LiBrAmando – Agota Kristof – Trilogia della città di K.

Trilogia della città di K.Credo che questo sia uno dei più bei libri che mi sia mai passato fra le mani, veloce, emotivo e capace di catapultarmi nelle atmosfere crude di una storia che si contorce fra visioni e realtà da dimenticare.
La guerra è arrivata nella Grande Città e il cibo scarseggia, per cui la madre di due fratelli gemelli è costretta a portarli in salvo in campagna dalla nonna cinica e crudele. I bambini possiedono un’intelligenza prodigiosa che condividono in un legame intimo molto profondo, sembrano un unico essere, quando parlano o agiscono usano sempre il “noi”.
Così inizia “Trilogia della città di K.“, libro della scrittrice ungherese Agota Kristof, un libro che scorre veloce per le serrate vie della guerra, della povertà e della violenza.
Lo stile asciutto e privo di fronzoli della scrittura mostra gli avvenimenti nella loro crudezza, ti cadono addosso come una doccia gelata. E così ti illudi che sia finita lì e che quel susseguirsi di situazioni al limite della crudeltà siano tutto ciò che quel mondo può offrire. In realtà è molto peggio, ma questo lo scoprirai solo dopo.
La frattura è data dalla separazione dei due fratelli alla fine del primo dei tre capitoli della trilogia. A quel punto il “noi” diventa “io” e il piano si sposta su altri livelli, il passato e il futuro si mischiano, così come la realtà e il sogno e le identità degli stessi fratelli. Subentrano i punti di vista, i personaggi si confondono, i piani della realtà si alterano per poi srotolare pian piano la matassa.
Ciò che permane in tutto il libro è una sensazione di forte inquietudine. La guerra in un paese di confine, la povertà e le violenze continue non sono l’unico motivo. Fa rabbrividire anche la sensazione di trovarsi in una città senza nome in una nazione sconosciuta con un nemico oscuro. Crea un disagio dalle tinte vagamente kafkiane. Inoltre il dipanarsi degli eventi e l’unione di tutti i tasselli del puzzle nel finale non crea di certo sollievo, amplificando questa sensazione.
Se ne esce vivi ma molto provati, forse anche un po’ scossi nell’anima, che è poi ciò che fanno i grandi capolavori.
Chapeau!

LINK UTILI:
Agota Kristof – Wikipedia

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5 commenti

  1. Già sai quello che penso del libro 😉
    È strano che ancora nessuno ci abbia fatto un film. Secondo me in mano a qualche regista cazzuto ne verrebbe fuori un altro gioiello, anche se eguagliare le atmosfere del romanzo resta comunque un’impresa ardua.

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