Campidarte – Cronache da “Invaders Part Ø”

CampidarteAvevo letto (e scritto) di una collina sul cui dorso avrei visto sorgere 4 grandi capannoni. “Li vedrai dalla strada e non potrai sbagliarti”, mi avevano detto. Non nego di averci fantasticato su, avevo visto delle foto del posto ma sinceramente non mi aspettavo una tale corrispondenza fra le mie proiezioni simil fiabesche e la realtà. Di cosa parlo? Beh di Campidarte naturalmente. Erano anni che desideravo passarci e il sabato scorso si è materializzata la cosiddetta occasione giusta: la mostra “Invaders Part Ø” organizzata dallo Studio d’arte U.F.O. di Cagliari.
Ma ricapitoliamo un po’ di informazioni per chi non conoscesse queste due realtà.
Campidarte si trova a Ussana, un paese a 25 km da Cagliari, e sopra la famosa collinetta spuntano davvero i 4 grossi “hangar”. CampidarteNo, cosa avete capito? Non si tratta di aviorimesse, anche se hanno a che fare coi volatili in effetti. Quei capannoni, infatti, erano usati per l’allevamento industriale di polli. Da due anni alcuni ragazzi li stanno trasformando in un centro d’arte ed eventi. Per ora sono stati recuperati 3 hangar mentre il quarto è usato come magazzino dei materiali di scarto ricavati dall’ex “polleria”.
Studio U.F.O., invece, è una galleria d’arte che si trova nel centro storico di Cagliari. Da marzo a luglio, nelle sue sale sono state organizzate delle mini collettive di 5 artisti. La rassegna si chiamava “Space Invaders” e incoraggiava all’invasione vera e propria: lo spazio della galleria è stato messo a disposizione con la piena libertà di cambiarlo e trasformarlo. Campidarte - Opera di Andrea CasciuNessun tema preciso, ognuno col proprio stile e la propria ispirazione.
Volevamo organizzare una super collettiva “Invaders” coinvolgendo tutti gli artisti. Lo spazio U.F.O. di Cagliari non si prestava perché troppo piccolo per ospitare tante opere.”, mi spiega Francesco Deiana di Studio U.F.O.
Poi Giorgio Deplano di Campidarte, che ha preso parte all’ultima collettiva della rassegna, ha proposto di farla da lui. Così è nata “Invaders Part Ø“, una mega collettiva di 27 artisti che si sono espressi attraverso diverse discipline, come l’installazione, i graffiti, la pittura, la fotografia, l’illustrazione, i video e la musica. Unico tema il supporto e qui ci riallacciamo ai famosi scarti della polleria, fra i quali ci sono anche i “moduli“, delle gabbie in metallo dove stavano le sventurate galline. Per “Invaders Part Ø” ogni artista ha avuto a disposizione uno o più “gabbiotti” e ci ha costruito su la sua opera.

Bene, adesso che sapete di cosa sto parlando possiamo tornare alla cronistoria dell’inaugurazione avvenuta sabato 11 ottobre. Campidarte - Opera di Cedric DasessonÈ metà pomeriggio quando arrivo all’agognata meta. Dal primo momento in cui ho visto stagliarsi gli hangar graffittati dalla strada sono stata colta da una forte eccitazione, sensazione che non mi ha mai abbandonato fino al termine della mia visita. Per prima cosa, sulla destra rispetto alla strada e proprio sotto la collina, noto un “rivo di plastica” di Cedric Dasesson. Ve lo ricordate? È già stato ospite di questo blog, così come La Fille Bertha, il cui sole/fiore all’ingresso funge da meraviglioso benvenuto. Non lascio che la macchina si fermi, scendo al volo per ammirare e immortalare i numerosi graffiti esterni che ricoprono gli hangar. Fra gli artisti che vi hanno lasciato il segno figurano Tellas, Crisa, Andrea Casciu e diversi altri.
Campidarte - Opera di La Fille BerthaDiciamo che ho trovato il tesoro. Mettete che son patita di street art, aggiungeteci la campagna coi suoi odori e il silenzio e fate il paradiso.
Una volta ripresami dalla felice sorpresa, entro finalmente alla mostra che occupa l’intero hangar 3. Ad accompagnarmi è Francesco Deiana che si è reso disponibile per mostrarmi le opere e darmi qualche informazione sugli autori e sulle attività e la filosofia di Studio U.F.O. di cui egli è direttore artistico. Per prima cosa mi ribadisce il concetto di spazio e di totale libertà di “invasione. L’unico limite per i 27 artisti è stato il supporto, sia singolo o da 3 o 4 moduli. Solo due di loro, Garçon Vert & Francesca Corriga, Campidarte - "Invaders Part Ø"si sono svincolati dal supporto e hanno avvolto le pareti interne dell’hangar con delle opere fotografiche che richiamano l’idea delle catene e dell’unione, come un grande manto che unisce e racchiude tutti i lavori nella visione di un’opera unica globale. E questa è proprio l’idea di Francesco, che parla di un’opera sola risultante dai diversi lavori che, seppure tanto diversi, sono uniti dal filo conduttore del supporto. Il suo è un approccio sperimentale: nessun curatore, nessun limite alla creatività, nessuna regola.

Ad aprire la mostra sono i lavori di Manu Invisible, Cedric Dasesson con la sua straordinaria cascata di plastica e La Fille Bertha & Alessio Errante con una delle inconfondibili ragazze scese dalla luna firmate dalla prima.
Proseguendo per il cammino troviamo, per citarne alcuni, la coloratissima Carol Rollo con i suoi polli penzolanti, le polaroid interattive di Giorgio Marturana, l’enorme mostro tentacolato de Il Carbonauta, lo stile asciutto ma efficace di Neeva, le sculture di cannucce (già viste ad Alig’art) di Kippy la Rue, il salottino con tanto di libreria e poltrona derivata da una vasca da bagno di Campidarte - Opera di Il Carbonauta per la collettiva "Invaders Part Ø"Campidarte, il modulo illustrato di Marjani Aresti, il gabbiotto a intermittenza di Marcello Cualbu, i singolari esserini  cartonati di Enea,  la mega installazione giocata con proiezioni video dello stesso Studio U.F.O..
Il discorso con Francesco è molto interessante, mi parla di cooperazione, di unione delle risorse per creare una nuova modalità di operare nell’arte che offra maggiori possibilità di organizzazione eventi, promozione di artisti e opere e crescita insieme. La collaborazione fra Studio U.F.O. e Campidarte ha dimostrato che questo è possibile: la risposta di presenze all’evento, la qualità delle opere e la possibilità di incontro e scambio di idee e suggestioni di tipo artistico non fanno che confermare la teoria di Francesco.
Campidarte - Opera di Campidarte per la collettiva "Invaders Part Ø"Bene, il giro termina qui… In realtà io la mostra me la son vista altre due volte, non sia mai che mi potesse sfuggire un dettaglio. Fra una pausa e l’altra il punto d’incontro era l’hangar 1 all’interno del quale alcuni artisti, come Arrogalla e Neeva (vd. video a fine articolo), proponevano le loro selezioni musicali.
Insomma, è stata davvero una giornata diversa e ricca di stimoli, un’esperienza che vi consiglio assolutamente di fare. La mostra è visitabile o su richiesta o durante gli eventi di Campidarte che, giusto il 25 ottobre, organizza il concerto dei Sikitikis. Io ve l’ho detto!

Si è fatto tardi. In ordine arrivano il buio, le patatine fritte più buone al mondo e il Carnevale dell’assurdo. Ma questa è un’altra storia di cui non parlerei neanche sotto tortura.

ARTISTI IN MOSTRA:
Marjani Aresti, Campidarte, Piercarlo Carella, Marcello Cualbu, Cédric Dasesson, Andrea Def, Ileana Elle, Enea, Roberto Falchi, Fema, Ilcarbonauta, Manu Invisible, La Fille Bertha & Alessio Errante, Kippy La Rue, Eva Ligas, Enrico Madau, Giorgio Marturana, Stefano Melis & Fulvio Carta, Diamante Murru, Neeva, Marcello Nocera, Carol Rollo, Skan, Garçon Vert & Francesca Corriga

LINK UTILI:
Campidarte – Website
Studio d’arte U.F.O. – Facebook fan page
Campidarte – Facebook fan page

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