LiBrAmando – Nick Hornby – Alta fedeltà

Alta fedeltàSarà che si parla di uno degli argomenti più delicati della mia generazione o sarà per i continui riferimenti musicali per me sconosciuti e privi di interesse, fatto sta che questo libro, nonostante me lo sia… come dire “mangiato” in pochi giorni, non è riuscito a farsi piacere.
La storia, ambientata nella capitale londinese negli anni ottanta, parla di Rob Fleming, il proprietario del Championship Vinyl, un piccolo negozio di dischi. Egli, a causa di una delusione amorosa con la sua attuale fidanzata Laura, entra in crisi e, rivolgendosi al lettore in prima persona, si sfoga raccontando tutti i più grossi pacchi ricevuti nella sua esistenza. E, siccome la sua teoria esistenziale si basa sull’assunto che le donne e le relazioni siano il centro della vita di un uomo, egli finisce per elencare, in ordine temporale tutte le sue delusioni sentimentali. Da abitudine derivata dall’ambiente musicale, egli stila la classifica cronologica delle donne che gli hanno fatto del male e l’hanno portato a essere un frustrato sentimentale.
Il libro descrive molto bene la condizione di una generazione, quella costituita dall’uomo che non partecipa davvero alla sua esistenza, che sta alla larga dalle decisioni importanti e dalle svolte rilevanti per la sua vita.
Rob si rifugia nella musica, la cosa che ama di più e che gli permette di non pensare al resto, alle responsabilità e via dicendo. In questo è supportato dai due suoi dipendenti, Dick e Barry, entrambi appassionati, o meglio ossessionati, dalla musica e con cui passa la maggior parte del tempo.
La rivisitazione della sua fallimentare vita sentimentale inizia dalla pubertà e dai primi baci, fino a spingersi alla sua relazione appena conclusasi con Laura, donna importante e che lui cerca in tutti i modi di riconquistare, nonostante lei… insomma… beh… diciamo che lei ha preso una strada diversa…
Lo stile è fluente e la lettura scorrevole. E’ indubbio che Hornby descriva in modo egregio uno spaccato della generazione del periodo, però, forse proprio per questo, l’indolenza e l’incapacità del protagonista di vivere appieno la sua vita, mi hanno messo una strana ansia. I momenti smorti, il tempo passato con Barry e Dick nel negozio, appaiono come dei modi di vivacchiare invece di prendere di petto l’esistenza. Rob e la sua dimensione sembrano soppesare tutto attraverso la musica, tanto da giudicare le persone e ciò che li circonda, solo ed esclusivamente per quello che ascoltano. Inoltre la sua visione con le donne al centro, rivela la sua incapacità a guardare dentro di sé e la tendenza a focalizzare tutto all’esterno, delegando agli altri le decisioni sul suo stesso percorso esistenziale.
Nick Hornby è quindi tanto abile a raccontare questa sensazione di inettitudine dell’uomo del tempo, che è riuscito a trasmetterla instillando in me profondo disagio e fastidio. Chapeau!

LINK UTILI:

Alta fedeltà – Wikipedia
Nick Hornby – Website
Nick Hornby – Wikipedia
Nick Hornby – Facebook

18 commenti

  1. Lessi Alta Fedeltà tre anni fa, quando giovane e ribelle pensavo ai riferimenti musicali “fichi” che conoscevo e che erano presenti nel romanzo. Poi la lettura, però, mi disorientò tanto da innervosirmi e rendermi antipatica. Non potevo accettare un livello tale di inettitudine, odiavo a tal punto il protagonista che se avessi avuto l’occasione l’avrei preso a ceffoni. Arrabbiatissima, a fine lettura gettai il libro in un angolo. Con il tempo, poi, mi accorsi che forse Hornby aveva raggiunto il suo scopo con la mia reazione: smuoverci!

    • E’ esattamente quello che è capitato a me… E io ho pure dei problemi coi riferimenti musicali, nel senso che la musica mi piace moltissimo ma non sono una che ricorda i nomi dei cantanti o delle canzoni… Vado a sentimento 🙂
      All’inizio era stizzita anch’io e volevo lanciare il libro dalla finestra, poi ci ho riflettuto e sono arrivata alla conclusione che Hornby sia riuscito appunto nel suo intento. Speriamo faccia lo stesso effetto al genere maschile. So cosa regalare ai miei amici a Natale 😉

      • Sarebbe una bella idea dato che il genere maschile, solitamente, diventa misogino e intollerabile quando una storia finisce come non deve! Però a questa lettura non ho fatto seguire più niente di Hornby.. ho visto About a Boy che è tratto da un suo libro ma l’ho apprezzato tantissimo perché forse c’era Hugh Grant (Touchèe, 23 anni ma per me è l’uomo più bello del mondo ahah)

      • Non solo… diciamo che lo spaccato generazionale riguarda più il genere maschile… Laura se ci pensi ha le idee molto chiare su cosa vuole. Alla fine è lei a smuovere Rob, portandolo a prendere delle decisioni e a avere degli obiettivi. Lei è la classica donna di successo. Qualcuno sostiene che gli uomini del periodo abbiano sofferto del nuovo ruolo forte della donna, prima relegata in casa a occuparsi di faccende domestiche, e che questo nuovo ruolo abbia portato il genere maschile a un rapporto conflittuale sfociante poi nell’indolenza ben raccontata da Hornby.
        Io non so se leggerò ancora Hornby, per ora me ne guardo bene, ho una sorta di rigetto in questo momento. Però non escludo che in futuro possa riprovarci. Per quanto riguarda Hugh non mi fa impazzire, ma guarda un po’ la coincidenza, ho visto un suo filmetto proprio ieri notte 🙂

      • Esatto, è proprio ciò che è accaduto negli ultimi decenni ed è proprio per questo che approvavo a pieno la tua scelta di regalarlo a un amico 😉 comunque Hugh Grant mi piace assai perché quando sono triste e stanca ha sempre una commedia carina da farmi vedere e sollevarmi il morale 😉

  2. Un libro che ho letto con immenso piacere, un incipit da premio, una leggerezza che ho avuto difficoltá a ritrovare nelle opere successive di Hornby. Sicuramente tra i 100 libri più belli che io abbia letto 😉

  3. Lo lessi poco dopo la sua uscita, forse stimolato dai riferimenti musicali (specialmente i Nirvana), non mi annoiò ma nemmeno esaltò. Di sicuro, adesso, dopo tanti anni e tante altre letture, non lo rileggerei mai. 🙂

    • Esatto… hai descritto bene la sensazione, almeno quella che ho sentito anch’io… Non mi ha annoiato ma neanche esaltato… All’inizio, quando fa la classifica delle prime cinque, sembra poter decollare (se ci pensi a fare una classifica del genere ci sarebbe da divertirsi sul serio), e invece no… Rimane piatto, non sfonda, non so come spiegarlo…

      • Sì, l’inizio è accattivamente e in generale la lettura è scorrevole, ma (parlo per me, ovviamente, non ho pretese assolute) andava bene per quel periodo, adesso credo che chiuderei il libro già alla terza pagina.

  4. Ottima analisi.

    Sebbene non abbia ancora letto nulla di Hornby, l’ho introdotto nella mia wish list per il semplice fatto di essere l’autore delle notevoli trasposizioni cinematografiche di About a Boy, Febbre a 90° e, ovviamente, di Alta Fedeltà.

    Russ

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