Il cinema abbandonato nel deserto

Kaupo kikkas - il cinema abbandonato nel deserto egizianoInizio a pensare che la storiella di YuKayYuyu sia vera. Le singolarità egiziane cominciano ad essere tante… Guardate questo cinema abbandonato nel deserto in un anfiteatro naturale della penisola del Sinai: centinaia e centinaia di vecchi sedili in legno e le sale di proiezione lasciati in balia dei venti e delle intemperie. A scoprire questo misterioso posto (o almeno a documentarne l’esistenza) è stato Kaupo kikkas, un fotografo estone che, insieme alle immagini, racconta la storiella del “cinema alla fine del mondo“, come è stato ribattezzato dai media. E siccome è una storiella carina, ve la voglio raccontare.

Kaupo kikkas - il cinema abbandonato nel deserto egizianoSiamo negli anni ’90. Un francese dalle idee bizzarre, tale Diyinn Eadel, un giorno visitò il deserto del Sinai e tornò in patria alquanto stizzito per aver rilevato l’imperdonabile assenza di un cinema. Come dargli torto? D’altronde uno se lo aspetta un cinema all’aperto in pieno deserto…
“Non capisco come mai non ci abbia mai pensato nessuno!”, si disse.
Risentito per questa mancanza, decise di mettere insieme qualche soldo per portare finalmente il magico mondo del cinema nella desolazione del deserto egizio.
Così tornò nel Sinai e piazzò un generatore e un grosso trattore per sollevare lo schermo. Era tutto pronto per l’inaugurazione.
Kaupo kikkas - il cinema abbandonato nel deserto egizianoIl francese non aveva però considerato che le autorità locali non avrebbero gradito il suo acceso entusiasmo e che avrebbero visto in quest’iniziativa una sorta di intrusione nei loro affari. Fu così che l’originale cinema non vide mai la luce, nel vero senso della parola perché il generatore fu sabotato e nessun film mai proiettato.
Così tutto è rimasto lì a morire gradualmente… A me piace pensare che gli sforzi del francese non siano stati vani. Magari ci passa un serpente a sonagli in pausa pranzo, o un dromedario in libera uscita, o addirittura uno scorpione in crisi mistica, ma qualcuno ci passa, soprattutto per i docu-colossal sugli umani che vanno tanto di moda.

N.B. in realtà qualche mese dopo la scoperta di Kaupo kikkas, con lo spargersi della notizia, a quanto pare il cinema è stato distrutto, si pensa a un saccheggio, anche se, come potete vedere dalle foto, c’era ben poco da portare via. Ciò mi induce a pensare che spesso è meglio che certe scoperte non vengano date in pasto al mondo, che evidentemente non le sa gestire e non le merita.
Ho preferito non includere in galleria le foto della distruzione. A me piace ricordarlo così…

ENGLISH

LINK UTILI:
Kaupo kikkas – Website
Kaupo kikkas – Facebook fan page

4 commenti

  1. Strano che ultimamente il web si occupi cosi tanto di questo cinema. Sono anni che sta li e poi neanche cosi nascosto e nemmeno in pieno deserto visto che si trova nel Sinai, regione prettamente montagnosa dove c’e’ poco deserto rispetto al resto dell’Egitto e precisamente a Sharm el Sheikh non troppo distante da Naama Bay, una diecina di minuti forse meno in macchina Quando fu costruito negli anni ’90 probabilmente era davvero molto isolato visto che Sharm nasceva in quegli anni ma di certo non si trova in pieno deserto. Avevo gia letto un altro articolo in inglese che infatti dava la stessa notizia, probabilmente lo avrai letto anche tu.
    Non e’ mai stato proiettato nessun film, non ha mai funzionato. Invece fino a poco tempo fa andava molto di moda andare a ballare in questa zona, quasi sotto le montagne, ai rave party organizzati da una famosa discoteca “La dolce vita”.
    Grazie cmq dell’articolo, fa sempre piacere leggere qualche articolo dall’Egitto che non parli di scontri, morti o disordini vari. Anche se alla fine dell’articolo e’ diventato vagamente denigratorio nei confronti di chi vive in questa terra, visto che hai concluso che forse non se lo meritavano. Semplicemente seppur molto romantica era un’idea un po bislacca. Non essendo mai stato usato e rimesso a posto e’ diventato fatiscente fino a che qualcuno ha pensato di ricavare qualche soldo smontando tutti i sedili rimasti per recuperare il ferro, cosi da rivenderlo per pochi spiccioli.

    Spero che scriverai unaltro articolo sul Sinai promuovendo questa terra straordinaria e fascinosa, visto che da 3 anni il turismo langue…ingiustamente… 😦 W il Sinai W Sharm!

    Salam

    • Ciao Francesca,
      il tuo intervento è molto utile per capire meglio la situazione. Sì, io non conoscevo la vera storia del luogo e l’ho appresa su vari siti in giro per la rete, quindi il deserto mi è derivato da lì. Non sono neanche mai stata in Egitto (purtroppo) per cui non posso capire probabilmente le emozioni riguardanti questa terra che si percepiscono dalle tue parole. Per quanto riguarda il mio finale denigratorio, esso non è rivolto agli egiziani ma all’umanità in sé, anche perché credo che, come tu stessa hai sottolineato, gli egiziani già conoscessero il luogo. Ho semplicemente pensato che il troppo rumore sulla notizia abbia comportato il suo sputtanamento e ciò che è capitato di conseguenza. Quindi la mia accusa non era agli egiziani, non mi permetterei mai.
      Detto questo, ti ringrazio per le informazioni e ti dico che mi sarebbe piaciuto molto andare ai rave ivi organizzati, magari prima o poi lo farò: ho sempre pensato di passare per l’Egitto, anche se trovo Sharm un po’ troppo turistica per i miei gusti.
      Per quanto riguarda invece il mio scrivere sull’Egitto lo farò di certo se mi si presenterà occasione. Forse però ti sei persa questo:
      https://barbarapicci.wordpress.com/2014/04/23/la-spirale-nel-deserto/
      Ciao, è stato un piacere 🙂

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