LiBrAmando – Niccolò Ammaniti – Il momento è delicato

Ammaniti - Il momento è delicatoGiuro che non volevo creare una rubrica di recensioni. I libri mi piacciono ma non ho mai pensato di condividerli. Però poi ti capita davanti quello che volevi avere da tanto, l’ultimo di uno dei tuoi autori preferiti e, nonostante sia in bolletta, lo compri lo stesso rinunciando fieramente all’uscita del week end che tanto poi che ti importa? Una birra passa, un libro mai…
Lo porti a casa e lo poggi sulla caterva di tesori in attesa, quel cubetto della libreria dedicato interamente ai libri in lettura. Son lì che ti aspettano, pronti in essere, prossimi. Ce ne sono numerosi validi e pure precedenti, ma tu lo metti in alto. E c’è una ragione: conosci il ritmo e la verve dei mosaici di parole e scene che intesserà nel tuo immaginario, per cui non hai dubbi, è lui il prossimo.
L’unica reticenza sta nella forma: si tratta di una raccolta di racconti, ma non è la prima: “Fango” è stata la lettura che ti ha avvicinata a lui. Poi si è scatenata la corsa alla ricerca di tutti i suoi altri scritti precedenti e successivi che si è conclusa col ritrovamento (miracoloso) di “Branchie” nella libreria di un aeroporto.
Lo prendi in mano e lo sfogli delicatamente. Ed è proprio dalle prime righe dell’introduzione che pensi che vuoi scrivere di lui, del come ti senti a casa fra le sue parole, come i grandi amici che, anche se non vedi da mesi, quando li rincontri sono sempre identici, immutati, e così il tuo rapporto con loro.
Nasce così questa nuova rubrica “LiBrAmando“, fatta di Libri, Brama e Amore (per la lettura), che sarà sporadica e indirizzata solo ed esclusivamente ai libri e agli autori che lasceranno delle tracce, come in questo caso.

Niccolò Ammaniti, questo è il nome dello scrittore di cui parlo, esordisce dialogando col lettore e spiegando la nascita del libro. Esso contiene racconti molto diversi anche in rapporto alla crescita personale dello scrittore. Si tratta di una raccolta di storie scritte in varie fasi della sua vita, tutta una serie risale addirittura al 1995 quando scrisse il saggio “In nome del figlio” insieme al padre professore. I suoi racconti aprivano i capitoli sull’adolescenza. Inoltre due sono scritti a 4 mani con Antonio Manzini, suo amico con cui ha già collaborato, realizzando diverse sceneggiature. E’ scritto con lui, ad esempio, “Giochiamo?” che apre il volume e che mi ha immediatamente spiegato cosa intende Ammaniti quando dice che lui e Manzini si divertono a scrivere assieme. Si trovano, parlano di cosa hanno letto o visto al cinema e iniziano a sparare storie, a modificare la realtà. Tassello dopo tassello, intuizione dopo intuizione. E la loro fervida immaginazione ne combina parecchie nel racconto citato se pensate che, dopo tutta una serie di imprevisti che portano il protagonista a finire rinchiuso nella casa di una vecchia contessa (morta), spunta un bambinone gigante e deforme da sempre rinchiuso ivi perché considerato un “mostro”. Ha già ucciso il cane decomposto in cucina, tenuto in fin di vita la colf peruviana di cui ogni tanto mangia le budella perché ha fame (poverino) e sono finiti i Pinguì. Non voglio svelarvi nient’altro se non che Flavio, il mostro, non trovando altro mezzo per punire il ragazzo reo di non voler giocare con lui, gli stacca un braccio e lo usa per randellarlo un po’.
Insomma una di quelle storielle all’ordine del giorno, di cui d’altronde pullula l’intero libro, a parte l’intermezzo degli scritti di adolescenza più controllati e meno rocamboleschi, ma non per questo meno stimolanti.
E’ interessante soprattutto vedere l’evoluzione dello scrittore, la sua crescita negli anni. Gli scritti del saggio col padre riguardano temi attinenti a quel periodo della vita di Ammaniti, nonché all’argomento del libro, ma già ne fanno intuire il tratto, lo stile. Il tratteggio di situazioni e realtà sono già molto facili per la giovane penna, la scorrevolezza del suo scrivere già definita.
I racconti più recenti osano di più, si spingono oltre in un mondo in cui il confine fra il reale e l’immaginario è molto flebile, spesso si confonde del tutto. A questo proposito vorrei citare il racconto “Il festival più importante del mondo” che Ammaniti scrisse quando visse direttamente Sanremo fra giornalisti e cantanti. All’inizio fece la cronaca del festival ma capì che non era per lui e si divertì a interpretare ciò che vedeva con gli occhi di Douglas Adams, scrittore di fantascienza (autore di Guida galattica per gli autostoppisti) per cui stravedeva in quel periodo. Il risultato è un raccontino in cui gli alieni, descritti come enormi cavallette, riescono a impossessarsi dei corpi umani prendendone le sembianze. Un cavallettone cattivo (e ricercato) fa un casino prendendo le sembianze di cantanti, toccando il culo alla soubrette di turno, cadendo sul palco e via dicendo. Un cavallettone bravo (e pulotto) viene mandato a catturarlo. Immaginate il delirio in mondovisione interrotto solo dal Salvavista Beghelli che sembra l’unico antidoto contro gli (schifosi) alieni.
Non vi voglio raccontare di più, perdereste la sorpresa nascosta in ogni pagina di questo libro. Il limite verso un irreale dai contorni splatter è superato sovente e questo non può non far riflettere sul discorso di quanto uno scrittore si possa spingere, dove si debba fermare per risultare ancora credibile. Con Ammaniti questo non succede perché le immagini che riesce a creare, seppure ben lontane dalla realtà, risultano di casa, normali, come quei vecchi amici…

Chiudo citando un pezzo del libro in questione: “Il momento è delicato“.

Improvvisamente sono quasi accecato dalle mille possibilità che mi offre una trama, mi toglie quasi il respiro. Non posso più stare a letto e mi alzo di scatto e vado a scrivere nel buio del salotto.
Questo fenomeno notturno succede solo per i racconti. I romanzi li scrivo di giorno.
I romanzi somigliano a montagne altissime e per affrontarli ci vuole la luce del sole. Dal fondovalle riesco a intravedere appena la cima avvolta dalle nuvole. Riconosco una possibile via di arrampicata attraverso guglie affilate e morene, poi gobbe morbide dove potrei sistemare il campo base, poi più in alto i campi successivi.
Attacco la montagna dal basso con in testa un’idea chiara su come conquistare la cima, poi scalando scalando mi accorgo che devo variare il percorso, che certe pareti sono lisce per essere affrontate di petto. Ogni tanto (raramente) ho dovuto rinunciare. Un lavoraccio, insomma.
Forse per questo amo i racconti. Sono corse a occhi chiusi. Sono scatti di potenza. Non hanno bisogno di grandi sviluppi psicologici dei caratteri, di architetture complesse, ma di colpi di scena che ribaltano il corso degli eventi
“.

Niccolò Ammaniti – Il momento è delicato

LINK UTILI:
Niccolò Ammaniti – Sito ufficiale
Il momento è delicato – Einaudi Editore
Niccolò Ammaniti – Blog novità
Niccolò Ammaniti – Wikipedia
Niccolò Ammaniti – Facebook

11 commenti

  1. Sto leggendo proprio in questo momento “Che la festa cominci”… ne ho letti diversi dell’autore e mi piace sempre di più! 😉 Prenderò “Il momento è delicato”. Grazie!!!

  2. Concordo con te! E’ stato il primo letto di Ammaniti 🙂 e da lì a seguire gli altri!
    Anche “Che la festa cominci” mi sta prendendo … 🙂 Come Dio comanda? Letto?

  3. Si si anche “Io non ho paura” molto bello .. “Io e te” idem! Mah ti dirò sono alle prime 70 pagine.. però finora mi prende! 😉 Ti direi prova a rileggerlo ora, ma con tutti l’universo di libri che ci sono, non riesco mai a leggere un libro una seconda volta, per quanto bello possa essere!!!! Ti dico solo che in questo momento sulla mia libreria ci sono più di 50 titoli ancora da leggere… e la cosa assurda è che continuo a comprare!!!!!!!!!!!

    • Ahahah mi sa che abbiamo un bel po’ di cose in comune io e te… adesso che guardo meglio il tuo avatar, ti vorrei far notare la foto dell’articolo che ho pubblicato ieri: “Manuale sentimentale per simpatiche canaglie”… Guarda il primo libro dall’alto. Ti dice qualcosa?

  4. Ciao Barbara, ammetto di non aver mai letto nulla di questo autore (studente monello lo so eheh), ma mi attraggono molto le raccolte di racconti, che spesso racchiudono vere e proprie perle 🙂 Per cui grazie mille! Ci farò un bel pensierino su questo libro! E poi anche io adoro Guida galattica per autostoppisti, libri e film 😉 Buona domenica, un abbraccio!

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