Fotografia

FotoStorie [shot 5] – Voglio una vita come Steve McQueen?

Steve McQueen

Steve McQueen and his wife, Neile, take a sulphur bath at Big Sur, 1963 – Photo by John Dominis

Mi hanno riferito che qualcuno si diverte a dire in giro che non mi piace il gossip. Ebbene, devo ammetterlo, è vero. Ciò nonostante, esistono dei casi particolari che mi trasformano nella peggiore pettegola del paesino più sperduto e chiacchierino che esista: Crastulandia.
Lo scorso week end ci ho fatto un salto visto che fra i suoi abitanti annovero diversi conoscenti e, fra un tè con biscotti e una passeggiata fra le sue dolci colline profumose di mirto, ho scoperto una storia.

Tutto è iniziato da una foto appesa nel salottino di Sora Crisponzia, la comare che questa settimana ha gentilmente offerto la sua casa come base strategica da cui far partire le consuete mitragliate verso le altrui esistenze.
“E questa?”
“L’ho trovata al mercatino dell’usato. Non è meravigliosa?”
“Sì, in effetti lo è… Chi sono quelli?”, le dico mentre continuo a fissare la fotografia appesa in una cornice giallo ocra che fa a cazzotti con la vita.
Sora Crisponzia detta Crispy e Sora Gervasina detta (ovviamente) Gervy si guardano accigliate. Crispy fa cenno a Gervy di parlare.
“Stai scherzando vero? Lui non ti dice niente? E’ così, uno a caso, è solo Steve McQueen!”
“E quindi? Certo è un bel tipo, con quello sguardo poi, ma come mai vi scaldate tanto? Era un bravo attore questo è certo, ma poi?”
Crispy diventa tutta rossa e spara:
“E poi? Lui è quello della vita spericolata, sai Vasco voglio una vita come Steve McQueen?”
“Sì, vabbé ci voleva Vasco per convincermi…”
In realtà al di là che si trattasse di Steve McQueen o del Signor Nessuno, quello scatto aveva già assorbito in modo totale il mio interesse. Non è solo perché Steve e quella donna sono inopinabilmente fighi, è tutto il complesso: il vecchio vascone simile a quello dove mio nonno pigiava l’uva, le pareti di mattoni scuri e rovinati, la bottiglia di vino e l’assenza di bicchieri, la spalla sinuosa protesa nella sigaretta e quel braccio quasi penzoloni a sancire la perfezione. E il suo sguardo.

Sono due gli elementi che rendono lo scatto così ammaliante: lo sguardo di lui e la posa di lei. Gli altri son dettagli, interessanti ma pur sempre dettagli. Sinceramente non so nulla di Steve McQueen, lo ammetto sono talmente distratta che non avevo capito fosse lui. E poi Steve McQueen ha la classica faccia che mi sfugge, si confonde con quella di tanti altri. Ad esempio non somiglia un po’ a Bo di Bo e Luke se fosse invecchiato? E’ il classico tipo inglese, troppo slavato per imprimersi nella mia memoria estetica.
Tuttavia in questa foto il suo sguardo mi intriga, lo trovo enigmatico, mi incuriosisce. Non è uno sguardo da “Fra poco sarai mia…“, nemmeno da “Sei meravigliosa, ti amo!” o da “Quanto sei cara amore. Dove hai lasciato i bambini?“.
E’ di più, è uno sguardo viscerale, che sembra voler approdare nelle cavità dell’anima per farci un po’ il cazzo che gli pare. Devo distogliere lo sguardo! Devo assolutamente distogliere lo sguardo. Proprio come quegli uomini che, per ritardare l’orgasmo, pensano alla vecchia zia nuda che fa gesti amicanti, mi concentro sulla cornice ocra.

L’ipnosi si attenua e riesco a parlare:
“Voi cosa ne pensate?”
“Di cosa?”
“Dello sguardo di Steve. Cosa diavolo vuole esprimere a quella donna?
A Crispy brillano gli occhi, deve avere studiato. La conosco, quando fa quello sguardo c’è di sicuro una storia di corna, inganni e via dicendo.
“Beh prima di tutto quella è la sua prima moglie Neile Adams, un’attrice anche lei. Stettero insieme ben 15 anni. Lui non era proprio uno stinco di santo, proveniva da un’infanzia catastrofica di abbandoni e riformatorio. Appena uscito si arruolò nei marines. Una volta tornato a New York e dopo aver subìto un ennesimo rifiuto da parte della madre, per sostenersi fece una miriade di lavoretti, qualcuno anche torbido, finché approdò a una scuola di recitazione, fu scelto e il resto della sua carriera cinematografica è storia.
Poco dopo si sposò con Neile, ma la sua passione per le belle donne non cessò, tanto che la tradì continuamente. Hai presente la strage satanica di Charles Manson nella casa di Roman Polanski? Beh lui doveva andarci ma all’ultimo momento diede buca. E indovina perché? Per infilarsi fra le cosce succulente di una giovine ragazzina appena conosciuta. Era il classico incorreggibile dongiovanni. Diciamo che il successo e quella sua aria da duro e solitario incrementavano il suo fascino e le donne impazzivano per lui. Povera Neilie!
Di contro era gelosissimo di lei, era un uomo che aveva un inquietante senso del possesso e un’insita tendenza verso l’eccesso. Inoltre si strafaceva di alcol, cocaina e chissà cos’altro. Tra l’altro, a quanto si narra, l’amore della sua vita non fu Neile ma la sua seconda moglie, l’attrice Ali MacGraw incontrata sul set del film Getaway!. Anche con lei le cose finirono per gli stessi eccessi di Steve che finì col diventare anche paranoico e sempre più geloso. In seguito si sposò un’altra volta ma morì subito dopo, alla giovane età di 50 anni, per un cancro ai polmoni causato dall’amianto con cui era venuto in contatto quando ripuliva le navi da guerra dei marines e attraverso le tute che indossava durante le gare automobilistiche. La sua vita, infatti, era davvero spericolata come canta Vasco (anche se tu ridi), e non solo in senso figurato. La sua passione erano le moto e le macchine da corsa. Solitamente non accettava di avere controfigure nei film perché era perfettamente in grado di guidare una moto o una macchina lanciate in inseguimenti folli. In poche parole era un pazzo furioso!”

Crispy si interrompe mentre Gervy fa cenni di assenso.
“Vedo che ti sei preparata sull’argomento, hai imparato a memoria la paginetta di wikipedia? Ah ah ah! Dai scherzo, il fatto è che a noi non interessa tutta la sua vita, interessa solo questo singolo momento, questo fotogramma immobile nel tempo. Facciamo che i due sono all’inizio della loro relazione, francamente a me danno peraltro quest’idea. Ti rifaccio la domanda: secondo te cosa le sta dicendo con quello sguardo?”
E’ Gervy a parlare:
“In effetti lei ha una posa molto rilassata. Se fosse tesa con prenderebbe con tanta leggerezza quella sigaretta e non abbandonerebbe con tanta spensieratezza il braccio destro. Sì, si amano.
Hai ragione però, lo sguardo è impenetrabile…”
A Crispy brillano di nuovo gli occhi. Prende la parola interrompendo Gervy:
“Secondo me è uno sguardo che racchiude un po’ tutto: il sesso, l’amore e la complicità. Le sta dicendo “Tu mi conosci e sai benissimo che ti trovo bellissima in questa posa estremamente sexy e che, dopo questo noiosissimo servizio fotografico, sarai mia.“. Questo le sta dicendo, son sicura.”
Adesso sono io a riflettere, in effetti è plausibile. Ci penso un attimo, poi le dico:
“Ora che lo osservo bene, credo che sia proprio quello che sta dicendo. Eppure c’è qualcosa che mi sfugge e che devo assolutamente capire benché sia cosciente del fatto che non mi interessa tanto ciò che quel messaggio ha veicolato in quel momento, quanto la sua forza prorompente fissa, innegabile ed eterna. Quella forza che ti attrae e ti spinge a immedesimarti in quella donna di spalle, a ricevere ed essere posseduta da quello sguardo, scandagliata e dominata nelle emozioni…
Prima hai parlato di possesso. Beh quello sguardo è possesso. Completo.”

E voi che ne pensate? Siete anche voi degli incorreggibili pettegoli e volete dare la vostra interpretazione a quello sguardo?
E soprattutto che pensate della vita di questo intramontabile mito cinematografico? Volete anche voi una vita spericolata, una vita come quelle dei film? Volete una vita esagerata, una vita come Steve McQueen?

L’autore di questo scatto è il fotografo John Dominis.
Steve McQueen and his wife, Neile, take a sulphur bath at Big Sur, 1963

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