Streetart News [wall 91] – Banksy nel campo profughi di Calais (Francia)

Banksy - Steve Jobs @ Calais (Francia)
Banksy – Steve Jobs @ Calais (Francia)

Siamo spesso spinti a credere che l’immigrazione prosciughi le risorse di una nazione, ma Steve Jobs era figlio di un migrante siriano. Apple è la compagnia più redditizia del mondo, paga oltre 7 miliardi di dollari l’anno in tasse, ed esiste solo perché negli USA è stato concesso l’ingresso di un giovane uomo siriano da Homs.

Banksy - Steve Jobs - CalaisCosì recita il comunicato stampa con cui Banksy, l’arcinoto street artist inglese, ha accompagnato la sua ultima opera realizzata in un campo di profughi siriani a Calais, in Francia. Questa ha destato particolare interesse in quanto raffigurante Steve Jobs con una sacca e un vecchio computer Apple. “Il figlio di un migrante siriano“, così viene definito Jobs da Banksy che vuole ricordare che il padre biologico di Jobs era un rifugiato siriano di nome Abdul Fattah Jandali che arrivò a New York negli anni Cinquanta.

Jungle“, il campo profughi di Calais, è un’enorme baraccopoli che ospita i migranti siriani che dalla Francia tentano di raggiungere la Gran Bretagna. A partire da fine settembre, data in cui Banksy ha smontato il suo famoso parco di divertimenti Dismaland, l’artista Banksy - Calais - We're not all in the same boatinglese si è preoccupato di inviare a Calais la legna e tutto ciò che potesse essere recuperato per la costruzione di rifugi d’emergenza per gli immigrati. Inoltre quella su Jobs è solo una delle ultime opere di Banksy che sarebbe da tempo impegnato nel campo profughi francese.
In una strada vicino al porto, ad esempio, ha realizzato un disegno ispirato al famoso dipinto “La zattera della Medusa” di Théodore Géricault. Nella zattera stanno i profughi e in lontananza si intravede uno yacht scintillante. Il titolo dell’opera, “We’re not all in the same boat” (Non stiamo tutti sulla stessa barca), non ha bisogno di spiegazioni.

Il clamore mediatico voluto da Banksy per quest’ultimo intervento è da legarsi alla tensione nata dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi che hanno incrementato paure e pregiudizi. Per questo Banksy ha voluto inviare ai francesi (e oltre) questo messaggio mettendo in evidenza come anche uno dei più importanti uomini del nostro Banksy - Steve Jobs - Calaistempo non sarebbe stato chi è stato se suo padre non fosse stato accolto come immigrato.
Il messaggio di Banksy non ha tardato a propagarsi. Le immagini dell’opera con Jobs sono state condivise da Krishnan Guru-Murthy, anchorman di Channel 4, e in men che non si dica sono divenute virali sui social network.
L’home page del sito di Banksy, come al solito, è minimale e molto diretta: solo una foto, in primo piano, un dettaglio dell’opera in cui Steve Jobs, in jeans e dolcevita nero, fa capolino dietro le tende dei rifugiati con una sacca e il prototipo di ciò che sarebbe diventato, per gli Stati Uniti, un affare da “7 miliardi di dollari l’anno in tasse“.

LINK UTILI:
Banksy su questo blog
Banksy – Website
Banksy – Wikipedia
Banksy – Instagram
Banksy – Facebook fan page

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