Curiosity killed the blogger – Il corpo nascosto delle statue dell’Isola di Pasqua

Di isole sperdute nell’oceano protette da guardiani vulcanici, popolazioni indigene ispirate col pallino della scultura, statue infreddolite che si mettono in caldo sotterrandosi fino al collo e blogger pettegole che rinunciano al silenzio stampa estivo per occuparsi di sculture in crisi mistica.

Isola di Pasqua - ScaviPosto che ammetto di essere entrata un po’ in fissa con l’archeologia negli ultimi tempi, in questo specifico caso ho diverse attenuanti che rendono meno grave la mia posizione. La prima è che la curiosità verso le singolari statue dell’Isola di Pasqua nasce diverso tempo fa. Sono anni che, in occasione della Pasqua cristiana, tento di rifilarvi l’articoletto sull’isola omonima per deviarvi dal monotema pulcini e uova di cioccolato. Tuttavia, pur avendoci studiato, non mi sono mai sentita ispirata.
Inoltre sfido chiunque a non trovare quantomeno singolare l’esistenza di un’isola sperduta nell’Oceano Pacifico con delle monumentali statue che sembrano farle da guardiani. A tutto ciò aggiungete l’immensa sorpresa nell’imbattermi nella notizia, nota peraltro agli archeologi da diverso tempo, che le teste giganti che siamo abituati a vedere nascondono un corpo sotterrato. Ci si chiede il perché, se sia un effetto voluto o creato dalla natura.

Isola di Pasqua - Statue moaiPartiamo dunque dall’isola e il suo museo a cielo aperto. Le statue “Moai“, così come sono chiamate, furono scolpite tra il 1250 e il 1500 dc dal popolo polinesiano Rapa Nui che abitava l’isola. A fornire il materiale per la loro costruzione era la cava di tufo del vulcano Rano Raraku.
La statua più alta raggiunge i 10 metri e pesa 82 tonnellate. Una leggenda dice che i Moai andassero da soli a posizionarsi vicino al mare. In effetti non si capiva come la popolazione avesse potuto trascinare le gigantesche sculture fino a che, nel 1955, venne dimostrato che, con corde e tronchi, un gruppo di dieci uomini poteva spostarne una in un paio di giorni.
Isola di Pasqua - Mappa delle statueSi pensa che i Moai non avessero una connotazione religiosa e che fossero semplici dispensatori di fortuna e prosperità. Essi rappresentavano gli avi degli indigeni che li avevano costruiti. Erano rivolti verso il mare per favorire la pesca, risorsa vitale per la comunità indigena.
Voi direte ma ci saranno degli scritti o delle raffigurazioni che spieghino questa civiltà. Certo, solo che sono indecifrabili. Le statue e diverse rocce sparse nell’isola presentano tracce della lingua Rongorongo che si esprime in “petroglifi” e la cui traduzione risulta ad oggi sconosciuta.

Isola di Pasqua - (Ricostruzione) Statue MoaiInsomma, dopo avervi dato queste informazioni, credo non possiate biasimare il mio desiderio di saperne di più e di scoprire i misteri dei Rapa Nui. Non mi resta che lasciarvi alle immagini degli scavi che documentano questa scoperta. E al dubbio sul perché il corpo di questi giganti sia in parte sotterrato. Io, pur non azzardando nessuna ipotesi, sono estremamente affascinata dalla questione, ne intravedo implicazioni spirituali o semplici coincidenze o, perché no, uno scherzo per gli stolti posteri.

Se desiderate essere aggiornati sugli scavi e i risultati degli studi, potete seguire il progetto sul sito apposito o sulla pagina Facebook.

ENGLISH

LINK UTILI:
Isola di Pasqua – Wikipedia
Moai – Wikipedia
Rongorongo – Wikipedia

Fonti: Scoperta scioccante dei ricercatori sotto le teste dell’Isola di Pasqua! | Le teste Moai dell’isola di Pasqua hanno un corpo | Clamorosa scoperta archeologica: le Teste dell’Isola di Pasqua hanno un corpo

30 commenti

  1. Potentemente straordinarie .
    P.s. Se un/una blogger non fosse pettegolo ( nel senso bello) , non sarebbe un blogger !

    • Ah ah ah hai ragione ma sai com’è… avevo deciso di mettere a riposo la vena indagatrice… e invece mi cadono addosso stimoli da tutte le parti… Non è colpa mia, è un complotto 😉

  2. È una storia affascinante questa dell’isola di Pasqua e che probabilmente non avrai mai un esito scientifico certo. Tempo fa lessi delle modalità di trascinamento di questi enormi monoliti che corrisponde a quello che scrivi e che cioè erano trascinati su tronchi che facevano rotolare, solo che a furia di sdradicare gli alberi l’intera isola restò senza più arbusti! … qui però poi i racconti e l’archeologia si fondono al mistero e agli aneddoti che sicuramente impreziosiscono e rendono ancora più affascinanti le storie di altri tempi che ci lasciano ammirati per la grandezza che hanno saputo produrre.

    • Ti quoto in tutto e per tutto… e infatti… frugando in cerca di informazioni ho già trovato un’altra storia molto molto interessante che probabilmente sarà oggetto dei miei prossimi studi. Non sai quanto mi incuriosiscano queste questioni. Se Aladino mi regalasse un desiderio andrei indietro nel tempo a togliermi ogni dubbio 😉

  3. “Lo storico è razionale, ma la storia non lo è.” (Pauwels e Bergier, “Il mattino dei maghi” 1972, Mondadori)

    • Beh diciamo che è abbastanza raffazzonata come cosa… ieri leggevo sulla questione della lingua e del fatto che sia intraducibile perché non esistono più i discendenti delle popolazioni che crearono questi capolavori. Anzi è solo una fortuna che siano sopravvissute le tavolette coi petroglifi perché negli ultimi secoli esse sono state distrutte e usate come legna da ardere dagli stessi abitanti dell’isola. Detto questo capirai che sapere che nel 1990 degli indigeni Maori dell’Isola di Pasqua hanno costruito un Moai in Italia e per di più con roccia vulcanica trovata per caso da qualche parte mi fa molto sorridere ma non mi stupisce, anzi… mi ricorda le solite minchiate all’italiana!

  4. Ma daiiiii! Mino Damato era uno dei miei preferiti!
    ok, ok la scienza è scienza! ma tutti possono sbagliare non sapendo, anche mia mamma aveva messo dei piatti di Capodimonte sotto vasi di gerani! 🙂

  5. Splendido articolo, non sapevo della profondità delle statue, mi ero guardato tutti i vari documentari più o meno scientifici che avevo trovato, ma mi era sfuggito il corpo.
    Che li abbia guardati con leggerezza nonostante le tonnellate? 😉
    Grazie

    • Mmmm no… credo che non si sia una notizia molto divulgata (e sinceramente non ne capisco il perché). Io mi ci sono imbattuta per caso e ho pure pensato fosse una bufala. Mi ha convinta il sito del progetto con relative foto…

      • Chissà come mai, davvero, non si sia affrontato il discorso del corpo delle statue. Come non è ancora chiaro se le statue sono state la causa del disboscamento o semplicemente un tentativo disperato di ingraziarsi gli dei.
        Diciamo che ho sempre pensato all’isola di Pasqua come ad un esempio di come l’uomo, come “animale” non sia in grado di sopravvivere, se deve preservare il proprio habitat!

      • Sì, ho letto della questione del disboscamento probabilmente dovuto al trasporto delle statue. Non vedo però la relazione con l’aspetto religioso che gli studiosi tendono peraltro a escludere… Ad ogni modo credo che la tua conclusione, nonostante si allacci al classico (e vero) tormentone dell’uomo in generale che pian piano sta tendendo a distruggere le proprie risorse, non tenga in considerazione diversi fattori fra i quali il fatto che quest’isola fosse già al principio non particolarmente ricca di vegetazione. Come puoi leggere su wikipedia:
        “L’Isola di Pasqua con le sue sole 48 specie vegetali native è una tra le isole più povere di specie vegetali in tutta l’area del Sud Pacifico. L’isola infatti è situata in una zona lontana dalla costa e in tutta la sua storia geologica non ha mai goduto di un collegamento con la terraferma, mentre la maggior parte delle correnti oceaniche che interessano l’isola provengono da occidente e non portano pertanto semi dalla terraferma. Anche il contributo da parte delle specie di uccelli migratori che popolano l’isola è stato modesto.”
        Oltretutto l’isolamento non ha favorito commerci e scambi con altri popoli. Io credo che sia già un miracolo che una civiltà possa essersi adattata.

      • Interessante spunto. Resta un bellissimo insieme di domande fatta isola. Mi sa che devo approfondire ulteriormente, l’isola di Pasqua mi intriga, ma vedo che dispongo di notizie superficiali, devo approfondire.

      • Sei entrato in loop? Non ti preoccupare, non sono anch’io un’esperta ma ci tengo a fornire informazioni corrette alle genti che si fermeranno 😉

  6. non mi risulta ci siano statue moai rivolte verso il mare… quelle posizionate sono tutte rivolte verso il centro dell’isola

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