OperArt [work 148] – Nuova opera di Frank Gehry a Sydney

Nuova opera a Sydney dell’architetto canadese Frank Gehry

Nuova opera a Sydney dell'architetto canadese Frank Gehry
Nuova opera a Sydney dell’architetto canadese Frank Gehry

LINK UTILI:
Frank Gehry – Wikipedia

Sarebbe interessante far nascere una discussione sull’opera: vi piace? vi ha toccato? volete raccontarla? avete delle perplessità? vi ha lasciati indifferenti? vi ha cambiati? e se sì, come?

Via foolsjournals.wordpress.com

6 commenti

  1. Penso che quando la progettazione diventa “stile” si trasforma prima in “maniera” e poi degenera in “decadenza” e “ostentazione” perdendo i presupposti fondamentali del progetto. Non mi piace!

  2. Che dire, sicuramente si tratta di una creazione molto artistica e stravagante, di quelle opere che contribuiscono a cambiare l’immagine di una porzione di città (oppure di una città intera, se si pensa a Guggenheim di Bilbao) e che fanno parlare di sé.
    D’altro canto forse ormai non è più così originale, e forse oggi si dovrebbe pensare anche alla possibilità di mantenere la struttura che si progetta, senza costi astronomici e tecnologie incredibili.
    Non lo so, io rimango una fan del vecchio e ormai inflazionato “less is more”!

    • Non scherzare, il “less is more” non è inflazionato, almeno non lo è a mio parere… Le tue considerazioni sono assolutamente valide, gli eccessi non piacciono neanche a me, soprattutto quando si trasformano nel “troppo che storpia” o nel pacchiano… credo che, per i profani dell’architettura come me, sia una questione di gusti e ai miei le opere di Gehry non dispiacciono. C’è da dire che il Guggenheim di Bilbao fu un gran bel pugno nell’occhio quando lo vidi, nel senso che mi sembrava cozzare col resto della città, però poi più lo vedevo più la sensazione scemava fino a diventare quasi un segno distintivo, un simbolo… Invece a Praga la Dancing House mi ha tolto il respiro… lì non ci ho visto questo stacco, mi sembrava perfettamente adattata al contesto nonostante tutt’intorno avesse edifici neorinascimentali, neobarocchi e Secessione… Questo a Sydney in confronto agli altri mi sembra fin troppo normale, anzi… Comunque la questione non è proprio semplicissima, è anche vero che parte dell’opinione pubblica gli va contro di default senza prendersi la briga di riconsiderare le proprie opinioni in base ai lavori veri e propri ma sembra ci sia ormai, come un po’ in tutti i campi, tanta voglia di mettere al rogo chi si espone e poca di mettersi in gioco in prima persona. Non so, sinceramente non riesco ancora a capire bene come funzioni, e soprattutto perché, questo meccanismo però è decisamente diffuso e impedisce la creazione di un’idea chiara sulle persone, sugli artisti, sui politici e via dicendo. Per quanto mi riguarda, io sono felicemente entusiasta delle opere di Gehry, staremo a vedere cosa verrà fuori nel futuro sia rispetto al suo operato, sia rispetto all’opinione pubblica nei suoi confronti.
      Ti ringrazio per il tuo intervento prezioso e per essere passata da queste parti 🙂

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