Ed ecco l’idea di una sorta di piccolo manuale for dummies che tenti di individuare le tecniche e le regole ricorrenti che inevitabilmente subentrano nel relazionarsi interumano e, nello specifico, nella difficile sfera dei sentimenti.
E’ possibile che, spiattellandole, si prenda coscienza della loro natura (spesso ridicola) e si tenti di scostarsi dagli stereotipi che continuano ad aleggiare sugli ignari rappresentanti del duetto sentimentale.

La prossima puntata verterà su: Metodologia della ricerca sulla presa di coscienza dei propri istinti sesso-sentimentali.

STAY LOVED!

Credits: Foto (C)2012 Marilena Riello – Blog | Flickr

INDICE DEL MANUALE:
0. Introduzione (tu sei qui!)
1. Metodologia della ricerca sulla presa di coscienza dei propri istinti sesso-sentimentali
2. Metodologia della ricerca sull’individuazione della preda
3. Metodologia della ricerca sui metodi di abbordaggio
4. Metodologia della ricerca sulla qualità del sesso nella determinazione o meno del successo nell’approccio relazionale
5. Metodologia della ricerca sui metodi per affrontare un rifiuto
6. Metodologia della ricerca sull’individuazione della luce alla fine del tunnel emozionale

P.S. in realtà questo è un vecchio lavoro che mi divertii a scrivere un anno fa. Poi subentrarono altre idee e progetti per cui lo chiusi nel cassetto senza decidere mai cosa farne. Finché qualche settimana fa, riflettendo sulla necessità di rinnovare il blog e le sue rubriche, è riaffiorato all’improvviso e, accecata dalla sua luce, ho pensato di condividerlo con voi in modo da avere dei riscontri su questo tema spinoso. Per questo motivo commenti, suggerimenti, opinioni, consigli spassionati o appassionati sono assolutamente ben accetti. Ovviamente le tesi e le varie congetture che vi trovate sono approssimative e scaturiscono dalle mie esperienze e dall’osservazione del mondo che mi circonda. Non vogliono essere degli assiomi, né delle regole.

25 risposte »

      • Ma chi io? Ma se fino al mese scorso pensavo che ‘sesso’ fosse una marca di caffé degli anni ’80! Mah queste donne, quante congetture che fanno… 🙂

        PS: chiedo venia per il ritardo nella risposta, ma nelle ultime 48h sono stato vittima di un attentato “virtuale” che ha scatenato nel sottoscritto inimmaginabili istinti omicidi verso sconosciuti attentatori, tali, da inibire ogni mia capacitá comunicativa.

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      • Come non ci crede nessuno? Con questo visino d’angelo ingenuo che mi ritrovo! Fremo dal conoscere il tuo punto di vista sulla questione, ottima rubrica, sará utile anche ai profani in materia come me.

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