LiBrAmando – Luis Sepúlveda – Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

Luis Sepúlveda - Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezzaLe vecchie abitudini sono dure a morire, avrebbe pensato Ribelle, la lumaca di questa storia. Eppure se io non avessi avuto quella di farmi accompagnare da un libro nei miei viaggi, ora non sarei seduta su un aereo sulla via di ritorno a scrivere di lei. E se non avessi scelto di salire per ultima sull’aereo, con estrema lentezza, non avrei fatto in tempo a ultimare le 95 pagine che costituiscono questa sorta di storia-favola scritta da Luis Sepúlveda.
Ma partiamo dal principio. Due giorni fa, mentre attendevo l’imbarco dell’aereo che mi avrebbe portato a Milano a trovare i miei nipoti, sono passata per la libreria dell’aeroporto e sono stata attratta da una simpatica lumaca che, coi suoi allegri cornini, sorrideva invitandomi a portarla con sé. Stranamente stavolta non ero in ritardo, anzi ero particolarmente in anticipo, cosa che mi ha concesso di fermarmi ad acquistare il libro e sorseggiare con calma un buon caffè. Il pensiero dei nipoti mi ha convinta, visto che sono dei divoratori di storie e adorano che gliele si legga. Non avevo considerato che il tempo a disposizione non sarebbe stato sufficiente per leggere il libro e che la lentezza non avrebbe potuto accompagnare la mia visita. Ragion per cui, ho preso il libro in mano solo in aeroporto sulla via del ritorno, mentre le persone del mio volo si affrettavano a salire sull’aereo. Mi sono seduta su una panchina e ho letto lentamente.

Nel Paese del Dente di Leone, proprio sotto una grande pianta di calicanto, vivono delle lumache abitudinarie e lente, molto lente. Esse non hanno un nome, fra loro si chiamano semplicemente “lumaca” e preferiscono non chiedersi il perché della loro estrema lentezza. Una di loro è però diversa dalle altre e inizia a farsi delle domande: non riesce ad accettare che il rassicurante calicanto e il gustoso dente di leone abbiano un nome, mentre lei debba chiamarsi semplicemente “lumaca”. Inoltre non riesce a vivere la propria lentezza, di cui le lumache sono consapevoli, con la silente rassegnazione che accompagna le sue consimili. Le altre lumache, a cui essa esprime le proprie perplessità, la deridono per questa inopportuna curiosità e, stufe delle sue continue domande,  finiscono per imporle un aut aut: o l’uniformità o l’esilio. La lumaca, che non si dà pace, decide di andare a trovarsi le risposte da sola e così inizia la sua avventura, un’avventura che la porterà a scoprire un mondo che non conosce e di cui ha solo sentito parlare. Attraverso l’incontro con un gufo e con Memoria, una lenta tartaruga, essa capisce il senso della sua lentezza, senso che le diverrà sempre più chiaro quando questa le consentirà di avvisare del pericolo gli altri animali. La tartaruga ha un ruolo fondamentale nel percorso della lumaca. Oltre a darle il nome di Ribelle, le mostra il pericolo e le fa capire l’importanza del coraggio che vince la paura. Solo così Ribelle diventerà l’eroina del grande prato che circonda l’ombroso calicanto. Armata della sua lentezza, essa guiderà coraggiosamente le sue compagne verso l’ignoto e il lento percorso sarà irto di ostacoli e accompagnato dal dolore.

La lettura è finita, Ribelle è salva, seppure provata. Sorrido per la scorpacciata di buoni sentimenti e, mentre solco i cieli verso casa, mi rimbomba una domanda, che peraltro mi perseguita da prima di leggere questa favola. Se non fosse stato per la lentezza della lumaca, quest’ultima non avrebbe capito il senso della sua stessa essenza. Ha senso correre nella (frenetica) vita quotidiana? Ciò non impedisce di giungere a una conoscenza vera del proprio Io e del mondo che ci circonda? Non si rischia forse di uniformarsi e di farsi imprigionare dall’abitudine e dalla viltà delle cose facili e scontate?
Vedo Luis Sepúlveda che mi guarda con un cipiglio dubbioso. Ha ragione, il tempo è il migliore regalo che possiamo fare a noi stessi.
Solo di una cosa mi rammarico: di non aver posseduto la lentezza per leggere della lumaca e della sua coraggiosa (e lenta) ricerca di sé ai miei nipoti.

P.s. la libreria dell’aeroporto di ritorno mi ha ceduto una copia di “Cronache marziane” di Ray Bradbury. Come poteva mancarmi questo (citofonato) classico della fantascienza?

ENGLISH

LINK UTILI:

Luis Sepúlveda – Wikipedia
Luis Sepúlveda – Facebook fan page

10 commenti

  1. ….andrò in libreria a comprarmi questo libro, m’ hai fatto venir voglia di leggerlo……. e poi adoro la lentezza, cerco di fare tutto con calma, anche quando ho fretta …….. se ha senso correre? ….no, non ha alcun senso, almeno secondo me ………

    • Sì, nonostante il libro sia molto scarno di fronzoli e per niente complesso nella scrittura, nasconde dei messaggi molto profondi e attuali su cui vale la pena riflettere. Quindi te lo consiglio. Ovviamente, se hai figli o nipoti, sparalo anche a loro 😉

    • Grazie, il merito è dell’autore che, con uno stile semplice e leggero, ci pone di fronte ai grandi limiti dell’uomo e della società attuale. Ha fatto lo stesso con “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” e “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”. Secondo me andrebbero presi tutti e tre. Le favole fanno sempre bene 🙂

  2. ….acquistato e letto tutto d’un fiato…..si tanta saggezza raccontata in maniera appunto,” Favolosa” !!!….lo sparerò sicuramente alle nipotine 🙂 …….ed ora, lentamente …. molto lentamente, continuiamo il percorso di questa giornata…… ;)……….e che sia una Buona Giornata 🙂

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