Progetti foto-narrativi

Saint Andrews – Di matrimoni, vecchi ruderi, passaggi segreti e altre amenità (Prima Parte)

Proprio adesso doveva sposarsi la cugina Kate, proprio adesso che Lucy si era decisa finalmente a dargli una Saint Andrewspossibilità e aveva acconsentito ad uscire con lui. Succede sempre così, pensò Guglielm, ti dai da fare per raggiungere lo scopo e poi accade quel dannato imprevisto che vanifica tutti gli sforzi. Erano mesi che si prodigava nel farle una corte serrata e proprio adesso che aveva mostrato i primi segni di cedimento, ecco che arriva Margareth, sua madre, la strega del Sud, a rovinare tutto:
“Guglielm hai preparato la valigia?”
“Che valigia, scusa?”
Margareth, la donna-uomo inflessibile, il freddo robottino, fece una smorfia di disappunto:
“Come che valigia? Ti sei scordato che sabato si sposa Kate? Guarda che domani si parte all’alba e non voglio sentire storie. Saint AndrewsI nonni ci aspettano per cena e non ci devono essere ritardi, lo sai come sono fiscali…”
“Chissà da chi avrai preso tu…” avrebbe voluto dire Guglielm. Ma tacque. Tanto era inutile discutere con lei, alla fine vinceva sempre in un modo o nell’altro. Da poco aveva scoperto la tecnica del frignaggio con supplica al povero padre che, pur di farla smettere, era disposto ad esaudire ogni suo desiderio, per cui la usava ogni volta che le serviva. E questa volta, Guglielm se lo sentiva, l’avrebbe usata. A lui dispiaceva disturbare suo padre, era sempre immerso nei suoi libri, perso in qualche ricerca fra i fantasmi del passato. Saint AndrewsI suoi studi lo distoglievano dalla realtà, lo facevano vivere in altri mondi fatti di storia, eroi e leggende. I conflitti quotidiani, le liti coi figli e la monotonia del presente non lo sfioravano, finché non arrivava lei con le sue lagne ad interrompere i suoi viaggi. Il padre di Guglielm, Luke, era un ricercatore di storia della Kingston University. I suoi ultimi studi lo avevano portato a focalizzare la sua attenzione verso le tradizioni e le leggende della Scozia. Per questo Guglielm era sicuro che avrebbe perso la battaglia. Suo padre non avrebbe mai perso la fortunata opportunità di passare quella settimana in uno dei luoghi storicamente più importanti della Scozia, Saint Andrewsnel piccolo paese di cui sua moglie Margareth era originaria: Saint Andrews. Inoltre il caso avverso aveva voluto che proprio quel week end vi si svolgesse il più antico torneo di golf del mondo: l’Open Championship, uno dei quattro Open più importanti al mondo. E suo padre, grande amante di quella disciplina, aveva allertato tutta la sua cerchia di amici e/o compagni di gioco che condividevano la sua passione. Avevano già comprato i biglietti e prenotato l’albergo da mesi, come ogni anno d’altronde.
Se da bambino Guglielm aveva amato andare a trovare i nonni in quel “paesino sperduto del nord”, come lo chiamava, adesso che l’adolescenza premeva, Londra per lui rappresentava l’unico luogo in cui sarebbe voluto stare. E poi c’era Lucy, che, dopo macistici sforzi di persuasione, aveva finalmente acconsentito per un cinema pomeridiano, e manco soli, ma con quella insulsa Saint Andrewspaggetta della sua migliore amica. Ovviamente voleva vedere proprio il film che proiettavano sabato pomeriggio, giorno in cui Guglielm avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia di matrimonio di Kate, la cugina antipatica e bruttina (per farle un favore), una delle streghe del nord assieme alla zia (la madre) e, quando ci si metteva, anche alla nonna.
Era una battaglia persa, doveva rassegnarsi. Con un diavolo per capello mise le sue cose in valigia e decise di rinchiudersi in camera e saltare la cena in segno di forte risentimento. La madre non venne neanche a cercarlo, aveva capito l’umore del figlio e voleva evitare inutili litigi, per cui se ne andò in cucina a preparare la cena. Guglielm sentì la sua voce da racchia frustrata che li chiamava tutti, prima il padre, poi Barbra, la sorella, ed infine lui. Accese lo stereo ad alto volume e stette immobile.

Saint AndrewsGiunsero a Saint Andrews solo in tarda serata. Era luglio inoltrato e il clima non era molto freddo, non come quando ci andavano a dicembre, per Natale, quando avevi paura di uscire per non finire ibernato. Per fortuna alternavano con gli altri nonni che stavano comodamente a Londra per cui questa agghiacciante (nel vero senso della parola) avventura capitava solo ogni due anni.
Durante il viaggio il padre, solitamente assente e taciturno, si era invece lasciato trasportare dalla foga dei suoi recenti studi, costringendo i passeggeri-ostaggi a tediose nozioni storiche riguardanti Saint Andrews. Era partito con un indovinello sulle origini del nome. Come mai non si chiamava Saint Andrew? Cosa rappresentava quella “s” finale? Era forse un genitivo sassone? E, se sì, perché?
“Io lo so!”, esclamò Margareth eccitata.
Se non lo sai tu che ci sei nata, pensò Guglielm.
“Tu non sei fra i concorrenti!”, rispose Luke ridendo.
Saint Andrews“Quindi?” aggiunse guardando i due figli dallo specchietto retrovisore.
Guglielm sudava freddo, non gli importava nulla dell’argomento ma detestava deludere il padre. Intervenne la piccola saccente, sua sorella Barbra, alzando la mano:
“Lo so anch’io papy, posso dirlo?”
“Certo!”, rispose Luke.
Barbra guardò Guglielm col suo solito sardonico fare snob da mocciosetta so-tutto-io-e-me-ne-vanto. Tutta sua madre! Avrebbe di certo meritevolmente ereditato lo scettro della strega del Sud appena la sua età fosse stata adatta a tale ambito riconoscimento. Saint AndrewsPer ora aveva solo 10 anni ed era una principiante streghetta con un glorioso futuro davanti a sé.
“Non si tratta del genitivo sassone, ma di Androis, antico nome scozzese di Andrews. Lo ripete sempre la mamma…”
E chi la ascolta più la mamma, pensò Guglielm scagliando sulla sorella uno sguardo carico d’odio. Margareth si girò a guardare la figlia con orgoglio:
“Brava Barbra!”, poi si girò verso il marito:
“Vedrai, questa bambina ci darà grandi soddisfazioni!”.
Saint AndrewsIl padre ricambiò il sorriso e da lì iniziò una lunghissima ripassata della storia di quel paese tanto caro alla sua mogliettina che lo guardava con occhi pieni d’orgoglio. L’unica cosa che colpì Guglielm fu quando il padre citò un passaggio segreto, sì, nel vecchio castello. Ne parlavano anche le guide:
“Domani andremo coi Richards a visitare i resti del Castello e della Cattedrale. Forse non lo avete mai sentito nominare, ma Simon Richards è un mio collega ricercatore all’università, è venuto per l’Open e ho promesso di fare da cicerone a lui e alla sua famiglia. Saint AndrewsHa due figli, sono gemelli, credo siano un maschio e una femmina. Potreste farci amicizia…”, finì il padre.
Accidenti ci mancava solo la gitarella scolastica con sconosciuti a far da baby sitter ai loro figli mocciosi. Ma perché non era scappato prima che fosse troppo tardi? Fra un po’ sarebbe stato maggiorenne e avrebbe deciso solo lui se e dove andare, ma adesso ancora quei due individui che si trovavano nella parte anteriore dell’auto controllavano totalmente la sua vita.

Quel maledetto telefono non prendeva a casa dei nonni e Guglielm stava giusto aspettando la risposta di Lucy, erano due giorni che l’aspettava. Saint AndrewsFu dunque molto fecile quando suo padre lo chiamò per la famosa gita. Era pomeriggio inoltrato, la giornata era abbastanza luminosa, un bel sole splendeva alto e Lucy non rispondeva. Guglielm la Cattedrale la conosceva già, non era la prima volta che la vedeva. I suoi genitori ci avevano portato più volte lui e la sorella, ma dall’ultima volta era passato qualche anno. Come da accordi, aspettarono i Richards all’ingresso. Questi arrivarono in ritardo di 20 minuti. Guglielm osservò il viso rigido di sua madre mentre, falsa come una vipera, rispose alle scuse di Clara, la moglie di Simon:
Saint Andrews“Non c’è problema, cari. Siete perdonati, avrete di certo delle buone ragioni per il vostro ritardo. Beh che dire? Benvenuti a Saint Andrews!”, disse entusiasta.
La sua voce sprizzava una formalità fredda e spaventosamente costruita. Guglielm era abituato all’affettazione della madre, ma stavolta risuonò con un urletto stridulo indice del profondo nervosismo per il loro ritardo. Guglielm paragonò il suono di quelle parole a delle unghie che graffiano la lavagna, lo faceva sempre alle compagne per farle rabbrividire. Ma stavolta era lui a rabbrividire. Soprattutto dopo che vide i gemelli Richards. Saint AndrewsNon erano affatto dei mocciosi, anzi avevano circa la sua età. Il ragazzo era alto, ben vestito e aveva lo sguardo di uno che la sapeva lunga. La sorella gli stava vicino sorridente: era pallida e aveva dei lunghi capelli corvini e dei tratti  gentili. Non si poteva dire che fosse bella, né che fosse brutta. Fatto sta che Guglielm ne vedeva traspirare una strana aurea, un fascino schiacciante che gli impediva di staccarle gli occhi di dosso. Andrew e Emma, così si chiamavano. Emma era tutto l’opposto di Lucy con i suoi capelli biondi e i suoi occhi color zaffiro. Ma nel sorriso di Emma Guglielm percepì qualcosa che in Lucy non aveva mai sentito. Saint AndrewsForse si trattava della semplicità, quella spontaneità che non deve preoccuparsi di niente.
Luke guidò il gruppo verso le rovine della vecchia Cattedrale. Lui e Simon si facevano domande tediosissime fra studiosi della materia. I ragazzi stavano indietro per cercare di isolarsi il più possibile. Andrew e Guglielm si fecero qualche gesto d’intesa per evidenziare la pesantezza dei genitori. Emma se ne accorse e rise. Aveva una voce dolce, non civettuola, era come se fosse ancora incontaminata, come se ancora non si fosse convertita alla superficialità che, secondo Guglielm, prima o poi colpiva ogni ragazza. Lucy apparteneva al gruppo di contaminate, non era certo diversa da tutte le altre: Saint Andrewsla sua unica preoccupazione erano i vestiti, l’aspetto fisico, l’apparire. Il padre intanto spiegava la storia della Cattedrale più grande della Scozia, edificio distrutto (e mai ricostruito) dopo la Riforma Presbiteriana scozzese. La cosa più impressionante che colpiva Guglielm ogni volta che visitava quel posto perso nel tempo, era il contrasto col mare, con la vicina scogliera, il fondersi di quegli spuntoni antichi con l’azzurro del cielo e del mare. Egli ascoltava il padre e intanto fantasticava pensando al passato di quel luogo, alle navi che vi attraccavano, ai leader e vescovi cattolici e protestanti che tramavano nell’ombra, e che vi vennero uccisi. Saint AndrewsLuke parlò di una leggenda, si narrava che i ruderi fossero abitati dai fantasmi di questi assassinati celebri e che da qualche parte ci fosse anche lo spirito di John Knox. Luke e Simon si divertivano a vedere gli occhi stupiti dei figli per cui esagerarono aggiungendo dettagli e inventando storielle. Salirono sulla Torre normanna di San Regolo, una delle poche parti intatte della Cattedrale. Dalla sua cima si vede la città dall’alto, il vecchio borgo che non è poi così piccino. A differenza di ciò che Guglielm diceva di Saint Andrews, il “piccolo paesino sperduto” aveva una delle Università più antiche e prestigiose del Regno Unito, d’inverno era piena di studenti e d’estate… beh d’estate c’era l’Open Chanpionship…
Guglielm si girò a guardare Emma e all’improvviso tutto quel viaggio gli apparì diverso, non gli importava più di Londra, che Lucy gli rispondesse. Ora si trovava lì con quella ragazza meravigliosa che rapiva ogni suo interesse. Proseguirono la loro visita nel vecchio cimitero e poi visitarono il Castello del Vescovo. Anche qui non si contavano le storie, gli intrighi di corte, i segreti nascosti. Arrivarono al famoso passaggio segreto, se ne vedeva solo la prima parte. Saint AndrewsChissà dove portava, si chiese Guglielm. La storia degli scozzesi, il cui sangue scorreva a metà anche nelle sue vene, per una volta lo interessava. Luke e Simon si strizzarono l’occhio e lasciarono molti dubbi sull’argomento trasformandolo in un vero enigma, raccontarono di vecchie miniere costruite proprio là sotto, ipotizzarono che il passaggio potesse essere connesso a quei vecchi cunicoli. I ragazzi ascoltavano rapiti, ogni tanto facevano qualche domanda, increduli verso quelle storie di diavoli e fantasmi. Si era fatto tardi e decisero di cenare assieme in un ristorante tipico vicino al Castello. Guglielm si sedette proprio di fronte a Emma e Andrew. Saint AndrewsDopo un primo momento di timidezza, i tre ragazzi iniziarono a parlare di Londra e delle rispettive scuole, i locali che frequentavano. Poi passarono a commentare le storie di Saint Andrews sentite dai genitori.
“Eppure il passaggio segreto mi ha fatto venire i brividi. Chissà dove porta e chissá se davvero là dentro abitano gli spiriti di John Knox e di sua moglie Marjorie Bowes, che tanto attese il suo ritorno dalla Francia quando fu catturato dai cattolici…”
Andrew abbassò la voce per non farsi sentire e disse:
“Perché non ci riandiamo? Io sarei curioso di rivederlo…”
“Io domani sono impegnato tutto il giorno per il matrimonio di Kate, mia cugina. Non sai quanto sia contento di dover presenziare alla solita sfilata di parenti impomatati…”, rispose Guglielm stando attento che non lo sentisse Barbra, la piccola impicciona, che di Saint Andrewscerto avrebbe spifferato tutto ai genitori.
“Potremmo andarci di notte”, disse Andrew e aggiunse “Il passaggio porta alla Cattedrale, ci scommetto… e… ve lo posso dire? secondo me non esiste nessun fantasma! Ve lo dimostrerò!”
“Ma Andrew sei sicuro…”, disse Emma.
“Che c’è? Hai paura sorellina?”
Lo sguardo di Emma abbandonò la sua consueta dolcezza per diventare improvvisamente duro:
“Giammai!” disse.

CONTINUA (E FINISCE) NELLA PROSSIMA PUNTATA!

Credits: Foto (C)2013 Marilena Riello – Blog | Flickr

LINK UTILI:
Saint Andrews – Wikipedia
Cattedrale di Saint Andrews – Wikipedia
Castello di Saint Andrews – Wikipedia
John Knox – Wikipedia
The Open Championship – Wikipedia

4 risposte »

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